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lunedì 15 agosto 2011

Che ingarbugliamento !


Oltre alla fusione di comuni (da due o più se ne forma uno solo) e alla unione di comuni (come previsto dal T.U del 18.8.2000 in cui due o più comuni esercitano assieme dei servizi, ognuno restando tuttavia autonomo per il resto) il Governo ha adottato una terza via.
Questo a seguire è quanto previsto dal Decreto del 12.8.2011 all'articolo 16.
Per leggere tutto il decreto clicca qua
Ci vuole una certa buona dose di volontà per leggere il tutto, ma raccomando di farlo almeno per questo articolo 16 che, tra l'altro, modifica anche il numero dei consiglieri e degli assessori per il nostro comune di Godiasco.

Art. 16
Riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei comuni
1.
Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, l’ottimale coordinamento della finanza pubblica, il contenimento delle spese degli enti territoriali e il migliore svolgimento delle funzioni amministrative, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, il Sindaco è il solo organo di governo e sono soppressi la Giunta ed il Consiglio comunale. Tutte le funzioni amministrative sono esercitate obbligatoriamente in forma associata con altri Comuni contermini con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti mediante la costituzione, nell’ambito del territorio di una provincia, salvo quanto previsto dall’articolo 3 del presente decreto, dell’unione municipale.
2.
Nei Comuni di cui al comma 1, il Sindaco è eletto a suffragio universale e diretto. Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di Sindaco, segnando il relativo contrassegno o il nominativo sulla scheda elettorale. E’ proclamato eletto Sindaco il candidato alla carica che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, si applica l’articolo 71 del Testo unico degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Restano ferme le norme vigenti in materia di ineleggibilità, incandidabilità e incompatibilità e per la presentazione della candidatura previste per i Sindaci dei comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti.
3.
L’unione municipale è costituita dai comuni contermini con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti al fine dell’esercizio in forma associata di tutte le funzioni amministrative e dei servizi pubblici di spettanza comunale. La complessiva popolazione residente nel territorio dell’unione municipale è pari almeno a 5.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato con delibera della Giunta regionale.
4.

Nel caso in cui non vi siano altri Comuni contermini con popolazione inferiore a 1000 abitanti, a tali Comuni si applicano, ai fini della composizione degli organi di governo, le norme previste per i Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a) del presente decreto. I comuni di cui al primo periodo costituiscono, con i comuni contermini, unioni di comuni, ai sensi dell’articolo 32 del citato Testo unico al fine di ridurre le spese complessive.
5.
Gli organi dell’unione municipale sono l’assemblea municipale, il presidente dell’unione municipale e la giunta municipale. L’assemblea municipale è costituita dai sindaci dei comuni costituenti l’unione municipale ed esercita, sul territorio dell’unione municipale, le competenze attribuite dal citato Testo unico ai Consigli comunali L’assemblea municipale elegge, nel suo seno, il Presidente dell’unione municipale, al quale spettano, sul territorio dell’unione municipale, le competenze del Sindaco stabilite dall’articolo 50 del citato Testo unico. Spettano ai Sindaci dei comuni facenti parte dell’unione municipale le attribuzioni di cui all’articolo 54 del citato Testo unico. Il Presidente dell’unione municipale nomina, fra i componenti l’assemblea municipale, la giunta municipale, composta da un numero di assessori non superiore a quello previsto per i comuni con popolazione uguale a quella complessiva dell’unione municipale. La Giunta esercita, sul territorio dell’unione municipale, le competenze di cui all’articolo 48 del citato Testo unico.
6.
Lo statuto dell’unione municipale individua le modalità di funzionamento degli organi di cui al comma 5 e ne disciplina i rapporti.
7.
Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo, è disciplinato il procedimento di prima costituzione dell’unione municipale, prevedendo in ogni caso che, nel caso in cui siano decorsi sei mesi dalla data di rinnovo dei comuni di cui al comma 1 e la costituzione dell’unione municipale non sia avvenuta, il Prefetto stabilisca per i Comuni interessati un termine per adempiere. Decorso inutilmente detto termine, il Prefetto nomina un commissario ad acta al fine di provvedere alla convocazione dell’Assemblea municipale per gli adempimenti previsti.
8.
Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in materia di ordinamento e funzionamento dei Comuni.
9.
A decorrere dal primo rinnovo di ciascun consiglio comunale successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto:
a) per i comuni con popolazione superiore a 1000 e fino a 3000 abitanti, il consiglio comunale è composto, oltre al Sindaco, da cinque consiglieri ed il numero massimo degli assessori è stabilito in due;
b) per i comuni con popolazione superiore a 3000 e fino a 5000 abitanti, il consiglio comunale è composto, oltre al Sindaco, da sette consiglieri ed il numero massimo degli assessori è stabilito in tre;
c) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale è composto, oltre al Sindaco, da nove consiglieri ed il numero massimo degli assessori è stabilito in quattro.
10.
All’articolo 14, comma 31, alinea, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «5.000 abitanti o nel quadruplo del numero degli abitanti del comune demograficamente più piccolo tra quelli associati», sono sostituite dalle seguenti: «10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato con delibera della Giunta regionale,»; le lettere b) e c) del medesimo comma 31 sono sostituite dalla seguente: “b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro spettanti ai sensi dell’articolo 21, comma 5, della citata legge n. 42 del 2009”.
11.
A decorrere dal primo rinnovo del collegio dei revisori successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, i revisori dei conti dei Comuni sono scelti mediante estrazione da un elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti, a livello provinciale, nel Registro dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in possesso di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma..
12.
Le spese di rappresentanza sostenute dagli organi di governo degli enti locali sono elencate, per ciascun anno, in apposito prospetto allegato al rendiconto di cui all’articolo 227 del Testo unico degli enti locali di cui al 18 agosto 2000, n. 267. Tale prospetto è trasmesso alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti ed è pubblicato, entro dieci giorni dall’approvazione del rendiconto, sul sito internet dell’ente locale. Con atto di natura non regolamentare, adottato d’intesa con la Conferenza Stato – città ed autonomie locali ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adotta uno schema tipo del prospetto di cui al primo periodo.
13.
All’articolo 14, comma 32, alinea del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012»; alla lettera a), del medesimo comma 32, le parole «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
14.
Al fine di verificare il perseguimento degli obiettivi di semplificazione e di riduzione delle spese da parte degli enti locali, il Prefetto accerta che gli enti territoriali interessati abbiano attuato, entro i termini stabiliti, quanto previsto dall’articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, e dell’articolo 14, comma 32, del citato decreto-legge n. 78 del 2010. Nel caso in cui, all’esito dell’accertamento, il Prefetto rilevi la mancata attuazione di quanto previsto dalle disposizioni di cui al primo periodo, assegna agli enti inadempienti un termine perentorio entro il quale provvedere. Decorso inutilmente detto termine, il Prefetto nomina un commissario ad acta per l’adozione dei provvedimenti necessari.

lunedì 11 aprile 2011

Ancora sulla fusione fra Comuni



Un recente post ha visto alcuni commenti parlare nuovamente dell'accorpamento fra vari comuni. Ricordo che questo blog lanciò, mesi or sono, un sondaggio (ancora leggibile in fondo pagina) che vide anzitutto uno scarso numero di partecipanti ed un risultato abbastanza favorevole alla fusione.
Comunque per non appesantire di commenti poco pertinenti il post di cui sopra, ripropongo qua l'argomento, nella speranza che svolga la funzione del "sasso nello stagno".
Questi i due commenti cui sopra accennavo:


Anonimo ha detto...

