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venerdì 6 maggio 2011

Acquisto archivio Malaspina


Un importantissimo atto dell'amministrazione: l'acquisizione del monumentale archivio del ramo godiaschese dei marchesi Malaspina. Sarà il seme da cui dovrà germogliare tutto il progetto del museo presso il palazzo Pedemonti Malaspina.
Un sincero apprezzamento per l'operazione:


Giunta Municipale 061 DEL 05.05.2011


Oggetto: Acquisto dell'Archivio Storico Malaspina
LA GIUNTA COMUNALE

Visto che presso l’archivio di Stato di Pavia è conservato l’Archivio Storico Malaspina costituito 388 faldoni archivistici; il materiale in esso contenuto riguarda una vasta zona dell'Oltrepò Pavese, con documenti che vanno dal XIII alla fine del XIX secolo; sono numerose le attestazioni relative a Godiasco, Val di Nizza, Rocca Susella, Valverde, Pregola, Pozzol Groppo, Oramala, località citate all'interno di documenti pergamenacei sia cartacei, per la maggior parte inediti.
Dato atto della varietà e la ricchezza del materiale conservato: si va da mappe catastali di vigneti a bolle imperiali, da libretti delle scosse del frumento a tomi originali del '600 e '700
Visto che tale archivio storico è di proprietà della Sig.ra Parini Anna, residente in Godiasco.
Dato atto che questa amministrazione intende procedere all’acquisto di tale Archivio Storico al fine di renderlo fruibile alla Comunità.
Dato atto che il valore è definito in € 60.000,00 come da perizia giurata del 16.03.2010 del Prof. Ezio Barbieri dell’Università di Pavia Professore di ruolo di Diplomatica e titolare del corso di Archivistica Generale.
Visto l’atto unilaterale d’obbligo in data 17.03.2010 sottoscritto dalla proprietaria Sig.ra Parini Anna con la quale la stessa si impegna a vendere l’Archivio Storico al comune di Godiasco al prezzo di Euro 60.000,00 ed a tenere ferma e valida la proposta di vendita per la durata di anni due dalla data di sottoscrizione dell’atto.
Visto la nota del Ministero per i Beni Culturali – Sopraintendeza Archivistica per la Lombardia in data 19.04.2011 prot. 34.34.07.01, pervenuta in data 20.04.2011 ns. prot. n. 2333 con la quale si esprime nulla osta all’acquisto dell’Archivio Storico di cui trattasi da parte del Comune di Godiasco.
Dato atto che questo Comune per il finanziamento dell’acquisto dell’Archivio Storico ha prodotto apposita richiesta di finanziamento alla Regione Lombardia ai sensi dell'art. 4-bis della legge regionale n. 35/95 "Interventi della Regione Lombardia per la promozione, il coordinamento e lo sviluppo di sistemi integrati di beni e servizi culturali", integrata dall'art. 7, comma 13, della legge regionale 19/04, Bando 2010” su una spesa complessiva prevista di € 74.2010,00 (comprendenti oltre l’acquisto dell’Archivio Storico anche la catalogazione del patrimonio archivistico, un apposito seminario, la progettazione e coordinamento dell’intervento)
Vista la nota della Regione Lombardia Giunta Regionale Cultura Istituti e Luoghi della Cultura in data 25.11.2010, pervenuta in data 07.12.2010 ns. prot. n. 6610 ha comunicato l’assegnazione di un contributo sul "Fondo di rotazione 2010-2012 per i soggetti che operano in campo culturale" (L.R. 35/95) per un importo di € 51.940,00 di cui € 12.985,00 a fondo perduto ed € 38.955,00 a rimborso su una spesa complessiva di € 74.2010,00.
Vista la nota della Finlombarda in data 25.01.2011, pervenuta in data 07.02.2011 ns. prot. n. 721 con la quale è stato comunicato l’assegnazione del contributo in conformità a quanto previsto dal Decreto del Direttore Generale Culture della Regione Lombardia del 12 Novembre 2010 nr. 11482, precisando che tale decreto ha autorizzato Finlombarda a stipulare con il Comune di Godiasco il relativo contratto di aiuto finanziario per un importo pari a Euro 51.940,00 di cui € 38.955,00 a titolo di finanziamento al tasso dello 0,0% annuo rimborsabile in 10 anni ed Euro 12,985;00 a titolo di contributo a fondo perduto, a fronte di un investimento complessivo di Euro 74 210,00.
Dato atto che rimane a carico del Comune di Godiasco la somma di € 22.270,00.
Ritenuto quindi procedere all’acquisto sostenuto per l’importo di € 60.000,00 ed alla realizzazione completa del progetto per € 74.210,00 comprendente oltre l’acquisto dell’Archivio Storico anche la catalogazione del patrimonio archivistico, un apposito seminario, la progettazione e coordinamento dell’intervento.
ACQUISITO il parere favorevole sulla proposta di deliberazione, in ordine alla regolarità tecnica espresso dalla Responsabile del Servizio Attivita’ Culturali,Turistiche, Ricreative ed in ordine alla regolarità contabile dal Responsabile del Servizio Finanziario, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49, primo comma, del precitato decreto legislativo n. 267/2000

