Ricevo e, ritenendola cosa interessante, segnalo ....
Sito: www.somsvoghera.net
Mail: info@somsvoghera.net
Ieri sera al Cinema Teatro Arlecchino sono state presentate la rassegna teatrale "A porte aperte" e la rassegna teatrale domanicale per ragazzi e famiglie "Teatromagia". Se vi siete persi l'appuntamento e volete conoscere nel dettaglio l'intera programmazione e i costi di biglietti e abbonamenti, potete andare sul nostro sito oppure cliccare sul link:
www.somsvoghera.net/programma_teatro_arlecchino.pdf
per scaricare in formato pdf tutte le informazioni che vi servono!
Non resta che augurare BUON TEATRO!
giovedì 4 dicembre 2008
Rassegna di teatro alla SOMS di Voghera
Intervista su Gamma Radio Pavia
Oggi in onda alle 12.10 e 13.10 una intervista su Gamma Radio Pavia sulla decadenza di Salice.
60 anni di Diritti dell'Uomo
DIRITTI DELL'UOMO
1948-2008: i sessant'anni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo compie sessant'anni, venne firmata a Parigi il 10 dicembre del 1948.
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.". Così recita il primo articolo della Dichiarazione, che ha rappresentato e rappresenta tutt'ora un documento di fondamentale importanza sia da un punto di vista storico (è stato il primo documento a sancire in modo universale i diritti dell'individuo) che etico. Dopo più di mezzo secolo, la strada da percorrere è ancora lunga ed è importante ricordare questa solenne dichiarazione in un monento "flaggellato" da conflitti, guerre, paure globali e incertezze altrettanto globali come questo.
Dalla Redazione di Lex24 il testo in Italiano della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo (Fonte: UNESCO)
1948-2008: i sessant'anni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo compie sessant'anni, venne firmata a Parigi il 10 dicembre del 1948.
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.". Così recita il primo articolo della Dichiarazione, che ha rappresentato e rappresenta tutt'ora un documento di fondamentale importanza sia da un punto di vista storico (è stato il primo documento a sancire in modo universale i diritti dell'individuo) che etico. Dopo più di mezzo secolo, la strada da percorrere è ancora lunga ed è importante ricordare questa solenne dichiarazione in un monento "flaggellato" da conflitti, guerre, paure globali e incertezze altrettanto globali come questo.
Dalla Redazione di Lex24 il testo in Italiano della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo (Fonte: UNESCO)
mercoledì 3 dicembre 2008
Commento al post sul Rally
riporto il commento per maggiore leggibilità
purtroppo temo che, in questo comune e con tale autorevole promotore, i progetti faraonici come quello di un rally internazionale trovino più ascolto dei tanti suggerimenti per un maggiore benessere diffuso.
non mi stanco di ripetere: il costo della fontana e dei pochi metri quadri circostanti avrebbe finanziato 15 anni di assistenza domiciliare, ma "bisogna accontentare un po' tutti". o no?
2 dicembre 2008 23.19
purtroppo temo che, in questo comune e con tale autorevole promotore, i progetti faraonici come quello di un rally internazionale trovino più ascolto dei tanti suggerimenti per un maggiore benessere diffuso.
non mi stanco di ripetere: il costo della fontana e dei pochi metri quadri circostanti avrebbe finanziato 15 anni di assistenza domiciliare, ma "bisogna accontentare un po' tutti". o no?
2 dicembre 2008 23.19
giovedì 27 novembre 2008
Dopo il concorso ippico, altro declassamento
Nel consiglio che avevamo chiesto per avere giustificazione dell'abbandono del concorso ippico, ci fu detto che, in sostanza, non interessava più a nessuno. Opinione di lor signori. Ora l'attenzione era per il Rally, più "moderno" e sentito. Sembra proprio che questa amministrazione, oltre che miope ed incapace, sia anche jettatrice.
Leggo infatti oggi ....
Rally, Oltrepo declassato
la Provincia Pavese — 26 novembre 2008 pagina 58 sezione: SPORT
SALICE TERME. Fino a ieri il rally Oltrepo era uno degli appuntamenti
motoristici più importanti d’Italia, dal prossimo anno diventerà una gara
interregionale. L’esecutivo della Commissione sportiva automobilistica italiana
(Csai) ha deciso che nel 2009 la gara non sarà più nel Campionato italiano
asfalto, ma diventerà una delle tre finali del Challenge, il che significa
prove speciali più corte, auto meno potenti e piloti solo del Nord. E poi
cambierà la data: da fine luglio all’autunno. La Csai deciderà nella riunione
di domenica prossima se il rally si farà a ottobre o novembre, sempre che gli
organizzatori decidano comunque di farlo, il che non è certo. Chi ha bocciato
la gara di Salice Terme può dire che nelle province vicine ci sono già molti
rally. Il Lanterna, ad esempio, si corre su strade distanti non più di 30
chilometri in linea d’aria da quelle del rally Oltrepo. Il rally Oltrepo però è
stato uno dei più visibili su giornali e televisioni. «All’edizione 2008 hanno
dedicato servizi i programmi di motori di Rai1 e Rai2, Sky Sport e molti
circuiti privati, Eurosport e reti tedesche e inglesi - spiegano gli
organizzatori del rally Oltrepo - . In totale, repliche comprese, abbiamo avuto
1.740 minuti di trasmissioni tv». Nel 2009 il Trofeo rally asfalto avrà dieci
tappe e non più nove. «L’anno prossimo - spiega Chicco Gorini della scuderia
Alberti, che da 23 anni organizza il rally Oltrepo - entreranno il rally del
Salento, che nel 2008 non ha superato i 40 iscritti mentre noi ne abbiamo avuti
139, e il Taormina, il cui valore tecnico è basso perché i piloti forti sono
quasi tutti del Nord». Il motivo? «Credo politico - continua Gorini - visto che
l’organizzatore del rally del Salento e quello del rally di Taormina sono due
candidati al nuovo esecutivo Csai». Fatto sta che l’anno prossimo il rally
Oltrepo sarà l’ultima tappa del circuito Challenge riservato ai piloti del Nord
Italia. «Possono iscriversi anche 120 equipaggi, ma il livello si abbassa
rispetto al campionato Asfalto - spiega Gorini - . Trattandosi di una finale
verremo spostati a ottobre o novembre». In quelle date e con piloti meno forti
sarà più difficile trovare anche gli sponsor. E poi c’è l’incognita United
business, che si è occupata dell’organizzazione commerciale del rally. «Il
Challenge è un livello che non ci interessa perché è troppo basso per i nostri
piloti che gareggiano nel campionato italiano ed europeo - spiega Pier Liberali
della United business - . Fare il Challenge per noi è come giocare in serie C
con una squadra di serie A. Mi incontrerò con Gorini e gli proporrò di
rifiutare la finale Challenge e di organizzare invece un rally internazionale
che non rientri in un campionato specifico, come è successo per due anni prima
che l’Oltrepo diventasse una prova del Trofeo rally asfalto. In quel biennio
abbiamo avuto in Oltrepo il meglio del rallismo italiano e internazionale. Per
riuscirci ancora però serve l’appoggio degli enti pubblici, ma non solo il
patrocinio. Un rally così costa centinaia di migliaia di euro per cui se
Provincia e Comuni lo considerano un’occasione per promuovere il territorio
devono raccogliere decine di migliaia di euro». - Claudio Malvicini
Berogno & Deantoni, ne azzeccherete mai una ?