Concordo sull'accorpamento dei comuni.
Lo spirito associazionistico, peraltro, tra i comuni di Rivanazzano e Godiasco non mancano.
Vediamo già da molto tempo come i nostri vigili e quelli di Rivanazzano lavorano insieme e se lo fanno loro perchè non lo potrebbero fare i due uffici tecnici, tanto per cominciare.
E perchè non coinvolgere anche i comuni vicini?
Speriamo solo che a qualcuno o a qualcunA non venga in mente di sciogliere ciò che faticosamente stà in piedi da anni.
Cari signori e signore chi deve decidere sull'intraprendere ed iniziare a mettersi intorno ad un tavolo e a discutere seriamente di queste cose?
Risposta " I SINDACI".
E' mai possibile vedere ancora zuffe da pollaio tra "il sindaco di Godiasco" ed il "vice sindaco di Salice " ?
Sono i nostri governanti che peccano di nanismo politico quando invece la maggioranza dei cittadini di Rivanazzano, Salice e Godiasco , ecc. non aspettano altro di vedere un tavolo comune di discussione.
Peccato che bisogna sempre aspettare cinque anni per poi sperare ancora nei prossimi cinque ed ancora aspettarne altri cinque.
Ma nel frattempo non si può fare un referendum per contarci e vedere quanti siamo che la pensano così?
Questo BLOG cia ha provato.
Le chiedo sig. Sorrentino, riapra la conta sul blog e proponga un referendum al prossimo consiglio comunale sul tema dell'accorpamento.
Si può fare?
Saluti
09 aprile 2011 01:44

Alberto Sorrentino ha detto...
riaprire il sondaggio pro o contro la fusione su questo blog è possibile, ma direi che serve a poco. L'ho già fatto ed avrebbe dovuto "muovere le acque", ma mi sembra che non sia successo nè a livello giornalistico, nè a livello politico, e neppure a livello "chiacchiere da bar".
Fare una proposta di sondaggio nel nostro comune è anche inutile: dovrebbe essere un sondaggio in vari comuni (quelli interessati dalla eventuale fusione) e comunque la maggioranza boccerebbe la proposta (altrimenti l'avrebbe già fatta saltando sul carro della fusione). Comunque penso che la fusione si farà quando saranno i cittadini a volerlo: per ora mi sembra che alla maggioranza di essi non interessa il problema, e diversi sono contrari non riuscendo a distinguere fra lo spirito contradaiolo e un sano principio di amministrazione: restano gli "apostoli" che, si sa, lavorano sui tempi lunghi.
Alberto
11 aprile 2011 00:36

mercoledì 24 agosto 2011

Si risparmia o no? Fondiamo o no?


Un anonimo lettore mi invia un articolo tratto dal portale TerraNews.
Non concordo praticamente su nulla, ma ogni opinione ha diritto di essere espressa e conosciuta.
Ecco l'articolo:


Piccoli Comuni addio? Ma il risparmio non c'è
Rossella Anitori
INTERVISTA. A colloquio con Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci): «Per lo Stato solo 6 milioni in meno pari al costo della bouvette».

Il governo non ha ancora quantificato il risparmio derivante dallo scioglimento dei piccoli Comuni previsto nella manovra. A pagina 70 della relazione che accompagna il decreto dice di non essere ancora in grado di farlo. Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci) e sindaco di Marsaglia (Cuneo) lo ha anticipato: «Con l’accorpamento di 1.963 Comuni sotto i mille abitanti si otterrà un risparmio reale di circa 6 milioni di euro. Poco più di quanto costa ogni anno allo Stato il ristorante della Camera dei deputati».

Qual’è la spesa media annua di un Comune con meno di mille abitanti?
I piccoli Comuni sono quelli che spendono meno. La spesa corrente annua di un municipio con meno di mille abitanti è di 582mila euro. Per garantire la vita dei suoi organi di governo un cittadino spende poco più di cinque euro l’anno. A fronte di un costo irrisorio, i cittadini possono godere di innumerevoli benefici. Possono fare riferimento ad un corpo politico e amministrativo che si mette a loro disposizione. I Comuni erogano servizi e intervengono sul territorio. Sono i primi ad intervenire in caso di problemi. Visto i costi ritengo essenziale che queste sentinelle vengano salvaguardate e valorizzate. Il governo dovrebbe ringraziare assessori e consiglieri che lavorano con dedizione percependo stipendi ridicoli. Sono loro i volontari della pubblica amministrazione. Non ci sono poltrone dorate nei piccoli municipi.

L’articolo 16 del decreto 138 del 16 agosto prevede la fusione dei piccoli comuni e la successiva creazione di unioni municipali. Secondo quale logica verranno create queste strutture?
A fondersi dovranno essere comuni confinanti con una popolazione al di sotto dei mille abitanti e insieme dovranno costituire un unione di 5mila abitanti. Una cosa che in una regione come il Piemonte sarà tecnicamente impossibile. Per arrivare a quota cinquemila sarebbe infatti necessario accorpare comuni geograficamente distanti, che si trovano in più vallate, divisi da barriere naturali.

E se un Comune non ha altri piccoli municipi confinanti?
Allora è salvo. Se un Comune anche piccolissimo non ha altri comuni limitrofi con meno di mille abitanti non è riguardato dal provvedimento. Questo decreto è ridicolo.

Quali saranno le conseguenze se la manovra venisse approvata dal parlamento?
Diminuzione dei servizi e aumento dei costi. Incuria del territorio e fenomeni di spopolamento.

