Informarsi è partecipare - Gruppo consiliare "Uniti per Godiasco" - Godiasco Salice Terme (PV)


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mercoledì 1 febbraio 2012

Fusione di comuni?

Da diverso tempo sostengo che i piccoli comuni (fra cui Godiasco) dovrebbero mettere da parte vecchie questioni di campanilismo e fondersi con quelli viciniori per aumentare la base amministrata, ovvero il numero di cittadini amministrati da un solo sindaco/ giunta, un solo consiglio comunale, una sola struttura amministrativa.
Ora, in particolare nella discussione sul cambiamento/ integrazione di nome da Godiasco a Godiasco Salice Terme, mi sembra di cogliere una nascente maggiore attenzione al tema.
In effetti non è neppure  una questione di campanile; a Siena, patria della tifoseria di campanile, si contano ben 42 contrade, ma da sempre è un solo comune. Come a dire, alla D'Artagnan, "uno per tutti, tutti per uno".
Mi sembra di notare, anche da alcuni commenti ricevuti, un certo favore alla fusione fra Godiasco (+ Salice Terme) e Rivanazzano Terme.
Se questa considerazione fosse vera e visto che a primavera prossima si andrà al voto amministrativo a Rivanazzano T., mi viene da chiedermi come verrebbe accolta una lista, in quella competizione elettorale, che ponesse nel suo programma, magari a medio/lungo termine, la fusione con il comune di Godiasco.
Si tirerebbe la zappa sui piedi o verrebbe premiata da un elettorato ormai stufo di dover pagare fior di soldi per sindaci e assessori in sovrannumero? (i normali consiglieri costano quasi niente). Da un calcolo recentemente visto, la giunta comunale di Rivanazzano costa intorno ai 15 euro annui per ogni abitante, quella di Godiasco poco meno. Se ne potrebbe risparmiare la metà e dirottare quindi la cifra risparmiata su servizi ai cittadini?
E' un discorso insensato? Prematuro? o giusto?


mercoledì 24 agosto 2011

Si risparmia o no? Fondiamo o no?


Un anonimo lettore mi invia un articolo tratto dal portale TerraNews.
Non concordo praticamente su nulla, ma ogni opinione ha diritto di essere espressa e conosciuta.
Ecco l'articolo:


Piccoli Comuni addio? Ma il risparmio non c'è
Rossella Anitori
INTERVISTA. A colloquio con Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci): «Per lo Stato solo 6 milioni in meno pari al costo della bouvette».

Il governo non ha ancora quantificato il risparmio derivante dallo scioglimento dei piccoli Comuni previsto nella manovra. A pagina 70 della relazione che accompagna il decreto dice di non essere ancora in grado di farlo. Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci) e sindaco di Marsaglia (Cuneo) lo ha anticipato: «Con l’accorpamento di 1.963 Comuni sotto i mille abitanti si otterrà un risparmio reale di circa 6 milioni di euro. Poco più di quanto costa ogni anno allo Stato il ristorante della Camera dei deputati».

Qual’è la spesa media annua di un Comune con meno di mille abitanti?
I piccoli Comuni sono quelli che spendono meno. La spesa corrente annua di un municipio con meno di mille abitanti è di 582mila euro. Per garantire la vita dei suoi organi di governo un cittadino spende poco più di cinque euro l’anno. A fronte di un costo irrisorio, i cittadini possono godere di innumerevoli benefici. Possono fare riferimento ad un corpo politico e amministrativo che si mette a loro disposizione. I Comuni erogano servizi e intervengono sul territorio. Sono i primi ad intervenire in caso di problemi. Visto i costi ritengo essenziale che queste sentinelle vengano salvaguardate e valorizzate. Il governo dovrebbe ringraziare assessori e consiglieri che lavorano con dedizione percependo stipendi ridicoli. Sono loro i volontari della pubblica amministrazione. Non ci sono poltrone dorate nei piccoli municipi.

