Informarsi è partecipare - Gruppo consiliare "Uniti per Godiasco" - Godiasco Salice Terme (PV)


mercoledì 26 agosto 2009

A chi rivolgersi ...

Capita spesso nel nostro paese di vedere situazioni anomale: lavori in cantieri svolti con carenza di osservanza delle norme di sicurezza, buche nelle strade, auto mal parcheggiate (anche di fronte a passi carrai), atti di vandalismo ecc. Purtroppo il nostro commune, per le note carenze di danaro, opera con una forte sotto organico di vigili e quindi spesso le situazioni anomale non vengono rilevate.
Qua subentra la partecipazione dei cittadini che possono attivarsi per segnalare, appunto ai vigili, le situazioni che ritengono opportuno far rilevare.
I nostri vigili, appena inizia il loro turno di lavoro, accendono un telefono cellulare di servizio: il numero è 3381034561 mentre quello dell'ufficio è 0383.941431
Io ho avuto più di una occasione per sperimentare la loro disponibilità, basta interessarli al problema. Diamo loro una mano per svolgere al meglio il loro lavoro.

lunedì 17 agosto 2009

Solo la Juventus a Salice .... !



Torno brevemente sull'argomento "Juventus a Salice". Disperati ebbe a scrivere sul suo giornale che ad Auronzo di Cadore stanno ospitando il ritiro della Lazio con generale soddisfazione di tutti gli operatori turistici. Implicitamente stava dando di "ingrati" a tutti coloro che avevano criticato "l'avventura Juventus". Sull'argomento ho già svolto abbondanti considerazioni, ma ora me ne preme un'altra che forse avrebbe dovuto fare, prima di me, Disperati. Se l'avesse fatta, probabilmente il suo articolo sarebbe restato nella penna. Ho semplicemente telefonato ad Auronzo dove ho parlato con un operatore economico (e consigliere comunale) per farmi dire a quali condizioni la Lazio sia andata a fare il suo ritiro. Mi è stato detto che, fra "ingaggio" alla squadra e spese di adeguamento di taluni impianti sportivi, tenendo conto di ogni spesa, diretta ed indiretta, sia arrivava a poco meno di 250.000 euro l'anno. Tali spese sono state sostenute integraòlmente dal comune che sarebbe molto ricco (ha depositi bancari per circa 4,2 milioni di euro) per le spese di urbanizzaziione introitate e per i pedaggi che riscuote (1,2 milioni annui) su alcune strade di montagna: là il comune ha depositi, qua ha debiti per circa 5 milioni di euro.
Mi sembra che lo scenario sia totalmente diverso e non consenta quindi, non me ne voglia Disperati, alcun confronto. Da noi, con la società Terme di Salice SpA già in crisi di liquidità, con bilanci in forte perdita (fino al 2005) ed il comune assai indebitato, l'affare Juve fu definito sballato, e sballato resta.

martedì 11 agosto 2009

Alcuni commenti ricevuti


Riporto un commento ricevuto. Quella che illustra il lettore è una esigenza veramente sentita dai proprietari di animali, specialmente cani. Credo che il nostro amico faccia bene a parlare di queste cose, ma purtroppo penso che la sensibilità delle persone (e gli amministratori pubblici sono "espressione" di chi li elegge) sia ancora lontana da tali tematiche. E' comunque giusto iniziare a parlarne, pian piano le cose maturano.

Ecco il commento ricevuto:

Anonimo ha detto...

Approvo totalmente e senza riserve la proposta di chiedere a più operatori turistici la possibilità di portarsi al seguito durante le vacanze i propri animali.Ma.. c'è un ma....tra Salice Terme e Rivanazzano Terme almenno due-tre volte all'anno,più naturalmente la notte dell'ultimo giorno dell'anno,si organizzano,con i denari di tutta la popolazione feste ed eventi con i Fuochi Artificiali che terrorizzano e spaventano a morte tutti gli animali domestici e selvatici.Per loro è un incubo,io lo vivo questo dramma con i miei due animali,e temo che una vola o l'altra ad uno dei due venga un'infarto.
Per quale motivo,mi chiedo,per il piacere di alcuni,gli altri devono subire questi disagi ?
Per cui,chiedo ai due Sindaci sopracitati di abolire questa usanza inutile,dannosa e se mi è permesso superata.Oltre tutto siamo circondati da boschi e vegetazione,vi immaginate se per colpa dei fuochi qualche cosa si incendiasse ?
E poi in periodi di austerità come quello che stiamo attraversando,un pò di sana economia per il superfluo e più attenzione per ciò che serve veramente al paese non sarebbe male,sicuramente sarebbe apprrezzato dai molti che non sopportano i fuochi Pirotecnici .
Saluti a tutti
11 agosto 2009 8.05

e ancora due altri commenti, di cui il secondo "piuttosto sanguigno" ...