Qual è la richiesta dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani?
Chiediamo lo stralcio dell’articolo 16. Non si possono prendere decisione sul territorio senza coinvolgere le associazioni e gli amministratori locali che operano sul territorio da anni. Bisogna lavorare insieme. Siamo disposti a fare la nostra parte. L’abbiamo sempre fatta. I piccoli comuni sono esempi di gestione virtuosa.

Qual è il prossimo appuntamento pubblico?
Venerdì 26 alle 14 è prevista una grande manifestazione nazionale a Roma davanti a Montecitorio. Questa dei piccoli Comuni non è una battaglia dei sindaci e degli amministratori locali ma di tutti i cittadini per la salvaguardia dell’ambiente, della cultura e del territorio.

L'immagine è quella che correda l'articolo di cui sopra

mercoledì 26 gennaio 2011

"Adeguamento" TARSU e qualche considerazione


GM 008 DEL 24.01.2011
*********************
OGGETTO: Adeguamento della vigente tariffa da applicare per la determinazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni.


D E L I B E R A

1. di approvare la revisione ponderata delle tariffe della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, avente effetto dal 1 gennaio 2011 come di seguito specificato e attesi i motivi di cui in premessa:

CATEGORIE
RESIDENZIALE
1 Locali destinati ad uso abitazione, loro pertinenze e box privati (euro x mq) 1,59
1a Unico occupante (riduzione 20%) 1,27
1b Stagionale (riduzione 5%) 1,51

8 Alberghi con ristorante (zona giorno, sale, verande, ecc.) 6,15
9 Alberghi senza ristorante (zona notte, box, cantine) 3,13
10/a Case di riposo (locali adibiti a camere degli ospiti, compresi corridoi, scale e servizi correlati, cappella religiosa) 1,70
10/b Case di riposo (ingresso, reception, sale comuni, bar, uffici, verande, cucine, locali tecnologici, medicherie, locali per terapie, autorimesse) 3,00

10/c Case di riposo gestite da soggetti operanti istituzionalmente senza finalità di lucro – o.n.l.u.s. (locali adibiti a camere degli ospiti, compresi corridoi, scale e servizi correlati, cappella religiosa) 1,70
10/d Case di riposo gestite da soggetti operanti istituzionalmente senza finalità di lucro – o.n.l.u.s (ingresso, reception, sale comuni, bar, uffici, verande, cucine, locali tecnologici, medicherie, locali per terapie, autorimesse) 2,80
11/a Ospedali e case di cura (locali adibiti a camere degli ospiti, compresi corridoi, scale e servizi correlati, cappella religiosa) 1,70

11/b Ospedali e case di cura (ingresso, reception, sale comuni, bar, uffici, verande, cucine, locali tecnologici, medicherie, locali per terapie, autorimesse) 6,15
12 Uffici, agenzie, studi professionali 4,63
13 Banche ed istituti di credito 1,87
14 Negozi di abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta ed altri beni durevoli 3,05
15 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 3,05

Purtroppo non sono riuscito ad incollare una tabella più leggibile, e soprattutto che consentisse di fare il coinfronto con le tariffe precedenti.
Per maggiori dettagli, inviarmi una mail o, meglio, chiedere in comune.

Vorrei però fare delle considerazioni su questo aumento.

- Il governo centrale ripete sempre che non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini: è vero, ma taglia i fondi ai comuni senza esonerarli da prestare i soliti servizi, obbligandoli nella sostanza ad aumentare (i comuni) le tasse e le tariffe.
Gli aumenti di cui si parla vedono quindi il governo centrale come mandante e il nostro comune come materiale esecutore.
- Il nostro comune è in condizioni ancor peggiori di tanti altri per la dissennata politica amministrativa degli anni passati. A conferma di questo, basti pensare che il vicino comune di Rivanazzano Terme ha 5.000 abitanti e 3 milioni di debito / mutui: cioè circa 600 euro ad abitante (cifre approssimative). Il nostro ha 3.000 abitanti ma debiti per 5 milioni, ovvero circa 1.700 euro cadauno, il triplo!. E la stragrande maggioranza sono debiti fatti negli anni di gestione di quelli che ora, nell'ombra, seminano zizzania invece di andarsi a nascondere. Gli amministratori di Riva investivano, i nostri sperperavano (e il comune di Riva non ha mai avuto regali dallo Stato come noi con le Terme).
Per anni sono state usate (giuridicamente permesso, ma economicamente sballato) le somme rinvenenti dagli oneri di urbanizzazione, di per sè straordinari e non ripetibili, per pagare le spese correnti (affitti, stipendi, corrente, consumi ecc); ora che non si costruisce più sia per la crisi, sia perchè lo spazio ormai scarseggia, quell'entrata è sparita e i guai sono arrivati.
- Quanto sopra naturalmente non significa che l'attuale maggioranza sia scevra di colpe: si potevano fare delle razionalizzazioni di spesa, dei risparmi che avrebbero alleggerito la situazione. Soprattutto avrebbe dovuto COMUNICARE: parlare chiaramente ai cittadini per dire come stavamo, cosa c'era, quali erano le prospettive. Invece nulla.
e più importante: prima o poi dovremo convincerci che non esiste altra strada oltre a quella della fusione fra piccoli comuni. Qualcuno obietta che sono proprio i medio grandi comuni i più spreconi; forse è vero, ma sprecano per malcostume, per organizzare convegni ed avvenimenti assolutamente inutili, per assunzioni clientelari (ma solo loro?): basta sorvegliare perchè ciò non avvenga e resta il beneficio della maggiore efficienza.

sabato 18 dicembre 2010

Godiasco o Godiasco Salice Terme ?


In un articolo dell'8 dicembre La Provincia prova a tracciare un piccolo sondaggio sugli umori del pubblico sulla proposta di integrare il nome di Godiasco con quello di salice Terme.

MERCOLEDÌ, 08 DICEMBRE 2010 - A Godiasco non piace la fusione
Più contrari che favorevoli all’aggiunta della denominazione Salice Terme

Nei negozi del capoluogo c’è chi vede nell’accorpamento dei nomi un’occasione per farsi pubblicità - FRANCESCA TOMA
GODIASCO. «A me non dispiace» dice la panettiera Luisella Culacciati. Ma la sua opinione sembra minoritaria sul tema del cambio di nome del comune di Godiasco, che vorrebbero diventare “Godiasco Salice Terme”.
Chi vive a Godiasco è scettico anche se il cambiamento potrebbe aumentare la notorietà del Comune.
. . . . segue sul giuornale . . .