Con votazione unanime: D E L I B E R A

1.- di procedere, attesi i motivi di cui in premessa, all’acquisto dell’Archivio Storico Malaspina sostenuto per l’importo do € 60.000,00

2. di procedere alla realizzazione complessiva del progetto per un importo di € 74.210,00 comprendente oltre l’acquisto dell’Archivio Storico anche la catalogazione del patrimonio archivistico, un apposito seminario, la progettazione e coordinamento dell’intervento.

3. di dare mandato al Responsabile del Servizio Attivita’ Culturali,Turistiche, Ricreative Rag. Sala Roberto per la firma del contratto di acquisto e per tutti gli atti necessari per l’attuazione della presente deliberazione.

4.- di dare atto che la spesa complessiva di € 74.210,00 viene imputata sull’intervento recante il codice 2.05.02.03 del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2011 che presenta la sufficiente disponibilità ed è finanziata con Contributo Regione Lombardia per un importo di di € 51.940,00 di cui € 12.985,00 a fondo perduto ed € 38.955,00 a titolo di finanziamento al tasso dello 0,0% annuo rimborsabile in 10 anni.

lunedì 11 aprile 2011

sabato 9 aprile 2011

Associazione Pellizza da Volpedo


Volpedo è un paese a 9 km da Salice Terme, patria del famoso pittore Giuseppe Pellizza (da Volpedo), autore dei celeberrimi Quarto Stato e La Fiumana (e non solo).
L'associazione anima una biennale di sicuro interesse, con un fitto calendario di eventi, incontri e spettacoli.
Perchè cito questa associazione Pellizza da Volpedo ? Perchè svolge un ottimo lavoro e grazie all'intelligenza e tenacia del suo presidente, professor Ettore Cau, è riuscita non solo a rendere vivi i luoghi Pellizziani, ma a rivitalizzare l'intero paese. Pochi anni or sono Volpedo era un anonimo borgo di campagna, oggi è una cittadina culturalmente viva, ha restaurato diversi immobili, reso più accoglienti alcune strade, vista l'apertura di alcuni negozi e locali. La vita sta iniziando a rifiorire, anche grazie ad una politica amministrativa che ha capito il "capitale culturale" che aveva a disposizione e si è apprestata a fruttarlo.
.... Suggerisce qualcosa ?

martedì 8 marzo 2011

Giornali e informazione


E' il secondo mese che Il Periodico, mensile gratuito, si occupa del neo costituito Comitato Promotore per l'Ecomuseo Palazzo Pedemonti Malaspina.
Purtroppo per la seconda volta il risultato è quello di disinformare il pubblico; che sia per scelta, per leggerezza o per puro caso poco importa.
La volta scorsa il direttore scrisse un editoriale con marchiane inesattezze e grosse superficialità, comportamento assai strano essendo stato ben informato (anche con intervista da lui stesso concessa il mese prima). Difficile poi capire come sia stato possibile per lui nutrire tanti dubbi sul progetto: non sarebbe stato opportuno per lui intervenire personalmente alla conferenza stampa, appositamente convocata, per porre domande e chiedere chiarimenti ? Che vi sia qualche motivazione che la nostra ingenuità non ci permette di cogliere ?
Questo mese l'argomento è trattato di nuovo riportando delle interviste raccolte fra gli abitanti del comune. Molti di loro, nelle risposte, palesano una conoscenza del progetto estremamente diversa dalla realtà, fatto che li pone in condizione di essere dubbiosi sull'opportunità e raggiungibilità dello scopo dichiarato.
Essere disinformati è lecito e certamente è una colpa dei componenti il comitato non avere ancora pienamente e a tutti spiegato cosa, come, perché e quando si intende fare. Una informazione corretta avrebbe rilevato queste situazioni di deficit informativo e ne avrebbe tratto conclusioni di inefficienza dei promotori del progetto. Nulla di tutto questo, avvalorando così nuovamente una situazione di mala informazione.
Non credo che questo sia un modo corretto di fare informazione per un giornale.
Tutto ciò nonostante, o anzi proprio per questo, il Comitato si farà cura, gradualmente nel tempo, di organizzare una serie di incontri nel nostro comune e in tutti gli altri della vallata per chiarire, al di là di ogni equivoco, la natura del progetto che si pensa di perseguire. Naturalmente dopo sarà più che lecito dissentire sulla bontà delle intenzioni, ma chi lo farà sarà perché non condivide gli obbiettivi, non perché non li conosce o non li ha capiti.
Comunque, tanto per dare un piccolo chiarimento, fin da subito è utile chiarire che:
- I comuni coinvolti nell'operazione (Godiasco, Rivanazzano T, Varzi e la CMOP) non avranno alcun aggravio nei loro bilanci: le risorse verranno solo da persone fisiche, aziende, fondazioni e da bandi di finanziamento destinati alla Cultura della Regione, dei Ministeri e dell'Europa. Il solo comune di Godiasco ha elargito la somma di 2.000 euro per le spese di impianto (notaio ecc) e non prevede alcun altro contributo;
- se il progetto si rivelerà impossibile da attuare dopo circa tre anni, i privati e le aziende si vedranno restituire il contributi offerti. E' stata anzi ideata una modalità ancor più cautelativa: oltre una certa cifra (non ancora fissata, ma verso i 2/3.000 euro) il contributo non verrà materialmente raccolto, ma rappresentato da una lettera "promessa di contributo": solo al momento della costituzione della Fondazione e quindi dell'inizio concreto del progetto, verrà richiesto il materiale versamento mentre in caso contrario verrà annullata la lettera;
- nel caso di cui sopra, verranno devolute in beneficenza solo le somme di cui non sarà possibile risalire l'origine. Esempio: se il comitato organizza una cena / spettacolo nel corso dei quali raccoglie, per differenza fra le spese ed i ricavi, 300 euro, non potrà risalire a chi ha preso due bicchieri di vino o due piatti di trippa o ha lasciato il resto di un euro e mezzo.