Es ha detto...
Concordo pienamente con la proposta di Anonimo. E' vero che i fuochi d'artificio spaventano o ocmunque danno fastidio ai cani, il cui udito è particolarmente sensibile. E' altrettanto vero che in molti a Salice siamo affezionati padroni di cani, che ci fanno compagnia nei giardini e nelle case. Sarebbe veramente una buona cosa pensare anche a noi (umani e animali) da parte degli amministratori. Personalemente (e non sono la sola, deduco da discorsi comuni)trovo molto antiquato il costume dei fuochi d'artificio per completare un giorno di festa. Erano sorprendenti in anni (anche da poco) passati; oggi lo stupore per le manifestazioni costruite per il divertimento pubblico è così frequentemente sollecitato e variato, che i fuochi riempiono solo una mezz'oretta di rassegnata sopportazione.
12 agosto 2009 10.05

Anonimo ha detto...
"...solo una mezzoretta di rassegnata sopportazione" dice anonimo.Solo una mezzoretta.. su 365 giorni. Invece noi umani dobbiamo sopportare voi "umani e animali" che per 365 giorni fate "scagazzare" nei prati dove giocano i nostri figli (umani) o nei marciapiedi(dove noi distratti li pestiamo)....Chissa se almeno porta fortuna.....EGOISTI!!!!!INDIVIDUALISTI!!!!DISUMANI!!! continuate a dare bocconcini prelibati ai vostri cani...e che gli altri (umani) muoiano pure di fame... MA FATECI IL PIACERE...
12 agosto 2009 20.19

venerdì 7 agosto 2009

Un commento ....

Riporto ...

Es ha detto...
approvo totalmente la proposta e penso che molti altri, come me, la trovino "necessaria" per rendere interessante Salice a categorie di persone diverse da quelle che amano solo le disco che fanno musica fino alle tre di notte, sopra decibel sopportabili. Come si può pensare ad un turismo termale (e perciò anche di quiete, almeno dopo una certa ora)se ormai sembra di stare nella notturna "rimini", dove credo le disco non siano in mezzo agli hotel e ai residenti.
7 agosto 2009 19.01

Marketing ospitalità in valle Staffora



Ritengo che sarebbe una importante azione di marketing per tutto il settore della ospitalità in valle Staffora quella di accettare animali (cani in particolare) in tutti glii alberghi, ristoranti, agriturismi, campeggi ecc.
Per i possessori di animali domestici è diventata una impresa molto difficile muoversi con i loro beniamini al seguito: si tratterebbe di pubblicizzare TUTTA LA VALLATA come meta preferenziale per chi ha il problema. Questo servirebbe a guadagnare quote di mercato attingendo anche sul mercato estero dove sono frequenti, ancor più che da noi, i possessori di cani e gatti che desiderano portarli con sè in vacanza. Non ritengo che sia particolarmente oneroso per l'operatore attrezzarsi. L'iniziativa sarebbe tanto più valida, quanto più adottata a tappeto.
Della cosa potrebbero farsi carico le varie associazioni di operatori turistici che operano sul territorio.
Esistono diversi siti internet dove vengono pubblicizzati coloro che accettano animali nelle loro strutture, a seguire una selezione:
http://www.iopossoentrare.it/
http://www.prontofido.net/index.asp?action=07
http://www.tuttocani.it/hotel.htm
http://www.vacans.com/it/italia/prenotazione/alberghi/cani-gatti-ammessi.aspx
http://www.superdossier.com/adatti_per_chi_ha_il_cane/
http://www.turistia4zampe.it/ curato da Ministero del Lavoro, Assoturismo, Federturismo ecc
Riconosco che la lista della professoressa Corbi era l'unica che citasse nel suo programma la tutela degli animali: spero quindi che la nuova amministrazione sia veramente sensibile al tema e contribuisca, con i fatti, a cercare di adottare questa iniziativa.

giovedì 6 agosto 2009

Tappo a chi ?



Una bella iniziativa quella del riciclo del sughero.
Sarebbe bello se aderissero alla iniziativa tutti gli operatori economici di Salice Godiasco: sarebbe un atto di generosità e di impegno ecologico che non mancherebbe di dare risalto al nostro paese. Potrebbe anche dare un senso alla quercia da sughero piantata nella rotonda davanti al Gulliver di Godiasco: una pianta assolutamente non propria alla nostra zona troverebbe un motivo alla sua presenza.
Dal sito internet www.tappoachi.it
Tappo a chi? è il progetto promosso dal consorzio Rilegno (www.rilegno.org) per raccogliere e riciclare i tappi di sughero.
Il progetto è partito in occasione di Cantine Aperte (31 maggio 2009) coinvolgendo le cantine di cinque regioni italiane aderenti al Movimento Turismo del Vino (www.movimentoturismovino.it): Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna.
L’obiettivo è quello di estendere il progetto di raccolta e riciclo anche alle altre regioni del Movimento Turismo del Vino e coinvolgere anche altri partner (associazioni onlus, aziende, enoteche, ristoranti, etc…) per coprire così tutto il territorio nazionale.
I proventi ricavati dalla raccolta dei tappi di sughero attraverso il progetto Tappo a chi? verranno devoluti per il finanziamento di iniziative con finalità sociale individuate in collaborazione con i partner del progetto.

martedì 4 agosto 2009

A proposito di Juventus a Salice ...