Francamente tutta la questione mi ricorda un poco le riunioni condominiali nelle quali in pochi minuti viene approvata la sostituzione della caldaia e poi si perdono due ore per decidere sul colore dello zerbino del portone di ingresso.
Come risulta evidente dalle parole dell'amministrazione ed ancor più dalla logica, mai si potrà pensare di spostare la sede comunale (chi se la comprerebbe l'attuale e con quale soldi acquistare a Salice ?) e tutto il resto (in una situazione di sempre maggior ricorso alle procedure informatiche) da Godiasco.
Si tratta solo di una modesta integrazione del nome del comune.
Nessuno con un briciolo di cervello può sostenere che il nome Godiasco sia più conosciuto di quello di Salice Terme, quindi l'integrazione non danneggia, ma dà opportunità di notorietà a Godiasco.
Chi diffonde voci di spostamento degli edifici comunali e simili facezie lo fa solo per seminare zizzania nei confronti dell'attuale maggioranza, che non ha certo bisogno di questi speciosi argomenti per essere criticata.
Che poi Godiasco (capoluogo) sia un paese tranquillo non importa, non sarà certo questa integrazione di nome a renderlo caotico (anche se i negozianti un po' di gente in più la gradirebbero).
Quindi, smettiamo di lambiccarci il cervello sul nulla e di fare polemiche su argomenti che non meritano.
Ragioniamo piuttosto di cose serie e cioè di quanto "costa" mandare avanti un comune per le sole spese fisse (personale, energia, cancelleria, utenze ecc) e quanto esse incidano sul totale degli introiti dell'ente.
E' evidente che non residuano risorse per i servizi e quindi delle due l'una: o si tagliano i servizi, o si tagliano le spese fisse. Il modo per tagliare i servizi è semplice, ma forse ignobile in specie per le fasce meno forti della popolazione (scuola materna, elementare e media solo private ? casa di riposo con tariffe di mercato ? ecc).
Quello per tagliare le spese fisse passa obbligatoriamente per la fusione di più comuni in uno solo: l'incremento degli abitanti non richiederebbe un pari incremento dei dipendenti comunali con possibilità conseguente di bloccare il turn over e/o di dedicarne alcuni ad assicurare servizi che oggi non vengono erogati, ma senza incrementi di spesa.
Questo è il vero punto da discutere, gli altri sono falsi problemi, problemi di facciata, non di sostanza.
Mi conforta che nell'intervista anche il signor Somensini auspichi una riduzione dei comuni presenti in valle Staffora, mi piacerebbe ancor di più se avesse citato ipotesi e fosse restato meno nel vago.
In questo blog si è parlato, e fatto anche uno pseudo sondaggio (ancora presente in fondo a destra), su ipotesi in tal senso: quella più votata e da me preferita è la fusione fra i comuni di Godiasco, Montesegale, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella (in ordine alfabetico) per ottenere un soggetto di circa 10.000 abitanti.

martedì 10 maggio 2011

Contributi regionale per unioni di comuni


Noi abbiamo presentato un progetto ed una domanda di finanziamento ? L'unione di comuni potrebbe essere un progetto che coinvolge tutta la valle Staffora, propedeutico ad una fusione ?

Piccoli Comuni, 67 domande per servizi associati,
(Ln - Milano) Si è chiuso il 2 maggio il termine per la presentazione alla Regione Lombardia delle domande per ricevere contributi per la gestione associata di servizi comunali. Obiettivo generale dei finanziamenti è promuovere l'associazionismo intercomunale mediante l'incentivazione e lo sviluppo di forme stabili di esercizio associato di servizi, per favorire risparmio di denaro e garantire qualità, efficacia e continuità ai servizi stessi.
"Quest'anno - ha commentato l'assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione Carlo Maccari - sono pervenute 67 domande, 6 in più rispetto al 2010, delle quali 12 da parte di Comunità Montane e le restanti 55 da parte di Unioni di Comuni, per un totale di 342 Comuni, con una popolazione complessiva di quasi un milione di abitanti, e 813 servizi pubblici gestiti in forma associata".
Le domande pervenute sono ripartite come segue: 7 dal territorio provinciale di Bergamo, 11 da Brescia, 4 da Como, 7 da Cremona, 1 da Mantova, 3 da Lecco, 1 da Lodi, 2 da Milano, 23 da Pavia, 6 da Sondrio e 2 da Varese. E' da subito partita la fase istruttoria, che si concluderà entro i prossimi tre mesi e che porterà alla erogazione dei contributi spettanti ai soggetti ammessi.
"Quello della gestione associata dei servizi - ha sottolineato Maccari - è un percorso sempre più necessario per continuare a garantire servizi di qualità in modo capillare sul territorio, andando incontro soprattutto alle moltissime realtà comunali che, per ridotto numero di abitanti e scarsità di risorse, non riuscirebbero da sole a erogare funzioni fondamentali ai cittadini come l'anagrafe, gli uffici tecnici, l'assistenza sociale, la polizia locale".
"In Lombardia - ha concluso Maccari - Comunità Montane e Unioni di Comuni sanno lavorare in sinergia e danno un ottimo esempio di gestione del territorio, che risponde pienamente ai criteri di sussidiarietà, partenariato e progettualità su cui è impostata l'azione di governo della Regione Lombardia. A partire dal 2008 abbiamo erogato contributi alle gestioni associate per circa 22,5 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare sensibilmente dopo il riparto di quest'anno".
(Lombardia Notizie)

mercoledì 1 settembre 2010

Vincoli o sparpagliati ? Risultati del sondaggio


Il 5 luglio scorso lanciai un sondaggio per conoscere l'opinione dei lettori sulla possibilità di fondere il nostro comune con altri, o cambiargli nome ecc.
Vi era la possiibilità di esprimere una prefenza fino a ieri 31 agosto.
Questi i risultati, i commenti seguiranno, da me e, spero, dai lettori.
I voti sono stati 110. L'ipotesi più gettonata è stata la:
1° - maxi fusione fra Godiasco, Montesegale, Retorbido, Rivanazzano Terme e Rocca Susella (in ordine alfabetico) con 41 preferenze per il 37%;
2° - Nessuna fusione ma cambiare il nome al comune di Godiasco (non venivano fatte ipotesi del nuovo nome), 19 preferenze per il 17%;
3° - Lasciare tutto come ora, 16 preferenze per il 14%;
4° - Fusione solo fra Godiasco e Rivanazzano Terme, 14 preferenze per il 12%;
5° - Staccare Salice Terme da Godiasco e fonderla con Rivanazzano Terme, 12 preferenze per il 10%;
6° - Nessuna fusione, ma addirittura staccare Salice Terme da Godiasco a formare due comuni distinti, 5 preferenze per il 4%;
7° - Fusione fra Godiasco, Rivanazzano Terme e Retorbido, 3 preferenze per il 2%.

