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mercoledì 25 gennaio 2012

Gli Olmi di viale degli Olmi .....


Ricevo e volentieri pubblico:


Nel viale degli Olmi (tra l'Hotel Salus e la prima villa di via Terme) in questi giorni si stanno effettuando lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria. Come sanno tutti coloro che vi transitano a piedi sul marciapiede di sinistra a salire, il fondo del marciapiede era completamente rovinato e sollevato dalle radici degli Olmi che col tempo,alla ricerca spasmodica di acqua ed elementi nutritivi avevano prodotto il danno. Ora il marciapiede è stato ridotto e gli Olmi sono rimasti fuori, praticamente a bordo strada. Per il marciapiede e per i pedoni che cammineranno su di esso bene, ma per gli Olmi la situazione non cambierà di molto: marciapiede da una parte,asfalto dall'altra. E' più che logico che le piante poste in una situazione di stress del genere vadano incontro a malattie di ogni genere. Come se non bastasse,gli Olmi in questione sono tutti ammalati, chi più chi meno, per una grave Fitopatia che ha decimato migliaia di Olmi in tutta Italia : la Grafiosi dell'Olmo o Ophiostoma ulmi. 
La malattia è provocata da un agente veicolante che è un insetto ,uno Scolitide che attacca non tanto le piante sane, quanto quelle stressate e malandate (come nel nostro caso).


Ulteriore stress lo stanno dando gli operai che, con la benna e ruspa, stanno massacrando le radici affioranti per fare il cordolo nuovo del marciapiede.
Ma c'è dell'altro: gli operai che stanno effettuando la potatura non provvedono a disinfettare i tagli come si dovrebbe, sopratutto in piante come quelle colpite da Grafiosi ed è proprio un controsenso.


La cosa migliore da fare,a questo punto sarebbe stato quello di abbattere gli Olmi,asportare per bene ceppi e radici,e non mettere altro.Se tra qualche anno si volessero mettere ancora degli Olmi,si potrebbe fare utilizzando varietà resistenti alla Grafiosi come ad es.cloni di San Zanobi,Plinio,Fiorente,che sicuramente avendo
sviluppato nel loro DNA la resistenza alla Grafiosi non verrebbero più compromesse.


Saluti come sempre  Luciano  Benedini

martedì 1 novembre 2011

Barriere architettoniche


Riporto un commento per dare maggiore visibilità. L'argomento "barriere architettoniche" è di estrema importanza, ma quasi sempre lo si vede trascurato. Perchè?

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Giovane è Rock, vecchio è Lento ?":

a parte la piazza della fiera NUOVA e RINNOVATA, quando vedremo le strade limitrofe NUOVE e RINNOVATE? cioè, per meglio intenderci, strade con marciapiedi degni di cotanto nome?
L'altro giorno nella nuova piazza ho assistito e purtroppo non lo ho potuto filmare, una coppia la cui signora, in carrozzina, non riusciva a scendere prima e risalire poi l'opposto marciapiede.
Cosa si può mai pensare di fronte a una situazione del genere?
Mi sono vergognato e ho dato il mio piccolo aiuto per la fatidica attraversata di strada.
Mi sono scusato a nome di un comune che non ha nelle proprie finalità l'interesse del più debole.
Ma si sà, occhio non vede .... cuore non duole.
Ma io voglio far male e denuncerò sempre questa mancanza di coscienza , questa mancanza di civiltà, questa mancanza del rispetto degli altrui diritti.
Anche di coloro i quali entreranno in valle e vedranno la bellissima piazza nuova e rinnovata.
Altro di nuovo non ce né e di rinnovato anche.
Speriamo solo che qualcuno riesca a smuovere il VECCHIO e l'ignoranza che si annida nel palazzo di fronte.
La civiltà ed il progresso si misurano anche dalle piccole cose e dalle piccole cose possono nascere le grandi opere.
Non viceversa.
Ma tant'è... qualcuno/a assiso/a lassù non ha tempo per queste piccolezze.
Speriamo solo che non abbiano in mente di rifare NUOVA e RINNOVATA anche l'ultima piazza di Godiasco rimasta a loro disposizione: piazza del Mercato dopo il rinnovo di piazza Fiera e la chiusura-apertura -chiusura della Piazza Alesina.