Leggo nell'articolo di fondo del direttore de Il Periodico, l'amico Disperati, una rievocazione nostalgica delle due presenze a Salice della Juventus. Ci spiega che gli operatori economici di Auronzo di Cadore brindano alla presenza della squadra laziale in ritiro, fatto che comporterebbe un ottimo ritorno in termini di turismo. Ebbene, io fui tra quelli che criticarono l'avventura Juventus e ne spiegherò, nuovamente, le motivazioni. Nulla naturalmente contro la "vecchia signora", ma molto contro le condizioni che strappò per venire a Salice. Vale la pena ricordare che essa ottenne un milione di euro (due miliardi di vecchi lire, come direbbe Berogno) oltre al mantenimento, per quasi uun mese, di qualche decina di persone (in altro post i dati esatti), oltre ad aver causato ingenti lavori allo stadio comunale e la realizzazione di 17 camere da letto presso il Diviani, da allora non più utilizzatee. Di dette spese (per il primo anno quasi 2 milioni di euro complessivamente) si sono fatti carico in molti, dal nostro comune, a quello di Voghera (50.000 euro), la CMOP, diverse aziende (fra cui le cantine La Versa con 100.000), la Provincia e la (allora) nostra società Terme di Salice. In particolare per questa la spesa, circa 400.000 euro se ben ricordo, causà quell'aggravarsi della ceisi di liquidità che la portò sull'orlo del fallimento e che diede il pretesto agli acquirenti privati di ribassare, di dimezzare il prezzo pagato. Che la venuta della Juventus a Salice abbia portato una notevole visibilità è indubbio, come non c'è minimamente da dubitare che il ritorno economico per tutti gli operatori (anche se a pagare furono praticamente solo le Terme) fu assai modesto. Moltitudini di persone frequentarono Salice in quei giorni, ma tutti ricordiamo come la maggioranza arrivasse la mattina, pranzasse al sacco (non sempre raccogliendo lattine e cartacce) e se ne andasse la sera. Facciamo un piccolo e banale calcolo: per ientrare di una spesa di 1,5 milioni di euro, avremmo avuto bisogno di ben 30.000 persone che lasciavano in Salice 50 euro cadauno. Follia. Follia denunciata, se non ricordo male, anche da Pier Liberali, allora addetto marketing della società terme che, in una intervista a Il Corriere della Sera, ebbe a dire che l'iniziativa fu voluta, e a quelle condizioni economiche, da Berogno sindaco e avallate (non risulta essersi pubblicamente opposto) da Maurizio Somensini amministratore unico. Nello stesso articolo lo stesso (allora) sindaco Deantoni si scagliava contro l'iniziativa additandola come una delle cause dello sfascio delle Terme e ventilando la presenza, per l'amministratoree unico Somensini, di pesanti responsabilità (non certo propedeutiche ad una attività di allenatore). Per completezza di informazione, inviterei comunque l'amico Disperati a dirci a quali condizioni economiche la Juventus è andata ad Auronzo. Penso che sia estremamente difficile che siano riusciti a spuntare un trattamento faraonico come quello ricevuto a Salice.
Ciò detto, mi sembra che la presa di posizione di Disperati sia un tantino fuori luogo, dettata probabilmente da un ricordo appannato delle vicende passate e dal presente dispiacere di vedere la nostra Salice deperire giornalmente. Non basta infatti un mercatino settimanale, pur valido, e tre locali "di tendenza" a far vivere la nostra cittadina. La cartina di tornasole sono le presenze negli albergi, ovvero dei veri villeggianti, quelli che qua dormono, mangiano, desiderano divertirsi, passeggiare, vedere, rilassarsi. Fintanto che il tasso di occupazione degli alberghi oscilla intorno al 25/35% non andremo molto lonatno ...

Per maggior chiarezza riporto l'articolo de Il Corriere ......

Da “Il Corriere della Sera” del 28 luglio 2005

PAVIA Le accuse del sindaco di Godiasco, maggiore azionista delle Terme, costretto a vendere ai privati il 20% della società
“La Juve a Salice? Un accordo scellerato”

Inchiesta dopo la rottura anticipata del contratto. “Gestione da tifosi, non da amministratori”
SALICE TERME (Pavia) – Portare la Juventus a Salice è stata una follia. Un accordo commerciale scellerato che ha colorato di rosso il bilancio delle Terme, costringendo il Comune di Godiasco a privatizzare l’azienda per sanare i debiti”. A 24 ore dall’addio della Juventus, le polemiche sul ritiro bianconero faticano a placarsi tanto che anche il sindaco di Godiasco, Angelo Deantoni (azionista di riferimento dell’azienda termale), dopo mesi di silenzio ha deciso di dire la sua. Sottolinea Deantoni “l’accordo firmato dai precedenti amministratori dell’ente termale, che fino ad un anno fa era una società pubblica, impegnava il 50% delle risorse di bilancio per pagare il ritiro”. Le Terme negli ultimi due anni hanno accumulato debiti pari al 90% del fatturato e l’ultimo bilancio, quello su cui pesa il conto bianconero, è stato chiuso con un passivo di circa 3,5 milioni di euro. Continua il sindaco: “il comune nelle scorse settimane ha avviato un’inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità dell’amministratore unico Maurizio Somensini. Vogliamo capire se l’operazione è stata gestita con la dovuta oculatezza, facendo i conti con il bilancio e le casse vuote dell’azienda”.
Come dire che Salice Terme non poteva più permettersi di ospitare la Juventus né di garantire, per l’intera durata del contratto in scadenza nel 2008, la copertura economica dei costi per il ritiro bianconero. Alle accuse del sindaco di Godiasco risponde l’ex direttore commerciale delle Terme, Pier Liberali che con Luca Bottega, figlio del dirigente juventino e manager delle Terme con delega all’organizzazione degli eventi, aveva stilato l’accordo con i bianconeri. “Il rapporto con la Juve era nato come un semplice scambio merce a costo zero – ricorda Liberali – i giocatori facevano cure gratis e Salice usufruiva di uno spazio pubblicitario allo stadio Delle Alpi. Quando i bianconeri lasciarono il ritiro di Chatillon, l’azionista di riferimento, all’epoca l’ex sindaco Elio Berogno, diede il suo benestare all’operazione”. Ma un milione di euro chiesti dai bianconeri non erano un’enormità rispetto alle possibilità delle Terme? “Berogno, da juventino doc, pur di vedere i suoi beniamini sul campo di casa – affonda il colpo l’ex direttore – non solo non ha contrattato il prezzo, ma si era impegnato personalmente a reperire i fondi che mancavano”. L’operazione Juventus quindi, faceva conto su un aiuto pubblico di 775.000 euro stanziati dagli enti della provincia. “Quei soldi – ricorda Liberali – non si sono mai visti. Solo Salice ha onorato il contratto pagando la quota di 225.000 euro”. In mancanza di liquidità, il debito delle terme nei confronti della Juventus quest’anno è stato ripianato dalla Camuzzi International che si è impegnata a pagare anche il secondo anno di ritiro. Due milioni di euro versati nelle tasche bianconere. “In questi giorni stiamo procedendo ad una ricognizione contabile – fanno sapere dalla Camuzzi – per ora abbiamo pagato i debiti e non escludiamo di studiare nuove forme di collaborazione con la Juve. L’idea è quella di mantenere a Salice il settore giovanile con costi più abbordabili”. Una spinta a continuare la collaborazione con il club piemontese arriva anche dal presidente della Provincia, Silvio Beretta: “Pavia ha perso una buona opportunità. Due anni di lavoro non possono essere gettati al vento e per questo servirà mantenere i rapporti con la Juve che ha portato a Salice oltre 120.000 persone in 15 giorni. Ma la Provincia per adesso resta alla finestra aspettando i nuovi sviluppi”.
Giuseppe Spatola