Prego chiunque abbia dubbi di scrivere un commento su questo blog, o una mail al mio indirizzo, o darmi un colpo di telefono.

venerdì 4 marzo 2011

Mostra dei giornali italiani dal 1800 ai giorni nostri

Il Giornale di Voghera sul Comitato pro Fondazione Ecomuseo Palazzo Pedemonti Malaspina



Il Giornale di Voghera oggi in edicola dedica un articolo al Comitato pro Fondazione Ecomuseo Palazzo Pedemonti Malaspina.
Lo riporto con vivo piacere, contemporaneamente inviatando ad acquistare il giornale per poter leggere anche gli altri interessanti argomenti trattati:

giovedì 10 febbraio 2011

Marinetti: chi era costui ?



Che la passata amministrazione non avesse una grande dimestichezza con il personaggio Filippo Tommaso Marinetti lo testimoniano con efficacia le opere realizzate a suo nome.
Acquisizione della sua casa, tre piani in via Angelini ?
Acquisizione dei soli arredi della casa ?
Apposizione di una targa o lapide sulla suddetta ?
Niente di tutto questo.
Gli è stata dedicata una strada, forse la strada più corta e stretta di tutta Godiasco: quella che parte di fronte alla Varni Agnetti e arriva al parcheggio, piazza Conti. Il tutto qualcosa come 20/30 metri quadri.

Il prossimo 20 febbraio saranno trascorsi 102 anni dalla fondazione del movimento Futurista, movimento, comunque la si pensi, molto importante nello scenario artistico europeo, con numerosissimi estimatori.
Ricorrenza capace di muovere un buon numero di turisti appassionati delle vestigia marinettiane, turisti che noi neppure vedremo perchè nulla facciamo per richiamarli.
La Fondazione Stelline di Milano, nel 2009, organizzò una grande mostra evento, durata oltre sei mesi, per ricordare il centenario del futurismo.
La speranza è che, se si riuscirà a realizzare il Museo Multimediale nel Palazzo Pedemonti Malaspina, sia possibile dedicare una sezione anche al Marinetti. Tardivo riconoscimento ad un ospite tanto famoso del nostro comune; ma meglio tardi che mai.
Nell'attesa l'attuale amministrazione potrebbe comunque investire un pugno di euro in una targa davanti alla casa e, già che c'è, anche in un'altra per la "quercia di Ada Negri" al parco delle Terme, visto che la società non ha inserito questa targa nel piano di sviluppo presentato in consiglio comunale 15 mesi or sono ....