(La sommatoria è di poco inferiore a 100 per aver trascurato i decimali).

I risultati sono nella colonna di destra, in fondo.

.... naturalmente un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato al sondaggio .... lo scambio di idee può solo arricchirci !

Commenti ?

sabato 18 dicembre 2010

Godiasco Salice Terme ?


Nelle lettere al direttore de La Provincia del 14.12 trovo uno scritto di Luciano Benedini.
Conoscendolo, gli ho chiesto se c'erano stati tagli per abbreviare la lettera che aveva scritto.
Riguarda un articolo apparso sul giornale l'8.12.2010
Questa che pubblico qua di seguito è la non breve versione integrale:


L'articolo apparso oggi sulla Provincia Pavese a firma di " Francesca Toma " a Godiasco non piace la fusione porta a galla una vecchia questione che naque già nel 1989 con un analogo referendum che per soli 30 voti affossò la proposta di cambiamento.del nome.
A distanza di più di 20 anni il quesito viene riproposto ai cittadini e come si può leggere dall'articolo pubblicato oggi,dai commenti che si avvertono tra la gente,nei bar ecc.ecc.emergono le solite paure, le solite diffidenze tra Godiaschesi e Salicesi.
Salice, essendo frazione ,ha da sempre sofferto un complesso di inferiorità da Godiasco che essendo capoluogo non ha mai legato con Salice più di tanto.
Infatti ,i vecchi,che già da allora conoscevano questa mentalità dicevano : .....non vedrai mai un Godiaschese venire a Salice a prendere semplicemente un caffè,ma vedrai sicuramente un Salicese andare a Rivanazzano ed un Rivanazzanese
venire a Salice.
Questo era allora ed è così adesso.
Infatti a riprova di ciò,quando la sciaugurata amministrazione precedente, (De Antoni-Berogno-Somenzini) ha privatizzato le Terme S.P.A. vendendo per pochi denari il patrimonio più importante di Salice: Stabilimento termale - parco-con annessi e connessi,piscina,nuovo Hotel Terme, Grand Hotel,Club House ecc. a fronte di un passivo creato dalla mala-gestione dell'allora Amministratore Delegato
Geom.Maurizio Somenzini e c/o ,i Godiaschesi non hanno mosso un dito,non sono mai intervenuti sulla questione,non hanno mai preso una posizione al riguardo,come se la cosa non gli interessasse affatto,come se fossero questioni che non riguardavano il loro comune .
Se ne sono semplicemente fregati,ben attenti a non turbare i sonni dei loro amministratori di Godiasco,e sopratutto a non contraddirli mai.

Dalle risposte che leggo e che sono riportate nell'articolo di oggi,si capisce che alcune sono favorevoli al cambio di nome solo perchè ciò aumenterebbe la visibilità della loro attività,vedi Alberto Dieci,agente immobiliare della zona.
Altri,come Alberto Bertelegni,pasticciere in quel di Godiasco dà una ottima lettura della realtà,sopratutto quando fa riferimento al fatto che sarebbe Godiasco ad averne i maggiori benefici dicendo testualmente :....questo accorpamento di nomi potrebbe essere ottimale per fare conoscere il comune ad un maggior numero di persone,molti non sanno nemmeno dove sia situato Godiasco,mentre conoscono molto bene Salice !
Il sig.Bariani ,invece,titolare della panetteria di Via Cerchia,dice polemicamente :...sarebbe meglio che la frazione di Salice diventasse comune,visto che la maggior parte dei membri del consiglio è Salicese.
Un'altra signora dice ce non è d'accordo perchè Godiasco e Salice sono troppo diversi,Godiasco è un luogo molto tranquillo ed in questo modo perderebbe la sua identità.
Ciò che dice l'edicolante di Godiasco Domenico Lo Giudice,il quale teme che venga spostato tutto a Salice,non merita risposta e commenti al riguardo.Si può solo dargli un consiglio : oltre che a venderli i giornali li legga anche ,così impara a ragionare e a dire meno cavolate.
Per ultimo ho lasciato il geom.Somensini il quale ,non ancora soddisfatto di avere contribuito con la sua mala- gestione al tracollo ed alla svendita a privati del patrimonio di Salice Terme : Stabilimento Termale,Grand Hotel,Club House,
Piscina Nuovo Hotel Terme ecc.ecc.dice : ...cambiando il nome come proposto è un fatto molto positivo perchè così facendo si evita che i desideri degli uni possano prevalere su quelle degli altri.L'obbiettivo è quello di fare cadere i
campanili. ( nel senso di campanilismi ) Lo scopo è anche quello di fare capire alla gente che non cambia nulla.....ecc.ecc.
Poi dice,pensando in grande : ...penso che in Oltrepò Pavese possano bastare 6-7 maxi-comuni.

A questo punto mi sarei aspettato che scendendo dalle nuvole con i piedi per terra avesse detto :...nel frattempo che il mio desiderio ed auspicio dei 6-7 maxi-comuni si avveri, perchè invece che l'accorpamento dei nomi Godiasco-Salice Terme invitando la popolazione ad un referendum che non sposta nulla o ben poco ( vedi il codice di avviamento postale ) non facciamo un referendum con Rivanazzano Terme per unificare i due comuni ? magari allargato anche ad altri piccoli comuni limitrofi ai due maggiori ?
Un ex amministratore come il geom.Somensini dovrebbe capire pure lui che nel futuro le risorse per la gestione dei piccoli comuni sarà sempre più insufficiente a dare ai cittadini ciò che chiedono.Mancano addirittura le risorse per l'ordinaria amministrazione.Il comune di Godiasco alla richiesta dei cittadini di interventi sul territorio per banali interventi,risponde sempre che non ci sono soldi,ma solo dei debiti pregressi da pagare ecc.ecc.
Io per fortuna risiedo a Rivanazzano Terme ,dove il problema non si pone,l'aggiunta del sostantivo Terme non ha fatto altro che dare più lustro e visibilità alla località ,i servizi funzionano,il comune è ben amministrato e pur tra mille difficoltà la giunta opera,la pro-loco funziona,la biblioteca è un servizio di eccellenza,si organizzano manifestazioni intelligenti,mercatini originali,insomma una bella differenza con Godiasco,ci sarebbe solo da copiare,e non fare degli stupidi referendum per dividere ancora di più la gente ma in concreto non portare nulla di sostanziale.
Distinti Saluti Luciano Benedini

mercoledì 1 febbraio 2012

Fusione di comuni?