lunedì 3 agosto 2009

Notiziario del GAL

Raccomando nuovamente la lettura del notiziario del GAL, sempre interessante. E' possibile iscriversi alla mailing list per riceverlo regolarmente nella propria casella postale.
http://www.gal-oltrepo.it/gal.php?page=MailingList.ViewIssue&ID=79

Per il parco di Salice ....

Vedremo i risultati: un accordo fra comune, provincia e regione con l'intervento finanziario della Fondazione Cariplo dovrebbe avere la capacità di generare una rinascita del nostro parco: troppo ottimista ?
A seguire il testo del comunicato della Provincia di Pavia:

http://www.provincia.pv.it/provinciapvRepository/00001/publicDocuments/06742_02_it.pdf

resta tuttavia la curiosità di che fine abbia fatto il contributo di ben 500.000 euro deliberato dalla Fondazione alla Comunità Montana Oltrepò Pavese (presidente Elio Berogno) per ripristinare il nostro parco. All'indomani della delibera della Fondazione chiesi spiegazioni durante un consiglio della CMOP, direttamente al presidente. Attribuì la responsabilità della perdita paventata del contributo alle inefficienze della società Terme di Salice.
Adesso sembra che la erogazione della Fondazione sarà di soli 50.000 euro: chi ringraziare per i 450.000 euro "persi"?
Comunità Montana Oltrepò Pavese (Varzi PV) per
interventi di recupero e conservazione del Parco
delle Terme di Salice, contributo di 500.000,00
euro;

A seguire il documento della Fondazione (da cui sono tratte le parole precedenti) dove, a pagina 41, si parla del contributo.
http://www.fondazionecariplo.it/portal/upload/ent3/1/testo%20bilancio2006.pdf

Già nel giugno 2008 si scriveva ....