sabato 5 febbraio 2011

Il museo nel Palazzo Malaspina: commenti malinformati e semplicisti



Sono restato amareggiato nel leggere l'editoriale di Alessandro Disperati sul suo Il Periodico riguardante il progetto di museo nel Palazzo Pedemonti Malaspina.
Credo che da un giornalista sia lecito attendersi qualche riflessione più articolata e una maggiore cura all'informazione prima di scrivere articoli. In particolare dopo aver pubblicato, nel precedente numero del giornale, una mia intervista in materia che dovrebbe aver consentito di conoscere il problema o comunque di formulare le perplessità, solo oggi esposte, per ricevere chiarimenti.
Nel giornale di oggi viene auspicato di "ristrutturare il palazzo e trasformarlo in una palazzina con appartamenti da vendere con l'impegno da parte di chi eseguirà le opere di lasciare un'ala dedicata a museo". Di cosa stiamo parlando ? E' a conoscenza che esistono vincoli che condizionano la ristrutturazione di palazzi antichi ? E chi avrebbe vantaggio ad acquistare il palazzo per usarne solo una parte e regalarne l'altra alla collettività ? Di quale parte sta parlando l'editorialista, del palazzo storico, dei rustici e quali ? Di quali crepe e di quale entità stiamo parlando ? Ha chiesto di vedere delle perizie statiche sull'immobile (perizie già esistenti) ?
Brutta anche la disquisizione sul destino dei fondi raccolti in caso di fallimento del progetto. Come si rileva dallo statuto (articolo 7) essi vengono restituiti, sopra un certo importo, e solo in caso contrario devoluti comunque per una nobile causa. Nell'articolo è stato copiato il testo dello statuto, ma omessa la parte della restituzione: perchè ?
Diverse altre imprecisioni rendono l'articolo un'occasione persa per procedere ad una corretta informazione. Forse se avesse partecipato personalmente alla conferenza stampa, indetta appunto per informare, non sarebbe incorso in tanti svarioni.
Talvolta il farsi raccontare ......
Avrei preferito di gran lunga una trattazione che definisse positivo (per grandi linee) il progetto e prendesse l'impegno, con i lettori, di sorvegliare strettamente l'andamento dei lavori e la loro regolarità e correttezza.
Spero che Alessandro Disperati voglia scrivere un commento a questo post per ristabilire quel clima di reciproca fiducia che sarebbe brutto vedere incrinato per un articolo poco felice, scritto magari di fretta e, hai visto mai, anche influenzato da qualcuno.

domenica 23 gennaio 2011

Conferenza stampa di presentazione Comitato pro Fondazione


Ieri sera si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Comitato pro Fondazione Museo Palazzo Pedemonti Malaspina.

La sala era piena, molti anche i rappresentanti della stampa.

Una descrizione della serata sul blog del Comitato

mercoledì 19 gennaio 2011

Sabato 22/1/11 ore 18 - Conferenza stampa di presentazione


Conferenza Stampa
Sabato 22 gennaio 2011 ore 18.00
Biblioteca Comunale di Salice Terme
“Dottor Rino Scupelli”
Via Damiano Chiesa, 2
Loc. Salice Terme
Rivanazzano

La Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e i comuni di Godiasco, Rivanazzano Terme e Varzi hanno costituito “Il Comitato pro Fondazione Museo Palazzo Pedemonti Malaspina”.
Scopo del suddetto comitato è quello di dar vita ad una fondazione destinata ad acquisire lo storico palazzo per realizzarvi un Museo Multimediale per un Centro Studi Malaspiniani e delle tradizioni e cultura della Valle Staffora.
Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati gli scopi dell’iniziativa, le tempistiche di massima, le strategie che verranno adottate per il raggiungimento dell’obbiettivo.
Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni interessate, i membri del consiglio del comitato promotore e del comitato scientifico.

Per informazioni:
3331151307

sabato 8 gennaio 2011

Una intervista su Il Periodico


Su Il Periodico in edicola oggi c'è, fra le tante interessanti, anche una mia intervista: oggetto Palazzo Malaspina Pedemonti.
Credo che sia interessante visitare i link (parole in colore azzurro) per visualizzare l'inizio della vicenda.
Questo il testo dell'intervista:

Finalmente si è costituito il comitato per la realizzazione di un ecomuseo all’intero di Palazzo Malaspina-Pedemonti: un passo in avanti verso la realizzazione di un sogno?
Direi di sì, anche se la strada è ancora lunga ed in salita. Ma l’importante è iniziare e lo stiamo facendo con le migliori intenzioni. Finalmente sembra che un gruppo importante di enti della valle Staffora si stia impegnando in qualcosa che riguarda tutti, in un’opera a livello comune per tutelare la memoria comune, le tradizioni comuni, la storia comune. Credo di poter dire che fino ad ora non era mai successo.

Lei è stato il promotore di questa iniziativa: si ritiene soddisfatto?

Io sono stato solo colui che ebbe l’idea nell’ormai lontano 2007 quando si seppe che il palazzo era stato messo in vendita. Ma avere l’idea non basta, bisogna realizzarla. La possibilità di realizzarla viene adesso, grazie alla disponibilità e all’impegno di persone che hanno capito l’importanza del progetto e l’hanno messo in cima alla lista delle priorità del loro mandato di amministratori pubblici. Persone che desiderando fare gli interessi della vallata, han capito la valenza strategica del progetto.