Da diverso tempo sostengo che i piccoli comuni (fra cui Godiasco) dovrebbero mettere da parte vecchie questioni di campanilismo e fondersi con quelli viciniori per aumentare la base amministrata, ovvero il numero di cittadini amministrati da un solo sindaco/ giunta, un solo consiglio comunale, una sola struttura amministrativa.
Ora, in particolare nella discussione sul cambiamento/ integrazione di nome da Godiasco a Godiasco Salice Terme, mi sembra di cogliere una nascente maggiore attenzione al tema.
In effetti non è neppure  una questione di campanile; a Siena, patria della tifoseria di campanile, si contano ben 42 contrade, ma da sempre è un solo comune. Come a dire, alla D'Artagnan, "uno per tutti, tutti per uno".
Mi sembra di notare, anche da alcuni commenti ricevuti, un certo favore alla fusione fra Godiasco (+ Salice Terme) e Rivanazzano Terme.
Se questa considerazione fosse vera e visto che a primavera prossima si andrà al voto amministrativo a Rivanazzano T., mi viene da chiedermi come verrebbe accolta una lista, in quella competizione elettorale, che ponesse nel suo programma, magari a medio/lungo termine, la fusione con il comune di Godiasco.
Si tirerebbe la zappa sui piedi o verrebbe premiata da un elettorato ormai stufo di dover pagare fior di soldi per sindaci e assessori in sovrannumero? (i normali consiglieri costano quasi niente). Da un calcolo recentemente visto, la giunta comunale di Rivanazzano costa intorno ai 15 euro annui per ogni abitante, quella di Godiasco poco meno. Se ne potrebbe risparmiare la metà e dirottare quindi la cifra risparmiata su servizi ai cittadini?
E' un discorso insensato? Prematuro? o giusto?


domenica 8 gennaio 2012

Il Periodico intervista sul prossimo referendum

Il mensile Il Periodico ha concesso una intervista al vice sindaco Riva, al  consigliere Roberto Serra e a me sul tema del referendum inteso a variare il nome del nostro comune da Godiasco a Godiasco Salice Terme.
Le tre interviste sono sul numero reperibile da ieri in edicola.
Questo il testo della mia intervista (le altre le potete leggere sul giornale):


A marzo si voterà per il cambio del nome di Godiasco in Godiasco-Salice Terme: è favorevole o contrario?
Sì, il referendum è stato fissato per domenica 11 marzo 2012. Nota positiva è che il relativo costo sarà a carico della Regione Lombardia (comunque quindi, seppur indirettamente, nostro). Il nuovo nome proposto è Godiasco Salice Terme, scritto in modo continuo senza trattino intermedio.
Sono ovviamente favorevole al cambiamento perché mi sembra che sia dovuto alla notorietà di Salice vedere il proprio nome integrato in quello del comune che la comprende. Onestamente si deve riconoscere che molti (purtroppo non tutti) conoscono il nome Salice, pochi quello di Godiasco. Un piccolo esempio: sulla Milano Genova c’è il cartello dell’uscita con la destinazione Salice e non Godiasco. Se il referendum passerà ci sarà scritto Godiasco Salice Terme. Ne guadagna in visibilità Salice, ma forse e ancor più Godiasco.
Questo cambio a suo avviso cosa comporterà?
In atti concreti, nulla. Il Municipio resterà a Godiasco e Salice continuerà ad essere una frazione, non più del comune di Godiasco, ma di quello di Godiasco Salice Terme. Comporterà che il nostro comune, oggi solo “Godiasco” avrà le specifica di “termale” togliendo l’esclusività a Rivanazzano Terme dove, intelligentemente, la modifica è stata già affrontata ed approvata da alcuni anni con motivazioni evidentemente di richiamo turistico.
Facciamo mente locale un attimo: oggi in provincia di Pavia ci sono tre comuni termali, Miradolo Terme, Rivanazzano Terme e Godiasco; è’ ovvio che manca qualcosa.
Il suo auspicio per il futuro di queste due località qual è?
Premesso come precedentemente detto che sono favorevole all’integrazione (non è un cambiamento) di nome, sono altresì certo che non sarà questa la soluzione ai problemi che affliggono la località e la zona in generale. Questo serve ad un piccol e parziale recupero del tanto tempo perduto, ma non ci porta avanti, solo “meno indietro”. Il vero problema è aumentare l’efficienza della macchina amministrativa, sia sotto il profilo della capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, sia sotto il profilo dei costi. In questo senso l’unica vera soluzione è la fusione fra comuni che io vedrei estesa, nella nostra zona, a Rivanazzano Terme, Retorbido, Rocca Susella, Montesegale, Godiasco Salice Terme. Un solo sindaco (e non 5), quattro assessori (e non 20) e meno personale nelle mansioni burocratiche e più nella erogazione di servizi. Un piccolo esempio per chiarire il concetto: a Milano il sindaco costa mensilmente ad ogni abitante 0,005 euro; a Godiasco 0,42. Certamente è più bello avere piccoli comuni più vicini ai cittadini, comuni in cui la mattina si possa prendere il caffè al bar con il sindaco, ma è un lusso che non ci possiamo permettere. Dobbiamo scegliere se mantenere servizi come assistenza agli anziani, mense scolastiche, scuolabus, manutenzione strade e verde, fognature da una parte e entità amministrative minime dall’altra. 
Direi che la scelta è obbligata.


sabato 6 agosto 2011

Stato, Regione, Provincia, Comunità Montana, Comune, Quartiere


Questi sono i sei livelli presenti, tutti o in parte, in ogni luogo del nostro Stato.
A parte il discorso sui costi che alimenta anche buone dosi di qualunquismo, resta che un tale frazionamento di competenze (per limitarsi agli enti territoriali) quanto meno rallenta l'iter dei vari provvedimenti dal centro alla periferia e viceversa. Spesso alcuni dei suddetti enti svolgono il solo ruolo di passacarte, ma ciò non di meno costano e rallentano: sono "la Burocrazia".

