Ogni anno si ripropone il calvario della parte alta di Salice dovuto alla carenza di acqua.
Il problema è naturalmente dovuto al notevole sviluppo edilizio, specialmente di seconde case, tutte o quasi con giardino (da annaffiare) e diverse con piscina. Tutte queste costruzioni sono dovute al piano regolatore che le ha previste. Forse si sono dimenticati di prevedere che sarebbe aumentato anche il consumo di acqua in estate, quando le case vengono usate e l'acqua non basta mai. Sono state previste tubature tarate sui picchi di consumo o sono adatte solo a soddisfare la richiesta dei (pochi) residenti in inverno, quando peraltro i giardini non si annaffiano ?
Visto che l'acqua manca, la risposta sembrerebbe ovvia ...
L'abbiamo chiesto al sindaco con l'interpellanza che riporto:
Sig.
ANGELO DEANTONI
Sindaco del Comune di
27052 GODIASCO — PV
Salice Terme, 3 aprile 2008 Oggetto: Problema acqua potabile
Con la presente siamo a chiederle se esiste una planimetria aggiornata con le tubazioni, utenze e serbatoi di acqua potabile, tale da poter conoscere l’entità e dislocazione delle richieste e la portata dei singoli tratti.
Crediamo che un tale studio/documento sia essenziale per conoscere e risolvere il problema della cronica carenza idrica che affligge in estate il comune, in specie la parte alta di Salice Terme dove si è avuto un abnorme sviluppo edilizio. Tale sviluppo, peraltro consentito e previsto dal vigente PRG, riteniamo debba essere supportato dal documento di cui sopra che vorremmo conoscere.
La ringraziamo per l’attenzione ed attendiamo una sua cortese risposta.
Distinti saluti.
Alberto Sorrentino
Capogruppo UNITI PER GODIASCO
cell 3331151307
giovedì 3 aprile 2008
Giornata FAI di Primavera
XVI edizione GIORNATA FAI DI PRIMAVERA
Sabato 5 e Domenica 6 Aprile 2008 Apertura straordinaria di 550 monumenti in 240 città
http://www.fondoambiente.it/eventi/giornata-fai-primavera-2008-home-page.asp
.... quelli vicini a noi ...
Pavia
Palazzo Vescovile*Piazza Duomo, 1
Cripta della Basilica di S. Maria del Popolo, sotto il Duomo di PaviaPiazza Duomo
Per tutti i Beni apertura Sabato 5, ore 14.00 – 17.30; Domenica 6, ore 10.00 – 17.30Corsie preferenziali per Aderenti FAI e per clienti Wind e InfostradaVisite guidateApprendisti Ciceroni: Liceo Scientifico “N. Copernico” di Pavia; ITCT “A. Bordoni” di Pavia; Scuola Media “F. Casorati” di Pavia
Tortona (AL)
Casa SarinaVia Peppino Sarina, 34Sabato 5 e Domenica 6, ore 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00Corsie preferenziali per Aderenti FAI e per clienti Wind e InfostradaVisite guidateApprendisti Ciceroni: Liceo “G. Peano”; Itis “G. Marconi”
Sabato 5 e Domenica 6 Aprile 2008 Apertura straordinaria di 550 monumenti in 240 città
http://www.fondoambiente.it/eventi/giornata-fai-primavera-2008-home-page.asp
.... quelli vicini a noi ...
Pavia
Palazzo Vescovile*Piazza Duomo, 1
Cripta della Basilica di S. Maria del Popolo, sotto il Duomo di PaviaPiazza Duomo
Per tutti i Beni apertura Sabato 5, ore 14.00 – 17.30; Domenica 6, ore 10.00 – 17.30Corsie preferenziali per Aderenti FAI e per clienti Wind e InfostradaVisite guidateApprendisti Ciceroni: Liceo Scientifico “N. Copernico” di Pavia; ITCT “A. Bordoni” di Pavia; Scuola Media “F. Casorati” di Pavia
Tortona (AL)
Casa SarinaVia Peppino Sarina, 34Sabato 5 e Domenica 6, ore 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00Corsie preferenziali per Aderenti FAI e per clienti Wind e InfostradaVisite guidateApprendisti Ciceroni: Liceo “G. Peano”; Itis “G. Marconi”
martedì 1 aprile 2008
Regolamento Sicurezza Impianti negli Edifici
Regolamento sulla sicurezza degli impianti negli edifici
Da oggi - 27 marzo 2008 - sono operative le nuove norme sulla sicurezza degli impianti negli edifici.
Il decreto 22 gennaio 2008 n.37 (documento in .pdf) emanato dal ministero dello Sviluppo economico, è stato predisposto da una commissione tecnica interministeriale con rappresentanti delle categorie economiche e professionali ed è stato messo definitivamente a punto dopo aver acquisito le osservazioni delle categorie e associazioni interessate.
Il provvedimento semplifica notevolmente le procedure e gli adempimenti formali, anche in caso di compravendita o locazione degli immobili e, contemporaneamente, rende più efficaci, anche rafforzando l’attuale sistema sanzionatorio, le norme a tutela della sicurezza delle persone che vivono o lavorano all’interno degli edifici e che sono ancora troppo spesso vittime (soprattutto casalinghe e bambini) di incidenti.
Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
Fonte: decreto 22 gennaio 2008 n.37
Da oggi - 27 marzo 2008 - sono operative le nuove norme sulla sicurezza degli impianti negli edifici.
Il decreto 22 gennaio 2008 n.37 (documento in .pdf) emanato dal ministero dello Sviluppo economico, è stato predisposto da una commissione tecnica interministeriale con rappresentanti delle categorie economiche e professionali ed è stato messo definitivamente a punto dopo aver acquisito le osservazioni delle categorie e associazioni interessate.
Il provvedimento semplifica notevolmente le procedure e gli adempimenti formali, anche in caso di compravendita o locazione degli immobili e, contemporaneamente, rende più efficaci, anche rafforzando l’attuale sistema sanzionatorio, le norme a tutela della sicurezza delle persone che vivono o lavorano all’interno degli edifici e che sono ancora troppo spesso vittime (soprattutto casalinghe e bambini) di incidenti.
Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
Fonte: decreto 22 gennaio 2008 n.37
lunedì 31 marzo 2008
GAL Gruppo Azione Locale Alto Oltrepo s.r.l.
Il sito del GAL riporta notizie dell'attività svolta e dei progetti in essere.
http://www.gal-oltrepo.it/
Invia anche via email una interessante news letter iscrivendosi alla pagina
http://www.gal-oltrepo.it/gal.php?page=MailingList.NuovoUtente
http://www.gal-oltrepo.it/
Invia anche via email una interessante news letter iscrivendosi alla pagina
http://www.gal-oltrepo.it/gal.php?page=MailingList.NuovoUtente
Pavia: Festival del Paesaggio
Pavia,11- 20 Aprile 2008
Festival delPaesaggio
Per informazioni:
www.animadeiluoghi.com
domenica 13 aprile 2008 ore 21
S. Maria Gualtieri,
Piazza della Vittoria
Pavia
Il senso femminile della sostenibilità
Caffè scienza con Natasha Pulitzer
organizzato da Sportello Donna
Festival delPaesaggio
Per informazioni:
www.animadeiluoghi.com
domenica 13 aprile 2008 ore 21
S. Maria Gualtieri,
Piazza della Vittoria
Pavia
Il senso femminile della sostenibilità
Caffè scienza con Natasha Pulitzer
organizzato da Sportello Donna
domenica 30 marzo 2008
Pubblicazione sull'OLTREPO'
In giro per l’Oltrepo Pavese
A cura di Simona Petaccia
Pubblicazione realizzata da un gruppo di studenti all’interno del Progetto Equal Casteggio, che è distribuita gratuitamente, anche a domicilio.
Grazie allo sforzo comune dello Staff di un Progetto Equal e di un gruppo di studenti, è nata “In giro per l’Oltrepo Pavese”: pubblicazione che valorizza le peculiarità agricole, artigianali, turistiche ed umane di questi luoghi, che viene distribuita e spedita gratuitamente a chi ne fa richiesta.
Il volume (170 pagine, formato 20x20) è stato realizzato al termine di un corso di formazione per Operatori Turistici, durante il quale i beneficiari del progetto hanno avuto l’opportunità di collaborare attivamente nei tre Infopoint aperti presso il Comune di Casteggio, il Comune di Varzi e il Comune di Godiasco (Salice Terme).
Nel corso del 2007, gli Operatori degli Infopoint hanno ricercato identità, storia, arte, tradizioni, cultura e bellezze naturali dell’Oltrepo Pavese, partecipando a fiere, collaborando all’organizzazione di eventi su tematiche di interesse per il territorio, fotografando il patrimonio esistente e impegnandosi con lo Staff del Progetto a creare un prodotto che potesse racchiudere l’offerta dell’Oltrepo.
La guida è suddivisa in quattro sezioni (patrimonio artistico; patrimonio storico; patrimonio naturalistico; patrimonio museale) ed è sia uno strumento adatto per far scoprire al viaggiatore le attrattive del territorio sia la sintesi degli obiettivi di partecipazione e valorizzazione locale che gli Enti coinvolti hanno perseguito fin dal 2001, anno in cui è iniziata la prima programmazione Equal.
Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info@equalcasteggio.it indicando il codice “GSG 4887” nell’oggetto.
Richiedi la spedizione di “In giro per l’Oltrepo Pavese”
A cura di Simona Petaccia
Pubblicazione realizzata da un gruppo di studenti all’interno del Progetto Equal Casteggio, che è distribuita gratuitamente, anche a domicilio.
Grazie allo sforzo comune dello Staff di un Progetto Equal e di un gruppo di studenti, è nata “In giro per l’Oltrepo Pavese”: pubblicazione che valorizza le peculiarità agricole, artigianali, turistiche ed umane di questi luoghi, che viene distribuita e spedita gratuitamente a chi ne fa richiesta.
Il volume (170 pagine, formato 20x20) è stato realizzato al termine di un corso di formazione per Operatori Turistici, durante il quale i beneficiari del progetto hanno avuto l’opportunità di collaborare attivamente nei tre Infopoint aperti presso il Comune di Casteggio, il Comune di Varzi e il Comune di Godiasco (Salice Terme).
Nel corso del 2007, gli Operatori degli Infopoint hanno ricercato identità, storia, arte, tradizioni, cultura e bellezze naturali dell’Oltrepo Pavese, partecipando a fiere, collaborando all’organizzazione di eventi su tematiche di interesse per il territorio, fotografando il patrimonio esistente e impegnandosi con lo Staff del Progetto a creare un prodotto che potesse racchiudere l’offerta dell’Oltrepo.
La guida è suddivisa in quattro sezioni (patrimonio artistico; patrimonio storico; patrimonio naturalistico; patrimonio museale) ed è sia uno strumento adatto per far scoprire al viaggiatore le attrattive del territorio sia la sintesi degli obiettivi di partecipazione e valorizzazione locale che gli Enti coinvolti hanno perseguito fin dal 2001, anno in cui è iniziata la prima programmazione Equal.
Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info@equalcasteggio.it indicando il codice “GSG 4887” nell’oggetto.
Richiedi la spedizione di “In giro per l’Oltrepo Pavese”
sabato 29 marzo 2008
Si valorizza così un parco ?
Nel luglio del 2007 scrivemmo al sindaco per lamentare le pessime condizioni in cui versava il Parco Montale in Godiasco. Questa la lettera:
Sig.
ANGELO DEANTONI
Sindaco del Comune di
27052 GODIASCO — PV
Salice Terme, 02 luglio 2007
Oggetto: Parco Montale
Dobbiamo purtroppo segnalarle lo stato di degrado in cui versa il Parco Montale.
Un’area vasta che potrebbe servire da valvola di sfogo per la popolazione di Godiasco e non solo, si trova in uno stato di abbandono tale da pregiudicarne l’utilizzo.
La piscina per i bambini è in disuso da tempo, vi sono solo due tavoli in legno fatiscenti, nessuna panchina, nessuna fontana, quasi nessuna illuminazione.
Sarebbe importante dotare la struttura di un buon numero di panchine per consentire di sedersi in particolare per gli anziani e le mamme con i bambini, almeno una decina di tavoli in legno con panche per pic nic, e un congruo numero di raccoglitori di rifiuti (da vuotare tempestivamente dopo ogni festività). Anche i giochi per i bambini, pochissimi e rovinati, dovrebbero essere aumentati e disposti in più punti del parco.
Almeno due rubinetti per l’acqua potrebbero completare un primo arredo.
Un minimo di illuminazione sul lato dello Staffora consentirebbe di usufruire della struttura anche con il buio.
Troveremmo assai raccomandabile il provare ad organizzare dei
turni fra anziani volenterosi al fine di costituire un minimo di sorveglianza sulla tranquillità e sull’assenza di malintenzionati.
Anche il lato verso Staffora che delimita il parco avrebbe bisogno di una buona sistemazione. Attualmente vi sono degli scavi non terminati con dei tubi neri di grosso diametro appoggiati per terra. La vista non è delle migliori.
Ed infine ci sembra che sarebbe doverosa la costruzione di una piscina (bello se potesse essere coperta) per dotare il paese di una struttura attualmente inesistente.
Viviamo in mezzo a paesi che hanno o stanno costruendo bei complessi poli sportivi, l’esigenza di un parco Montale ben tenuto e ben attrezzato ci sembra improcrastinabile.
La ringraziamo per l’attenzione, e restiamo in attesa di un suo cortese cenno di riscontro.
Alberto Sorrentino
Capogruppo UNITI PER GODIASCO
Ci fu risposto, in buona sostanza, che mancavano i soldi. Che strano, l'amministrazione si dimentica sempre il deposito milionario in fondi di Banca Intesa !!
Poi, pochi giorni or sono, abbiamo appreso che sono in esame dei lavori per migliorare il povero parco: abbiamo sentito parlare di staccionata. Speriamo che non sia solo quella: le nostre proposte le abbiamo già fatte.
Adesso vediamo che il comune si sta muovendo sul parco. Ci sembra tuttavia che forse non abbia le idee ben chiare su come si valorizzi uno spazio verde: ha infatti iniziato tagliando tre grandi pioppi, con una circonferenza superiore al metro e mezzo, apparentemente perfettamente sani (vedi foto). Il perchè di questi tagli, fatti in fretta e furia venerdì 28/3 mattina (portando anche via i tronchi) non è dato saperlo. Ci sembra che il parco sia già spelacchiato, con pochi e piccoli alberi, e povero di ombra. La ragione del taglio non riusciamo a comprenderla, e non capiamo a chi giovi. Intanto il piccolo condominio dirimpettaio ha acquistato una prospettiva di panorama più profonda: forse i relativi abitanti saranno contenti ?
Ci siamo informati sulla liceità di tali tagli: pare che non ci sia nessuna legge nè statale, nè regionale, nè provinciale atta a proteggere quei tre pioppi. Solo il comune è competente a tutelare gli alberi nei parchi pubblici di sua competenza. Ma qua da noi il comune li tutela tagliandoli:
siamo fritti !
mercoledì 26 marzo 2008
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Riporto dal sito http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/beni_culturali_codice/index.html
Presentazione
Sono stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2008 i due decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni integrative e correttive del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 42/2004).
Le modifiche riguardano sia la parte Beni culturali sia la parte Paesaggio.
Sui due provvedimenti, già approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2008, si sono espressi con parere favorevole, sia la Conferenza unificata (28 febbraio 2008) che le competenti Commissioni di Camera e Senato (5-6 marzo 2008).
Il primo decreto legislativo, che riguarda i beni culturali, interviene sulla circolazione delle cose di interesse storico e artistico, riconsidera la disciplina di tutela dei beni archivistici, definisce una più stringente salvaguardia del patrimonio culturale di proprietà di enti pubblici, di soggetti giuridici privati, di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.
Il secondo decreto, che riguarda il paesaggio, innova in materia di nozione, pianificazione paesistica, regime delle autorizzazioni paesaggistiche.
I due provvedimenti diventeranno operativi dopo la promulgazione del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Beni culturali: le modifiche introdotte
Più efficace coordinamento tra disposizioni comunitarie, accordi internazionali e normativa interna per assicurare il controllo sulla circolazione internazionale dei beni appartenenti al patrimonio culturale specificando che questi non sono assimilabili a merci;
conferma della disciplina della Convenzione Unesco del 1970 sulla illecita esportazione dei beni culturali e sulle azioni per ottenerne la restituzione;
salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica, nell’ipotesi di dismissione o utilizzazione a scopo di valorizzazione economica mediante il ripristino dell’impianto normativo del DPR n. 283 del 2000 allo scopo di scongiurare la dispersione di immobili pubblici di rilevanza culturale e previsione di una clausola risolutiva automatica degli atti di dismissione per il caso di mancato rispetto delle nuove regole. Le modifiche tendono pertanto a porre riparo agli effetti, all’epoca tanto contestati, della normativa Urbani sulla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Paesaggio: le modifiche introdotte
Le modifiche alla parte Terza del Codice riguardante il paesaggio muovono dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale con sentenza 14 novembre 2007 n. 367, che il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio. Partendo da questo presupposto, le novità introdotte dal provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli:
definizione di paesaggio. Sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale è stata formulata una nuova definizione di “paesaggio” adeguata ai principi della Convenzione Europea ratificata nel 2004 nonché alle finalità di tutela del Codice.
pianificazione paesaggistica. Viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di disciplina del territorio. Pur rientrando la redazione del piano tra le competenze delle regioni, è riconosciuta al Ministero dei beni culturali la partecipazione obbligatoria alla elaborazione congiunta con le regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici (vincolati in base alla Legge Galasso o in base ad atti amministrativi di vincolo). Ciò dovrebbe servire a stabilire fin da principio regole certe e univoche dalle quali non possono sottrarsi gli strumenti urbanistici e gli atti di autorizzazione alla realizzazione di interventi sul paesaggio. La finalità è anche quella di eliminare, data la certezza delle regole, un inutile e attualmente cospicuo contenzioso sulle autorizzazioni oggi richieste in base all’insussistenza di regole.