Quale l’obiettivo dell’ecomuseo di Palazzo Malaspina-Pedemonti?
Quello di depositare in un solo luogo fisico la storia e la memoria della valle Staffora e dintorni. Il compito è quello di rappresentare la macro storia attraverso le vicende della nobile famiglia che l’ha dominata per secoli, e la micro storia delle persone che da quella famiglia sono state governate. Sarà quindi un museo – esperienza, un viaggio attraverso i secoli che illustrerà la storia di un casato, delle sue vicende dinastico politiche, e dell’influenza che ha avuto sulla vita del popolo, sui costumi, sulle attività economiche, sull’organizzazione del territorio. Il tutto sarà disponibile per il pubblico attraverso l’esposizione di reperti, documenti, oggetti ed il ricorso a tecniche multimediali.
Una parte fisicamente piccola della struttura sarà riservata agli studiosi per la consultazione dei documenti in originale o copia digitalizzata. Conterei anche su di un interessante flusso di studenti (anche e soprattutto stranieri) impegnati nella redazione di tesi di laurea storiche.

All’interno del comitato a lei è stato affidato un importante incarico: segno che il Comune ha raccolto in sostanza quella che era la sua proposta ed ha capito che il recupero del palazzo è cosa importante?
Il comitato è al momento composto da sette persone. A me è stato attribuito il ruolo di tesoriere, ruolo che definirei più di responsabilità che di importanza. Direi che, dopo il presidente, il ruolo di maggior rilievo sarà quello giocato dall’amico signor Dario Manfredi, direttore ed animatore dell’Istituto di Studi Malaspiniani di Mulazzo. La sua enorme cultura nella materia ed il suo consistente giro di relazioni a livello internazionale (Spagna, Canadà, Lussemburgo, Argentina) con altri centri studi Malaspiniani, lo renderanno un potente motore per la realizzazione del progetto. Peraltro egli ha seguito il “sogno” già dal 2007 aiutandomi, assieme al marchese Giacomo Malaspina, a cercare di far capire alla precedente amministrazione l’importanza strategica della realizzazione per la nostra zona. I frutti allora non vi furono, ma la pazienza e la costanza sono state premiate.

Il comitato è a largo raggio: questo potrebbe favorire il buon esito dell’iniziativa
Sì, al momento sono soci fondatori il nostro comune di Godiasco, Rivanazzano Terme, Varzi e la CMOP. Spero che presto si aggiungeranno anche altri comuni della valle Staffora e limitrofi. Certamente questo renderà meno arduo il compito e attesta che il progetto non riguarda Godiasco che ha solo la sorte di avere allocato il palazzo, ma tutti i comuni che compongono il territorio sottoposto al governo del casato Malaspina, ramo dei marchesi di Godiasco. Erano loro sudditi gli attuali godiaschesi non meno degli attuali abitanti di Bagnaria e così via; quindi la memoria storica che si intende preservare è quella di un territorio, non di un singolo comune.

Una domanda fuori dal coro: cosa ne pensa dell’iniziativa di un referendum relativo al cambio del nome di Godiasco in Godiasco-Salice Terme?
Posso solo ripetere quello che dissi in Consiglio Comunale. Non si può essere contrari all’iniziativa in quanto è palese e fuori da ogni legittimo dubbio che oggi Salice Terme ha, nell’ambito del comune, una importanza economica e sociale almeno uguale a quella del capoluogo: di questo occorre prendere atto dandole la dignità di vedersi inserito il nome in quello comunale. Questa questione è tuttavia, a mio parere, una questione secondaria. L’importante invece è prendere atto che con le ristrettezze economiche in cui gli enti pubblici si dibattono (e sarà sempre peggio) si deve cercare di dare efficienza all’azione di governo e questo passa solo attraverso un sensibile incremento delle dimensioni del comune. La razionalizzazione delle spese pubbliche è prioritaria. Vedo quindi necessario l’inizio di un dibattito che serva a preparare le condizioni per la fusione di 4 o 5 comuni fra loro confinanti per raggiungere una popolazione di almeno 10.000 abitanti. Avremmo sensibili risparmi nei costi relativi alle funzioni elettive (1 sindaco invece di 5, 4 assessori invece di 20) e di personale (possibilità di blocco del turn over e/o di dirottare personale ad assolvere servizi che oggi non sono erogati per mancanza di risorse) e la possibilità di effettuare investimenti con credibili possibilità di utilizzo ammortamento (oggi un comune non acquista un macchinario che lavora solo 3 ore al giorno perche non conviene, ma se fosse possibile farlo lavorare 10 ore su un territorio più ampio …). Questa è la vera scommessa e sarà bene pensarci, prima che arrivi un provvedimento d’imperio che ci imponga matrimoni poco desiderati. Con questa considerazione, quella del nome diventa questione secondaria: avremmo difatti un ipotetico comune dal nome “Valle Staffora Terme” (ad esempio) con le varie frazioni Godiasco, Salice Terme, Rivanazzano Terme, ecc.