L’articolo 16 del decreto 138 del 16 agosto prevede la fusione dei piccoli comuni e la successiva creazione di unioni municipali. Secondo quale logica verranno create queste strutture?
A fondersi dovranno essere comuni confinanti con una popolazione al di sotto dei mille abitanti e insieme dovranno costituire un unione di 5mila abitanti. Una cosa che in una regione come il Piemonte sarà tecnicamente impossibile. Per arrivare a quota cinquemila sarebbe infatti necessario accorpare comuni geograficamente distanti, che si trovano in più vallate, divisi da barriere naturali.

E se un Comune non ha altri piccoli municipi confinanti?
Allora è salvo. Se un Comune anche piccolissimo non ha altri comuni limitrofi con meno di mille abitanti non è riguardato dal provvedimento. Questo decreto è ridicolo.

Quali saranno le conseguenze se la manovra venisse approvata dal parlamento?
Diminuzione dei servizi e aumento dei costi. Incuria del territorio e fenomeni di spopolamento.

Qual è la richiesta dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani?
Chiediamo lo stralcio dell’articolo 16. Non si possono prendere decisione sul territorio senza coinvolgere le associazioni e gli amministratori locali che operano sul territorio da anni. Bisogna lavorare insieme. Siamo disposti a fare la nostra parte. L’abbiamo sempre fatta. I piccoli comuni sono esempi di gestione virtuosa.

Qual è il prossimo appuntamento pubblico?
Venerdì 26 alle 14 è prevista una grande manifestazione nazionale a Roma davanti a Montecitorio. Questa dei piccoli Comuni non è una battaglia dei sindaci e degli amministratori locali ma di tutti i cittadini per la salvaguardia dell’ambiente, della cultura e del territorio.

L'immagine è quella che correda l'articolo di cui sopra

venerdì 19 agosto 2011

Accorpamenti ? Sì, no, non lo so.


Alcuni sindaci sono consapevoli della necessità degli accorpamenti facendo considerazioni economiche e di efficenza, altri li rifiutano tassativamente invocando le identità culturali, il rispetto delle tradizioni, la maggior attenzione per il territorio.
Ne fa un resoconto La Provincia in edicola oggi, riportando il parere di alcuni sindaci di comuni sotto la soglia dei 1.000 abitanti.
Come detto le motivazioni sono le più varie, dal concreto e ragioneristico pragmatismo, a quelle più auliche e filosofiche: nessuno naturalmente cita l'attaccamento al (piccolo) potere che rischierebbe di perdere. Naturalmente.
Alcuni prendono delle iniziative per "salvarsi" dal temuto accorpamento.
Una delle più simpatiche e spiritosamente fantasiose credo che sia quella di cui dà notizia la trasmissione radiofonica La Zanzara di Radio 24. Pare che il Riccardo Benvegnù sindaco di Acceglio, Cuneo, avrebbe proposto al sindaco di Lampedusa di mandargli 830 immigrati per raggiungere, grazie a loro, la fatidica soglia di 1.000 abitanti !
Ah, l'italica fantasia, dove potrebbe portarci se fosse usata anche per le cose serie !

domenica 14 agosto 2011

E ti sembra poco ?


Oggi sul giornale La Provincia il sindaco di un paese con 98 (!!) abitanti dice che il suo modesto guadagno mensile di 480 euro lordi è ben poca cosa ed il risparmiarlo non cambierebbe la sostanza delle cose.

Mi sembra un discorso assurdo: 480 euro mensili sono 5.760 euro annui e pesano per 58 euro su ogni abitante: una famiglia di 4 persone, solo per pagare il sindaco, sborsa (in modo diretto e/o indiretto) annualmente 235 euro.
(Se ogni abitante di Milano destinasse annualmente 58 euro per pagare il sindaco, la somma risultante sarebbe di oltre 75 milioni. Anche questo dimostra quanta inefficienza e irrazionalità ci sia nei piccoli comuni)

Se vi sembrano pochi ....