La Provincia scriveva ------
5-06-08, 26 Cronaca
Il polmone verde di Salice è malato
SALICE. Sugli opuscoli del Consorzio Terme di Lombardia, Salice significa cure termali nel verde. Ma quei 20 ettari di verde, oggi, sono solo un’ipotesi.
I frequentatori abituali del parco, di proprietà di Terme di Salice ma pubblico per tradizione, sono in allarme: in gioco c’è uno dei pochi polmoni d’Oltrepo. Sul capitolo il municipio sembra latitante, specie da quando nel 2005 le quote di maggioranza dello stabilimento termale pubblico vennero privatizzate, all’indomani dell’emersione di una maxi crisi di liquidità. Oggi nessuno fa pressing sul Comune, comunque in consiglio d’amministrazione come socio minoritario, bussano tutti alla porta di chi ha rilevato le Terme. I nuovi azionisti privati, il gruppo Camuzzi di Ruggero Jannuzzelli prima (presidente Giovanni Azzaretti) e il gruppo Afin della famiglia Fabiani oggi (presidente Fabrizio Longa), trattandosi di milioni di euro d’investimento hanno scelto di procedere per gradi. Prima si è pensato alla ristrutturazione e poi al riassetto di uno stabilimento i cui conti erano in passivo. A quei 20 ettari di parco invece, a quella selva di piante ad alto fusto, a quel percorso salute oggi malaticcio nessuno sembra ancora pensare. Se il parco è malato, serve un esperto per tentare una cura. Malanni verdi. Pietro Cavagna, docente di Scienze e ricercatore del Gallini di Voghera, fa la sua diagnosi: «L’ultima piantumazione è stata fatta pensando a risultati a breve termine. Si è cioè intervenuti mettendo un albero a ridosso dell’altro. Per qualche anno è andato tutto bene, poi man mano che le piante crescevano, per dirla con parole semplici, si sono soffocate l’una con l’altra». Un decorso agevolato dall’incuria. «Forse intervenendo anno per anno si sarebbe potuto preservare l’investimento iniziale - commenta il docente -, adesso recuperare tutte le piante credo sarebbe troppo costoso e in qualche caso addirittura impossibile». L’esperto conferma che molti di quegli alberi sono pazienti gravi: «Bisogna concentrarsi sugli esemplari di maggior pregio, curare quelli meno compromessi e stendere un piano di sfoltimento mirato». A devastare l’ecosistema del parco di Salice è stato comunque anche il clima: «Il disseccamento da aridità estiva è un autentico flagello per le conifere, specie per le sequoie». Anche i pini, in Oltrepo, non sono più sempreverdi: «Hanno grossi problemi per la mutazione climatica e perché, non essendo autoctoni, risentono di un habitat che non è il loro. Discorso diverso vale per i cedri dell’Himalaya, una specie molto resistente che si è adattata». Secondo Cavagna, nel ridisegnare il verde del parco di Salice, bisognerebbe partire dalle piante monumentali: «Nella zona del paddock dei cavalli ci sono roverelle da salvare assolutamente, per la loro bellezza e il valore storico». Cure, subito. E intanto il Comune di Godiasco, che delle Terme è socio di minoranza, sta costruendo una fontana nel centro di Salice per un impegno di spesa pari a circa 340 mila euro (parte della somma servirà per un piccolo make up di piazza Marconi). Si promette che la Regione cofinanzierà il piano. «Se i soldi c’erano perché non partire dal curare lo storico parco delle Terme ottenendo in cambio, dal socio privato, la garanzia della sua apertura al pubblico?». Passeggiando per Salice si respira aria di pessimismo: insieme all’intensità del verde del parco è calato anche il giro d’affari dei negozi del centro. Si fatica. Le cartoline di trent’anni fa sono ricordi sbiaditi. Eppure, tornando ancora più indietro, nel parco di Salice hanno passeggiato illustri ospiti come Marinetti (il padre del Futurismo) e la poetessa Ada Negri, cui è stata intitolata anche una quercia. Fra gli amici di Salice anche il campione Fausto Coppi e tanti fantini di caratura internazionale: chi non ricorda il parco trasformato in set per i più grandi concorsi ippici? Frammenti di un passato che si chiede alla politica di far tornare presente. Emanuele Bottiroli

Il tempo passa, ma i problemi restano.

domenica 2 agosto 2009

L'allenatore nel pallone

La forza di una grande squadra.
L'esperienza, la tattica e la costanza di un grande allenatore.

sabato 1 agosto 2009

Ancora sul parco di Salice ...

Oggi una lettera al direttore de La Provincia .....
BENE DA TUTELARE Il parco di Salice è un tesoro per tutti
Un plauso alla Provincia Pavese per l’articolo sul parco di Salice e quindi sulla sacrosanta verità scritta. Ma mi chiedo: l’amministrazione comunale o non ha gli occhi per vedere o non ha le orecchie per sentire le lamentele della gente. Questo patrimonio di verde è da tutelare per il bene nostro e dei nostri nipoti, gli amministratori si attivino per far sì che ciò avvenga.
Lettera firmata, Voghera

....... fin qua la lettera, evidentemente scritta da un lettore che conosce poco la realtà delle cose, che ignora che il parco appartiere alla Terme di Salice SpA di cui il comune deteniene il 47% del capitale. Probabilmente questo lettore non conosce neppure le vicende dolorose che la società ha affrontato, ferita a morte dalla gestione scriteriata di una amministrazione (in cui il vice sindaco era amministratore unico della società, tal Maurizio Somensini). Ora la parte "visibile" dello sfascio è il parco, con qualche decina di alberi e cespugli secchi, ma se il parco piange, il resto non ride. Siamo in attesa ormai da moltissimi mesi della attuazione di un piano di sviluppo presentato dai nuovi soci privati, divenuti di maggioranza nell'ormai lontano novembre 2007. Per ora non si è ancora visto nulla e l'attesa fa nascere chiacchiere fra le più strane ed incontrollate. L'ultima sentita riguarderebbe l'intenzione di utilizzare i "famosi" 12.500 metri di slp sciaguratamente approvati dalla amministrazione in carica nel 1999 (Berogno sindaco e Somensini vice) per edificare villette e/o miniappartamenti nel parco. Ovviamente questo comporterebbe una grossa difficoltà per i vincoli che gravano sul parco, e per l'opposizione della popolazione ma .... ci piacerebbe sapere dalla nuova sindaco Corbi quale sarebbe il suo orientamento in questa disgraziata ipotesi: in qualità di (ex) consigliera di amministrazione della società termale dovrebbe sapere qualcosa dell'argomento.

martedì 28 luglio 2009

Ancora Serra .... ma per favore ...

Il buon Serra perde il pelo, ma non il vizio. Si è sentito in obbligo, pur ora tornato a "vita privata" di difendere l'operato della scorsa amministrazione, amministrazione che solo un acceso masochista riesce a rimpiangere, forse. Dopo che il gruppo nel quale per tanti anni ha militato, da consigliere e da assessore, ha distrutto le nostre Terme portandole sull'orlo del fallimento (amministrate dal suo vice sindaco Maurizio Somensini 1999-2004) e le ha malamente privatizzate svendendole per un tozzo di pane, ora ci dice che il parco "non è in condizioni ottimali". Non ci crederà, ma ce ne eravamo accorti. Come ci siamo accorti che ne dovremo salutare un bel pezzo grazie alla sciagurata privatizzazione effettuata senza porre alcuna condizione agli acquirenti sulla fruibilità pubblica del parco, nè su piani di sviluppo dell'azienda. Come ci ricordiamo che la inetta amministrazione di cui faceva parte voleva piantarci nel bel mezzo una clinica con malati terminali, grandi ustionati ecc., clinica che avrebbe "mangiato" sessanta posti letto convenzionati al San Matteo, nella sempre verde usanza di pubblicizzare le perdite (i 4 milioni di euro in capo al comune) e di privatizzare gli utili (della clinica, fortunatamente scongiurata). A proposito, mi domando ancora che tipo di posizione prese all'epoca sulla clinica la professoressa Corbi, allora consigliera di amministrazione della società Terme ed ora sindaco. Ce lo dirà ?
Ecco ora l'articolo ispirato da Serra ...