autorizzazione degli interventi sul paesaggio. Attualmente le Soprintendenze rivestono un ruolo marginale, essendo ad esse consentito un mero controllo di legittimità successivo sull’autorizzazione rilasciata dai comuni. Col nuovo Codice, le Soprintendenze dovranno emettere un parere vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici ed ai vincoli così rafforzando la tutela del paesaggio. E’ stata accolta la richiesta della Conferenza Unificata di modificare la natura del parere – da vincolante a meramente obbligatorio – quando il Ministero abbia positivamente vagliato l’avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici alle prescrizioni dei piani paesaggistici. Nel senso della semplificazione e della celerità del procedimento amministrativo viene abbreviato il termine che le Soprintendenze hanno a disposizione per emettere il parere, portato da sessanta a quarantacinque giorni. Scaduto tale termine, può essere indetta una conferenza di servizi nell’ambito della quale il soprintendente ha ancora 15 giorni per emettere il proprio parere. In mancanza, decide la regione o il comune delegato. Infine, la delegabilità ai comuni del potere di autorizzazione è limitata ai casi in cui essi dispongano di adeguati uffici tecnici ed assicurino la separazione tra gli uffici che valutano gli aspetti urbanistici e quelli che valutano gli aspetti paesaggistici;
revisione dei vincoli. Viene introdotto l’obbligo di rivedere entro un anno i vincoli esistenti, allo scopo di specificare le regole che devono essere osservate in virtù del vincolo (inedificabilità assoluta, ovvero edificabilità entro limiti e con prescrizioni precise e certe);
demolizioni ecomostri. Viene prevista l’istituzione di un’apposita struttura tecnica presso il MIBAC incaricata di assistere i comuni e di intervenire quando necessario direttamente, per la demolizione degli ecomostri. La disposizione va letta congiuntamente con la disposizione contenuta nella Legge finanziaria 2008 (art. 2, comma 404 e 405) che stanzia 15 milioni di Euro all’anno a partire dal 2008 per gli interventi di recupero del paesaggio.
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Codice beni culturali e paesaggistici: road map (2002-2008)
2002Delega (18 mesi per esercitarla) per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto d'autore (Art. 10 legge n.137 del 6 luglio 2002).
2004Viene varato il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)
2006Varati due decreti legislativi modificativi del Codice: Decreto legislativo 24 marzo 2006 n. 156 per i beni culturali e decreto legislativo 24 marzo 2006 n. 157 per il paesaggio.
200825 gennaio: approvazione preliminare in Consiglio dei ministri di un decreto legislativo che modifica in parte il Codice dei beni culturali e il paesaggio;12 febbraio: lo schema di decreto legislativo, inviato alle commissioni parlamentari per il parere, viene diviso in due distinti provvedimenti, un decreto legislativo per i beni culturali, un decreto legislativo per il paesaggio; 28 febbraio: parere favorevole della Conferenza Unificata ai due provvedimenti (parere beni culturali e parere paesaggio;5 marzo: parere favorevole delle commissioni parlamentari;19 marzo: il Consiglio dei ministri approva definitivamente i due decreti legislativi.
Presentazione
Sono stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2008 i due decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni integrative e correttive del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 42/2004).
Le modifiche riguardano sia la parte Beni culturali sia la parte Paesaggio.
Sui due provvedimenti, già approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2008, si sono espressi con parere favorevole, sia la Conferenza unificata (28 febbraio 2008) che le competenti Commissioni di Camera e Senato (5-6 marzo 2008).
Il primo decreto legislativo, che riguarda i beni culturali, interviene sulla circolazione delle cose di interesse storico e artistico, riconsidera la disciplina di tutela dei beni archivistici, definisce una più stringente salvaguardia del patrimonio culturale di proprietà di enti pubblici, di soggetti giuridici privati, di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.
Il secondo decreto, che riguarda il paesaggio, innova in materia di nozione, pianificazione paesistica, regime delle autorizzazioni paesaggistiche.
I due provvedimenti diventeranno operativi dopo la promulgazione del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Beni culturali: le modifiche introdotte
Più efficace coordinamento tra disposizioni comunitarie, accordi internazionali e normativa interna per assicurare il controllo sulla circolazione internazionale dei beni appartenenti al patrimonio culturale specificando che questi non sono assimilabili a merci;
conferma della disciplina della Convenzione Unesco del 1970 sulla illecita esportazione dei beni culturali e sulle azioni per ottenerne la restituzione;
salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica, nell’ipotesi di dismissione o utilizzazione a scopo di valorizzazione economica mediante il ripristino dell’impianto normativo del DPR n. 283 del 2000 allo scopo di scongiurare la dispersione di immobili pubblici di rilevanza culturale e previsione di una clausola risolutiva automatica degli atti di dismissione per il caso di mancato rispetto delle nuove regole. Le modifiche tendono pertanto a porre riparo agli effetti, all’epoca tanto contestati, della normativa Urbani sulla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Paesaggio: le modifiche introdotte
Le modifiche alla parte Terza del Codice riguardante il paesaggio muovono dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale con sentenza 14 novembre 2007 n. 367, che il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio. Partendo da questo presupposto, le novità introdotte dal provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli:
definizione di paesaggio. Sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale è stata formulata una nuova definizione di “paesaggio” adeguata ai principi della Convenzione Europea ratificata nel 2004 nonché alle finalità di tutela del Codice.
pianificazione paesaggistica. Viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di disciplina del territorio. Pur rientrando la redazione del piano tra le competenze delle regioni, è riconosciuta al Ministero dei beni culturali la partecipazione obbligatoria alla elaborazione congiunta con le regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici (vincolati in base alla Legge Galasso o in base ad atti amministrativi di vincolo). Ciò dovrebbe servire a stabilire fin da principio regole certe e univoche dalle quali non possono sottrarsi gli strumenti urbanistici e gli atti di autorizzazione alla realizzazione di interventi sul paesaggio. La finalità è anche quella di eliminare, data la certezza delle regole, un inutile e attualmente cospicuo contenzioso sulle autorizzazioni oggi richieste in base all’insussistenza di regole.
autorizzazione degli interventi sul paesaggio. Attualmente le Soprintendenze rivestono un ruolo marginale, essendo ad esse consentito un mero controllo di legittimità successivo sull’autorizzazione rilasciata dai comuni. Col nuovo Codice, le Soprintendenze dovranno emettere un parere vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici ed ai vincoli così rafforzando la tutela del paesaggio. E’ stata accolta la richiesta della Conferenza Unificata di modificare la natura del parere – da vincolante a meramente obbligatorio – quando il Ministero abbia positivamente vagliato l’avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici alle prescrizioni dei piani paesaggistici. Nel senso della semplificazione e della celerità del procedimento amministrativo viene abbreviato il termine che le Soprintendenze hanno a disposizione per emettere il parere, portato da sessanta a quarantacinque giorni. Scaduto tale termine, può essere indetta una conferenza di servizi nell’ambito della quale il soprintendente ha ancora 15 giorni per emettere il proprio parere. In mancanza, decide la regione o il comune delegato. Infine, la delegabilità ai comuni del potere di autorizzazione è limitata ai casi in cui essi dispongano di adeguati uffici tecnici ed assicurino la separazione tra gli uffici che valutano gli aspetti urbanistici e quelli che valutano gli aspetti paesaggistici;
revisione dei vincoli. Viene introdotto l’obbligo di rivedere entro un anno i vincoli esistenti, allo scopo di specificare le regole che devono essere osservate in virtù del vincolo (inedificabilità assoluta, ovvero edificabilità entro limiti e con prescrizioni precise e certe);
demolizioni ecomostri. Viene prevista l’istituzione di un’apposita struttura tecnica presso il MIBAC incaricata di assistere i comuni e di intervenire quando necessario direttamente, per la demolizione degli ecomostri. La disposizione va letta congiuntamente con la disposizione contenuta nella Legge finanziaria 2008 (art. 2, comma 404 e 405) che stanzia 15 milioni di Euro all’anno a partire dal 2008 per gli interventi di recupero del paesaggio.
Riforma del Codice beni culturali e paesaggistici
Codice beni culturali e paesaggistici: road map (2002-2008)
2002Delega (18 mesi per esercitarla) per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto d'autore (Art. 10 legge n.137 del 6 luglio 2002).
2004Viene varato il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)
2006Varati due decreti legislativi modificativi del Codice: Decreto legislativo 24 marzo 2006 n. 156 per i beni culturali e decreto legislativo 24 marzo 2006 n. 157 per il paesaggio.
200825 gennaio: approvazione preliminare in Consiglio dei ministri di un decreto legislativo che modifica in parte il Codice dei beni culturali e il paesaggio;12 febbraio: lo schema di decreto legislativo, inviato alle commissioni parlamentari per il parere, viene diviso in due distinti provvedimenti, un decreto legislativo per i beni culturali, un decreto legislativo per il paesaggio; 28 febbraio: parere favorevole della Conferenza Unificata ai due provvedimenti (parere beni culturali e parere paesaggio;5 marzo: parere favorevole delle commissioni parlamentari;19 marzo: il Consiglio dei ministri approva definitivamente i due decreti legislativi.
lunedì 24 marzo 2008
Scempio edilizio
Quattro foto scattate oggi pomeriggio alla collina sopra Salice, accanto e dietro all'istituto Don Gnocchi.
