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martedì 10 gennaio 2012

Defibrillatori salva-vita nei luoghi pubblici

Defibrillatori salva-vita nei luoghi pubblici


(Ln - Milano) Regione Lombardia lancia un grande progetto per la diffusione e l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nei luoghi pubblici e per la formazione e l'informazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Grazie ad un finanziamento complessivo di quasi 1,3 milioni messo a disposizione dal Ministero della Salute, Regione Lombardia, attraverso AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), realizzerà nei prossimi 24 mesi "A prova di cuore", un vasto programma di prevenzione in più fasi che ha l'obiettivo fondamentale di ridurre i decessi causati dagli arresti cardiocircolatori. Il progetto dettagliato, predisposto da AREU, è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani.

I DATI - Ogni anno in Italia circa 60.000 persone muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco. La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che in questi casi un intervento di primo soccorso, tempestivo e adeguato, contribuisce a salvare fino al 30% in più delle persone colpite. I dati del 118 dicono che in Lombardia avvengono ogni anno circa 1.400 arresti cardiaci in luoghi pubblici e luoghi di lavoro. Di questi, circa 700 sono dovuti a patologie traumatiche o avvengono nelle strutture sanitarie.

GLI OBIETTIVI - "Per ridurre la mortalità per arresto cardiocircolatorio - spiega l'assessore Bresciani - è molto importante diffondere la presenza dei DAE nei luoghi in cui siano realmente utili (aree a maggior rischio o a maggior affluenza di pubblico) ma soprattutto diffondere presso i cittadini la conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare, in modo che più persone possano intervenire adeguatamente non solo nei posti pubblici ma soprattutto nella abitazioni private dove avvengono la maggior parte degli arresti cardiaci".

LE FASI DEL PROGETTO - Nell'arco dunque di 24 mesi, verranno realizzate diverse azioni. Queste le principali: definizione dei criteri di distribuzione dei DAE, delle caratteristiche e del numero dei DAE da acquistare; definizione delle modalità di gestione e manutenzione dei DAE; acquisto dei DAE; distribuzione dei DAE; identificazione del numero e della tipologia di persone da formare; pianificazione e preparazione degli interventi formativi; effettuazione degli interventi formativi; predisposizione del registro regionale DAE e delle persone formate; campagne informative rivolte alla popolazione; monitoraggio e verifica della attività svolte.
(Lombardia Notizie

Nell'immagine un defibrillatore all'aereoporto di Madrid

domenica 15 maggio 2011

Tempo di viaggi: il numero di emergenza


Sta per iniziare la stagione delle vacanze e dei viaggi. Spesso si concretizzano in un viaggio all'estero.
Ovviamente l'augurio è di vedere solo cose belle, che ci sia sempre il sole e che il divertimento sia al massimo.
Talvolta tuttavia il diavolo ci mette la coda ed allora è utile sapere come comportarsi.
L'Unione ha ideato un numero unico europeo per le emergenze, il 112 ed ha "invitato" i paesi membri ad adeguarsi. Sembra ovvio notare che l'Italia è in forte ritardo e che i "primi della classe" sono i soliti paesi nordici. Comunque il 112 (ma non in Italia dove corrisponde ai CC) è una realtà su cui sembra si possa fare affidamento per le emergenze.
Per vedere la situazione nei vari paesi clicca qua.

martedì 9 novembre 2010

In Piemonte un servizio innovativo


Avevo proposto alla precedente amministrazione comunale, e poi anche all'attuale, un servizio del genere. Ovviamente nulla di fatto.
Questo è il servizio attivato in Piemonte come lo descrive un articolo de La Provincia:
Un servizio contro la solitudine
Tortona, la Regione Piemonte promuove un’iniziativa per gli anziani Basta schiacciare un numero del cellulare e parte l’intervento
TORTONA. Arriva un servizio gratuito per non lasciare soli i pensionati di età superiore a 65 anni. Si chiama «Sms Help over 65», è attivato dalla Regione Piemonte ed è un’alternativa pratica ed innovativa ai servizi di telesoccorso esistenti che per la sua semplicità ed efficacia è il primo in Italia che attualmente assiste un gran numero di anziani, oltre i 65 anni di età, trasmettendo sicurezza non solo agli utenti diretti ma anche ai famigliari. E’ un modo facile e sicuro per chiedere aiuto, in grado di far intervenire guardia medica, ambulanza all’occorrenza forze dell’ordine, parenti e/o amici. E’ attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno ed è totalmente gratuito per l’utente. E’ adatto a qualunque telefonino con carta Sim attiva di qualsiasi gestore. Il servizio può essere attivato, in modo semplice e rapido, via web sul sito www.regione.piemonte.it/smshelp oppure tramite l’invio di un modulo di iscrizione che consiste in un depliant con tutte le informazioni necessarie ed un coupon staccabile. Successivamente viene configurato direttamente sul cellulare. Così l’anziano, digitando un solo tasto - che per comodità è il 5 - inoltra l’invio di sms predefiniti alle persone che egli ha indicato. Contemporaneamente parte la telefonata da parte del Centro servizi verso l’anziano per verificare l’accaduto. Il Centro servizi è esterno ed esclusivamente dedicato e vi lavorano persone che hanno ricevuto una specifica formazione professionale. Ad illustrare alle autorità, ai giornalisti ed alle associazioni di volontariato gli obiettivi che la Regione intende raggiungere con questi servizi il vicepresidente della giunta, Ugo Cavallera, e l’assessore al Bilancio e Pari opportunità, Giovanna Quaglia. «Con i nuovi strumenti di ascolto e di assistenza che presentiamo, la Regione vuole tangibilmente mettersi al servizio dei cittadini, ed in particolare delle categorie socialmente ritenute più deboli, per rendere le città più a misura d’uomo», ha affermato Cavallera. «Donne, anziani, persone sorde, cieche o oipovedenti potranno contare su un nuovo sostegno per vincere la solitudine o per chiedere aiuto in caso di bisogno». (a.b.)