giovedì 7 aprile 2011

Tempi duri per i tecnici comunali (e non solo)


Leggo su Alessandria Oggi - Portale quotidiano di cronaca e attualità


Cronaca - Giudiziaria: fatale una bolla di bitume che fece cadere una signora in mezzo alla strada - GIOVEDÌ 07 APRILE 2011
ACQUI, CONDANNA IN CASSAZIONE PER DIRIGENTE DELL'UFFICIO TECNICO COMUNALE

Acqui Terme (AL) - Il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune incaricato della manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi risponde del reato di lesioni colpose in caso di incidenti ai pedoni inciampati a causa del manto stradale in cattive condizioni non immediatamente visibili. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna del dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Acqui Terme, Antonio O., per aver tenuto in cattivo stato una parte di manto stradale sul quale si era creata una bolla di bitume, rialzata rispetto al piano di camminamento e pericolosa in quanto difficilmente visibile e non segnalata. Sulla bolla era inciampata, cadendo, una signora, Angela B., mentre attraversava la strada. Senza successo il dirigente comunale ha protestato contro la condanna, in Cassazione, sostenendo che non gli poteva essere addebitata la colpa di una bolla presente già da molto tempo ma la cui presenza non era mai stata segnalata. In pratica, l'imputato riteneva che non potesse essergli accollata la responsabilità della omessa predisposizione di un sistema di controlli, seppure in una città di "non grandi dimensioni" come Acqui Terme. I supremi giudici - con la sentenza 13775 - gli hanno risposto che il sindaco o il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune preposto alla manutenzione stradale assumono "una posizione di garanzia che impone agli organi dell'amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare, nell'ambito delle rispettive competenze, per evitare ai cittadini situazioni di pericolo derivanti dalla non adeguata manutenzione e dal non adeguato controllo dello stato delle strade comunali".

domenica 3 aprile 2011

L'antica Fonte Sales


Qualche giorno addietro ho parlato dello stato di abbandono in cui versa il capanno della Antica Fonte Sales ed il giardinetto accanto.
In effetti oggi si fatica molto ad attribuire una qualche importanza al complesso, malmesso com'è.
Situazione ben diversa era quella presente nei primi decenni del 1900.
Un collezionista mi ha gentilmente prestato la cartolina che riproduco.
Sembra un altro mondo !
Abbiamo appurato che la costruzione ed il giardinetto sono proprietà delle Terme: mi chiedo se questo sia un ostacolo o un vantaggio per sperare in una risistemazione. Potrebbe a mio avviso essere un vantaggio in quanto le Terme dovrebbero avere tutto l'interesse a tenere in ordine ciò che costituisce il loro capitale: immobili e parco per primi. Da quei beni dipende il valore della società che, non dimentichiamo, è per il 47% ancora nostra.
Alla luce dei fatti invece il convincimento si stempera nella constatazione del degrado crescente che colpisce tanti beni della (anche nostra) società. La palazzina in via Diviani è da anni fatiscente, il Grand Hotel vede regolarmente la facciata sempre più scrostata (e l'interno come sarà?) e quella sul retro sembra una scena di guerra, il campo di bocce con annesso bar è un cumulo di erbacce, molti alberi del parco sono morti stecchiti, le costruzioni in via Diviani (ex falegnameria?) accanto al bar sono un allevamento di sorci.
Ne va del decoro, ma ne va anche e forse ancor più, del vil pecunio. In malora sta andando un capitale al 53% dei privati (liberi di far quel che vogliono con il loro), ma anche al 47% della collettività. Di quella collettività che si è vista regalare nel 1999 dallo Stato Italiano un'azienda con un patrimonio immobiliare vicino ai 30 miliardi di lire e che ancora non ne ha tratto alcun beneficio.
Si cominciasse a sistemare le cose partendo da quelle più semplici ? magari anche approfittando di qualche volenteroso cittadino disposto a collaborare ? E magari subito dopo mettendo sul mercato, per affittarlo, il campo di bocce con annesso bar ?