Dopo la recente manovra governativa che (pare) vuole accorpare tutti i comuni sotto i mille abitanti, si è avuta una levata di scudi da (quasi) tutti i sindaci cui balla la poltrona.

Chi inneggia all'unione di comuni (mettere insieme i servizi, ma lasciare in vita i singoli comuni con sindaci ecc), chi si appella all'identità della popolazione (che può vivere in mille modi diversi, anche senza un sindaco cadauna).
Solo pochi e fra questi il sindaco di Cecima, capiscono l'anti economicità di avere i micro comuni; gli altri accampano mille scuse per salvare il proprio piccolo potere .... e i cittadini pagano.

venerdì 12 agosto 2011

Accorpamento Comuni


Nella manovra comunicata questa sera dal Governo mi sembra di aver inteso che è stata decisa l'abolizione delle province con meno di 300mila abitanti (quella di Pavia ne conta 548.307) e l'accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti.
Di quest'ultimo caso, nella nostra zona, ci sono vari esempi:
Bagnaria 684; Fortunago 391; Val di Nizza 682; Montesegale 321; Valverde 314; Cecima 237; Ponte Nizza 822; Rocca Susella 237.
I dati sono ricavati da http://www.comuni-italiani.it/
La notizia è talmente fresca che ancora è impossibile conoscere i tempi ed i metodi che saranno prescritti per l'accorpamento, ma serve comunque per ribadire il ragionamento fatto più volte in questo blog.
Un piccolo comune, attualmente indicato sotto i 1.000 abitanti (un assaggio per testare la normativa?), non può essere gestito correttamente poichè le spese fisse di personale e struttura assorbono risorse percentualmente altissime su quelle disponibili, lasciando praticamente le casse all'asciutto per erogare i servizi, il motivo che giustifica l'esistenza dell'istituzione "comune".
Se la soglia dei 1.000 abitanti ora individuata è ridicolmente bassa, non di meno, a mio avviso, si può giudicare quella di poche migliaia: almeno fino a 10.000 abitanti le spese di gestione ordinaria per la struttura (stipendi, corrente e materiali di consumo, automezzi, competenze di sindaco e assessori ecc) bruciano la possibilità di erogare taluni servizi e talaltri si è costretti ad appaltarli all'esterno.
Un numero di abitanti superiore consente di generare delle economie di scala tali da poter offrire più servizi ed in maggior numero autogestiti, ovvero senza dover riconoscere all'esterno costi e profitti.
Questa manovra è stata affrontata con la fretta imposta dalle autorità europee, ma non c'è da dubitare che il nostro Stato avrà per diversi anni problemi economici e sarà certamente questo il motivo che spingerà la normativa ben oltre l'attuale soglia identificata a 1.000 abitanti.
L'accorpamento dovrebbe addirittura essere richiesto dai cittadini che ne trarrebbero i vantaggi di minori costi o maggiori servizi a parità di prelievo fiscale. Gli unici che potrebbero avere opinione contraria sono coloro che occupano o sperano di occupare poltrone pubbliche di sindaco e assessore poichè il venir meno di un certo numero di poltrone lascerebbe taluni .... a piedi.
Ma a noi cittadini che ......

sabato 6 agosto 2011

Stato, Regione, Provincia, Comunità Montana, Comune, Quartiere


Questi sono i sei livelli presenti, tutti o in parte, in ogni luogo del nostro Stato.
A parte il discorso sui costi che alimenta anche buone dosi di qualunquismo, resta che un tale frazionamento di competenze (per limitarsi agli enti territoriali) quanto meno rallenta l'iter dei vari provvedimenti dal centro alla periferia e viceversa. Spesso alcuni dei suddetti enti svolgono il solo ruolo di passacarte, ma ciò non di meno costano e rallentano: sono "la Burocrazia".