Leggo infatti oggi ....
Rally, Oltrepo declassato
la Provincia Pavese — 26 novembre 2008 pagina 58 sezione: SPORT
SALICE TERME. Fino a ieri il rally Oltrepo era uno degli appuntamenti
motoristici più importanti d’Italia, dal prossimo anno diventerà una gara
interregionale. L’esecutivo della Commissione sportiva automobilistica italiana
(Csai) ha deciso che nel 2009 la gara non sarà più nel Campionato italiano
asfalto, ma diventerà una delle tre finali del Challenge, il che significa
prove speciali più corte, auto meno potenti e piloti solo del Nord. E poi
cambierà la data: da fine luglio all’autunno. La Csai deciderà nella riunione
di domenica prossima se il rally si farà a ottobre o novembre, sempre che gli
organizzatori decidano comunque di farlo, il che non è certo. Chi ha bocciato
la gara di Salice Terme può dire che nelle province vicine ci sono già molti
rally. Il Lanterna, ad esempio, si corre su strade distanti non più di 30
chilometri in linea d’aria da quelle del rally Oltrepo. Il rally Oltrepo però è
stato uno dei più visibili su giornali e televisioni. «All’edizione 2008 hanno
dedicato servizi i programmi di motori di Rai1 e Rai2, Sky Sport e molti
circuiti privati, Eurosport e reti tedesche e inglesi - spiegano gli
organizzatori del rally Oltrepo - . In totale, repliche comprese, abbiamo avuto
1.740 minuti di trasmissioni tv». Nel 2009 il Trofeo rally asfalto avrà dieci
tappe e non più nove. «L’anno prossimo - spiega Chicco Gorini della scuderia
Alberti, che da 23 anni organizza il rally Oltrepo - entreranno il rally del
Salento, che nel 2008 non ha superato i 40 iscritti mentre noi ne abbiamo avuti
139, e il Taormina, il cui valore tecnico è basso perché i piloti forti sono
quasi tutti del Nord». Il motivo? «Credo politico - continua Gorini - visto che
l’organizzatore del rally del Salento e quello del rally di Taormina sono due
candidati al nuovo esecutivo Csai». Fatto sta che l’anno prossimo il rally
Oltrepo sarà l’ultima tappa del circuito Challenge riservato ai piloti del Nord
Italia. «Possono iscriversi anche 120 equipaggi, ma il livello si abbassa
rispetto al campionato Asfalto - spiega Gorini - . Trattandosi di una finale
verremo spostati a ottobre o novembre». In quelle date e con piloti meno forti
sarà più difficile trovare anche gli sponsor. E poi c’è l’incognita United
business, che si è occupata dell’organizzazione commerciale del rally. «Il
Challenge è un livello che non ci interessa perché è troppo basso per i nostri
piloti che gareggiano nel campionato italiano ed europeo - spiega Pier Liberali
della United business - . Fare il Challenge per noi è come giocare in serie C
con una squadra di serie A. Mi incontrerò con Gorini e gli proporrò di
rifiutare la finale Challenge e di organizzare invece un rally internazionale
che non rientri in un campionato specifico, come è successo per due anni prima
che l’Oltrepo diventasse una prova del Trofeo rally asfalto. In quel biennio
abbiamo avuto in Oltrepo il meglio del rallismo italiano e internazionale. Per
riuscirci ancora però serve l’appoggio degli enti pubblici, ma non solo il
patrocinio. Un rally così costa centinaia di migliaia di euro per cui se
Provincia e Comuni lo considerano un’occasione per promuovere il territorio
devono raccogliere decine di migliaia di euro». - Claudio Malvicini
Berogno & Deantoni, ne azzeccherete mai una ?
mercoledì 26 novembre 2008
Staticità: scuole a rischio
Legambiente: in Italia 10.000 scuole a rischio
22 novembre 2008
Sono 10.000 le scuole di tutta Italia che dovrebbero essere sottoposte a urgenti interventi di manutenzione in quanto prive di svariati certificati, a partire da quello di agibilità statica, anche perché molti edifici (52,82%) sono stati costruiti prima del 1974, anno in cui fu promossa la legge 62 contenente provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
E' quanto emerge dal rapporto di Legambiente «Ecosistema scuola 2008». Alto, si legge nel rapporto, il numero di scuole (52,82%) costruite prima del 1974, cosa tanto più grave se si pensa che il 75,04% degli edifici si trova in zona ad alto rischio sismico. Nel complesso, meno della metà degli edifici scolastici ha goduto di interventi di cura negli ultimi cinque anni. Le scuole italiane che possiedono il certificato di agibilità statica (in Piemonte non ce l'ha il 62% degli istituti) sono poco più del 50%, quelle che hanno il certificato igienico-sanitario sono il 71,14% e di prevenzione incendi appena il 52,19%, anche se il dato è in miglioramento rispetto agli anni passati. Troppe, inoltre, sono ancora le scuole italiane che vivono in prossimità di zone inquinate e a rischio. Alta è anche la percentuale di scuole che si trovano vicino ad antenne cellulari ad emissione ›6 V/m, ad aree industriali (7,93%), a fonti di inquinamento acustico (2,63%) e a distributori di benzina (2,22%). Maggiore l'attenzione da parte delle amministrazioni sulla questione amianto, con conseguenti azioni di bonifica per confinare o coibentare questo materiale molto pericoloso. L'attenzione si rafforza anche per la questione radon.
Per quanto riguarda gli investimenti in edilizia scolastica, è il centro nord ad annoverare le scuole che investono di più: nella graduatoria stilata dal Legambiente sono in testa le scuole di Prato, seguita da Asti, Forlì, Livorno e Biella. Agli ultimi posti Catania, Sassari, Genova e Crotone. Torino è 24esima e mostra un «forte impegno a rendere le loro scuole più vivibili, sicure e culturalmente al passo con i tempi. Lo dimostrano - dice Legambiente - gli interventi sugli edifici torinesi avvenuti da 5 anni a questa parte per oltre l'80% di essi o il biologico per tutte le scuole della capitale, con la messa a disposizione dei ragazzi anche di macchinette snack a base di frutta di stagione». All'epoca, le amministrazioni provinciali, a cui compete la gestione delle scuole superiori, che risposero al questionario di Legambiente furono 51: dal campione preso in esame emerse che il 42,65% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente (42,65%). Solo la metà degli edifici scolastici è in regola rispetto il possesso del certificato di agibilità statica (53,64%), e del certificato di agibilità igienico-sanitaria (51,34%), minore è la percentuale di quelli che possiedono anche il certificato di prevenzione incendi (25,97%). Il piano della sicurezza resta una centralità dell'organizzazione scolastica: la presenza di porte antipanico è dell'88,27%, le scale di sicurezza l'82,01%, le prove di evacuazione effettuate nell'82,97% dei casi e impianti elettrici a norma li troviamo nell'80,60% del campione.