DOMENICA, 26 LUGLIO 2009 Pagina 29 - cronaca
Salice. L’ex assessore Roberto Serra ricorda i progetti avviati
«Il parco delle Terme da salvare ma si stava già intervenendo»
SALICE. «Che il parco delle Terme di Salice non sia in condizioni ottimali - afferma l’ex assessore del Comune di Godiasco, Roberto Serra - è un dato di fatto. Il parco ha indubbiamente bisogno di un considerevole intervento di carattere straordinario, ma anche di una costante opera di manutenzione ordinaria, garantita dalle Terme. Questo lo dico per correttezza nei confronti delle Terme di Salice». E ancora: «Per quanto riguarda i previsti lavori di riqualificazione del parco è giusto dare atto all’assessore provinciale, Renata Crotti, di averlo inserito nel progetto della Provincia per lo sviluppo e la valorizzazione del sistema termale. Una scelta strategica che permetterà di compiere interventi su una zona del parco, che si snoda tra il Grand Hotel e via Calbicella, per un importo complessivo di circa 150 mila euro. Mi sembra doveroso riconoscere l’impegno della precedente amministrazione di Godiasco, guidata da Angelo Deantoni, ed in particolare dell’ex vicesindaco, Elio Berogno, che si è prodigato per trovare i fondi necessari per la quota del Comune, reperita grazie alla disponibilità della Fondazione Comunitaria Locale, presieduta da Giancarlo Vitali, che ha messo a disposizione del Comune di Godiasco la somma di 50mila euro».

giovedì 23 luglio 2009

Un De Profundis su Salice ?

Stupisce un articolo di oggi su La Provincia. Dopo tanto silenzio, perfino durante la campagna elettorale, su Godiasco/Salice. oggi si esibisce in un De Profundis su Salice ed il suo parco. Ciò che viene citato è rigorosamente vero, ma sono dell'opinione che il giornale locale avrebbe potuto intervenire in modo più approfondito citando le cause che non può non conoscere. La situazione comatosa in cui versa oggi Salice ed il suo parco non è figlia del caso: dipende dalle passate amministrazioni rette da incapaci che nel tempo hanno fatto marcire tutti i problemi, che hanno attuato una privatizzazione scriteriata e dannosa (sostenuta anche da chi oggi si propone come allenatore della nuova giunta e che amministrò con effetti economici disastrosi terme e parco per lunghi anni ) che a tutto poteva servire fuorchè al rilancio del parco e del turismo (ricordate la clinica nell'ex grand hotel ?) Ora stiamo attendendo il piano di rilancio ultramilionario, lo attendiamo da tanto, con tanta trepidante pazienza. Tutte queste cose La Provincia ben le conosce: perchè non inizia a dirle con insistente regolarità ? Non dovrebbe essere questa la funzione dei giornali ? Informare ?
A seguire l'articolo:

GIOVEDÌ, 23 LUGLIO 2009 Pagina 22 - cronaca
Viaggio nel degrado del grande polmone verde d’Oltrepo, la gente delusa
Edifici abbandonati e alberi malati Il lungo declino del parco di Salice

«Qui ci sono solo zanzare» Pochi posti per sedersi tra strutture in rovina

SALICE TERME. E’ da sempre il polmone verde d’Oltrepo, il luogo-cult delle gite estive. Il parco di Salice però non gode di buona salute: per scoprirlo basta una passeggiata quando la luce del giorno rivela particolari nasconti a chi frequenta Salice per lo più nelle ore notturne.
Ad attendere il visitatore tante (o sarebbe meglio dire troppe) zanzare che rendono fastidiosa la sosta sulle panchine del parco. «Ce ne sono troppe - spiega una pensuionata - più che prendere il fresco, qui si prendono le zanzare». Ammesso che il turista abbia avuto la fortuna di trovare un posto a sedere per godersi la frescura all’ombra degli alberi: le panchine non scarseggiano, ma quelle disposte ai lati del viale d’ingresso sono da sistemare e riverniciare. Così come sono da mettere a posto all’interno del parco, le panche in cemento che atti di vandalismo hanno a dir poco «sgretolato». A ciò si aggiungono muri, cestini e cartelli imbrattati di scritte e disegni. Il prato, dove appare tagliato, non è adeguatamente curato; alcune piante sono secche, cumuli di foglie secche attendono di essere portate via, rami bassi non facilitano la passeggiata. Forse un impianto di irrigazione sarebbe d’aiuto alla cura della vegetazione.
«Si vede che non è curato» chiosa un altro attempato signore. Fin qui il contesto verde. In cattiovo stato, ma è peggio sul fronte dei servizi. Accanto ai campi da bocce, abbandonati ormai da tempo, i bagni pubblici (da tempo fuori servizio) offrono uno spettacolo alquanto degradante. Anche il piccolo bar, che lo scorso anno animava l’angolo di parco in questione, non ha più alzato la serranda. Scene di un lento declino. Un tempo qui si facevano concorsi ippici da vetrina equestre. Le cose cambiano. Le staccionate in legno che delimitavano l’area destinata al concorso ippico e buona parte del perimetro del parco appaiono in pessime condizioni.
Le fioriere sono arrugginite e le aiuole coperte da erba incolta. Unico dettaglio positivo: non ci sono rifiuti abbandonati. Il resto non c’è più. I campi da tennis che affiancavano la piscina «Lido» non sono più accessibili: probabilmente destinati ad altro utilizzo. Ma quale? L’unico che ancora sembra credere nelle potenzialità della località termale sembra essere l’imprenditore Franco Santinoli che ha rilevato la piscina sottoponendola a un’opera di imponente riqualificazione. Nel parco rimangono poi il minigolf e altri due campi da tennis in buone condizioni. Necessita invece manutenzione il «percorso vita», ormai abbandonato alle intemperie. Da rivedere anche l’illuminazione: un tratto di sentiero che costeggia l’ex discoteca Club House rimane completamente al buio. Il lungo tramonto del grande parco di Salice Terme è ormai notte fonda.
Federica Calizzano

