Informarsi è partecipare - Gruppo consiliare "Uniti per Godiasco" - Godiasco Salice Terme (PV)


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martedì 4 ottobre 2011

Fare a meno dei certificati


Riporto un articolo di Luigi Oliveri apparso su La Voce:

FARE A MENO DEI CERTIFICATI di Luigi Oliveri 04.10.2011

La necessità di esibire certificati di varia natura in diverse situazioni rappresenta una perdita di tempo e di energie per amministrazioni, aziende e famiglie. La soluzione non è eliminare le certificazioni, ma modificare il sistema col quale si acquisiscono le informazioni. Già da undici anni il Dpr 445 prevede per le pubbliche amministrazioni il cosiddetto accesso diretto alle banche dati. Per verificare la veridicità delle autocertificazioni dei cittadini senza richiedere alcun certificato a nessuno. Perché non si mette in pratica quella norma?

Le certificazioni di varia natura costituiscono un ostacolo chiaro alla funzione amministrativa e un onere per famiglie e imprese.
Il ministro Brunetta ha probabilmente esposto male la soluzione corretta a un problema reale. Non si devono eliminare le certificazioni antimafia o riguardanti la regolarità contributiva in sé e per sé, ma occorre certamente modificare il modo di acquisirle.

IL DURC, QUANDO SERVE E QUANTO VALE

Prendiamo il Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Va richiesto nelle seguenti circostanze:

a) per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al possesso dei requisiti di “moralità”, tra i quali la regolarità contributiva; le imprese autocertificano la loro regolarità in sede di gara, ma ai fini dell’aggiudicazione definitiva, occorre acquisire il Durc;
b) per la stipula del contratto, successiva all’aggiudicazione;
c) per il pagamento degli stati di avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture, nel corso dell’operatività del contratto;
d) per il certificato di collaudo, per il certificato di regolare esecuzione, per la verifica di conformità e il pagamento del saldo finale;
e) qualora tra la stipulazione del contratto e il primo stato di avanzamento dei lavori o il primo accertamento delle prestazioni effettuate relative a forniture e servizi, ovvero tra due successivi stati di avanzamento dei lavori o accertamenti delle prestazioni effettuate relative a forniture e servizi, intercorra un periodo superiore a centottanta giorni.

Dunque, occorre chiedere il Durc in continuazione. Nulla di male. Se non fosse che appunto, il documento va “chiesto” e che per ottenerlo occorrono circa trenta giorni. E un’amministrazione appaltante prima di poter autorizzare il pagamento della prestazione ricevuta dall’appaltatore deve aspettare che Inps, Inail, Cassa edile e gli enti che aggiornano i dati relativi al Durc, ricevuta la richiesta, rispondano, per poter poi andare oltre.

PROBLEMI DI ACCESSO

Non si capisce perché le medesime amministrazioni appaltanti per effettuare un’altra verifica, cioè quella dell’assenza di procedure in atto per irregolare versamento delle imposte e delle tasse nei casi di pagamenti superiori ai 10mila euro, possano accedere direttamente alle informazioni di Equitalia, per il tramite del portale della Consip, mentre per un’operazione in tutto analoga, la verifica della posizione contributiva, per via telematica possano solo fare la richiesta del Durc. Ma non possano accedere direttamente alle informazioni registrate nel sistema.
È evidente a chiunque la perdita di tempo e di risorse. Senza dimenticare che per anni e anni si è discusso se la validità Durc fosse di un mese o di tre mesi. Solo da poco è stata presa una posizione definitiva, indicando la validità trimestrale. Il che facilita il reperimento del certificato, se gli adempimenti sono contenuti entro i tre mesi dalla sua emissione. Ma, si badi, la normativa vigente pretende comunque un Durc diverso a seconda se si compia una o l’altra delle attività indicate nell’elenco. Pertanto, un’amministrazione potrebbe già essere in possesso di un Durc ancora valido, vedendosi comunque costretta a chiederne un altro, da destinare a un utilizzo diverso da quello del quale risulti in possesso.
Non è da eliminare il Durc, ma il sistema col quale si acquisiscono le informazioni. Lo stesso vale per la certificazione antimafia e per qualsiasi altro dato in possesso delle pubbliche amministrazioni.
È da undici anni che il Dpr 445/2000 prevede per gli accertamenti istruttori delle pubbliche amministrazioni il cosiddetto “accesso diretto” alle banche dati. In parole povere, i cittadini possono autocertificare il possesso di tutti i requisiti necessari a intraprendere un’attività soggetta a un’autorizzazione, un contratto o anche un semplice controllo ex post; le amministrazioni competenti non dovrebbero chiedere alcun certificato a nessuno, ma dovrebbero poter consultare le banche dati delle altre amministrazioni per verificare la veridicità delle autocertificazioni.
Da anni, il problema si pone anche per l’esenzione dal ticket sanitario. Le Asl non riescono ad accedere automaticamente alle banche dei disoccupati, gestite in vario modo dalle Regioni, sicché i Centri per l’impiego delle province sono subissati di richieste di certificati di disoccupazione, dei quali si potrebbe fare certamente a meno.
Le banche dati già disponibili, utili per controlli e verifiche, sono molteplici: tra esse appunto quelle detenute dalle prefetture per l’antimafia, il casellario giudiziale, il casellario informatico dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (che certifica il possesso dei requisiti per accedere agli appalti), l’anagrafe tributaria, il registro delle imprese, le banche dati dei percettori di ammortizzatori sociali, le già ricordate banche dati dei disoccupati. Una riserva enorme di informazioni l’accesso alle quali è ancora troppo spesso condizionato a sistemi non adeguati alle risorse offerte oggi dalla rete telematica.

