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sabato 11 settembre 2010

Sentiero pedonale Rivanazzano - Salice



Dopo le distruzioni operate dalla piena dello Staffora lo scorso inverno, è stato ripristinato il sentiero pedonale che collega Rivanazzano Terme a Salice Terme.
Ripristinato nel senso che è nuovamente percorribile, ma certamente non è una piacevole passeggiata: bisognoso di manutenzione prima dei danni invernali, è ora necessaria una forte opera di recupero.
Il sentiero è letteralmente invaso da piante di ambrosia e quasi cancellato da quella e da tante altre piante ed erbe.
All'altezza del ponticello si avverte un forte e sgradevole odore di fogna.
Come in altri post segnalo che l'intero sentiero è sul territorio di Rivanazzano Terme e che spetta quindi a quella amministrazione il provvedere, ma è facile constatare che non se ne è mai preoccupata.
Sull'argomento scrissi che l'architetto Rosolen aveva ideato un progetto per regimentare il corso dello Staffora mediante la costruzione di piccoli sbarramenti: che fine ha fatto l'architetto e il suo progetto ? Mi promise una intervista, poi concessa invece a Il Periodico; sembrava di capire che lo studio era all'attenzione della Comunità Montana e forse della Provincia di Pavia: sviluppi ?
Nel frattempo si è provveduto a grossi lavori di scavo sull'alveo, formando una diga che lascia però passare, di lato, l'acqua del torrente. Sono curioso (e scettico) di vedere cosa succederà in autunno ed inverno.
Nel frattempo il (potenzialmente) bel sentiero è interdetto a tutti quelli che soffrono di allergie fino alla fine di ottobre, poi l'ambrosia seccherà (sfalciarla prima no, eh?) e si potrà accedere tranquillamente (puzza di fogna a parte).

giovedì 25 febbraio 2010

Ancora sullo Staffora in piena

Scrissi il 19 febbraio 2010 della piena dello Staffora.
Oggi sono andato a vedere gli effetti della forza delle acque. Il problema appare subito chiaramente: l'acqua scorre troppo veloce perchè non è frenata e questo causa un incremento della sua forza distruttiva. Va considerato che la piena che abbiamo visto non è stata nulla di eccezionale, ma questo, invece di rassicurare, preoccupa. Viene infatti da domandarsi cosa potrebbe succedere se il torrente "desse il meglio di sé".
In un commento al post di cui sopra mi venne citato un progetto presentato dall'architetto Rosolen: esso consisteva, in estrema sintesi, nel creare una serie di bacini atti a rallentare il corso delle acque, stivandole in laghetti, da Varzi fino a Voghera. Spero nei prossimi giorni di poterlo descrivere meglio.
Per ora guardiamo invece quello che si sta facendo: all'altezza del ponte di Rivanazzano si proteggono le sponde in funzione antierosiva, ma nessun rallentamento: la forza è tale che l'acqua ha spostato macigni enormi (vedi foto)






L'ultimo riquadro è un filmato che rappresenta qual'è la forza dell'acqua, tale da aver ribaltato metà della piccola pescaia situata lungo il percorso pedonale fra Rivanazzano e Salice (circa all'altezza del depuratore). Oltre a quanto sopra, si è verificata una grossa erosione. Da notare anche alcuni alberi nell'alveo: divelti dall'acqua, si trasformano in teste d'ariete a completare la micidiale forza distruttiva. Ripeto che quella appena passata non è stata una piena particolarmente grande.