REGIONI Edifici con certificato di agibilità statica
Abruzzo 8,51%
Basilicata 100,00%
Calabria 35,34%
Campania 100,00%
Emilia Romagna 87,97%
Friuli Venezia Giulia 67,95%
Lazio 47,98%
Liguria 74,03%
Lombardia 31,38%
Marche 41,86%
Molise 100,00%
Piemonte 38,38%
Puglia 12,73%
Sardegna 100,00%
Sicilia 25,32%
Toscana 90,15%
Trentino Alto Adige 98,31%
Umbria 70,45%
Valle d'Aosta 100,00%
Veneto 65,09%
Nel nostro comune è stato effettuato qualche controllo ?
22 novembre 2008
Sono 10.000 le scuole di tutta Italia che dovrebbero essere sottoposte a urgenti interventi di manutenzione in quanto prive di svariati certificati, a partire da quello di agibilità statica, anche perché molti edifici (52,82%) sono stati costruiti prima del 1974, anno in cui fu promossa la legge 62 contenente provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
E' quanto emerge dal rapporto di Legambiente «Ecosistema scuola 2008». Alto, si legge nel rapporto, il numero di scuole (52,82%) costruite prima del 1974, cosa tanto più grave se si pensa che il 75,04% degli edifici si trova in zona ad alto rischio sismico. Nel complesso, meno della metà degli edifici scolastici ha goduto di interventi di cura negli ultimi cinque anni. Le scuole italiane che possiedono il certificato di agibilità statica (in Piemonte non ce l'ha il 62% degli istituti) sono poco più del 50%, quelle che hanno il certificato igienico-sanitario sono il 71,14% e di prevenzione incendi appena il 52,19%, anche se il dato è in miglioramento rispetto agli anni passati. Troppe, inoltre, sono ancora le scuole italiane che vivono in prossimità di zone inquinate e a rischio. Alta è anche la percentuale di scuole che si trovano vicino ad antenne cellulari ad emissione ›6 V/m, ad aree industriali (7,93%), a fonti di inquinamento acustico (2,63%) e a distributori di benzina (2,22%). Maggiore l'attenzione da parte delle amministrazioni sulla questione amianto, con conseguenti azioni di bonifica per confinare o coibentare questo materiale molto pericoloso. L'attenzione si rafforza anche per la questione radon.
Per quanto riguarda gli investimenti in edilizia scolastica, è il centro nord ad annoverare le scuole che investono di più: nella graduatoria stilata dal Legambiente sono in testa le scuole di Prato, seguita da Asti, Forlì, Livorno e Biella. Agli ultimi posti Catania, Sassari, Genova e Crotone. Torino è 24esima e mostra un «forte impegno a rendere le loro scuole più vivibili, sicure e culturalmente al passo con i tempi. Lo dimostrano - dice Legambiente - gli interventi sugli edifici torinesi avvenuti da 5 anni a questa parte per oltre l'80% di essi o il biologico per tutte le scuole della capitale, con la messa a disposizione dei ragazzi anche di macchinette snack a base di frutta di stagione». All'epoca, le amministrazioni provinciali, a cui compete la gestione delle scuole superiori, che risposero al questionario di Legambiente furono 51: dal campione preso in esame emerse che il 42,65% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente (42,65%). Solo la metà degli edifici scolastici è in regola rispetto il possesso del certificato di agibilità statica (53,64%), e del certificato di agibilità igienico-sanitaria (51,34%), minore è la percentuale di quelli che possiedono anche il certificato di prevenzione incendi (25,97%). Il piano della sicurezza resta una centralità dell'organizzazione scolastica: la presenza di porte antipanico è dell'88,27%, le scale di sicurezza l'82,01%, le prove di evacuazione effettuate nell'82,97% dei casi e impianti elettrici a norma li troviamo nell'80,60% del campione.
REGIONI Edifici con certificato di agibilità statica
Abruzzo 8,51%
Basilicata 100,00%
Calabria 35,34%
Campania 100,00%
Emilia Romagna 87,97%
Friuli Venezia Giulia 67,95%
Lazio 47,98%
Liguria 74,03%
Lombardia 31,38%
Marche 41,86%
Molise 100,00%
Piemonte 38,38%
Puglia 12,73%
Sardegna 100,00%
Sicilia 25,32%
Toscana 90,15%
Trentino Alto Adige 98,31%
Umbria 70,45%
Valle d'Aosta 100,00%
Veneto 65,09%
Nel nostro comune è stato effettuato qualche controllo ?
SOCIAL CARD
Questo post non è fatto per inserire miei commenti sulla social card, ma solo per dare delle informazioni "di servizio"
Informazioni introduttive
Per i cittadini che ne fanno domanda e che hanno i requisiti di legge (D.L. n. 112 del 2008) è disponibile una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e dell'onere per le bollette della luce e del gas.
La Carta Acquisti vale 40 euro al mese. Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 euro x 2 = 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili.
Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta Acquisti, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata e si potranno ottenere altri benefici e agevolazioni che sono in corso di studio.
La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai 3 anni (in questo caso il Titolare della Carta è il genitore) che siano in possesso di particolari requisiti.
Se è interessato/a ad avere una Carta, verifichi il possesso dei requisiti e le modalità per ottenerla leggendo con attenzione le informazioni relative alla sua fascia di età, oppure andando alle Poste o all'INPS, dove otterrà tutte le informazioni del caso. La Carta Acquisti si potrà richiedere negli Uffici Postali dal prossimo dicembre presentando il modulo di richiesta con la relativa documentazione.
per gli over 65 scaricare il modulo di richiesta da ==> http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/11/Modulo-di-richiesta-maggiori-65-anni.pdf?uuid=a0a1a25c-bbb5-11dd-93ae-55d4d52ebfe0
Informazioni introduttive
Per i cittadini che ne fanno domanda e che hanno i requisiti di legge (D.L. n. 112 del 2008) è disponibile una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e dell'onere per le bollette della luce e del gas.
La Carta Acquisti vale 40 euro al mese. Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 euro x 2 = 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili.
Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta Acquisti, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata e si potranno ottenere altri benefici e agevolazioni che sono in corso di studio.
La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai 3 anni (in questo caso il Titolare della Carta è il genitore) che siano in possesso di particolari requisiti.