E' possibile che una amministrazione comunale dotata di un minimo di buon senso possa tollerare uno scempio tale ? Ma com'è ridotta la nostra collina ? Un cantiere continuo per costruire moltitudini di case e casette, ville e villini senza il minimo rispetto per un minimo di decenza ambientale. Ma come hanno potuto fare un piano regolatore che permetta tutto questo ? Ci sono interessi tali da permettere una cosa simile ? Di chi e con chi ? Nessuno parla ? E' questa amministrazione e la sua precedente (uguale a questa nelle persone) che ha permesso tutto questo. E questo spettacolo squalifica l'intera Salice, e ne fa calare l'appetibilità: i prezzi degli immobili qua non sono saliti come da altre parti perchè le continue costruzioni hanno inflazionato i valori e la loro bruttezza li ha ulteriormente sacrificati. E a fronte di tutte queste costruzioni che infrastrutture vengono realizzate ? Gli abitanti della zona in estate restano senz'acqua spesso e volentieri; le fognature "a valle" non sono state potenziate pur ricevendo ora un flusso molto superiore al passato; le acque piovane, non più assorbite dal terreno, scorrono a valle e fanno saltare i tombini alla prima pioggia più forte del normale.
Non si vergognano gli amministratori ?
Se ne vadano a casa il prima possibile: sono stati peggio della grandine per tutto il comune.
Le Terme distrutte economicamente senza che nessuno abbia mai pagato perchè tutti erano corresponsabili, il territorio bistrattato e rovinato da costruzioni, opere civili assenti.
Il sindaco Deantoni straparla di opere per togliere le barriere architettoniche: ci faccia il piacere !
Prossimamente pubblicheremo qualche foto per dimostrare che, ancora una volta, non dice il vero.
domenica 23 marzo 2008
A chi il 5 per mille ?
Non ci costa nulla, e possiamo dare un contributo ad associazioni che operano per alleviare grandi sofferenze.
Una selezione, certamente non esaustiva, si trova cliccando su ....
http://it.promotions.yahoo.com/forgood/yfg-featured-charities.html/
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Canevino: complimenti all'amministrazione
A Canevino l'amministrazione opera il recupero di 4 antichi sentieri. La valorizzazione del patrimonio collinare risponde ad una esigenza sentita dai residenti e dai turisti. Le nostre colline sono percorse da un dedalo di sentieri che erano percorsi per collegare un paese all'altro quando ancora le auto non esistevano, probabilmente fino a non più di una cinquantina di anni fa. Inutile dire che nel nostro comune neppure se ne parla: la sonnolenta amministrazione si sveglia dal suo torpore solo quando c'è da fare danno .....
Riporto l'articolo de La Provincia ...
DOMENICA, 23 MARZO 2008
Pagina 22 - cronaca
Il progetto. Obiettivo dell’amministrazione comunale è ora il possibile sfruttamento delle erbe officinali
Canevino ritrova i sentieri della salute
Recuperati e valorizzati quattro antichi percorsi in collina
Anche il parroco è da tempo impegnato a trovare nelle carte le preziose ricette
CANEVINO. Ritrovati e salvati gli antichi sentieri lungo un colle boscoso che rappresenta uno scrigno di natura e di storia e che sovrasta in modo suggestivo e unico il piccolo borgo di Canevino. In una terra prettamente dedicata al vino, Canevino possiede anche un polmone verde molto particolare e di rara bellezza. Un progetto che attira l’interesse dei turisti. La passate amministrazione, guidata dal sindaco Luigi Chiesa, oggi vicesindaco, ha realizzato interventi destinati ad esaltare queste qualità del luogo. Un risultato che non ha però visto protagonista solo il Comune, ma anche la parrocchia guidata da don Mario Fara. Un colle che assomiglia ad un’isola da cui la panoramica, nelle giornate serene, spazia indisturbata dal Penice alle Alp,i mentre più da vicino offre una varietà di piante e di fiori che testimoniano il passato ed il presente di questo monte. «I vigneti arrivano proprio ai piedi del colle fino a 400 metri di altezza - spiega il vicesindaco Luigi Chiesa - da lì in poi non si hanno altro che piante ad alto fusto e piante medicinali, oltre ad innumerevoli fiori. E per riportare alla luce quei percorsi battuti dalla gente del posto fin dalle epoche più antiche, come testimoniano i documenti ritrovati da don Mario, abbiamo voluto organizzare una serie di sentieri che permettono di addentrarsi nel bosco e scoprirne le presenze arboree e floreali». Sono quattro i sentieri realizzati a partire dal più importante, ovvero il «sentiero di San Colombano», solo 800 metri di tragitto, suggestivo e lastricato grazie anche al contributo che dieci anni fa venne erogato dalla Regione Lombardia e che collegando la frazione Caseo al Monte. Tracciato che ripropone una parte del percorso seguito dal corteo funebre con le spoglie dell’abate dirette a Pavia: un percorso di enorme rilievo poiché proprio qui avvenne l’unico miracolo che permise all’abate Colombano di diventare poi santo: un bimbo muto dalla nascita riacquistò la parola. Un altro percorso é quello «delle pietre strette» e come spiega il vicesindaco, il nome era dato per la presenza di tre massi rotolati in antico dalla cima cimadel monte creando un passaggio ristretto attraverso il bosco. Altri due sentieri sono quello «del vasciò» con un’imponente macigno, e il «sentiero della preda» con una sorgente di acqua freschissima anche nei giorni più torridi. «Il bosco attraversato da questi sentieri, presenta ogni tipologia arborea tipica dell’Oltrepo come la flora spontanea dell’Appennino - spiega Chiesa - e si va dal frassino al castagno, dal rovere al pioppo, dall’ontano al maggiociondolo, piante particolari e a volte rimaste solo qui; ma ci sono anche tantissimi fiori e un’ampia presenza di piante medicinali». E proprio in questo campo, il Comune aveva realizzato un progetto che per ora resta ancora nel cassetto per mancanza di fondi. Erbe preziose. «Visto l’interesse crescente per le erbe officinali, si era pensato di rivalutare una nostra essenza tipica, ovvero l’assenzio, per promuovere il territorio con un prodotto tipico diverso dai soliti - aggiunge Chiesa - Ancora una volta infatti, don Fara ha ritrovato fra i documenti del canonico don Grassi parroco qui dal 1908 al 1961, una antica ricetta rimasta segreta per preparare l’assenzio». Don Grassi era in rapporti con l’Ambrosoli per la produzione di caramelle al miele e con la Carlo Erba per le piante officinali e quindi la sua ricetta potrebbe essere utilizzata per un altro prodotto che potrebbe essere denominato l’«amaro di Canevino». «Questo era infatti il nome ed il progetto - racconta Chiesa - ma finora é stato impossibile realizzarlo per mancanza di finanziamenti. Ciò che per ora abbiamo potuto realizzare per incrementare anche il turismo, é stato il potenziamento delle attività sportive sia quelle del centro sportivo che quelle legate alla mountain bike, ed il potenziamento degli agriturismi».MiriamPaola Agili
Riporto l'articolo de La Provincia ...