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giovedì 13 gennaio 2011

Rapporto Quars 2010: l’Italia è “deformata” da lavoro e pari opportunità


La strana rappresentazione della Penisola qua a fianco è ricavata da una ricerca di carattere economico che evidenzia, ingrandendole, le zone con maggiori opportunità, anche di lavoro, e rimpiccolendo le altre.

Per chi fosse interessato a leggere una relazione della ricerca, clicchi qua
o sul sito Quars

lunedì 3 gennaio 2011

Giornalino alle famiglie



Stamattina ho ricevuto il "Giornalino alle Famiglie", peraltro uguale a quello riportato nel sito comunale.
E' inutile che lo descriva in quanto certamente è nelle mani di tutti gli abitanti del comune (e comunque leggibile sul sito).
Sarebbe facile fare critiche, montar su ironia, beffarsi di qualche affermazione.
Sostanzialmente direi che è stata usata molte vernice dorata per dipingere dei normali ferri da stiro.
Forse però si dovrebbe cercare di leggere fra le righe, essere più consapevoli della situazione del proprio comune.
La sostanza è che non ci sono soldi.
Il grande errore di questa amministrazione è stato quello di non aver fatto fare ad un revisore indipendente, al momento del subentro, una analisi precisa della situazione economica comunale.
In quella occasione avrebbe potuto appurare (e palesare) come stavano le cose, la consistenza delle spese fisse, come erano state fin lì coperte, i debiti, il peso delle rate dei mutui, gli arretrati nelle manutenzioni, i lavori sospesi
.
Conoscendo tutto ciò avrebbe potuto fare un discorso chiaro al paese: non possiamo. Ma non l'hanno fatto, o non l'hannno potuto fare probabilmente per le varie interconnessioni che comunque c'erano o c'erano state con i vecchi amministratori e che non importa rammentare.
E ora è tardi per farlo; è passato un anno e mezzo e i vecchi non possono essere più una motivazione, ai più sembrerebbero una scusa.
Quindi non resta che fare buon viso a cattivo gioco e ..... dipingere ciò che di buono è stato possibile realizzare, facendo dei salti mortali, con la porporina d'oro.
Sembrerà facile che io me la cavi con questa analisi, ma certamente mi si deve dare atto che nei precedenti cinque anni ho spessissimo detto che si stava rovinando il comune e questo nel silenzio, o quasi, di tutti.
Ora i nodi sono al pettine e sta accadendo quello che doveva accadere.
Ne paga le conseguenze in termini di minore manutenzione, minori investimenti e minori servizi la popolazione, quella che non si è fatta robustamente valere quando eravamo in tempo per farlo.
Dispiace dirlo, ma credo che questa sia la dura realtà.

venerdì 31 dicembre 2010

Ma quante realizzazioni !