Se è interessato/a ad avere una Carta, verifichi il possesso dei requisiti e le modalità per ottenerla leggendo con attenzione le informazioni relative alla sua fascia di età, oppure andando alle Poste o all'INPS, dove otterrà tutte le informazioni del caso. La Carta Acquisti si potrà richiedere negli Uffici Postali dal prossimo dicembre presentando il modulo di richiesta con la relativa documentazione.
per gli over 65 scaricare il modulo di richiesta da ==> http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/11/Modulo-di-richiesta-maggiori-65-anni.pdf?uuid=a0a1a25c-bbb5-11dd-93ae-55d4d52ebfe0
ERIN BROCKOVICH
Da un trafiletto su Il Sole 24 Ore di oggi:
"La consapevolezza è l'arma più grande che i cittadini hanno a disposizione". Erin Brockovich, testimone della più imponente class action USA, è intervenuta ieri a Roma alla convention Federconsumatori. Divenne famosa per aver intentato una causa collettiva contro Pacific Gas and Electric Company, che aveva contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana.
Questo il suo sito internet http://www.brockovich.com/
Dalla vicenda è stato tratto il film "Forte come la verità" con Julia Roberts
"La consapevolezza è l'arma più grande che i cittadini hanno a disposizione". Erin Brockovich, testimone della più imponente class action USA, è intervenuta ieri a Roma alla convention Federconsumatori. Divenne famosa per aver intentato una causa collettiva contro Pacific Gas and Electric Company, che aveva contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana.
Questo il suo sito internet http://www.brockovich.com/
Dalla vicenda è stato tratto il film "Forte come la verità" con Julia Roberts
lunedì 24 novembre 2008
Segnalo sito su OLTREPO'
Gironzolando per internet ho trovato questo sito interessante: ovviamente parla dell'Oltrepò
http://www.itinerandoinoltrepo.it/index.html
http://www.itinerandoinoltrepo.it/index.html
venerdì 21 novembre 2008
LA CRISI, IL MERCATO E IL PENSIERO LIBERALE
Riporto un interessante intervento di Salvatore Rossi, Direttore centrale della Banca d'Italia per la Ricerca economica e le relazioni internazionali. Ha pubblicato numerosi libri e articoli, su riviste internazionali e italiane, su temi come: macroeconomia, politica economica, economia internazionale, economia industriale, storia economica. Ha fatto parte di vari comitati e gruppi di lavoro ufficiali, nazionali e presso i principali organismi internazionali. Ha soggiornato presso il Fondo Monetario Internazionale ed è stato visiting scholar presso l'MIT. Si è laureato in matematica presso l'Università di Bari.
LA CRISI, IL MERCATO E IL PENSIERO LIBERALE *
di Salvatore Rossi 20.11.2008
Il ripensamento critico della finanza innescato dalla crisi finanziaria coinvolge la stessa nozione di economia di mercato. Ma chi ha fallito, lo Stato o il mercato? Paradossalmente lo Stato, che non ha saputo dare regole esaustive e supervisori attenti. Si è instaurata una religione liberistica che vede nell'intervento pubblico sempre e comunque una indebita compressione della libertà d'impresa. Anticipazione di un articolo più esteso che la rivista Il Mulino pubblicherà nel numero in uscita a dicembre.
Il ripensamento critico della finanza che è stato innescato dalla crisi finanziaria sta coinvolgendo la stessa nozione di economia di mercato. Ma chi ha fallito in questa vicenda, lo Stato o il mercato? Lo Stato, vorrei sostenere, pur se in virtù di un paradosso.
L'EREDITÀ DEL PENSIERO LIBERALE
Un risultato secolare, solido e netto, del pensiero economico è che, il mercato, o è “regolato” o non è. Se lo Stato pratica un laissez faire assoluto, il libero mercato concorrenziale non dura a lungo, finisce con l’essere soffocato dalla naturale tendenza monopolistica dei soggetti che vi operano. È una legge di natura, una sorta di entropia. Il mercato concorrenziale è infatti il regime ottimo dal punto di vista dei “compratori”, cioè della collettività, perché mantiene i prezzi al livello più basso possibile; ma, per la stessa ragione, è quello pessimo dal punto di vista dei “venditori”, che sono una minoranza nella società, ma agguerrita, e si oppongono in ogni modo a quel regime. Occorrono regole esaustive e precise, regolatori e supervisori occhiuti, attenti, non catturabili dagli interessi dei “venditori”, a patto, s’intende, che l’apparato di regole e controlli sia il più possibile non distorsivo e non burocratico.
Questa è, io ritengo, una eredità nobilissima del miglior pensiero liberale, contrario a far discendere dai grandi principi di libertà una “religione liberistica” nelle cose economiche. Scriveva Luigi Einaudi quasi ottanta anni fa:
“Dalla frequenza dei casi in cui gli economisti, per ragioni contingenti, inclinano a raccomandare soluzioni liberistiche dei singoli problemi concreti, è sorto un terzo significato, che io direi religioso, della massima liberistica. Liberisti sarebbero in questa accezione coloro i quali accolgono la massima del lasciar fare e del lasciar passare quasi fosse un principio universale (…) Tutta la storia posteriore della dottrina sta a dimostrare che la scienza economica, come dianzi si chiarì, non ha nulla a che fare con la concezione religiosa del liberismo”. (1)
Questa concezione religiosa che Einaudi così severamente stigmatizzava è risorta nella seconda metà del Novecento come conseguenza indesiderata di un serio dibattito sui fondamenti dell’economia pubblica. Da una critica serrata alla teoria standard della regolazione come basilare interesse pubblico (un lascito degli economisti che hanno lavorato fra il 1930 e il 1960) si venne traendo negli anni Sessanta la conclusione che ai fallimenti del mercato possano porre riparo i mercati stessi, o al più i tribunali civili, mentre l’autorità pubblica è di necessità incompetente, corrotta e “catturata” dagli interessi che dovrebbe dirimere, sicché essa può solo far peggio. (2)
LA RELIGIONE LIBERISTICA
Le correnti di pensiero sottostanti questa critica sono fra i punti più alti del pensiero economico del Novecento. Ma negli ultimi venti anni, soprattutto nel mondo anglosassone, si è costruita su di essa una vera e propria religione nel senso di Einaudi e oggi sul banco degli imputati stanno proprio alcune delle politiche nate da quella religione. La crisi finanziaria globale del 2007-2008 fa volgere l’evidenza empirica decisamente a suo sfavore.
La religione liberistica che vede, o finge di vedere, nell’intervento pubblico sempre e comunque una indebita compressione della libertà d’impresa si configura come una forma diabolica di statalismo: lo Stato, alleandosi con interessi privati, toglie al mercato concorrenziale l’aria per respirare, che sono appunto le regole e i controlli che ne consentono il funzionamento. La crisi attuale è nata nel mondo finanziario, politico, culturale americano, ed è figlia di quello che, con una torsione lessicale, si può appunto chiamare un fallimento dello Stato. Lo Stato ha fallito per inazione, non per eccesso di azione; per non aver voluto vedere e contrastare una sequenza di evidenti fallimenti del mercato: la opacità degli strumenti finanziari “strutturati”, i conflitti d’interesse che hanno spesso reso inefficace e anzi controproducente il ruolo delle agenzie di rating, la frammentazione e dispersione dell’incentivo a monitorare il credito che è implicato dal modello di banca “origina e distribuisci”, e tanti altri.