DOMENICA, 23 MARZO 2008
Pagina 22 - cronaca
Il progetto. Obiettivo dell’amministrazione comunale è ora il possibile sfruttamento delle erbe officinali
Canevino ritrova i sentieri della salute
Recuperati e valorizzati quattro antichi percorsi in collina
Anche il parroco è da tempo impegnato a trovare nelle carte le preziose ricette
CANEVINO. Ritrovati e salvati gli antichi sentieri lungo un colle boscoso che rappresenta uno scrigno di natura e di storia e che sovrasta in modo suggestivo e unico il piccolo borgo di Canevino. In una terra prettamente dedicata al vino, Canevino possiede anche un polmone verde molto particolare e di rara bellezza. Un progetto che attira l’interesse dei turisti. La passate amministrazione, guidata dal sindaco Luigi Chiesa, oggi vicesindaco, ha realizzato interventi destinati ad esaltare queste qualità del luogo. Un risultato che non ha però visto protagonista solo il Comune, ma anche la parrocchia guidata da don Mario Fara. Un colle che assomiglia ad un’isola da cui la panoramica, nelle giornate serene, spazia indisturbata dal Penice alle Alp,i mentre più da vicino offre una varietà di piante e di fiori che testimoniano il passato ed il presente di questo monte. «I vigneti arrivano proprio ai piedi del colle fino a 400 metri di altezza - spiega il vicesindaco Luigi Chiesa - da lì in poi non si hanno altro che piante ad alto fusto e piante medicinali, oltre ad innumerevoli fiori. E per riportare alla luce quei percorsi battuti dalla gente del posto fin dalle epoche più antiche, come testimoniano i documenti ritrovati da don Mario, abbiamo voluto organizzare una serie di sentieri che permettono di addentrarsi nel bosco e scoprirne le presenze arboree e floreali». Sono quattro i sentieri realizzati a partire dal più importante, ovvero il «sentiero di San Colombano», solo 800 metri di tragitto, suggestivo e lastricato grazie anche al contributo che dieci anni fa venne erogato dalla Regione Lombardia e che collegando la frazione Caseo al Monte. Tracciato che ripropone una parte del percorso seguito dal corteo funebre con le spoglie dell’abate dirette a Pavia: un percorso di enorme rilievo poiché proprio qui avvenne l’unico miracolo che permise all’abate Colombano di diventare poi santo: un bimbo muto dalla nascita riacquistò la parola. Un altro percorso é quello «delle pietre strette» e come spiega il vicesindaco, il nome era dato per la presenza di tre massi rotolati in antico dalla cima cimadel monte creando un passaggio ristretto attraverso il bosco. Altri due sentieri sono quello «del vasciò» con un’imponente macigno, e il «sentiero della preda» con una sorgente di acqua freschissima anche nei giorni più torridi. «Il bosco attraversato da questi sentieri, presenta ogni tipologia arborea tipica dell’Oltrepo come la flora spontanea dell’Appennino - spiega Chiesa - e si va dal frassino al castagno, dal rovere al pioppo, dall’ontano al maggiociondolo, piante particolari e a volte rimaste solo qui; ma ci sono anche tantissimi fiori e un’ampia presenza di piante medicinali». E proprio in questo campo, il Comune aveva realizzato un progetto che per ora resta ancora nel cassetto per mancanza di fondi. Erbe preziose. «Visto l’interesse crescente per le erbe officinali, si era pensato di rivalutare una nostra essenza tipica, ovvero l’assenzio, per promuovere il territorio con un prodotto tipico diverso dai soliti - aggiunge Chiesa - Ancora una volta infatti, don Fara ha ritrovato fra i documenti del canonico don Grassi parroco qui dal 1908 al 1961, una antica ricetta rimasta segreta per preparare l’assenzio». Don Grassi era in rapporti con l’Ambrosoli per la produzione di caramelle al miele e con la Carlo Erba per le piante officinali e quindi la sua ricetta potrebbe essere utilizzata per un altro prodotto che potrebbe essere denominato l’«amaro di Canevino». «Questo era infatti il nome ed il progetto - racconta Chiesa - ma finora é stato impossibile realizzarlo per mancanza di finanziamenti. Ciò che per ora abbiamo potuto realizzare per incrementare anche il turismo, é stato il potenziamento delle attività sportive sia quelle del centro sportivo che quelle legate alla mountain bike, ed il potenziamento degli agriturismi».MiriamPaola Agili
sabato 22 marzo 2008
Fioriscono candidature .....
Girano voci di una moltitudine di candidature per le prossime elezioni amministrative nella primavera del 2009. Forse sono solo chiacchiere da bar, autoalimentatesi da sole, ma parrebbe che l'attuale maggioranza si spaccasse in due tronconi: da una parte Berogno con i suoi pasdaran e dall'altra Deantoni, a rappresentare il nuovo. Dove, beninteso, per nuovo si deve intendere il rifiuto di fare l'azione di responsabilità per la mala gestione delle terme, la losca privatizzazione delle stesse, lo speculativo tentativo di realizzare la clinica mangia parco, l'ignavia in ogni attività comunale, il crescere dei debiti e la tesaurizzazione della liquidità proveniete dalla vendita delle terme.
Non è al momento chiaro se Deantoni abbia intenzione di correre con il suo ex assessore Riva, dimissionato per la faccenda clinica, ma ora compagno di colazioni ed aperitivi. Taluni dicono che Riva correrebbe da solo, con Somensini che funge da allenatore e gli massaggia i bicipiti. Sui conflitti di interesse di Riva non vale neppure la pena di soffermarsi: sarebbe divertente vederlo, in qualità di sindaco, discettare sulle modifiche al piano regolatore, sulle lottizzazioni e simili facezie.
Come new entry invece vengono menzionati la professoressa Corbi e il signor Pedemonte.
Chissà in quali vesti si propongono ? La professoressa Corbi, attaule consigliere di amministrazione in Terme di Salice SpA in rappresentanza del comune, non ci è mai parsa volersi porre come antagonista dell'attuale maggioranza, nè della passata, come per altro il signor Pedemonte. Entrambi non hanno mai preso posizione pubblica sulle vicende che hanno interessato il nostro comune, mai hanno detto qualcosa circa lo sfascio delle terme, le perdite milionarie, le responsabilità, la privatizzazione con acquirente predestinato, il progetto clinica e la sonnolenta gestione degli ultimi due anni (con altrettante perdite). Non risulta che abbiano mai fatto proposte su alcunchè. Non si sono neppure mai fatti vedere durante un consiglio comunale, seduti fra il pubblico. Non ci hanno mai contattato durante questi 4 anni di duro, e solitario, impegno per darci un aiuto, o un suggerimento, o uno stimolo. Mai. Ora sembra che vogliano addirittura proporsi per guidare il comune: per fare cosa ? e soprattutto, perchè le persone dovrebbero votarli ?
http://it.youtube.com/watch?v=ery3NjSjOOA
Non è al momento chiaro se Deantoni abbia intenzione di correre con il suo ex assessore Riva, dimissionato per la faccenda clinica, ma ora compagno di colazioni ed aperitivi. Taluni dicono che Riva correrebbe da solo, con Somensini che funge da allenatore e gli massaggia i bicipiti. Sui conflitti di interesse di Riva non vale neppure la pena di soffermarsi: sarebbe divertente vederlo, in qualità di sindaco, discettare sulle modifiche al piano regolatore, sulle lottizzazioni e simili facezie.
Come new entry invece vengono menzionati la professoressa Corbi e il signor Pedemonte.
Chissà in quali vesti si propongono ? La professoressa Corbi, attaule consigliere di amministrazione in Terme di Salice SpA in rappresentanza del comune, non ci è mai parsa volersi porre come antagonista dell'attuale maggioranza, nè della passata, come per altro il signor Pedemonte. Entrambi non hanno mai preso posizione pubblica sulle vicende che hanno interessato il nostro comune, mai hanno detto qualcosa circa lo sfascio delle terme, le perdite milionarie, le responsabilità, la privatizzazione con acquirente predestinato, il progetto clinica e la sonnolenta gestione degli ultimi due anni (con altrettante perdite). Non risulta che abbiano mai fatto proposte su alcunchè. Non si sono neppure mai fatti vedere durante un consiglio comunale, seduti fra il pubblico. Non ci hanno mai contattato durante questi 4 anni di duro, e solitario, impegno per darci un aiuto, o un suggerimento, o uno stimolo. Mai. Ora sembra che vogliano addirittura proporsi per guidare il comune: per fare cosa ? e soprattutto, perchè le persone dovrebbero votarli ?
http://it.youtube.com/watch?v=ery3NjSjOOA
60° Aniversario della Costituzione Republicana
Amianto o non amianto ?
come noto, a fine gennaio 2008 chiesi all'ufficio tecnico comunale se il capannone in viale Percivati, con un tetto apparentemente di eternit, potesse essere pericoloso per la salute pubblica. Al caso ero stato interessato da alcuni cittadini che risiedono nei pressi. Francamante io non sono in grado di riconoscere una ricopertura di eternit pericolosa: mi sembra che ne esistano di vari tipi.
Pensai quindi di interessare la ASL ed il Comune per avere una semplice risposta. Mi sarei aspettato, e sarebbe bastato, delle due l'una:
- No, non è assolutamente pericoloso;
- Sì, è pericoloso e immediatamente provvederemo a metterlo in sicurezza.
Invece no, pare che il comune sia conoscenza del problema dal maggio 2007 e da allora non si è ancora riusciti a capire se vi sia pericolo o meno. Pare che la ditta proprietaria del fabbricato abbia comunicato una DIA (Dichiarazione Inizio Attività) per la rimozione della copertura "incriminata" nell'agosto 2007. Da allora tuttavia tutto è fermo. Ma insomma, perchè fare smontare tutta la copertura se non è pericolosa ? perchè fare spendere una somma ingente per nulla alla ditta proprietaria ? Oppure la copertura è pericolosa ? e allora perchè tollerare che da 6 mesi sia stata presentata la DIA, ma che non sia stato mosso neppure uno spillo ?
A chi tocca far osservare i tempi? alla ASL o al Comune ? Ma soprattutto: il pericolo c'è o non c'è ?
Se il pericolo c'è non avrebbe il sindaco, massima autorità in campo sanitario del comune, il dovere di emanare una ordinanza per l'immediato smantellamento del tetto ? e se i proprietari fanno orecchio da mercante il sindaco non dovrebbe far provvedere da una ditta specializzata e addebitare i costi alla proprietà inadempiente ? Nessuno prende una posizione precisa, nessuno si assume le sue responsabilità, nessuno ha la voglia di dire chiaramente come stanno le cose.
In poche parole, tutti se ne fregano.
E' così che funziona il nostro comune, e non solo lui purtroppo.
Io sogno una realtà in cui i cittadini per primi si uniscono a tutela dei propri interessi: raccolgono firme, fanno petizioni alle autorità, scrivono alla ASL, al Prefetto.
Appunto, io sogno .......
....... questo il testo della lettera di risposta ricevuta dal Comune - Ufficio Tecnico .......