Su La Provincia di oggi leggo un articolo/ intervista al sindaco Anna Corbi in cui viene annunciato l'invio ad ogni famiglia del comune di un opuscolo riportante le realizzazioni dell'amministrazione.
Segue un elenco, che la giornalista riporta fedelmente ed acriticamente, di "cose fatte".
Verrebbe voglia di commentare, ma forse è meglio attendere la ricezione dell' annunciato opuscolo.

martedì 21 dicembre 2010

Segnalo il post "Godiasco o Godiasco Salice Terme ?"

Segnalo che nel post Godiasco o Godiasco Salice Terme si è sviluppato un certo dibattito con 7 commenti. Non sono in verità molti, ma per la media di questo blog ...
L'argomento poi è certamente molto interessante, non solo e non tanto l'aggiunta del nome, quanto le prospettive di cui si parla.
Spero che sia solo l'inizio.

sabato 18 dicembre 2010

Godiasco Salice Terme ?


Nelle lettere al direttore de La Provincia del 14.12 trovo uno scritto di Luciano Benedini.
Conoscendolo, gli ho chiesto se c'erano stati tagli per abbreviare la lettera che aveva scritto.
Riguarda un articolo apparso sul giornale l'8.12.2010
Questa che pubblico qua di seguito è la non breve versione integrale:


L'articolo apparso oggi sulla Provincia Pavese a firma di " Francesca Toma " a Godiasco non piace la fusione porta a galla una vecchia questione che naque già nel 1989 con un analogo referendum che per soli 30 voti affossò la proposta di cambiamento.del nome.
A distanza di più di 20 anni il quesito viene riproposto ai cittadini e come si può leggere dall'articolo pubblicato oggi,dai commenti che si avvertono tra la gente,nei bar ecc.ecc.emergono le solite paure, le solite diffidenze tra Godiaschesi e Salicesi.
Salice, essendo frazione ,ha da sempre sofferto un complesso di inferiorità da Godiasco che essendo capoluogo non ha mai legato con Salice più di tanto.
Infatti ,i vecchi,che già da allora conoscevano questa mentalità dicevano : .....non vedrai mai un Godiaschese venire a Salice a prendere semplicemente un caffè,ma vedrai sicuramente un Salicese andare a Rivanazzano ed un Rivanazzanese
venire a Salice.
Questo era allora ed è così adesso.
Infatti a riprova di ciò,quando la sciaugurata amministrazione precedente, (De Antoni-Berogno-Somenzini) ha privatizzato le Terme S.P.A. vendendo per pochi denari il patrimonio più importante di Salice: Stabilimento termale - parco-con annessi e connessi,piscina,nuovo Hotel Terme, Grand Hotel,Club House ecc. a fronte di un passivo creato dalla mala-gestione dell'allora Amministratore Delegato
Geom.Maurizio Somenzini e c/o ,i Godiaschesi non hanno mosso un dito,non sono mai intervenuti sulla questione,non hanno mai preso una posizione al riguardo,come se la cosa non gli interessasse affatto,come se fossero questioni che non riguardavano il loro comune .
Se ne sono semplicemente fregati,ben attenti a non turbare i sonni dei loro amministratori di Godiasco,e sopratutto a non contraddirli mai.

Dalle risposte che leggo e che sono riportate nell'articolo di oggi,si capisce che alcune sono favorevoli al cambio di nome solo perchè ciò aumenterebbe la visibilità della loro attività,vedi Alberto Dieci,agente immobiliare della zona.
Altri,come Alberto Bertelegni,pasticciere in quel di Godiasco dà una ottima lettura della realtà,sopratutto quando fa riferimento al fatto che sarebbe Godiasco ad averne i maggiori benefici dicendo testualmente :....questo accorpamento di nomi potrebbe essere ottimale per fare conoscere il comune ad un maggior numero di persone,molti non sanno nemmeno dove sia situato Godiasco,mentre conoscono molto bene Salice !
Il sig.Bariani ,invece,titolare della panetteria di Via Cerchia,dice polemicamente :...sarebbe meglio che la frazione di Salice diventasse comune,visto che la maggior parte dei membri del consiglio è Salicese.
Un'altra signora dice ce non è d'accordo perchè Godiasco e Salice sono troppo diversi,Godiasco è un luogo molto tranquillo ed in questo modo perderebbe la sua identità.
Ciò che dice l'edicolante di Godiasco Domenico Lo Giudice,il quale teme che venga spostato tutto a Salice,non merita risposta e commenti al riguardo.Si può solo dargli un consiglio : oltre che a venderli i giornali li legga anche ,così impara a ragionare e a dire meno cavolate.
Per ultimo ho lasciato il geom.Somensini il quale ,non ancora soddisfatto di avere contribuito con la sua mala- gestione al tracollo ed alla svendita a privati del patrimonio di Salice Terme : Stabilimento Termale,Grand Hotel,Club House,
Piscina Nuovo Hotel Terme ecc.ecc.dice : ...cambiando il nome come proposto è un fatto molto positivo perchè così facendo si evita che i desideri degli uni possano prevalere su quelle degli altri.L'obbiettivo è quello di fare cadere i
campanili. ( nel senso di campanilismi ) Lo scopo è anche quello di fare capire alla gente che non cambia nulla.....ecc.ecc.
Poi dice,pensando in grande : ...penso che in Oltrepò Pavese possano bastare 6-7 maxi-comuni.