La fotografia de Il Periodico è relativa al numero precedente, quello uscito nel dicembre scorso.

lunedì 27 dicembre 2010

Comitato per il museo Palazzo Pedemonti Malaspina a Godiasco

Oggi La Provincia riprende la notizia riportata da questo blog circa la costituzione del Comitato per il museo Palazzo Pedemonti Malaspina.
Sempre oggi una televisione della provincia di Pavia, Telepavia, ha registrato delle interviste sull'argomento.
Se ne inizia a parlare e questo è essenziale.
Il Comitato neo costituito avrà anche il compito, e forse sarà il primo per importanza, di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del progetto non per il comune di Godiasco, ma per la vallata nel suo complesso.

giovedì 23 dicembre 2010

Una delle prime uscite sulla stampa per il museo di P. Pedemonti Malaspina

Era il lontano agosto 2007 quando si parlava della possibilità di acquisire la proprietà di Palazzo Pedemonti Malaspina alla collettività.
Sono trascorsi tre anni e mezzo e grazie ad una nuova amministrazione con una concezione meno ottusa verso la memoria storica e le tradizioni della valle Staffora, sta iniziando un percorso difficile sì, ma alla fine del quale è possibile intravedere una grande realizzazione.
Già allora era presente a ipotizzare l'impresa il signor Dario Manfredi ed il marchese Giacomo Malaspina, ancor oggi impegnati.


Da La Provincia del 19-08-07

«Palazzo Malaspina Tocca agli enti locali»

GODIASCO. Il futuro incerto di palazzo Pedemonti Malaspina, all’asta per 1 milione e mezzo di euro, esce dai confini provinciali.
L’appello del capogruppo di minoranza, Alberto Sorrentino, non è stato ripreso dalla giunta Deantoni ma è stato captato dal presidente del Centro studi malaspiniani di Mulazzo, in provincia di Massa Carrara.
Dario Manfredi invita le istituzioni a mobilitarsi. Ma più vicino a Godiasco, da Varzi, interviene anche il marchese Giacomo Malaspina, che fa appello alla Comunità montana: «Negli anni - ricorda - abbiamo visto grandi investimenti in progetti di assai più corto respiro. 1milione e mezzo di euro per un centro studi, che sarebbe fiore all’occhiello della valle Staffora, si potrebbero trovare». Il corpo centrale risale al XVI secolo e si estende per 2.150 metri quadrati, con saloni affrescati alti cinque metri. Il giardino a due livelli e l’ampio cortile da 3.300 metri quadrati sono circondati da antichi fabbricati rurali.
Un passaggio sospeso del 1712 collega direttamente il palazzo alla vecchia chiesa parrocchiale.
Per il marchese Malaspina di Varzi farne appartamenti, per chi comprerà, sarà davvero dura: «Temo che la trattativa andrà per le lunghe e che alla fine il palazzo finisca con l’essere assegnato per un valore molto inferiore al suo. Solo scaldare un immobile del genere sarebbe una spesa incredibile. E’ per le tasche di pochi. Tempo fa, prima di acquistare la sua tenuta di Cigognola, pare che anche Giorgio Armani si fosse interessato all’immobile». Allora, che fare? «Le istituzioni, a partire dalla Comunità montana, devono salvare il palazzo, farne un centro culturale. Penso che si tratti di una sfida che deve impegnare la politica locale a ogni livello».
Dello stesso avviso Manfredi, presidente del Centro studi malaspiniani: «Non posso che auspicare il recupero dell’immobile e una sua destinazione culturale. Vanno attivate anche le fondazioni bancarie. Nell’edificio, che ho da poco visitato su invito di Sorrentino, c’è tutto quel che occorre per creare un centro di promozione della cultura locale. I Malaspina hanno significato tanto nella storia, in quella della provincia di Pavia e non solo. Dispiace che gli enti locali tacciano».
Emanuele Bottiroli

mercoledì 22 dicembre 2010

Si avvicina il Museo nel Palazzo Pedemonti Malaspina ?


Lunedì 20 dicembre si è costituito davanti al notaio De Blasi il Comitato Promotore della Fondazione per l'Ecomuseo Palazzo Pedemonti Malaspina.
Presidente del comitato è il sindaco di Godiasco Anna Corbi. I consiglieri sono al momento due per il comune di Rivanazzano (di cui uno, A. Favalli è vice presidente), due per il comune di Godiasco (il sottoscritto come tesoriere e il signor Dario Manfredi, direttore del Centro Studi Malaspiniani di Mulazzo), uno per il comune di Varzi (con funzioni di segretario) ed uno per la CMOP.
Subito dopo la Befana si terrà il primo consiglio e successivamente una conferenza stampa per illustrare l'iniziativa e l'ambizioso progetto.
Ho pensato di anticipare ad oggi la notizia, prima della suddetta conferenza stampa, in quanto ieri sera la comunicazione è stata fatta durante il Consiglio Comunale di Rivanazzano.
I commenti dopo la presentazione ufficiale.
Ora mi preme solo ringraziare il sindaco Anna Corbi per l'incarico che mi è stato offerto (denso di impegni, ma in compenso ... gratuito) e che cercherò di svolgere secondo le mie migliori capacità. Ho accettato, anche se sono uno dei rappresentanti della minoranza consiliare, perchè mi è parso coerente con tutto quello che ho sempre detto e pensato dell'iniziativa, fin dal lontano agosto del 2007. Spero e conto di riuscire a conservare altrettanta coerenza anche nei rapporti su tutti gli altri argomenti relativi all'amministrazione comunale.
Spero caldamente che tutti i partner del progetto, e gli abitanti della valle Staffora, credano e collaborino all'iniziativa ambiziosa e difficile, specie in periodi di crisi economica come l'attuale.