COMUNE DI GODIASCO
Ufficio Tecnico
Piazza Alesina.2 -27052 Godiasco- (PV)
tel.0383.941424 - fax 0383.940.806
Godiasco, lì 25 febbraio 2008
Gent. Sig. Sorrentino Alberto
Capogruppo UNITI PER GODIASCO
Salice Terme
Oggetto: Risposta alla Vs nota del 31/01/ 2008- Comune di Godiasco Prot. N. 588 del 11/02/2008
Verifica copertura capannone industriale via Percivati n. 10/12
In risposta alla segnalazione di cui all’oggetto, la informo che
In data 26/05/2007 codesto ufficio ha invitato la ditta Selemarc s.r.l., proprietaria dell’edificio, ad ottemperare agli obblighi di legge previsti per possessori di coperture in amianto secondo la L.R.n. 17/2003 e relativo PRAL approvato con DGR n.8/1526 del 2005, e ha inviato copia di tale richiesta anche alle Autorità competenti in materia.
La ditta Selemarc, ha attivate le procedure presso la ASL di competenza in merito alla presentazione di un Piano di Lavoro obbligatorio, che prevedeva lo smaltimento della copertura e quindi in ottemperanza al D.M. 06/09/94.
In accordo a quanto previsto nel suddetto piano la stessa ditta ha presentato a codesto comune DIA per i lavori di rimozione e smaltimento manto di copertura in data 13/08/2007 prot. N. 5173.
Nel ringraziare per il servizio di controllo comunque offertoci, porgiamo Distinti saluti.
Il responsabile dell’Area Tecnica
Dott. Arch. Liliana Volpi
Pensai quindi di interessare la ASL ed il Comune per avere una semplice risposta. Mi sarei aspettato, e sarebbe bastato, delle due l'una:
- No, non è assolutamente pericoloso;
- Sì, è pericoloso e immediatamente provvederemo a metterlo in sicurezza.
Invece no, pare che il comune sia conoscenza del problema dal maggio 2007 e da allora non si è ancora riusciti a capire se vi sia pericolo o meno. Pare che la ditta proprietaria del fabbricato abbia comunicato una DIA (Dichiarazione Inizio Attività) per la rimozione della copertura "incriminata" nell'agosto 2007. Da allora tuttavia tutto è fermo. Ma insomma, perchè fare smontare tutta la copertura se non è pericolosa ? perchè fare spendere una somma ingente per nulla alla ditta proprietaria ? Oppure la copertura è pericolosa ? e allora perchè tollerare che da 6 mesi sia stata presentata la DIA, ma che non sia stato mosso neppure uno spillo ?
A chi tocca far osservare i tempi? alla ASL o al Comune ? Ma soprattutto: il pericolo c'è o non c'è ?
Se il pericolo c'è non avrebbe il sindaco, massima autorità in campo sanitario del comune, il dovere di emanare una ordinanza per l'immediato smantellamento del tetto ? e se i proprietari fanno orecchio da mercante il sindaco non dovrebbe far provvedere da una ditta specializzata e addebitare i costi alla proprietà inadempiente ? Nessuno prende una posizione precisa, nessuno si assume le sue responsabilità, nessuno ha la voglia di dire chiaramente come stanno le cose.
In poche parole, tutti se ne fregano.
E' così che funziona il nostro comune, e non solo lui purtroppo.
Io sogno una realtà in cui i cittadini per primi si uniscono a tutela dei propri interessi: raccolgono firme, fanno petizioni alle autorità, scrivono alla ASL, al Prefetto.
Appunto, io sogno .......
....... questo il testo della lettera di risposta ricevuta dal Comune - Ufficio Tecnico .......
COMUNE DI GODIASCO
Ufficio Tecnico
Piazza Alesina.2 -27052 Godiasco- (PV)
tel.0383.941424 - fax 0383.940.806
Godiasco, lì 25 febbraio 2008
Gent. Sig. Sorrentino Alberto
Capogruppo UNITI PER GODIASCO
Salice Terme
Oggetto: Risposta alla Vs nota del 31/01/ 2008- Comune di Godiasco Prot. N. 588 del 11/02/2008
Verifica copertura capannone industriale via Percivati n. 10/12
In risposta alla segnalazione di cui all’oggetto, la informo che
In data 26/05/2007 codesto ufficio ha invitato la ditta Selemarc s.r.l., proprietaria dell’edificio, ad ottemperare agli obblighi di legge previsti per possessori di coperture in amianto secondo la L.R.n. 17/2003 e relativo PRAL approvato con DGR n.8/1526 del 2005, e ha inviato copia di tale richiesta anche alle Autorità competenti in materia.
La ditta Selemarc, ha attivate le procedure presso la ASL di competenza in merito alla presentazione di un Piano di Lavoro obbligatorio, che prevedeva lo smaltimento della copertura e quindi in ottemperanza al D.M. 06/09/94.
In accordo a quanto previsto nel suddetto piano la stessa ditta ha presentato a codesto comune DIA per i lavori di rimozione e smaltimento manto di copertura in data 13/08/2007 prot. N. 5173.
Nel ringraziare per il servizio di controllo comunque offertoci, porgiamo Distinti saluti.
Il responsabile dell’Area Tecnica
Dott. Arch. Liliana Volpi
giovedì 20 marzo 2008
Investimenti ... a capocchia
Come già più volte detto, l'amministrazione che regge il nostro comune investì, nel settembre del 2005, 1,5 milioni di euro in un fondo monetario gestito da Banca Intesa. Non mancammo di criticare GIA' DA SUBITO la scelta fatta. Naturalmente i sagaci finanzieri che reggono le sorti del nostro comune hanno fatto orecchio da mercante.
Oggi faccio due conti: l'investimento, da allora, ha reso il 2.2% (in tutto, non all'anno). Se avessero fatto un investimento nei semplicissimi BOT avrebbe reso circa il 9%. Circa 7 punti percentuali di differenza. Su 1,5 milioni sono 105.000 euro in meno nelle casse del nostro comune. Se poi facciamo il conto di quanto sarebbe stato il risparmio utilizzando il ricavato delle terme per estinguere alcuni mutui, arriviamo a cifre anche maggiori.
Per questo si è dovuta aumentare l'addizionale IRPEF, perchè siamo amministrati da incapaci.
Alberto
Oggi faccio due conti: l'investimento, da allora, ha reso il 2.2% (in tutto, non all'anno). Se avessero fatto un investimento nei semplicissimi BOT avrebbe reso circa il 9%. Circa 7 punti percentuali di differenza. Su 1,5 milioni sono 105.000 euro in meno nelle casse del nostro comune. Se poi facciamo il conto di quanto sarebbe stato il risparmio utilizzando il ricavato delle terme per estinguere alcuni mutui, arriviamo a cifre anche maggiori.
Per questo si è dovuta aumentare l'addizionale IRPEF, perchè siamo amministrati da incapaci.
Alberto
lunedì 17 marzo 2008
Bob Kennedy 40 anni fa
Ricorrono domani 40 anni dal famoso discorso di Robert Kennedy (ucciso pochi mesi dopo) del 18/3/1968
Lo riporto con una qualche commozione.
Qualità della vita è anche benessere, ma non solo: è un equilibrio armonioso nella società tra le persone e tra loro e l'ambiente, tra la legittima aspirazione ad una vita confortevole e la pace con noi stessi e con ciò che ci circonda.
TESTO DEL DISCORSO DEL 18 MARZO 1968 DI ROBERT KENNEDY.
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personalesoddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico,nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo(PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità dellesigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dallecarneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte dicasa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprendeprogrammi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodottiviolenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm,missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorarela disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gliequipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fache aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondipopolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, dellaqualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti disvago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la soliditàdei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestàdei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizianei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né lanostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione néla devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò cherende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi diessere americani.” (Robert KENNEDY)
—
Lo riporto con una qualche commozione.
Qualità della vita è anche benessere, ma non solo: è un equilibrio armonioso nella società tra le persone e tra loro e l'ambiente, tra la legittima aspirazione ad una vita confortevole e la pace con noi stessi e con ciò che ci circonda.
TESTO DEL DISCORSO DEL 18 MARZO 1968 DI ROBERT KENNEDY.
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personalesoddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico,nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo(PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità dellesigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dallecarneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte dicasa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprendeprogrammi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodottiviolenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm,missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorarela disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gliequipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fache aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondipopolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, dellaqualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti disvago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la soliditàdei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestàdei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizianei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né lanostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione néla devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò cherende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi diessere americani.” (Robert KENNEDY)
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giovedì 13 marzo 2008
Pista Ciclabile Voghera Varzi
A dieci giorni dalla camminata da Voghera a Salice per chiedere il ripristino della ex ferrovia come pista ciclo pedonale, ecco un articolo de La Provincia che parla della lodevole iniziativa del comune di Ponte Nizza.
Purtroppo invece io sono consiglire a Godiasco, uno dei due comuni che addirittura si sono venduti la sede ferroviaria e che brilla per insensibilità al problema. Insensibilità tano più colpevole perchè non solo trascura una legittima istanza dei residenti in valle Staffora, ma addirittura non riesce neppure a capire che la realizzazione avrebbe enormi ricadute sul turismo. Il nostro sindaco manager aveva una gran fregola di approvare la realizzazione della clinica mangiaparco, lì c'era business: la pista ciclabile non gli interessa proprio. Quando fu fatta la prima manifestazione, nel settembre del 2004, addirittura si segnalò come l'unico sindaco che non si era neppure fatto trovare al passaggio del corteo di ciclisti, contrariamente a tutti gli altri sindaci.