A questo punto mi sarei aspettato che scendendo dalle nuvole con i piedi per terra avesse detto :...nel frattempo che il mio desiderio ed auspicio dei 6-7 maxi-comuni si avveri, perchè invece che l'accorpamento dei nomi Godiasco-Salice Terme invitando la popolazione ad un referendum che non sposta nulla o ben poco ( vedi il codice di avviamento postale ) non facciamo un referendum con Rivanazzano Terme per unificare i due comuni ? magari allargato anche ad altri piccoli comuni limitrofi ai due maggiori ?
Un ex amministratore come il geom.Somensini dovrebbe capire pure lui che nel futuro le risorse per la gestione dei piccoli comuni sarà sempre più insufficiente a dare ai cittadini ciò che chiedono.Mancano addirittura le risorse per l'ordinaria amministrazione.Il comune di Godiasco alla richiesta dei cittadini di interventi sul territorio per banali interventi,risponde sempre che non ci sono soldi,ma solo dei debiti pregressi da pagare ecc.ecc.
Io per fortuna risiedo a Rivanazzano Terme ,dove il problema non si pone,l'aggiunta del sostantivo Terme non ha fatto altro che dare più lustro e visibilità alla località ,i servizi funzionano,il comune è ben amministrato e pur tra mille difficoltà la giunta opera,la pro-loco funziona,la biblioteca è un servizio di eccellenza,si organizzano manifestazioni intelligenti,mercatini originali,insomma una bella differenza con Godiasco,ci sarebbe solo da copiare,e non fare degli stupidi referendum per dividere ancora di più la gente ma in concreto non portare nulla di sostanziale.
Distinti Saluti Luciano Benedini

Godiasco o Godiasco Salice Terme ?


In un articolo dell'8 dicembre La Provincia prova a tracciare un piccolo sondaggio sugli umori del pubblico sulla proposta di integrare il nome di Godiasco con quello di salice Terme.

MERCOLEDÌ, 08 DICEMBRE 2010 - A Godiasco non piace la fusione
Più contrari che favorevoli all’aggiunta della denominazione Salice Terme

Nei negozi del capoluogo c’è chi vede nell’accorpamento dei nomi un’occasione per farsi pubblicità - FRANCESCA TOMA
GODIASCO. «A me non dispiace» dice la panettiera Luisella Culacciati. Ma la sua opinione sembra minoritaria sul tema del cambio di nome del comune di Godiasco, che vorrebbero diventare “Godiasco Salice Terme”.
Chi vive a Godiasco è scettico anche se il cambiamento potrebbe aumentare la notorietà del Comune.
. . . . segue sul giuornale . . .