Recuperare una equilibrata concezione liberale di mercato ben regolato non deve farci precipitare nell’errore di segno opposto. Dalla difficilissima strettoia in cui l’economia planetaria si trova deve venir fuori un sistema finanziario diverso, non uno riportato a forme arcaiche. Un sistema in cui gli intermediari mettano in gioco più soldi propri e siano più attenti ai rischi, occupandosene comunque in presa diretta; che ubbidiscano a regole precise e incisive e siano sottoposti a una vigilanza organica, il più possibile coordinata a livello internazionale. Una buona analisi, buone regole, e una loro efficace applicazione rendono pieno e fruttuoso l’esercizio della libertà nell’agire economico, insostituibile motore di benessere.
LA CRISI, IL MERCATO E IL PENSIERO LIBERALE *
di Salvatore Rossi 20.11.2008
Il ripensamento critico della finanza innescato dalla crisi finanziaria coinvolge la stessa nozione di economia di mercato. Ma chi ha fallito, lo Stato o il mercato? Paradossalmente lo Stato, che non ha saputo dare regole esaustive e supervisori attenti. Si è instaurata una religione liberistica che vede nell'intervento pubblico sempre e comunque una indebita compressione della libertà d'impresa. Anticipazione di un articolo più esteso che la rivista Il Mulino pubblicherà nel numero in uscita a dicembre.
Il ripensamento critico della finanza che è stato innescato dalla crisi finanziaria sta coinvolgendo la stessa nozione di economia di mercato. Ma chi ha fallito in questa vicenda, lo Stato o il mercato? Lo Stato, vorrei sostenere, pur se in virtù di un paradosso.
L'EREDITÀ DEL PENSIERO LIBERALE
Un risultato secolare, solido e netto, del pensiero economico è che, il mercato, o è “regolato” o non è. Se lo Stato pratica un laissez faire assoluto, il libero mercato concorrenziale non dura a lungo, finisce con l’essere soffocato dalla naturale tendenza monopolistica dei soggetti che vi operano. È una legge di natura, una sorta di entropia. Il mercato concorrenziale è infatti il regime ottimo dal punto di vista dei “compratori”, cioè della collettività, perché mantiene i prezzi al livello più basso possibile; ma, per la stessa ragione, è quello pessimo dal punto di vista dei “venditori”, che sono una minoranza nella società, ma agguerrita, e si oppongono in ogni modo a quel regime. Occorrono regole esaustive e precise, regolatori e supervisori occhiuti, attenti, non catturabili dagli interessi dei “venditori”, a patto, s’intende, che l’apparato di regole e controlli sia il più possibile non distorsivo e non burocratico.
Questa è, io ritengo, una eredità nobilissima del miglior pensiero liberale, contrario a far discendere dai grandi principi di libertà una “religione liberistica” nelle cose economiche. Scriveva Luigi Einaudi quasi ottanta anni fa:
“Dalla frequenza dei casi in cui gli economisti, per ragioni contingenti, inclinano a raccomandare soluzioni liberistiche dei singoli problemi concreti, è sorto un terzo significato, che io direi religioso, della massima liberistica. Liberisti sarebbero in questa accezione coloro i quali accolgono la massima del lasciar fare e del lasciar passare quasi fosse un principio universale (…) Tutta la storia posteriore della dottrina sta a dimostrare che la scienza economica, come dianzi si chiarì, non ha nulla a che fare con la concezione religiosa del liberismo”. (1)
Questa concezione religiosa che Einaudi così severamente stigmatizzava è risorta nella seconda metà del Novecento come conseguenza indesiderata di un serio dibattito sui fondamenti dell’economia pubblica. Da una critica serrata alla teoria standard della regolazione come basilare interesse pubblico (un lascito degli economisti che hanno lavorato fra il 1930 e il 1960) si venne traendo negli anni Sessanta la conclusione che ai fallimenti del mercato possano porre riparo i mercati stessi, o al più i tribunali civili, mentre l’autorità pubblica è di necessità incompetente, corrotta e “catturata” dagli interessi che dovrebbe dirimere, sicché essa può solo far peggio. (2)
LA RELIGIONE LIBERISTICA
Le correnti di pensiero sottostanti questa critica sono fra i punti più alti del pensiero economico del Novecento. Ma negli ultimi venti anni, soprattutto nel mondo anglosassone, si è costruita su di essa una vera e propria religione nel senso di Einaudi e oggi sul banco degli imputati stanno proprio alcune delle politiche nate da quella religione. La crisi finanziaria globale del 2007-2008 fa volgere l’evidenza empirica decisamente a suo sfavore.
La religione liberistica che vede, o finge di vedere, nell’intervento pubblico sempre e comunque una indebita compressione della libertà d’impresa si configura come una forma diabolica di statalismo: lo Stato, alleandosi con interessi privati, toglie al mercato concorrenziale l’aria per respirare, che sono appunto le regole e i controlli che ne consentono il funzionamento. La crisi attuale è nata nel mondo finanziario, politico, culturale americano, ed è figlia di quello che, con una torsione lessicale, si può appunto chiamare un fallimento dello Stato. Lo Stato ha fallito per inazione, non per eccesso di azione; per non aver voluto vedere e contrastare una sequenza di evidenti fallimenti del mercato: la opacità degli strumenti finanziari “strutturati”, i conflitti d’interesse che hanno spesso reso inefficace e anzi controproducente il ruolo delle agenzie di rating, la frammentazione e dispersione dell’incentivo a monitorare il credito che è implicato dal modello di banca “origina e distribuisci”, e tanti altri.
Recuperare una equilibrata concezione liberale di mercato ben regolato non deve farci precipitare nell’errore di segno opposto. Dalla difficilissima strettoia in cui l’economia planetaria si trova deve venir fuori un sistema finanziario diverso, non uno riportato a forme arcaiche. Un sistema in cui gli intermediari mettano in gioco più soldi propri e siano più attenti ai rischi, occupandosene comunque in presa diretta; che ubbidiscano a regole precise e incisive e siano sottoposti a una vigilanza organica, il più possibile coordinata a livello internazionale. Una buona analisi, buone regole, e una loro efficace applicazione rendono pieno e fruttuoso l’esercizio della libertà nell’agire economico, insostituibile motore di benessere.
Pillole di saggezza
Ricevo da un amico e desidero condividere con voi.
Il vaso di maionese e i due bicchieri di vino
Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti.
Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf.
Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero che lo era.
Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese.
Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf.
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno.
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime 'sì'.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia.
Gli studenti risero.
'Ora', disse il professore non appena la risata si fu placata, 'voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita.
Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena.
I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina.
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf.
Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... E non solo nelle occasioni importanti!
Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero.
Fissate le priorità...
Il resto è solo Sabbia.
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.
Il professore sorrise: 'Sono felice che tu l'abbia chiesto. Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico.'
Il vaso di maionese e i due bicchieri di vino
Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti.
Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf.
Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero che lo era.
Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese.
Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf.
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno.
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime 'sì'.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia.
Gli studenti risero.
'Ora', disse il professore non appena la risata si fu placata, 'voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita.
Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena.
I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina.