Ora invece, forse già respirando aria elettorale, si è premurato di presntarsi con un paio di pretoriani alla tappa di Retorbido e a quella di Rivanazzano/Salice, arrivando ad entrambe in auto: quanto bastava per farsi vedere. Probabilmente anche lui si era accorto di quanto poi avrenne detto l'assessore provinciale al territorio "i cittadini vogliono questa pista ciclopedonale, e i cittadini sono elettori ..."
Grazie comunque al comune di Ponte Nizza, retto evidentemente da persone meno miopi. Speroche il loro esempio venga presto imitato da tanti altri (Codevilla e Retorbido hanno quasi ultimato i lavori).
Il nostro sindaco illuminato manager sta invece aspettando che il nuovo duo di enfant prodige rinnovatori della politica locale gli dicano di muoversi ...
In che mani ....
MARTEDÌ, 11 MARZO 2008
Pagina 26 - cronaca
Il piano. Si recuperano massicciata e stazione
Dal treno alle biciclette Ponte Nizza ora investe sulla nuova Voghera-Varzi
PONTE NIZZA. Il recupero della massicciata della Voghera-Varzi, culminata con la camminata andata in scena nei giorni scorsi in occasione della Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, è un problema che sta particolarmente a cuore al sindaco di Ponte Nizza, Mario Luciano Domenichetti che intende realizzare anche un museo sulla Voghera-Varzi. «Nelle scorse settimane - spiega il primo cittadino di Ponte Nizza - è stato redatto, dall’ufficio tecnico del nostro Comune, un piano di fattibilità. Ora è stato dato l’incarico per redarre il progetto esecutivo per recuperare un vecchio stabile, sito al fianco della stazione di Ponte Nizza della Voghera-Varzi nell’intento di trasformarlo in un centro polifunzionale». E Domenichetti spiega: «Il nostro intento, recuperando questo edificio di particolare valenza, è quello di realizzare il museo cartaceo della ex ferrovia Voghera-Varzi ed il museo dedicato ad Italo Pietra. Il tutto sarà possibile grazie al materiale che ci è stato donato dall’ingegner Tacconi della Voghera-Varzi che ci permetterà di ricordare in questo modo la ferrovia che da Voghera risaliva la Valle Staffora». Ma il nuovo edificio andrà ad ospitare anche le varie associazioni presenti sul territorio: dalla Pro Loco all’Associazione Alpini. Ma non finisce qui. «Infatti - sottolinea ancora il sindaco di Ponte Nizza - vorremmo realizzare anche un punto di divulgazione di informazioni turistiche non solo di Ponte Nizza ma di tutta la Valle Staffora divenendo dunque centro di riferimento per chi percorre la valle ed intende avere informazioni relative ad alberghi, strutture ricettive, ristoranti, percorsi naturalistici ed altro ancora. Spero, prima della fine del mandato, di riuscire a realizzare questa struttura museale e turistica. Dobbiamo dire grazie alla Comunità montana - conclude Domenichetti - che ci ha finanziato l’inizitiva con un contributo di 75 mila euro». Infine non va dimenticato che a Ponte Nizza il tratto della ex ferrovia Voghera-Varzi è già stato sistemato e recuperato, in quanto di proprietà del Comune, trasformandolo in una pista ciclabile. La vecchia ferrovia torna insomma a rivivere. Sui pedali.Alessandro Disperati
Purtroppo invece io sono consiglire a Godiasco, uno dei due comuni che addirittura si sono venduti la sede ferroviaria e che brilla per insensibilità al problema. Insensibilità tano più colpevole perchè non solo trascura una legittima istanza dei residenti in valle Staffora, ma addirittura non riesce neppure a capire che la realizzazione avrebbe enormi ricadute sul turismo. Il nostro sindaco manager aveva una gran fregola di approvare la realizzazione della clinica mangiaparco, lì c'era business: la pista ciclabile non gli interessa proprio. Quando fu fatta la prima manifestazione, nel settembre del 2004, addirittura si segnalò come l'unico sindaco che non si era neppure fatto trovare al passaggio del corteo di ciclisti, contrariamente a tutti gli altri sindaci.
Ora invece, forse già respirando aria elettorale, si è premurato di presntarsi con un paio di pretoriani alla tappa di Retorbido e a quella di Rivanazzano/Salice, arrivando ad entrambe in auto: quanto bastava per farsi vedere. Probabilmente anche lui si era accorto di quanto poi avrenne detto l'assessore provinciale al territorio "i cittadini vogliono questa pista ciclopedonale, e i cittadini sono elettori ..."
Grazie comunque al comune di Ponte Nizza, retto evidentemente da persone meno miopi. Speroche il loro esempio venga presto imitato da tanti altri (Codevilla e Retorbido hanno quasi ultimato i lavori).
Il nostro sindaco illuminato manager sta invece aspettando che il nuovo duo di enfant prodige rinnovatori della politica locale gli dicano di muoversi ...
In che mani ....
MARTEDÌ, 11 MARZO 2008
Pagina 26 - cronaca
Il piano. Si recuperano massicciata e stazione
Dal treno alle biciclette Ponte Nizza ora investe sulla nuova Voghera-Varzi
PONTE NIZZA. Il recupero della massicciata della Voghera-Varzi, culminata con la camminata andata in scena nei giorni scorsi in occasione della Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, è un problema che sta particolarmente a cuore al sindaco di Ponte Nizza, Mario Luciano Domenichetti che intende realizzare anche un museo sulla Voghera-Varzi. «Nelle scorse settimane - spiega il primo cittadino di Ponte Nizza - è stato redatto, dall’ufficio tecnico del nostro Comune, un piano di fattibilità. Ora è stato dato l’incarico per redarre il progetto esecutivo per recuperare un vecchio stabile, sito al fianco della stazione di Ponte Nizza della Voghera-Varzi nell’intento di trasformarlo in un centro polifunzionale». E Domenichetti spiega: «Il nostro intento, recuperando questo edificio di particolare valenza, è quello di realizzare il museo cartaceo della ex ferrovia Voghera-Varzi ed il museo dedicato ad Italo Pietra. Il tutto sarà possibile grazie al materiale che ci è stato donato dall’ingegner Tacconi della Voghera-Varzi che ci permetterà di ricordare in questo modo la ferrovia che da Voghera risaliva la Valle Staffora». Ma il nuovo edificio andrà ad ospitare anche le varie associazioni presenti sul territorio: dalla Pro Loco all’Associazione Alpini. Ma non finisce qui. «Infatti - sottolinea ancora il sindaco di Ponte Nizza - vorremmo realizzare anche un punto di divulgazione di informazioni turistiche non solo di Ponte Nizza ma di tutta la Valle Staffora divenendo dunque centro di riferimento per chi percorre la valle ed intende avere informazioni relative ad alberghi, strutture ricettive, ristoranti, percorsi naturalistici ed altro ancora. Spero, prima della fine del mandato, di riuscire a realizzare questa struttura museale e turistica. Dobbiamo dire grazie alla Comunità montana - conclude Domenichetti - che ci ha finanziato l’inizitiva con un contributo di 75 mila euro». Infine non va dimenticato che a Ponte Nizza il tratto della ex ferrovia Voghera-Varzi è già stato sistemato e recuperato, in quanto di proprietà del Comune, trasformandolo in una pista ciclabile. La vecchia ferrovia torna insomma a rivivere. Sui pedali.Alessandro Disperati
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lunedì 10 marzo 2008
Recensione di LE BASI MORALI DI UNA SOCIETA' ARRETRATA
Vorrei recensire un libro che ho trovato molto interessante: "Le basi morali di una società arretrata" di Edward C. Banfield editore Il Mulino.
E' un interessantissimo studio sociologico svolto a metà degli anni '50 a Chiaromonte (ribattezzato Montegrano nella ricerca), in Basilicata, paese arretrato e povero. Scopo dello studio è quello di cercare di identificare le motivazioni dell'arretratezza economica e culturale degli abitanti.
Edward C. Bannfiel (1916 - 1999) consigliere di diversi presidenti americani, ha insegnato nelle Università di Chicago e Harvard.
Spigolando dal libro .. a pag 39 .... "Lostudio concerne un solo paese dell'Italia meriionale, la cui estrema povertà e arretratezza si possono spiegare in gran parte con l'incapacità degli abitanti di agire insieme per ilbene comune o, addirittura, per qualsivoglia fine che trascenda l'interesse materiale immediato della famiglia nucleare".