Francamente tutta la questione mi ricorda un poco le riunioni condominiali nelle quali in pochi minuti viene approvata la sostituzione della caldaia e poi si perdono due ore per decidere sul colore dello zerbino del portone di ingresso.
Come risulta evidente dalle parole dell'amministrazione ed ancor più dalla logica, mai si potrà pensare di spostare la sede comunale (chi se la comprerebbe l'attuale e con quale soldi acquistare a Salice ?) e tutto il resto (in una situazione di sempre maggior ricorso alle procedure informatiche) da Godiasco.
Si tratta solo di una modesta integrazione del nome del comune.
Nessuno con un briciolo di cervello può sostenere che il nome Godiasco sia più conosciuto di quello di Salice Terme, quindi l'integrazione non danneggia, ma dà opportunità di notorietà a Godiasco.
Chi diffonde voci di spostamento degli edifici comunali e simili facezie lo fa solo per seminare zizzania nei confronti dell'attuale maggioranza, che non ha certo bisogno di questi speciosi argomenti per essere criticata.
Che poi Godiasco (capoluogo) sia un paese tranquillo non importa, non sarà certo questa integrazione di nome a renderlo caotico (anche se i negozianti un po' di gente in più la gradirebbero).
Quindi, smettiamo di lambiccarci il cervello sul nulla e di fare polemiche su argomenti che non meritano.
Ragioniamo piuttosto di cose serie e cioè di quanto "costa" mandare avanti un comune per le sole spese fisse (personale, energia, cancelleria, utenze ecc) e quanto esse incidano sul totale degli introiti dell'ente.
E' evidente che non residuano risorse per i servizi e quindi delle due l'una: o si tagliano i servizi, o si tagliano le spese fisse. Il modo per tagliare i servizi è semplice, ma forse ignobile in specie per le fasce meno forti della popolazione (scuola materna, elementare e media solo private ? casa di riposo con tariffe di mercato ? ecc).
Quello per tagliare le spese fisse passa obbligatoriamente per la fusione di più comuni in uno solo: l'incremento degli abitanti non richiederebbe un pari incremento dei dipendenti comunali con possibilità conseguente di bloccare il turn over e/o di dedicarne alcuni ad assicurare servizi che oggi non vengono erogati, ma senza incrementi di spesa.
Questo è il vero punto da discutere, gli altri sono falsi problemi, problemi di facciata, non di sostanza.
Mi conforta che nell'intervista anche il signor Somensini auspichi una riduzione dei comuni presenti in valle Staffora, mi piacerebbe ancor di più se avesse citato ipotesi e fosse restato meno nel vago.
In questo blog si è parlato, e fatto anche uno pseudo sondaggio (ancora presente in fondo a destra), su ipotesi in tal senso: quella più votata e da me preferita è la fusione fra i comuni di Godiasco, Montesegale, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella (in ordine alfabetico) per ottenere un soggetto di circa 10.000 abitanti.

mercoledì 13 ottobre 2010

Qual'è la "mission" di una amministrazione ?

Il nostro paese, Godiasco Salice Terme, soffre purtroppo di un forte ritardo dovuto ad una trentennale amministrazione che non ha saputo o voluto far nulla per risolvere i tanti problemi relativi a strade mal asfaltare, marciapiedi da cross, aree verdi, fognature, cultura, stimolo del turismo ecc.
Pur non avendo fatto nulla di buono, pur avendo svenduto le terme, e solo consentito di fare una selva di costruzioni con conseguente incasso dei vari oneri, la vecchia amministrazione ha lasciato sulle spalle della cittadinanza un debito di circa 5 milioni di euro (mutui), circa 1.600 euro ciascuno.
In questa situazione capisco che è difficile governare e difficile vuol dire fare scelte difficili, vuol dire avere una chiara visione delle priorità da assolvere. Le esigenze sono tante, i soldi pochi. Non potendo aumentare le risorse a disposizione, si può solo fare una rigida scaletta dei bisogni della cittadinanza.
E qui si inserisce la domanda: qual è la missione di una amministrazione comunale ?
Quali sono le priorità ?
Siamo un paese che aspira a giocare un forte ruolo nel turismo e questo vuol dire avere, o sperare di avere, una industria turistica che crea lavoro, benessere per i propri abitanti.
Questa è certamente una questione importante, ma forse non deve essere la prima preoccupazione. In cima all'elenco delle priorità non può non esserci una forte attenzione verso i nostri concittadini più deboli e, in primis fra questi, i bambini.
Resto perlesso, molto perplesso, quando vedo che vengono spesi denari (certamente in modo molto oculato) per manifestazioni di sicuro interesse culturale e turistico, ma vengono trascurate o sacrificate le strutture dedicate alla scuola.
Questa è una riflessione che desidero porgere al lettore: non dico che io avrei saputo fare meglio, forse sì, forse no. Credo però che sia importante parlarne, credo che sia un argomento su cui poche volte ci sono state prese di posizione. Nelle varie campagne elettorali tutti (io compreso, forse) dicono di voler fare tutto e subito: dobbiamo imparare a chiedere non cosa si vuole fare, ma quali sono le priorità da servire.
Sarebbe un bel passo avanti.