..... e ancora .....

GIOVEDÌ, 23 LUGLIO 2009 Pagina 22 - cronaca
LA STORIA Era un giardino di meraviglie della botanica

Data di nascita: 1890. Il parco di Salice è il capolavoro verde di Ernesto Stoppani, l’imprenditore che, volendo trovare il petrolio in riva allo Staffora, aveva, invece, scoperto il bacino d’acque termali destinato a segnare la svolta per l’intera zona. Accanto alle strutture destinate ai turisti del benessere, l’antico patron creò un’oasi verde con pochi altri esempi in Lombardia. Oltre 70 pertiche con 1.835 specie arboree diverse: in testa i tigli (478 esemplari) poi i rari cedri dell’Himalaia (211), i pini neri, i frassini, gli aceri, le farnie, gli abeti del Caucaso, i tassi e gli olmi. Persino 70 platani e sette sequoie californiane alte ormai circa 30 metri. Un dossier scientifico, commissionato negli anni scorsi durante la gestione Azzaretti, aveva anche posto in luce i seri problemi di manutenzione di questo patrimonio arboreo vanto dell’Oltrepo.

giovedì 16 luglio 2009

No, non Pomicino

Cirino Pomicino non sarà consigliere del San Matteo.
Al suo posto assurge un altro personaggio che ha fatto della professione medica lo scopo della vita: è Giovanni Alpeggiani.

mercoledì 15 luglio 2009

Proposta sul sito internet del comune

E' facile constatare che il sito istituzionale del nostro comune non ha mai brillato per completezza di informazione e tempestività di aggiornamento. La passata amministrazione aveva deliberato circa tre mesi fa di confermare il mandato alla società che cura il sito, ma ancora non si sono visti i risultati.
Ad esempio, a tutt'oggi risulta ancora come segretario comunale il dott. Ferrari che stà godendosi la pensione dal 1° di gennaio.
Da questa considerazione nasce la nostra proposta presentata in data odierna. Abbiamo anche proposto di offrire alle aziende locali una "vetrina" tramite la possibilità di inserire dei banner pubblicitari gratuiti.
Questa la lettera:

Professoressa
ANNA CORBI GUADO
Sindaco del Comune di 27052 GODIASCO — PV

Salice Terme, 15 luglio 2009

Oggetto: Aggiornamento sito internet e pubblicità aziende locali

Con la presente siamo a segnalarle che il sito internet del nostro comune risulta ancora non aggiornato nel riportare i vari incarichi. Ciò nonostante una delibera di recente approvazione di cui in calce riportiamo il testo.
Contemporaneamente le proponiamo di offrire a tutte le aziende presenti sul territorio comunale la possibilità di inserire un loro banner pubblicitario sul sito comunale. Tali banner dovrebbero restare visibili costantemente, a gruppi di tre, alternandosi poi con altri tre con cadenza temporale tale da assicurare la piena visibilità per tutti. Tale servizio gratuito potrebbe consentire di pubblicizzare tutte le nostre attività economiche nei confronti dei visitatori del sito.
Con la speranza che voglia valutare positivamente la proposta, le porgiamo i nostri migliori saluti.

Alberto Sorrentino Graziella Zelaschi


Delibera G.c. n. 30
OGGETTO: Rinnovo contratto gestione e aggiornamento sito internet.

LA GIUNTA COMUNALE

Vista la deliberazione G.C. n.62 6.9.2005 del con la quale è stato approvato di istituire un sito sulla rete internet dedicato al Comune di Godiasco e di rivolgere istanza di registrazione del nome a dominio avvalendosi di una di una ditta specializzata nel settore della comunicazione informatica concernenti le prestazioni per la realizzazione, la gestione e lo sviluppo del sito comunale su internet e, a tal fine, di approvando il preventivo di spesa per l’esecuzione delle prestazioni di cui trattasi, per la durata di un triennio, prodotto dalla ditta AB&A, avente sede legale a Godiasco.
Ritenuto rinnovare per un ulteriore anno il contratto di gestione e aggiornamento del sito incluso il servizio di hosting su server dedicato con la medesima ditta al fine della continuità del servizio.
dato atto che il regolamento per la fornitura di beni e servizi prevede per tali importi la possibilità di affidamento diretto.
Acquisiti i pareri favorevoli sulla proposta di deliberazione, in ordine alla sola regolarità tecnica espresso dal Responsabile del Servizio Affari Generali ed in ordine alla sola regolarità contabile espresso dal Responsabile del Servizio Finanziario, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;
All’unanimità di voti espressi in forma di legge:

D E L I B E R A

1. di rinnovare per un ulteriore anno al fine della continuità del servizio alla ditta AB&A, avente sede legale a Godiasco il contratto di gestione e aggiornamento del sito incluso il servizio di hosting su server dedicato con la medesima ditta al fine della continuità del servizio.
2. di assumere l’impegno di spesa di Euro 2.340,00 a carico dello stanziamento del bilancio per l’esercizio finanziario in corso recante il codice 1.01.01.03, che presenta idonea disponibilità;

Di dichiarare con votazione separata ed unanime la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134 comma 4 del D.Lgs. 267/2000.

sabato 11 luglio 2009

Lettera a La Provincia - Pomicino nel CdA del S. Matteo ?

Riporto una lettera al direttore apparsa su La Provincia di oggi:

CIRINO POMICINO E così Pavia non decide Anche al San Matteo

Siamo nel 2009. Le giovani generazioni pavesi non dovranno studiare sui libri cosa sia stata la Prima Repubblica e Tangentopoli poichè ne avranno un calco vivente in città, seduto su uno degli scranni di maggior potere. Paolo Cirino Pomicino sarà nel Cda del San Matteo. Al di là delle condanne definitive e delle prescrizioni riservategli dalla Magistratura per diversificati reati, ciò che lascia allibiti è come sia stato calato nel sistema delle eccellenze pavesi.
Domande legittime se le stanno ponendo in molti: un po’ traumatica quella nomina lo è. L’on. Abelli ne ha dichiarata la competenza, la laurea in medicina e la frequentazione con Pavia da paziente del San Matteo. Non ci sono stati altri pazienti al Policlinico a loro volta medici e competenti, non pregiudicati, non coinvolti nella storica corruzione politica italiota e degni di entrare nel suo Cda? Probabilmente l’ex parlamentare europeo ed ex ministro del Bilancio, inauguratore dell’Alta velocità, garantisce ciò che un esterno, solo competente e solo medico, non può fare.
Ho l’impressione che si stia serrando su Pavia un sistema. Ben poco di ciò che accade nell’economia cittadina e sul territorio si decide qui da parte di attori locali. Quella nomina sancisce lo stato di fatto. Il ruolo marginale di Pavia nell’Expo 2015 è lì a dimostrarlo: saremo il Pronto soccorso per i 23 milioni di visitatori attesi. La politica territoriale «tra logistiche e autostrade» decisa tra Genova, Tortona e Lodi. Nella migliore delle ipotesi, la politica locale prende atto.
L’on. Cirino Pomicino quand’era al Parlamento europeo ha presentato interrogazioni sull’entrata di banche estere nel sistema italiano. Era il 2005, anno delle scalate incrociate alle banche: Banca popolare di Lodi su Antonveneta e Unipol su Bnl. E’ stato l’anno dello svelamento di interessi colossali che coinvolgevano partiti e holding bipartisan e che vedevano all’opera personaggi senza scrupoli che avevano a Pavia interessi radicati. E’ stato quindi interessante sapere che quel parlamentare italiano, invece di sollecitare l’Europa a redigere codici etici per le banche, chiedesse altro.
In questo momento di crisi il sistema pavese dovrebbe agire con trasparenza facendo massima chiarezza avendo anche Comune, Provincia e Regione rette dalle stesse coalizioni. Invece preferisce far slittare sempre più altrove e lontano i luoghi decisionali, rendendo sempre più oscuro il processo che regola l’amministrazione dei servizi pubblici. E materializza qui figure sulle quali il cittadino, pur avendo una netta opinione proveniente dalla Storia recente, non potrà avere alcuna facoltà di controllo su ciò che farà. Il sistema ha infatti a poco a poco trasformato Istituzioni pubbliche in Fondazioni di Diritto privato, come il San Matteo, permettendo così alle governance di girarsi dall’altra parte quando la cittadinanza chiede conto di nomine, bilanci e appalti. E anche quando chiede cosa ci facessero due boss mafiosi nelle sue cliniche. Domanda che rimane ormai da mesi senza risposta.
Irene Campari Circolo Pasolini, Pavia

sul blog del circolo altre considerazioni sull'argomento
http://circolopasolini.splinder.com/post/20894803

giovedì 9 luglio 2009

Registrazioni sonore - prova

Questa è una prova
Ho caricato la registrazione sonora del primo consiglio comunale del 25 giugno 2009
per ascoltarlo cliccare sotto (la qualità del sonoro non è il massimo ...):
https://sites.google.com/site/unitipergodiasco/documenti-sonori
gradirei sapere da qualcuno se funziona, grazie

Richiesta studio geologico e piano viabilistico del comune

Abbiamo inviato la seguente lettera:

Professoressa
ANNA CORBI GUADO
Sindaco del Comune di 27052 GODIASCO — PV

Salice Terme, 29 giugno 2009

Oggetto : Richiesta documentazione

Con la presente siamo a chiederle di volerci cortesemente fornire una copia dello studio geologico del nostro comune completo di allegati ed una copia della relazione.
Voglia cortesemente fornirci anche una copia del piano viabilistico.
Mentre restiamo in attesa della documentazione di cui sopra, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Alberto Sorrentino Graziella Zelaschi