A pag 101 ..."L'ipotesi è che i montegranesi agiscono come se seguissero questa regola generale: Massimizzare i vantaggi materiali e immediati della famiglia nucleare; supporre che tutti gli altri si comportino nello stesso modo. Chiameremo familista amorale colui che agisce in base a questa regola" ... e quindi passa ad esporre i punti salienti che contraddistinguono il familista amorale:
" 1 - In una società di familisti amorali, nessuno perseguirà l'interesse del gruppo o della comunità, a menoche ciò non torni a suo vantaggio personale;
2 - In una società di familisti amorali soltanto i funzionari si occupano della cosa pubblica, perchè essi soltanto vengono pgti per questo. Che un privato cttadino si interessi seriamente a un problema pubblico e considerato anormale e perfino sconveniente;
3 - In una società di familisti amorali mancherà qualsiasi forma di controllo sull'attività dei pubblici ufficiali, poichè questo compito spetta soltanto ai superiori gerarchici;
4 - In una società di familisti amorali sarà molto difficile dare e mantenere in vita forme di organizzazione. I fattori che inducono la gente a prestare le loro energie in organizzaioni sono in larga misura atteggiamenti di altruismo e spesso non di ordine materiale. E' inoltre essenziale per la riuscita di una organizzaione che i membri abbiano fiducia reciproca e sirito di lealtà verso l'organizzaione stessa e inoltre, che vengano fatti piccoli o grandi sacrifici per il bene dell'organizzaione;
5 - In una società di familisti amorali, coloro che ricoprono cariche pubbliche, non identificandosi in alcun modo con gli scopi dell'organizzazione cui appartengono, si daranno da fare quel tanto che basti per conservare ilposto che occupano o per ottenere promozioni.
6 - In una società di familisti amorali, si agirà in violazione della legge ogni qual volta non vi sia ragione di temere una punizione.
7 - Il familista amorale, quando riveste una carica pubblica, accetterà buste e favori, se riesce a farlo senza avere noie, ma in ogni caso, che egli lo faccia o no, la società di familisti amorali non ha dubbi sulla sua disonestà.
8 - In una società di familisti amorali, i deboli sono favorevoli a un sistema in cui l'ordine sia mantenuto con la maniera forte;
9 - In una società di familisti amorali. il fatto che unindividuo o una istituzione dichiari di agire nel pubblico interesse piuttosto che per fini personali, verrà considerata una frode;
10 - In una società di familisti amorali, manca qualsiasi connessione tra astratti principi e il comportamento concreto nei rapporti di vita quotidiani;
11 - In una società di familisti amorali non ci sono nè leader, nè buoni gregari: Nessuno prende l'iniziativa di proporre una liea di azione, e d'altronde se qualcuno assumesse una posizione di leader, il gruppo non lo accetterebbe come tale per mancanza di fiducia;
12 - Il familista amorale si srve del voto per otenere il maggior vantaggio a breve scadenza. Per quanto egli possa avere idee ben chiare su quelli che sono i suoi interessi a lunga scadenza, o anche l'interesse pubblico, questi fattori non incidono sul voto, se gli interessi materiali e immediati della famiglia sono in qualche modo coinvolti;
13 - Il familista amorale apprezza i vantaggi che possono derivare alla omunità, solo se egli stesso e i suoi ne abbiano parte diretta: Anzi egli si opporrà a misure che possano aiutare la comunità ma non lui, perchè, anche se la sua posizione, in senso assoluto, resta immutata, egli ritiene di venirsi a trovare in una situazione peggiore se i suoi vicini migliorano la propria posizione. Così può accadere che misure di riconosciuto vantaggio generale suscitino le proteste di coloro che ritengono di non ricevere alcun beneficio, o di non riceverne in quantità sufficiente;
14 - In una società di familisti amorali l'elettore ha poca fiducia nelle promesse che gli vengono fatte. Egli dà il voto in cambio di benefici già ricevuti, piuttosto che per maggiori vantaggi promessi;
15 - In una società di familisti amorali esiste la diffusa convinzione che qualunque si il grupo al potere, esso è corrotto ed agisce nel proprio interesse;
16 - In una società di familisti amorali, i funzionari di partito vendono i loro servizi al miglior offerente. "
Credo che lo studio sociologico illustrato nel libro sia ancora molto valido, dopo 50 anni.
Consiglio caldamente la lettura del libro, assolutamente interessante.
Abbiamo tutti molto bisogno di riflettere su questi temi.
Cordialmente
Alberto
E' un interessantissimo studio sociologico svolto a metà degli anni '50 a Chiaromonte (ribattezzato Montegrano nella ricerca), in Basilicata, paese arretrato e povero. Scopo dello studio è quello di cercare di identificare le motivazioni dell'arretratezza economica e culturale degli abitanti.
Edward C. Bannfiel (1916 - 1999) consigliere di diversi presidenti americani, ha insegnato nelle Università di Chicago e Harvard.
Spigolando dal libro .. a pag 39 .... "Lostudio concerne un solo paese dell'Italia meriionale, la cui estrema povertà e arretratezza si possono spiegare in gran parte con l'incapacità degli abitanti di agire insieme per ilbene comune o, addirittura, per qualsivoglia fine che trascenda l'interesse materiale immediato della famiglia nucleare".
A pag 101 ..."L'ipotesi è che i montegranesi agiscono come se seguissero questa regola generale: Massimizzare i vantaggi materiali e immediati della famiglia nucleare; supporre che tutti gli altri si comportino nello stesso modo. Chiameremo familista amorale colui che agisce in base a questa regola" ... e quindi passa ad esporre i punti salienti che contraddistinguono il familista amorale:
" 1 - In una società di familisti amorali, nessuno perseguirà l'interesse del gruppo o della comunità, a menoche ciò non torni a suo vantaggio personale;
2 - In una società di familisti amorali soltanto i funzionari si occupano della cosa pubblica, perchè essi soltanto vengono pgti per questo. Che un privato cttadino si interessi seriamente a un problema pubblico e considerato anormale e perfino sconveniente;
3 - In una società di familisti amorali mancherà qualsiasi forma di controllo sull'attività dei pubblici ufficiali, poichè questo compito spetta soltanto ai superiori gerarchici;
4 - In una società di familisti amorali sarà molto difficile dare e mantenere in vita forme di organizzazione. I fattori che inducono la gente a prestare le loro energie in organizzaioni sono in larga misura atteggiamenti di altruismo e spesso non di ordine materiale. E' inoltre essenziale per la riuscita di una organizzaione che i membri abbiano fiducia reciproca e sirito di lealtà verso l'organizzaione stessa e inoltre, che vengano fatti piccoli o grandi sacrifici per il bene dell'organizzaione;
5 - In una società di familisti amorali, coloro che ricoprono cariche pubbliche, non identificandosi in alcun modo con gli scopi dell'organizzazione cui appartengono, si daranno da fare quel tanto che basti per conservare ilposto che occupano o per ottenere promozioni.
6 - In una società di familisti amorali, si agirà in violazione della legge ogni qual volta non vi sia ragione di temere una punizione.
7 - Il familista amorale, quando riveste una carica pubblica, accetterà buste e favori, se riesce a farlo senza avere noie, ma in ogni caso, che egli lo faccia o no, la società di familisti amorali non ha dubbi sulla sua disonestà.
8 - In una società di familisti amorali, i deboli sono favorevoli a un sistema in cui l'ordine sia mantenuto con la maniera forte;
9 - In una società di familisti amorali. il fatto che unindividuo o una istituzione dichiari di agire nel pubblico interesse piuttosto che per fini personali, verrà considerata una frode;
10 - In una società di familisti amorali, manca qualsiasi connessione tra astratti principi e il comportamento concreto nei rapporti di vita quotidiani;
11 - In una società di familisti amorali non ci sono nè leader, nè buoni gregari: Nessuno prende l'iniziativa di proporre una liea di azione, e d'altronde se qualcuno assumesse una posizione di leader, il gruppo non lo accetterebbe come tale per mancanza di fiducia;
12 - Il familista amorale si srve del voto per otenere il maggior vantaggio a breve scadenza. Per quanto egli possa avere idee ben chiare su quelli che sono i suoi interessi a lunga scadenza, o anche l'interesse pubblico, questi fattori non incidono sul voto, se gli interessi materiali e immediati della famiglia sono in qualche modo coinvolti;
13 - Il familista amorale apprezza i vantaggi che possono derivare alla omunità, solo se egli stesso e i suoi ne abbiano parte diretta: Anzi egli si opporrà a misure che possano aiutare la comunità ma non lui, perchè, anche se la sua posizione, in senso assoluto, resta immutata, egli ritiene di venirsi a trovare in una situazione peggiore se i suoi vicini migliorano la propria posizione. Così può accadere che misure di riconosciuto vantaggio generale suscitino le proteste di coloro che ritengono di non ricevere alcun beneficio, o di non riceverne in quantità sufficiente;
14 - In una società di familisti amorali l'elettore ha poca fiducia nelle promesse che gli vengono fatte. Egli dà il voto in cambio di benefici già ricevuti, piuttosto che per maggiori vantaggi promessi;
15 - In una società di familisti amorali esiste la diffusa convinzione che qualunque si il grupo al potere, esso è corrotto ed agisce nel proprio interesse;
16 - In una società di familisti amorali, i funzionari di partito vendono i loro servizi al miglior offerente. "
Credo che lo studio sociologico illustrato nel libro sia ancora molto valido, dopo 50 anni.
Consiglio caldamente la lettura del libro, assolutamente interessante.
Abbiamo tutti molto bisogno di riflettere su questi temi.
Cordialmente
Alberto
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