venerdì 27 agosto 2010

Palazzo Pedemonti Malaspina


Ne scrivevo due anni fa, il 29 agosto 2008.
Da allora è cambiata la maggioranza che governa il nostro comune, ma cosa ne è del Palazzo Pedemonti Malaspina e del reelativo ecomuseo e centro studi? Nel febbraio 2010 fu votata all'unanimità in consiglio comunale la costituzione di un comitato per dar vita ad una fondazione che si occupasse di raccogliere i fondi e desse vita al progetto.
Poi solo silenzio.
Progetto tramontato ? Inutile ovviamente cercare notizie sul sito internet comunale.
Perderemo anche questa occasione ?
Sono dell'opinione che una amministrazione debba prioritariamente dedicarsi alla ordinaria manutenzione e alla erogazione di servizi ai cittadini, e dopo alla realizzazione di progetti che riqualifichino il paese con attenzione ai valori storico culturali che gli sono propri. Solo dopo, se ancora c'è disponibilità di denaro ed energie, ci si può dedicare all'effimero, possibilmente anch'esso finalizzato alla crescita culturale. Mi sembra che non sempre, anche nel nostro caso, questo sia l'ordine delle realizzazioni.
Ma forse sbaglio ...

giovedì 1 luglio 2010

La prima strada pedonale ?


L'amministrazione ha compiuto il primo passo per pedonalizzare, nei festivi, il centro di Salice Terme.
Eccellente iniziativa, che spero verrà presto allargata (senza dimenticare il tratto Montalfeo - Godiasco).
Mi permetto di ricordare che la ASM, con il contratto di affidamento dei parcheggi di Salice, promise di realizzare a sue spese un ponte pedonale in legno sullo Staffora all'altezza di via Galbicella, a patto che venisse pedonalizzato l'intero centro: forse tale clausola è ancora valida e costituirebbe quindi un ulteriore stimolo al provvedimento.
Ricordo anche che fino all'anno scorso c'era un "trenino" che girava per Salice: potrebbe essere contattato per fare la spola fra i parcheggi oltre Staffora ed il centro.
In ultimo vorrei notare che pedonalizzare la via Marconi con la fila di brutti cassonetti in bella vista non è proprio il massimo: possibile che nella amministrazione nessuno abbia trovato da ridire ? Saranno contenti i pedoni di passare in rassegna la spazzatura ?

martedì 22 giugno 2010

Via Challes Les Eaux ?

Nella riunione annuale fra l'amministrazione ed i residenti a Montalfeo tenutasi l'inverno scorso, il proprietario della rocca, signor Faravelli, chiese al sindaco di variare il nome della strada da Challes les Eaux in via della Rocca o qualcosa di simile. Fece notare che in quella via non esistevano residenti e quindi la variazione sarebbe stata facile da eseguire. Ebbe (verbalmente) la disponibilità al cambiamento.
Sono passati diversi mesi, ma la via ha mantenuto il suo nome.
Con tutto il rispetto per i nostri "gemelli" francesi, ritengo che ribattezzare la strada con un nome che ricordi la rocca sarebbe una iniziativa turisticamente valida e facile da realizzare.
Devo anche dire però che pure il signor Faravelli è al momento inadempiente: circa un paio di anni fa comunicò, ed il consiglio comunale votò a favore, di voler realizzare un ampio parcheggio con aiuole fiorite ed illuminazione nel piazzale antistante la rocca. Per adesso non si vede niente.
Forse ognuno dei due, sindaco e proprietario della rocca, attende che l'altro mantenga il proposito manifestato ?
A chi la prima mossa ?
Potrebbero sentirsi e dare inizio ai rispettivi adempimenti ?
Noi aspettiamo ...
Ripropongo ancora la questione della pedonalizzazione, nei festivi, della strada da Montalfeo al bivio di Godiasco: l'inizio della parte pedonale potrebbe iniziare proprio dal costruendo (speriamo presto) parcheggio summenzionato.