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf.
Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... E non solo nelle occasioni importanti!
Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero.
Fissate le priorità...
Il resto è solo Sabbia.
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.
Il professore sorrise: 'Sono felice che tu l'abbia chiesto. Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico.'
Commento al post sulla MOBILITA'
riporto:
Buongiorno...spero vivamente anch'io che questi soldi vengano utilizzati in modo intelligente...e non solo buttati per costruire cose inutili come fontane....Abito a Salice da 3 anni...sono due anni che telefono in comune perchè davanti a casa mia,in viale Mangiagalli (di fronte all'ex hotel Paradiso) sul marciapiede pubblico, si sono formati dei buchi enormi pericolosi per i passanti...ma in comune, da due anni, mi danno sempre la solita risposta, ovvero che stanno facendo la gara d'appalto per decidere a chi affidare i lavori...ma è mai possibile? Per non parlare poi del dosso o dello specchio che dovrebbero mettere davanti a casa mia visto che le macchine fanno quella curva come se facessero un rally...e tutte le volte che bisogna attraversare la strada o uscire con la macchina dal vialetto si deve sperare che nessuno ti investa!!!! Figuriamoci se hai anche dei bambini...
Buongiorno...spero vivamente anch'io che questi soldi vengano utilizzati in modo intelligente...e non solo buttati per costruire cose inutili come fontane....Abito a Salice da 3 anni...sono due anni che telefono in comune perchè davanti a casa mia,in viale Mangiagalli (di fronte all'ex hotel Paradiso) sul marciapiede pubblico, si sono formati dei buchi enormi pericolosi per i passanti...ma in comune, da due anni, mi danno sempre la solita risposta, ovvero che stanno facendo la gara d'appalto per decidere a chi affidare i lavori...ma è mai possibile? Per non parlare poi del dosso o dello specchio che dovrebbero mettere davanti a casa mia visto che le macchine fanno quella curva come se facessero un rally...e tutte le volte che bisogna attraversare la strada o uscire con la macchina dal vialetto si deve sperare che nessuno ti investa!!!! Figuriamoci se hai anche dei bambini...
lunedì 17 novembre 2008
Mobilità
MOBILITA'
Finanziamenti regionali per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale
Scadenza: 26 gennaio 2009
Province e Comuni singoli o associati possono ottenere finanziamenti regionali per migliorare la mobilità stradale anche sotto il profilo della sicurezza (impianti di monitoraggio e governo della mobilità urbana ed extraurbana; impianti di sicurezza) lungo strade provinciali e comunali extraurbane. Sono ammissibili a finanziamento progetti definitivi o esecutivi di costo complessivo compreso tra 200.000 e 4.000.000,00 euro per i progetti relativi al miglioramento della sicurezza nelle gallerie. Tra 100.000,00 ed 750.000,00 euro per i progetti relativi alla realizzazione di impianti tecnologici per la sicurezza.
http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FPrimoPiano%2FPL_primo_piano,c=PrimoPiano,cid=1218502858539,clsp=1198151858731,dir_gen=Variables.dir_gen,ottica=Variables.ottica&PRLso=off
Spero che i nostri amministratori facciano qualcosa, oltre alle fontane/bidone
Finanziamenti regionali per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale
Scadenza: 26 gennaio 2009
Province e Comuni singoli o associati possono ottenere finanziamenti regionali per migliorare la mobilità stradale anche sotto il profilo della sicurezza (impianti di monitoraggio e governo della mobilità urbana ed extraurbana; impianti di sicurezza) lungo strade provinciali e comunali extraurbane. Sono ammissibili a finanziamento progetti definitivi o esecutivi di costo complessivo compreso tra 200.000 e 4.000.000,00 euro per i progetti relativi al miglioramento della sicurezza nelle gallerie. Tra 100.000,00 ed 750.000,00 euro per i progetti relativi alla realizzazione di impianti tecnologici per la sicurezza.
http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FPrimoPiano%2FPL_primo_piano,c=PrimoPiano,cid=1218502858539,clsp=1198151858731,dir_gen=Variables.dir_gen,ottica=Variables.ottica&PRLso=off
Spero che i nostri amministratori facciano qualcosa, oltre alle fontane/bidone
Un sito per l'agricoltura
Tante informazioni interessanti, fra cui un programma (molto semplice) per calcolare il costo orario di una macchina agricola. Questo e tanto altro. Il nostro territorio ha molto bisogno dell'agricoltura, come occasione di occupazione, come strumento per salvaguardare il territorio, come mezzo per affermare e sviluppare le produzioni tipiche e stimolare quindi in modo indotto il turismo. Oggi tuttavia l'agricoltura è divenuta un fenomeno complesso, bisognoso di un approccio molto più approfondito e professionalizzato rispetto al passato. Questo è un piccolo contributo. Tanti altri dovrebbero darne gli enti locali, e non solo loro: lo fanno ? Tutti gli agricoltori conoscono che tipo di vantaggi può comportare la ricettività tramite i B&B (bed and breakfas) e l'agriturismo in genere ? Conoscono le opportunità offerte dalla trasformazione dei loro prodotti ? Dalla coltivazione e trasformazione di piante officinali ? ecc ecc
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/web-tech/macchine-agricole-on-line-il-calcolo-del-costo-orario-06500.cfm
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/web-tech/macchine-agricole-on-line-il-calcolo-del-costo-orario-06500.cfm
La Fontana dei TRAVI





Adesso è proprio una bella fontana ! Ora Salice è come Roma. Anche noi abbiamo la nostra fontana (con) dei TRAVI. Sempre meglio di quel trogolo che campeggia all'inizio di Godiasco (e che è costato come un anno di assistenza domiciliare, ovvero 26.000 euro mal spesi) che ha riscosso talmente il consenso dei cittadini, che qualche buontempone vi ha depositato dentro un water. Bravi i nostri due amministratori, sindaco e vice sindaco, hanno coronato il sogno di una vita con due belle fontane per essere ricordati nel comune che hanno (purtroppo) amministrato per anni. Sono riusciti nel loro intento. Solo che invece che due fontane hanno fatto due bidoni ! In un prossimo posto inserirò i dati della delibera che decise la costruzione della fontana di Salice: il progettista e la sua remunerazione e tutto il resto. Chiederà i danni il nostro duetto al progettista e all'esecutore dei lavori ? Cosa chiederà come penale ? Una faccia (anzi due) nuove ?
Qualcuno mi aveva suggerito di mettere le foto della vergogna all'apertura del blog. Non lo farò per non disgustare chi accede a leggerlo.
venerdì 14 novembre 2008
Ecco le foto !



ANDATE A CASA !
Piccolo suggerimento per i geniali signori dell'amministrazione: in questi giorni dovrebbe arrivare il ministro Tremonti .... meglio dirottarlo da qualche altra parte, è più igienico per voi.