sabato 18 dicembre 2010

Babbo Natale a Palazzo Pedemonti Malaspina


Domenica 19 dicembre Babbo Natale a Palazzo Pedemonti Malaspina.


Nell'attesa che vi venga realizzato il museo centro studi del casato Malaspina e delle tradizioni e cultura della valle Staffora

mercoledì 1 dicembre 2010

Come far rinascere le città


Numeri e considerazioni tratte da un articolo de L'Espresso del 2.12.2010.

A Liverpool, eletta capitale europea della cultura nel 2008, 10 milioni di euro di investimento hanno generato un indotto di 235 milioni e 14.000 posti di lavoro.
Glasgow, capitale della cultura nel 2000, ha moltiplicato gli 8,5 milioni di investimenti fino a 28 milioni di indotto e 5.500 posti di lavoro.
A Bilbao un investimento di 85 milioni ha fatto nascere il Guggenheim Museum di Gehry ed ha innalzato il PIL di 140 milioni annui, grazie alla presenza di 1 milione di turisti l'anno. Ancora oggi Bilbao ha un tasso di disoccupazione della metà rispetto alla media spagnola.
In Italia:
A Mantova il Festivalletteratura 2008 ha speso per organizzazione 1,7 milioni, e altrettanti ne ha incassati in biglietti e varie. Ma l'Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia ha stimato un incasso indotto di 7 milioni spesi dai 70.000 visitatori fra alberghi, ristoranti, bar, trasporti, ingressi, souvenir e libri.
Uno studio di PriceWaterHouse Coopers stima che per ogni euro investito lo sport ne rende 4, un evento culturale fino a 5,4.

Ovvio che tutto questo non è una regola, ma può essere realtà per progetti ben studiati e ben realizzati.

Sono convinto che il progetto per la realizzazione di un Museo presso il Palazzo Pedemonti Malaspina può divenire il volano dello sviluppo della vallata.
Sembra che l'amministrazione comunale di Godiasco sia intenzionata a dar vita al comitato promotore entro l'anno, partner la CMOP, Rivanazzano Terme, Varzi.
Lo spero caldamente.

venerdì 5 novembre 2010

Richiesta di Consiglio Comunale Straordinario

Come noto, la minoranza consiliare ha presentato una interpellanza per avere dei chiarimenti su alcuni temi trattati dall’ingegner GL Fabiani durante una intervista.
La richiesta fu inoltrata il 22 settembre. Il Sindaco aveva un mese per rispondere. Giusto il 22 ottobre ’10 arrivò una lettera di risposta dettagliatissima su alcuni aspetti, ma assai lacunosa su altri.
Ci sembrò che in questo come in altri casi vi fosse un deficit di informazione: questa amministrazione ci sembra assai parca, se non reticente, nel raccontare cosa succede, cosa progetta, cosa ha realizzato e cosa intende ancora realizzare, a quali priorità si ispira.
Per questo è nata l’idea di chiedere un Consiglio Comunale Straordinario “informativo”: abbiamo identificato una serie di punti (ma tanti altri ce ne sarebbero stati) su cui chiediamo risposte chiare e pubbliche e chiediamo anche che questo momento informativo venga istituzionalizzato e ripetuto ogni tre mesi, alternando la sede fra Godiasco e Salice.
Per le norme che reggono il comune, il consiglio dovrà essere fissato entro 30 giorni dalla data della richiesta, quindi entro il 29 novembre 2010.
Naturalmente speriamo che il pubblico partecipi numeroso, altrimenti è inutile lagnarsi delle scarse informazioni e restarsene comodamente a casa in pantofole davanti alla televisione quando quelle informazioni vengono date.
Questo il testo della lettera:

Oggetto: Richiesta di Consiglio Comunale Straordinario

Con la presente i sottoscritti consiglieri sono a chiederLe di indire un Consiglio Comunale Straordinario avente all’OdG i seguenti punti:
1 – Esposizione delle iniziative poste in atto per aiutare la popolazione di Haiti, con particolare riferimento all’entità dei fondi raccolti e alla loro utilizzazione;
2 – Stato dell’opera per la costituzione del Comitato per la realizzazione di una Fondazione per l’acquisizione di palazzo Pedemonti Malaspina con relativo archivio e sua destinazione a museo e centro studi;
3 – Intenzioni della Sua Amministrazione circa la realizzazione di un asilo nido, anche fruendo dei già promessi contributi regionali;
4 – Esposizione della situazione della partecipata Terme di Salice SpA, con particolare riguardo a:
4a – Situazione reddituale al 1° semestre 2010;
4b – Intenzioni dell’Amministrazione circa accordi con il socio di maggioranza per la
fruizione del parco e per un piano di investimenti che veda una effettiva riquali
ficazione della struttura;
4c - chiarimenti sul mandato conferito ai consiglieri della Terme di Salice SpA di
nomina comunale ed esposizione sul ruolo da essi svolto nelle varie decisioni
recentemente assunte (servizio buffet/ristorante, parcheggio al GH, elabora
zione dei piani di sviluppo presentati ecc.);
4d – argomentazioni varie (che Lei ritenesse importanti).
Per l’esposizione di questi punti Le saremmo grati se volesse invitare i suddetti consiglieri per poter eventualmente rivolgere loro alcune domande.

Al termine dello svolgimento dei sopraddetti argomenti, dovrà essere messa in votazione la seguente mozione:

“ Il Consiglio Comunale, riunitosi oggi in seduta straordinaria per esaminare i punti di cui all’OdG, rivolge un caldo invito al Sindaco ed alla Giunta tutta affinché venga indetto regolarmente un Consiglio Comunale a valenza prevalentemente informativa, con cadenza al massimo trimestrale.
Lo scopo sarà quello di informare i Consiglieri e la Cittadinanza sullo stato economico finanziario del comune, sulle iniziative in corso e prossime con particolare riguardo, ma senza escluderne altre, ai lavori in via o di prossima attuazione, alle manifestazioni in corso di progettazione o di prossimo svolgimento, alle problematiche inerenti traffico, vigilanza, lotta ai rumori molesti, sviluppo del verde pubblico, rapporti con le associazioni di volontariato e con società collegate.
In tali Consigli Comunali sarà consentito al pubblico di intervenire al termine dei lavori.
Tali Consigli Comunali dovranno essere tenuti alternando la sede fra il capoluogo Godiasco e la frazione di Salice Terme”

In attesa di conoscere la data che Ella riterrà opportuno identificare, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.



In questo momento sono in ospedale.
Dovrei uscire i primi giorni della prossima settimana.

venerdì 27 agosto 2010

Palazzo Pedemonti Malaspina


Ne scrivevo due anni fa, il 29 agosto 2008.
Da allora è cambiata la maggioranza che governa il nostro comune, ma cosa ne è del Palazzo Pedemonti Malaspina e del reelativo ecomuseo e centro studi? Nel febbraio 2010 fu votata all'unanimità in consiglio comunale la costituzione di un comitato per dar vita ad una fondazione che si occupasse di raccogliere i fondi e desse vita al progetto.
Poi solo silenzio.
Progetto tramontato ? Inutile ovviamente cercare notizie sul sito internet comunale.
Perderemo anche questa occasione ?
Sono dell'opinione che una amministrazione debba prioritariamente dedicarsi alla ordinaria manutenzione e alla erogazione di servizi ai cittadini, e dopo alla realizzazione di progetti che riqualifichino il paese con attenzione ai valori storico culturali che gli sono propri. Solo dopo, se ancora c'è disponibilità di denaro ed energie, ci si può dedicare all'effimero, possibilmente anch'esso finalizzato alla crescita culturale. Mi sembra che non sempre, anche nel nostro caso, questo sia l'ordine delle realizzazioni.
Ma forse sbaglio ...

martedì 22 giugno 2010

Casa Marinetti a Godiasco



Ci furono polemiche con la precedente amministrrazione, accusata di aver trascurato totalmente la figura del poeta Filippo Tommaso Marinetti e la casa che occupò in Godiasco.

Ora l'amministrazione è cambiata ed abbiamo un sindaco, la professoressa Anna Corbi, di solida cultura umanistica.

Sarebbe bello se ella si distinguesse dai predecessori nel valorizzare la figura del Marinetti, intanto nel rendere riconoscibile con targhe, cartelli o quant'altro la casa da lui abitata.

Sarebbe opportuno anche cercare di recuperare materiale e testimonianze sulla figura umana ed artistica, magari ospitando il tutto nel disadorno e povero museo in Godiasco, nell'attesa della realizzazione di una sede espositiva più degna in palazzo Pedemonti Malaspina.

Vedi libro del prof Virginio Giacomo Bono "Le vestali del futurismo" EDO Edizioni Oltrepò 1991 e MAR Museo Arte Moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - Fondo Sorelle Angelini