Un amico mi ha fatto uno specchietto che riporta le varie regioni con relativa superficie, abitanti, province, comuni e i vari rapporti fra loro.
Ad esempio la Lombardia ha una superficie kmq 23.862,85 - abitanti 9.917.714 - comuni 1.544 - province 12 - abitanti x kmq 416 - kmq superficie di ogni comune 15 - numero abitanti x comune 6.423
Stesso lavoro per tutte le province, ma limitiamoci alla Lombardia: tenendo conto delle dimensioni di Milano che spingono al rialzo il dato, il numero medio di abitanti per comune di sole 6.423 anime significa che quella stortura presente nel nostro Oltrepò è evidentemente ben diffusa.
Noto che la Lombardia è circa a metà classifica: Piemonte e Trentino hanno un numero di abitanti medio per comune di circa la metà (non avendo città del calibro di Milano a tirar su la media).
Questo a mio avviso significa che per controllare la spesa pubblica e renderla più efficace, uno dei prossimi provvedimenti che dovrà prendere il Parlamento non sarà l'abolizione delle Province (pur utile, ma successivo), ma l'obbligo di accorpamento dei comuni fino ad un livello di 10/15.000 anime.
Se questo è un provvedimento che certamente verrà preso, ed io ritengo che avvenga anche abbastanza presto, diciamo entro il 2013, non ci converrebbe iniziare a parlarne per precederlo "scegliendo in autonomia con chi sposarsi"?
Ragioniamo pure di cambiare il nome a Godiasco in Godiasco Salice Terme, ma dobbiamo essere coscienti che è un falso problema (resteremmo sempre i soliti 3.150 abitanti) perchè sarà sempre un comune con una struttura inefficiente.
Le amministrazioni che riescono a guardare un poco oltre il proprio naso non possono non iniziare a occuparsene.
I cittadini devono chiederlo.

Qua sotto una piantina della nostra zona. Osservare quanti piccoli comuni ci sono. Per arrivare a 10/15.000 abitanti bisogna fare una maxi fusione, piaccia o non piaccia.

Visualizzazione ingrandita della mappa

(non riesco a mettere sul blog il foglio exel: chi fosse interessato può chiedermelo e lo spedirò via email)

lunedì 25 luglio 2011

Abolizione Province e accorpamento comuni


Ricevo e volentieri pubblico

Caro Alberto,
vorrei porre alla tua attenzione ed ai lettori del blog ciò che ho letto oggi su un quotidiano,"Il Giornale" (ciò che sarebbe auspicabile anche a casa nostra),una lettera della portavoce del Presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni,signora Gaia Carretta,a proposito di una proposta di legge da inserire nella prossima manovra socio-finanziaria del Governo,per alleggerire e per
meglio rispondere alle esigenze dei cittadini. Riporto pari pari,senza aggiungere nulla di mio e senza alcuna modifica del testo :

" Nell'intervista pubblicata ieri al Presidente Formigoni,si riporta quello che evidentemente è stato un refuso: la proposta del governatore è di accorpare i Comuni sotto i 5mila abitanti e non 50mila ,come invece è stato scritto.Se così fosse,degli oltre 8000 comuni italiani ne rimarrebbero solo 150,facendo diventare quella che è una proposta seria di razionalizzazione delle funzioni e di contenimento della spesa pubblica,una provocazione.
I Comuni sotto i 5000 abitanti sono più di 5mila.I numeri,quindi ,bastano a dimostrare quanto il Presidente Formigoni va dicendo da giorni e cioè che è il momento di mettere sul tavolo delle proposte serie e concrete per fare funzionare meglio lo Stato,riducendone anche i costi,senza dover tagliare i servizi ai cittadini; accorpare i Comuni sotto i 5mila abitanti,ridurre le provincie a 40,ridurre le Regioni a una decina,rientrano nelle cose che si possono e si debbono fare per raggiungere questo scopo."

Noi cosa aspettiamo a prendere in seria considerazione tutto ciò. Aspettiamo che ci venga imposto dall'alto,senza potere dire la nostra ? Aspettiamo che qualcuno obblighi o costringa gli amministratori dei piccoli Comuni ad allargare le braccia e continuare a dire ai propri elettori : "......ma non abbiamo soldi,non possiamo fare niente che non l'ordinaria amministrazione....queste frasi,queste parole mi sembra di averle già sentite più volte,sinceramente comincio a stufarmi.