La fontana è come la maggioranza
Abbiamo criticato più volte la scelta di fare la fontana a Salice, principalmente per due motivi. Il primo e maggiore che, nell'ordine di priorità, ci sarebbero state spese ben più urgenti. Il secondo consiste nel fatto che era possibile risparmiare molti soldi scegliendo uno dei tanti progetti elaborati dal concittadino architetto Trevisan, ben disponibile a REGALARLI al comune (si è scelto di far fare il progetto all'arch. Bosi, giustamente remunerandolo.
Adesso però la fontana c'è, o, meglio, ci sarebbe, invece è come la maggioranza: fa acqua e deve essere puntellata. Sono infatti apparsi tecnici al suo cospetto (della fontana) perchè pare che filtri acqua sulla sede stradale e che la balaustra SIA GIA' PERICOLANTE. E' stata per ora puntellata con paletti di legno. (prossimamente pubblicherò le foto)
Signori della maggioranza, avete fatto veramente una magra ! non ci resta che piangere, o forse ridere. Una bella risata in faccia a questi signori incapaci anche delle cose più banali. Andate a casa !
Adesso però la fontana c'è, o, meglio, ci sarebbe, invece è come la maggioranza: fa acqua e deve essere puntellata. Sono infatti apparsi tecnici al suo cospetto (della fontana) perchè pare che filtri acqua sulla sede stradale e che la balaustra SIA GIA' PERICOLANTE. E' stata per ora puntellata con paletti di legno. (prossimamente pubblicherò le foto)
Signori della maggioranza, avete fatto veramente una magra ! non ci resta che piangere, o forse ridere. Una bella risata in faccia a questi signori incapaci anche delle cose più banali. Andate a casa !
martedì 11 novembre 2008
Omaggio ad una grande donna
E' mancata ieri, dopo il suo ultimo concerto Miriam Makema, "Mama Africa", e come ha commentato Nelson Mandela, come era nei suoi sogni, sul palco.
P.S. Piccola nota di colore: il vero nome della grande e amatissima Mama Afrika è Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi. Spiega la Makeba: “Il motivo di questa lunghezza è che ogni bambino prende il nome di tutti i suoi antenati maschi. Spesso il primo nome è seguito da una o due parole, che dicono qualcosa del carattere della persona; questo fa si che un vero nome africano sia una specie di storia”. (Vedi la biografia di Miriam Makeba su Wikipedia)
Di seguito il testo.
PATA PATA
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat Chor:„Pata Pata")
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat ...(Chor: Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat...(Chor: „Pata
Sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
1. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pa ...(Chor: „Pata Pata")
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
2. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata)
Bridge:
„Pata Pata" is the name of a dance ... we do down Johannesburg way.
And everybody ... starts to move ... as soon as „Pata Pata" starts to play - hoo ...
3. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
2. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata)
4. Strophe
Haji-a sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga jo-ho ...(Chor: „Pata Pata")
A sat wuguga sat ju benga sat si pata pat ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si ...(Chor: „Pata)
Bridge
Hoo, every Friday and Saturday night ... it's „Pata Pata"-time.
The dance keeps going all night long ... till the morning sun begins to shine - hey!
Aya sat wuguga sat - wo-ho-o ...(Chor: „Pata Pata")
5. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
3. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
6. Strophe
Huh- a sat wuguga sat - hit it! ...(Chor: „Pata Pata")
Aah- sat wuguga sat - aim not si - hit it! ...(Chor: „
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata Pata
http://it.youtube.com/watch?v=kCc61z9IFu4
P.S. Piccola nota di colore: il vero nome della grande e amatissima Mama Afrika è Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi. Spiega la Makeba: “Il motivo di questa lunghezza è che ogni bambino prende il nome di tutti i suoi antenati maschi. Spesso il primo nome è seguito da una o due parole, che dicono qualcosa del carattere della persona; questo fa si che un vero nome africano sia una specie di storia”. (Vedi la biografia di Miriam Makeba su Wikipedia)
Di seguito il testo.
PATA PATA
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat Chor:„Pata Pata")
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat ...(Chor: Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat...(Chor: „Pata
Sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
1. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pa ...(Chor: „Pata Pata")
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
2. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata)
Bridge:
„Pata Pata" is the name of a dance ... we do down Johannesburg way.
And everybody ... starts to move ... as soon as „Pata Pata" starts to play - hoo ...
3. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
2. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata)
4. Strophe
Haji-a sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga jo-ho ...(Chor: „Pata Pata")
A sat wuguga sat ju benga sat si pata pat ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si ...(Chor: „Pata)
Bridge
Hoo, every Friday and Saturday night ... it's „Pata Pata"-time.
The dance keeps going all night long ... till the morning sun begins to shine - hey!
Aya sat wuguga sat - wo-ho-o ...(Chor: „Pata Pata")
5. Strophe
Aya sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor:
A sat wuguga sat ju benga sat si pat ...(Chor: „Pata)
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata
3. Refrain
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata ...(Chor: „Pata
Hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pata pat ...(Chor:
A-hihi ha mama, hi-a-ma sat si pat ...(Chor: „Pata
6. Strophe
Huh- a sat wuguga sat - hit it! ...(Chor: „Pata Pata")
Aah- sat wuguga sat - aim not si - hit it! ...(Chor: „
A sat wuguga sat ju benga sat si pata ...(Chor: „Pata Pata
http://it.youtube.com/watch?v=kCc61z9IFu4
venerdì 7 novembre 2008
Agricoltura Politiche per ricambio generazionale
Anche i giovani agricoltori vogliono fatti concreti
Agia-Cia: Necessarie politiche per favorire il ricambio generazionale
Favorire il ricambio generazionale in agricoltura attraverso una politica realmente attenta alle esigenze dei giovani che devono poter contare su misure che permettano un più facile accesso alla terra e al credito. Insomma, una strategia nuova e propulsiva per aprire prospettive di sviluppo e competitività. Questo il concetto espresso oggi a Roma dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia (Confederazione italiana agricoltori), in occasione della manifestazione celebrativa dei cinquant’anni di fondazione del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), che si è svolta in Campidoglio, nella Sala Giulio Cesare.
In Italia i giovani agricoltori incontrano ancora troppe difficoltà e il ricambio generazionale è lento e spesso volte diventa anche impossibile. Attualmente nel nostro Paese il rapporto giovani-anziani in agricoltura è di uno ad otto, mentre in Europa scende da uno a quattro. E’, quindi, indispensabile operare, ribadisce l’Agia, con una rinnovata azione che garantisca ai giovani gli strumenti necessari per potere sviluppare compiutamente le loro potenzialità in campo imprenditoriale.
Non a caso, alla base della mobilitazione della Cia vi sono anche le richieste per dare ai giovani quelle politiche necessarie per entrare a pieno titolo in agricoltura. Da un più facile accesso al credito e alla terra alla riduzione dei costi produttivi e degli oneri sociali, da un effettivo alleggerimento del carico fiscale a finanziamenti ed interventi veramente propulsivi.