lunedì 7 febbraio 2011

Tolleranza zero contro chi sporca i marciapiedi


Ricevo e pubblico, non senza prima dire che dissento profondamente dall'episodio citato che giudico, se vero, sommamente incivile.

Prendo spunto dall'articolo che scrive a pag.4 del Il Periodico Disperati, dove finalmente leggo che l'Amministrazione Comunale di Godiasco ha deciso di prendere provvedimenti contro animali e persone che imbrattano i marciapiedi con ogni sorta di bisognini...ecc.ecc. Che non mi è chiaro è : come faranno le guardie zoofile a multare uno o più cani che,senza padroni al guinzaglio,ma liberi di scorazzare per il paese,continuassero a fare i bisognini dove capita ? Chiameranno i carabinieri o l'acclappiacani seguendo nel frattempo con passo veloce il cane,cercando di non perderne le tracce ? Vedremo...l'altra strada
potremmo copiarla dalla nostra vicina e civilissima Svizzera che proprio oggi leggo su Il Giornale " Se non paghi le tasse ti ammazzo il cane ".

Episodio choc a Reconviller,paesino svizzero nel Giura bernese:la signora Marilena,italiana,scorda di versare la tassa di 50 franchi per il possesso di un cane.E per una "evasione"corrispondente a 38 euro
la burocrazia elvetica le requisisce e sopprime il barboncino di tre anni.Tutta colpa di una legge del 1904,mai abrogata,e di una burocrazia crudele.Intanto al sindaco del paesino arrivano minacce di morte da parte degli animalisti di tutto il mondo,ma lui si difende: "non abbiamo fatto nulla di male,abbiamo solo applicato le nostre leggi".

Capito come sono fortunati i nostri cani ad avere la cittadinanza Italiana ? ? ?

Saluti da Luciano

martedì 16 novembre 2010

Ancora il trabocchetto ....


Segnalato in comune il 3 settembre.
Segnalato su questo blog il 15 ottobre.
L'11 novembre, durante San Martino, un tecnico comunale mi ha detto che verrà sistemato la settimana entrante, questa, assieme ai lavori di ristrutturazione della piazza.
Aspetto con fede.
Intanto pavento che qualcun altro ci inciampi facendosi male.
E' un lavoro talmente complesso da richiedere oltre due mesi e mezzo ?

venerdì 15 ottobre 2010

Trabocchetto



All'inizio di via De Gasperi (incrocio con la provinciale) in Godiasco, c'è una panchina che è il punto preferito da molti anziani per riposarsi e guardare chi passa.
Purtroppo quel pezzo di marciapiede, in tutto una decina di metri, potrebbe vincere l'oscar del più scassato della provincia di Pavia.
Oltre un mese fa, il 3 settembre, ebbi occasione di aiutare un signore anziano che, inciampando, era andato lungo disteso e non riusciva a rialzarsi.
Segnalai prontamente la circostanza in Comune, ma a tutt'oggi non è successo nulla e resta lì, trappola pronta a scattare per causare cadute.
Penso che il Comune potrebbe anche essere chiamato in giudizio in caso di danni fisici, ma evidentemente questo pericolo non affretta i lavori, semplici e di poca spesa, per sistemarlo.
E qua val bene ripetere ancora: parliamo volentieri di massimi sistemi, di come risolvere la crisi, se non nel mondo, nella nostra provincia, ma prima, per favore, mettiamo i marciapiedi in condizione di "non nuocere", almeno.