Un amico mi ha fatto uno specchietto che riporta le varie regioni con relativa superficie, abitanti, province, comuni e i vari rapporti fra loro.
Ad esempio la Lombardia ha una superficie kmq 23.862,85 - abitanti 9.917.714 - comuni 1.544 - province 12 - abitanti x kmq 416 - kmq superficie di ogni comune 15 - numero abitanti x comune 6.423
Stesso lavoro per tutte le province, ma limitiamoci alla Lombardia: tenendo conto delle dimensioni di Milano che spingono al rialzo il dato, il numero medio di abitanti per comune di sole 6.423 anime significa che quella stortura presente nel nostro Oltrepò è evidentemente ben diffusa.
Noto che la Lombardia è circa a metà classifica: Piemonte e Trentino hanno un numero di abitanti medio per comune di circa la metà (non avendo città del calibro di Milano a tirar su la media).
Questo a mio avviso significa che per controllare la spesa pubblica e renderla più efficace, uno dei prossimi provvedimenti che dovrà prendere il Parlamento non sarà l'abolizione delle Province (pur utile, ma successivo), ma l'obbligo di accorpamento dei comuni fino ad un livello di 10/15.000 anime.
Se questo è un provvedimento che certamente verrà preso, ed io ritengo che avvenga anche abbastanza presto, diciamo entro il 2013, non ci converrebbe iniziare a parlarne per precederlo "scegliendo in autonomia con chi sposarsi"?
Ragioniamo pure di cambiare il nome a Godiasco in Godiasco Salice Terme, ma dobbiamo essere coscienti che è un falso problema (resteremmo sempre i soliti 3.150 abitanti) perchè sarà sempre un comune con una struttura inefficiente.
Le amministrazioni che riescono a guardare un poco oltre il proprio naso non possono non iniziare a occuparsene.
I cittadini devono chiederlo.

Qua sotto una piantina della nostra zona. Osservare quanti piccoli comuni ci sono. Per arrivare a 10/15.000 abitanti bisogna fare una maxi fusione, piaccia o non piaccia.

Visualizzazione ingrandita della mappa

(non riesco a mettere sul blog il foglio exel: chi fosse interessato può chiedermelo e lo spedirò via email)

domenica 28 novembre 2010

Nuova neve e vecchi problemi


E' appena iniziato a nevicare e tanti potrebbero pensare di mettere gli sci sul portabagagli ed andare a fare una sciatina verso il vicino Appennino.
Poca strada e buona neve, un modo economico e poco faticoso per trascorrere una piacevole giornata.
Tutto bello, ma impossibile.
Gli impianti di Pian del Poggio e di Cima Colletta sono chiusi per mancanza di fondi.
Non ci sono i soldi per le necessarie verifiche tecniche.
E quindi ci risiamo: convegni, proposte, convegni, idee, convegni, progetti, convegni, impegni e promesse: questa la realtà, ho solo omesso i relativi buffet con specialità tipiche del luogo.
Poi dovrebbe arrivare la fase operativa, ma ormai le energie sono fiaccate dai troppi studi, le persone troppo impegnate nei vari convegni, e i soldi finiti dai troppi buffet, pranzi e onorari per i piani di fattibilità.
Gli operatori aspettano che provvedano i comuni, i comuni che provveda la Provincia, la Provincia spera nella Regione, la Regione cerca di decentrare: e gli sciatori se ne stanno a casa.
Va anche detto, o ribadito, che i comuni sono troppo piccoli e possono quindi disporre di una forza economica risibile per affrontare problematiche di ampio respiro (e qua torna di attualità la fusione tra piccoli comuni).
Di albergatori, ristoratori e operatori turistici in genere ce ne sono molti. Se facessero gruppo fra loro, se fondassero una loro società consortile, una sorta di Confidi per costituire e gestire centri servizi e attività di comune interesse ? Potrebbe essere un'ipotesi da verificare ? Convegno più, convegno meno ....
Naturalmente il destino cinico e baro si è accanito solo sulla parte montana della Provincia di Pavia perchè pare che la situazione sia diversa per la parte con noi confinante delle province di Piacenza ed Alessandria.

Della chiusura degli impianti ne parla stamattina un articolo de La Provincia

Neve, gli skilift restano fermi - Oggi attesa la prima imbiancata. Al Penice termometro a -7º

Il sindaco del Brallo è sconsolato: «Abbiamo tentato di tutto ma non c’è stato niente da fare»
E. BOTTIROLI
S.MARGHERITA STAFFORA. Aria di neve e d’inverno tra alta val Staffora e val Tidone, con colonnine di mercurio già a -7 l’altra notte al Penice, ma in Oltrepo lo sci va in pensione. Mancano i fondi per i lavori di manutenzione e così gli impianti di Cima Colletta e di Pian Del Poggio resteranno chiusi, in attesa di un’incerta ripartenza nel 2011. Per questa stagione sfuma quindi uno dei fattori traino del turismo invern. . . . (segue sul giornale)

martedì 30 ottobre 2012

Razionalizzare le spese: i Carabinieri sul nostro territorio

In Godiasco Salice Terme abbiamo una caserma dei Carabinieri ospitata, in affitto, in una palazzina di proprietà comunale. La caserma ha competenza territoriale, oltre a Godiasco, anche su Montesegale, Rocca Susella, Ponte Nizza e Cecima. Un territorio molto vasto per 5 comuni. Il nostro comune incassa un affitto certamente inferiore (euro 18.227 annui in due rate da 9.113,50) a quello che sarebbe stato il giusto di mercato; "sconto" dovuto ad accordi presi a suo tempo per avere la comodità di un presidio nel nostro comune. Ritengo che forse sarebbe corretto che questo sacrificio determinato dal minor incasso dovrebbe essere suddiviso fra i vari comuni che beneficiano della presenza dei militi, pro quota. Questo a parte che i cittadini già pagano le tasse (ma ahimè non tutti) appunto per godere dei servizi pubblici e la sicurezza è certamente uno di quelli, e fra i maggiori e più richiesti.
Ora leggo sul sito VogheraNews.it, sempre ben informato, " ... collaborazione fra il Comune di Godiasco ed i Carabinieri, che nelle scorse settimane, nell’ambito della spending review avviata dal Governo, avevano chiesto al Comune, proprietario dell’edificio, di aiutare l’Arma ridurre al massimo i costi per il mantenimento e la gestione dell’edificio. Dopo aver individuato nelle spese elettriche un importate capitolo di spesa del presidio militare, e soprattutto per evitare il rischio di veder chiudere in futuro la caserma ..." (per leggere tutto l'articolo clicca QUA).  Non mi è ben chiaro chi siano i soggetti che si assumono la spesa dell'impianto ed in quali proporzioni, nè chi benefici poi dell'energia prodotta, nè ancora chi incassi i proventi della vendita delle eventuali eccedenze prodotte. Prima o poi lo chiederemo.
Resta comunque una osservazione circa la legittima, giusta ed auspicabile intenzione di risparmiare, ed è la seguente:
Mi fu detto tempo addietro che per regolamento interno una caserma di Carabinieri deve sempre essere presidiata da un militare con funzione di piantone (credo che si dica così). Quindi sul territorio possono essere presenti al massimo tutti i componenti la  forza della caserma meno uno. Noi abbiamo a meno di 3 km di distanza (circa) due caserme, quella in Godiasco e quella in Rivanazzano. Non sarebbe efficace per ottenere un risparmio fonderle in una sola, addirittura magari a metà strada, a Salice Terme? Così facendo avremmo una gestione/ sfruttamento dell'immobile più economico ed efficace (magari con qualche piccolo lavoro di ristrutturazione/ ampliamento), una caserma dove probabilmente sarebbe più agevole approntare i vari turni per una maggior dotazione di personale e dove avremmo la possibilità di avere un milite in più sul territorio per il piantone risparmiato. 
Ovviamente la fusione delle due caserme conseguirebbe che uno dei due immobili si renderebbe libero, con la possibilità quindi di valorizzarlo con la vendita o affitto a condizioni economicamente migliori.
Comunque  tutte le varie spese che comportano ai comuni rientranti nella competenza dovrebbero concorrere tutti gli enti interessati, non solo quelli fisicamente ospitanti.
Non si riesce a fondere i comuni per risparmiare assessori e sindaci e per efficientare il personale dipendente, sarà possibile almeno fondere le caserme? O neppure quelle? I risparmi devono solo toccare i cittadini? Perchè aumentare le tasse (comunali e statali) e non ricercare l'efficienza nel funzionamento della Pubblica Amministrazione?  