Dunque, anche per l’Agia è il momento di passare ai fatti concreti. C’è l’esigenza di volta pagina e dare quelle certezze che oggi mancano ai giovani agricoltori. La strategia per il ricambio in agricoltura, oltre a guardare in modo coerente alla molteplicità di fattori che lo costituiscono e a corrispondervi con risposte chiare e mirate, deve avere la necessaria “lungimiranza”; ossia, deve essere in grado di guardare ai giovani imprenditori non oggi e non domani, ma per i prossimi anni.
Il mondo agricolo, più degli altri settori produttivi in Italia, risente, dunque, della mancanza del necessario ricambio generazionale. Molte imprese agricole in Italia, infatti, non hanno un erede all’interno della famiglia rurale e si prospetta per almeno un terzo delle aziende condotte da imprenditori ultrasessantenni un ipotetico e teorico passaggio o incorporazione in aziende di altri imprenditori, nella migliore delle ipotesi.
Le aziende condotte da giovani, ribadisce l’Agia, sono, invece, le più dinamiche, quelle che più facilmente si adattano ai cambiamenti e che vedono nella multifunzionalità la chiave per rivolgersi verso mercati diversi (agriturismo, trasformazione dei prodotti, attività alternative e connesse, vendita diretta, agrienergie) per soddisfare le esigenze del territorio su cui risiedono. Quelle dei giovani sono le aziende con superfici mediamente maggiori, che impiegano manodopera e che si rivolgono in generale a settori di attività a maggior valore aggiunto.
Per l’Agia, poi, è quanto mai importante puntare sull’innovazione. Questo perché un’agricoltura di qualità e salubre, un’agricoltura legata alla tipicità dei prodotti o alle zone di origine o un’agricoltura come patrimonio ambientale e culturale, non si può affermare senza innovazione. L’agricoltura deve essere in grado di corrispondere a “prodotti nuovi”, a processi produttivi nuovi e ai fabbisogni di una società moderna e, a questo riguardo, assume un ruolo preponderante la ricerca in campo agricolo e l’applicazione della ricerca nelle aziende.
Occorrono, secondo l’Agia, maggiori investimenti nella ricerca, sia pubblica che privata, per il miglioramento delle tecniche produttive, per la qualità dei prodotti, per corrispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti ed esigenti.
Fonte: Cia - Confederazione italiana agricoltori
Agia-Cia: Necessarie politiche per favorire il ricambio generazionale
Favorire il ricambio generazionale in agricoltura attraverso una politica realmente attenta alle esigenze dei giovani che devono poter contare su misure che permettano un più facile accesso alla terra e al credito. Insomma, una strategia nuova e propulsiva per aprire prospettive di sviluppo e competitività. Questo il concetto espresso oggi a Roma dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia (Confederazione italiana agricoltori), in occasione della manifestazione celebrativa dei cinquant’anni di fondazione del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), che si è svolta in Campidoglio, nella Sala Giulio Cesare.
In Italia i giovani agricoltori incontrano ancora troppe difficoltà e il ricambio generazionale è lento e spesso volte diventa anche impossibile. Attualmente nel nostro Paese il rapporto giovani-anziani in agricoltura è di uno ad otto, mentre in Europa scende da uno a quattro. E’, quindi, indispensabile operare, ribadisce l’Agia, con una rinnovata azione che garantisca ai giovani gli strumenti necessari per potere sviluppare compiutamente le loro potenzialità in campo imprenditoriale.
Non a caso, alla base della mobilitazione della Cia vi sono anche le richieste per dare ai giovani quelle politiche necessarie per entrare a pieno titolo in agricoltura. Da un più facile accesso al credito e alla terra alla riduzione dei costi produttivi e degli oneri sociali, da un effettivo alleggerimento del carico fiscale a finanziamenti ed interventi veramente propulsivi.
Dunque, anche per l’Agia è il momento di passare ai fatti concreti. C’è l’esigenza di volta pagina e dare quelle certezze che oggi mancano ai giovani agricoltori. La strategia per il ricambio in agricoltura, oltre a guardare in modo coerente alla molteplicità di fattori che lo costituiscono e a corrispondervi con risposte chiare e mirate, deve avere la necessaria “lungimiranza”; ossia, deve essere in grado di guardare ai giovani imprenditori non oggi e non domani, ma per i prossimi anni.
Il mondo agricolo, più degli altri settori produttivi in Italia, risente, dunque, della mancanza del necessario ricambio generazionale. Molte imprese agricole in Italia, infatti, non hanno un erede all’interno della famiglia rurale e si prospetta per almeno un terzo delle aziende condotte da imprenditori ultrasessantenni un ipotetico e teorico passaggio o incorporazione in aziende di altri imprenditori, nella migliore delle ipotesi.
Le aziende condotte da giovani, ribadisce l’Agia, sono, invece, le più dinamiche, quelle che più facilmente si adattano ai cambiamenti e che vedono nella multifunzionalità la chiave per rivolgersi verso mercati diversi (agriturismo, trasformazione dei prodotti, attività alternative e connesse, vendita diretta, agrienergie) per soddisfare le esigenze del territorio su cui risiedono. Quelle dei giovani sono le aziende con superfici mediamente maggiori, che impiegano manodopera e che si rivolgono in generale a settori di attività a maggior valore aggiunto.
Per l’Agia, poi, è quanto mai importante puntare sull’innovazione. Questo perché un’agricoltura di qualità e salubre, un’agricoltura legata alla tipicità dei prodotti o alle zone di origine o un’agricoltura come patrimonio ambientale e culturale, non si può affermare senza innovazione. L’agricoltura deve essere in grado di corrispondere a “prodotti nuovi”, a processi produttivi nuovi e ai fabbisogni di una società moderna e, a questo riguardo, assume un ruolo preponderante la ricerca in campo agricolo e l’applicazione della ricerca nelle aziende.
Occorrono, secondo l’Agia, maggiori investimenti nella ricerca, sia pubblica che privata, per il miglioramento delle tecniche produttive, per la qualità dei prodotti, per corrispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti ed esigenti.
Fonte: Cia - Confederazione italiana agricoltori
giovedì 6 novembre 2008
Per Giorgio Gaber
Mail: info@somsvoghera.net
Sito: www.somsvoghera.net
Giovedì 13 novembre 2008
Cinema Teatro Arlecchino
Per Giorgio Gaber
di e con Davide Giandrini
nell'ambito della Rassegna regionale "Oltre il Palcoscenico"
Biglietti 3 euro posto unico
Prevendita Biglietti :
da Lunedì a Venerdì dalle 9,30 alle 12,30 presso la Sede S.O.M.S. Via XX Settembre 92 a fianco del cinema
da Venerdì a Lunedì dalle ore 21 alle 23 presso la biglietteria del Cinema Arlecchino
Sito: www.somsvoghera.net
Giovedì 13 novembre 2008
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di e con Davide Giandrini
nell'ambito della Rassegna regionale "Oltre il Palcoscenico"
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da Lunedì a Venerdì dalle 9,30 alle 12,30 presso la Sede S.O.M.S. Via XX Settembre 92 a fianco del cinema
da Venerdì a Lunedì dalle ore 21 alle 23 presso la biglietteria del Cinema Arlecchino
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