Un caro saluto Luciano Benedini

mercoledì 8 giugno 2011

Salicedoro 2011


Anche quest'anno avremo la manifestazione SALICEDORO, iniziata lo scorso anno su iniziativa del Sindaco professoressa Anna Corbi.
E' stato anche predisposto un sito internet dove reperire foto dell'edizione passata, le date per quest'anno ed altro materiale.
Vi si legge anche che la manifestazione è fra le più importanti a livello europeo nel settore culturale. Certamente l'affermazione è sovrabbondante, ma è indiscutibile che si stacca nettamente da tutto ciò che viene organizzato in valle e, probabilmente, anche nella provincia. Se ci sarà la pazienza, la voglia e le risorse per continuarla negli anni, certamente sarà un veicolo promozionale di notevole importanza.
Direi tuttavia che il comune, con questa iniziativa, ha fatto bene, ma anche troppo. Forse non spetta proprio a lui l'organizzare cose del genere. Sarebbe opportuno, credo, che altri prendessero la palla al balzo e rimettessero in vita altre iniziative che, nel tempo, apportarono molta visibilità a Salice Terme: in particolare il concorso ippico e il festival dell'attore comico.
Ma chi potrebbero essere questi "altri"? E' difficile dirlo conoscendo la realtà. Forse le associazioni di categoria ? Forse le Terme ?
Probabilmente bisognerebbe anche rendersi conto che "riaccendere" la luce di Salice Terme come polo turistico di livello è cosa di primaria importanza non solo per il nostro comune, ma per l'intera vallata e provincia. Un polo che richiami presenze turistiche a livello nazionale e non solo è nell'interesse di tutti e tutti dovrebbero impegnarsi perchè ciò accada.
Invece ferve la discussione se sia opportuno o meno integrare il nome del comune con quello dell'attuale frazione e sul futile argomento, non su altri più qualificanti, si esercitano i fogli informativi locali. Pazienza.
Resta comunque che il settore pubblico, impoverito nei suoi bilanci, sta già facendo la sua parte; ora altri devono inserirsi.

venerdì 3 giugno 2011

Gira gira .... i soldi saranno sempre meno


Leggo e riporto da La Provincia di ieri un articolo in cui si parla delle difficoltà per i bilanci comunali e, manco farlo apposta, maggiori per i piccoli comuni ...

GIOVEDÌ, 02 GIUGNO 2011 Pagina 8 - Economia

«Avremo meno entrate», sindaci preoccupati
Il sistema non aiuta i centri piccoli che dovranno tagliare servizi

«Difficile controllare tutti i contribuenti Saremo in forte crisi»

STEFANIA PRATO
PAVIA. Preoccupa i piccoli Comuni il federalismo fiscale, si teme che non garantirà boccate di ossigeno alle finanze comunali già in forte sofferenza dopo i tagli ai trasferimenti statali. Non tranquillizzano neppure i risultati delle simulazioni fatte elaborare da Regione Lombardia e rilanciati da alcuni esponenti del Carroccio, in base ai quali «nelle casse municipali con il federalismo vi saranno maggiori entrate». Ma Pierachille Lanfranchi, componente del consiglio direttivo regionale di Anci, avverte: «Per il momento non si capisce quali saranno i benefici del federalismo su cui la Lega nord ha puntato molto. Non si comprende come arriveranno le risorse, a meno di non mettere mano ai veri sprechi che stanno nelle Regioni e nei Ministeri». E Lanfranchi, che è anche sindaco di Fortunago, aggiunge: «Tutto dipende dal fondo di perequazione, ma ci chiediamo chi lo costituisce e dove si troveranno le risorse. E sta proprio nella nellaperequazione il difetto del federalismo fiscale». «I vantaggi - continua - sono soprattutto per i centri più ricchi, quelli che possono contare su insediamenti commerciali e artigianali che garantiscono maggiori entrate, ma l’Iva non può essere considerata un dato stabile su cui l’ente municipale può fare programmazione. Senza contaree il fenomeno dell’evasione che i Comuni non possono contrastare, non avendone gli strumenti». E Livio Tronconi, vicesindaco di Albuzzano, precisa: «L’Iva è un’imposta indiretta che dipende dall’andamento economico e diventa difficile costruire un bilancio sulla compartecipazione di questa imposta». E’ preoccupato l’amministratore: «Non sono chiari i criteri per determinare i flussi di cassa e il loro volume. La vera difficoltà sta nel prevedere quanto si incasserà e quindi non sappiamo quali servizi si possono garantire». Per il sindaco di Belgioioso, Fabio Zucca, «non si sta applicando una vera riforma federale». «E’ piuttosto un pasticcio - continua - che mette in serie difficoltà i Comuni ai quali hanno già tagliato le risorse». E il primo cittadino porta l’esempio del Comune che governa dove la sforbiciata .... (continua sul giornale)

martedì 10 maggio 2011

Contributi regionale per unioni di comuni


Noi abbiamo presentato un progetto ed una domanda di finanziamento ? L'unione di comuni potrebbe essere un progetto che coinvolge tutta la valle Staffora, propedeutico ad una fusione ?

Piccoli Comuni, 67 domande per servizi associati,
(Ln - Milano) Si è chiuso il 2 maggio il termine per la presentazione alla Regione Lombardia delle domande per ricevere contributi per la gestione associata di servizi comunali. Obiettivo generale dei finanziamenti è promuovere l'associazionismo intercomunale mediante l'incentivazione e lo sviluppo di forme stabili di esercizio associato di servizi, per favorire risparmio di denaro e garantire qualità, efficacia e continuità ai servizi stessi.
"Quest'anno - ha commentato l'assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione Carlo Maccari - sono pervenute 67 domande, 6 in più rispetto al 2010, delle quali 12 da parte di Comunità Montane e le restanti 55 da parte di Unioni di Comuni, per un totale di 342 Comuni, con una popolazione complessiva di quasi un milione di abitanti, e 813 servizi pubblici gestiti in forma associata".
Le domande pervenute sono ripartite come segue: 7 dal territorio provinciale di Bergamo, 11 da Brescia, 4 da Como, 7 da Cremona, 1 da Mantova, 3 da Lecco, 1 da Lodi, 2 da Milano, 23 da Pavia, 6 da Sondrio e 2 da Varese. E' da subito partita la fase istruttoria, che si concluderà entro i prossimi tre mesi e che porterà alla erogazione dei contributi spettanti ai soggetti ammessi.
"Quello della gestione associata dei servizi - ha sottolineato Maccari - è un percorso sempre più necessario per continuare a garantire servizi di qualità in modo capillare sul territorio, andando incontro soprattutto alle moltissime realtà comunali che, per ridotto numero di abitanti e scarsità di risorse, non riuscirebbero da sole a erogare funzioni fondamentali ai cittadini come l'anagrafe, gli uffici tecnici, l'assistenza sociale, la polizia locale".
"In Lombardia - ha concluso Maccari - Comunità Montane e Unioni di Comuni sanno lavorare in sinergia e danno un ottimo esempio di gestione del territorio, che risponde pienamente ai criteri di sussidiarietà, partenariato e progettualità su cui è impostata l'azione di governo della Regione Lombardia. A partire dal 2008 abbiamo erogato contributi alle gestioni associate per circa 22,5 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare sensibilmente dopo il riparto di quest'anno".
(Lombardia Notizie)

lunedì 11 aprile 2011

Ancora sulla fusione fra Comuni



Un recente post ha visto alcuni commenti parlare nuovamente dell'accorpamento fra vari comuni. Ricordo che questo blog lanciò, mesi or sono, un sondaggio (ancora leggibile in fondo pagina) che vide anzitutto uno scarso numero di partecipanti ed un risultato abbastanza favorevole alla fusione.
Comunque per non appesantire di commenti poco pertinenti il post di cui sopra, ripropongo qua l'argomento, nella speranza che svolga la funzione del "sasso nello stagno".
Questi i due commenti cui sopra accennavo:


Anonimo ha detto...

Concordo sull'accorpamento dei comuni.
Lo spirito associazionistico, peraltro, tra i comuni di Rivanazzano e Godiasco non mancano.
Vediamo già da molto tempo come i nostri vigili e quelli di Rivanazzano lavorano insieme e se lo fanno loro perchè non lo potrebbero fare i due uffici tecnici, tanto per cominciare.
E perchè non coinvolgere anche i comuni vicini?
Speriamo solo che a qualcuno o a qualcunA non venga in mente di sciogliere ciò che faticosamente stà in piedi da anni.
Cari signori e signore chi deve decidere sull'intraprendere ed iniziare a mettersi intorno ad un tavolo e a discutere seriamente di queste cose?
Risposta " I SINDACI".
E' mai possibile vedere ancora zuffe da pollaio tra "il sindaco di Godiasco" ed il "vice sindaco di Salice " ?
Sono i nostri governanti che peccano di nanismo politico quando invece la maggioranza dei cittadini di Rivanazzano, Salice e Godiasco , ecc. non aspettano altro di vedere un tavolo comune di discussione.
Peccato che bisogna sempre aspettare cinque anni per poi sperare ancora nei prossimi cinque ed ancora aspettarne altri cinque.
Ma nel frattempo non si può fare un referendum per contarci e vedere quanti siamo che la pensano così?
Questo BLOG cia ha provato.
Le chiedo sig. Sorrentino, riapra la conta sul blog e proponga un referendum al prossimo consiglio comunale sul tema dell'accorpamento.
Si può fare?
Saluti
09 aprile 2011 01:44

Alberto Sorrentino ha detto...
riaprire il sondaggio pro o contro la fusione su questo blog è possibile, ma direi che serve a poco. L'ho già fatto ed avrebbe dovuto "muovere le acque", ma mi sembra che non sia successo nè a livello giornalistico, nè a livello politico, e neppure a livello "chiacchiere da bar".
Fare una proposta di sondaggio nel nostro comune è anche inutile: dovrebbe essere un sondaggio in vari comuni (quelli interessati dalla eventuale fusione) e comunque la maggioranza boccerebbe la proposta (altrimenti l'avrebbe già fatta saltando sul carro della fusione). Comunque penso che la fusione si farà quando saranno i cittadini a volerlo: per ora mi sembra che alla maggioranza di essi non interessa il problema, e diversi sono contrari non riuscendo a distinguere fra lo spirito contradaiolo e un sano principio di amministrazione: restano gli "apostoli" che, si sa, lavorano sui tempi lunghi.
Alberto
11 aprile 2011 00:36

mercoledì 6 aprile 2011

Godiasco Salice Terme: Referendum entro l'anno



La Provincia di oggi ci informa che la Regione dovrebbe terminare le procedure burocratiche autorizzative entro il mese di giugno e quindi fissare una data approssimativa nella quale tenere il referendum.
La mia opinione in merito è nota: il cambio di nome, o meglio l'integrazione di nome, è un falso problema in quanto atto dovuto alla mutata realtà. Ma non avrà sostanzialmente alcun effetto pratico: il nostro comune resterà un piccolo comune di poco più di 3.000 abitanti, con un piccolo bilancio incapace di affrontare gli investimenti che i servizi da erogare richiedono. Naturalmente il basso numero di abitanti che affligge il nostro comune di Godiasco (o Godiasco Salice Terme) tormenta ancor più alcuni comuni limitrofi.
La soluzione è concettualmente semplice, basterebbe fondersi, ma a tramare contro ci sono obsolete questioni di campanilismo su cui ovviamente contano quei sindaci ed assessori che perderebbero il posto nel raggruppamento.
Il classico esempio dove la miopia degli abitanti si sposa al malcelato interesse di coloro che li governano.