Forse non tutti conoscono gli orari di apertura per il pubblico delle strutture di Godiasco Salice Terme e di Rivanazzano Terme:
Godiasco Salice Terme     9 - 17 con orario continuato;
Rivanazzano Terme      8-14   16-20
quindi il servizio al pubblico è coperto dalle 8 alle 20. 
Non mi sembra male. Naturalmente poi nella giornata, anche oltre gli orari sopra descritti, c'è il servizio di pattuglia sul territorio.

lunedì 30 luglio 2012

Riparliamo di fusioni fra piccoli comuni?

Un anno fa, il 24.8.11, scrissi su questo blog sull'argomento della fusione fra piccoli comuni.
Mi risponde solo oggi il sindaco di uno di questi, Pietra de' Giorgi con il seguente intervento:


Gent.mo Sorrentino, rispondo a questo suo post solamente per correttezza nei confronti di chi legge; Le voglio far notare che Gianmaria Testori è Sindaco del Comune di Pietra de' Giorgi e non di Rocca de' Giorgi, in considerazione del fatto che Lei stesso è un Amministratore pubblico dovrebbe ben conoscere i nominativi dei Sindaci dell'Oltrepo' Pavese in modo di dare notizie veritiere ai lettori.Riguardo all'indennità percepita da un Sindaco di un piccolo Comune che sia Pietra de' Giorgi o Rocca de' Giorgi non importa, Lei dovrebbe ben sapere i sacrifici che vengono fatti ogni giorno per amministrare i nostri comuni garantendo servizi efficienti ai cittadini.Non mi è dato saperlo ma penso che anche Lei percepisca il gettone di presenza ai Consigli Comunali in qualità di Consigliere Comunale del Comune di Godiasco.Il territorio dell'Oltrepo' Pavese, come altri territori in Italia, è un territorio geograficamente e logisticamente difficile e parlare di macro-comuni nella ns. zona mi sembra un'assurdità che potrebbe essere pensata solo da chi non conosce il ns.territorio.
Tanto Le dovevo per un doveroso chiarimento nei confronti di chi legge, cordialmente.
G.Testori
Sindaco di Pietra de' Giorgi (PV)
sindaco@comune.pietradegiorgi.pv.it

Lo ringrazio per la sua attenzione.
Mi sia consentito di esprimere, a mia volta, qualche considerazione.
1 - Mi duole di aver confuso i due comuni, la piccola Rocca de' Giorgi, 74 abitanti, sindaco il signor Angelo Villani con la grande Pietra de' Giorgi, 939 abitanti e sindaco il signor Gianmaria Testori. Chiedo anche venia se, essendo consigliere nel comune di Godiasco, non conosco a memoria i nomi di tutti i 190 sindaci della provincia di Pavia (ma forse dovrei conoscerne anche qualcuno della Provincia di Alessandria, Piacenza e Genova), incresciosa situazione che mi ha spinto a dare notizie non veritiere ai miei lettori.
2 - Quanto all'indennità percepita da un sindaco, poco importa, a mio modesto parere, se essa sia o meno giustificata dalla mole di lavoro svolto e questo per una serie di considerazioni:
a - anzitutto la carica di sindaco la si ricopre per scelta volontaria  e dovrebbe corrispondere ad uno spirito di servizio verso la collettività. Per questo potrebbe bastare che ogni soggetto limiti ad un solo mandato la carica, in modo di non sacrificarsi troppo e di lasciare anche ad altri l'onere/ onore di servire il proprio paese, contrariamente a quel che normalmente accade e soprattutto accadeva fin quando una provvidenziale legge mise fine ai "sindaci eterni"; 
b - la remunerazione grava comunque su di una scarsissima popolazione e quindi il costo sostenuto pro capite è comunque rilevante. Chiedo di avere la pazienza per permettermi di reperire qualche dato atto a dimostrare la notevole differenza di costo pro capite (sui cittadini) della figura del sindaco e della macchina comunale nel suo complesso fra un grande comune ed uno piccolo. Quanto alla mia remunerazione, non ne ho fatto mistero: per l'anno 2011 ho incassato per il mio ruolo di consigliere comunale la rispettabile cifra di circa 80 euro, al netto della ritenuta d'acconto, ma da inserire in dichiarazione dei redditi. E' ovvio che, anche in questo caso, non corrisponde ad una giusta remunerazione per l'impegno che pongo nel ruolo per tutto un anno. Corrisponde a circa 1,5 ore di lavoro di un meccanico: il mio lavoro non è più prezioso, ma certamente è maggiore di un'ora e mezza. Non è questo il punto. Ripeto: se lo si fa per un guadagno (legittimo) allora è un discorso, altrimenti se si vuole servire la collettività è diverso. Nuovamente cito il caso di comuni nella nostra zona dove tutta la giunta, sindaco compreso, lasciano la loro remunerazione nelle casse comunali.
3 - Il signor Testori sostiene che i macrocomuni (ma qua da noi si parla di 10.000 abitanti, altro che macro) non sono adatti ad amministrare territori compositi. Credo che non vi sia alcun motivo per sostenere tesi siffatte. A Milano il quadrilatero della moda (via Spiga, Montenapoleone) ha problematiche diversissime rispetto a Via Novara e a Quarto Oggiaro; le competenze richieste per gestire La Scala sono diverse da quelle necessarie per  il parco Sempione e l'ATM. Sono tuttavia problematiche che una struttura complessa è in grado di affrontare poichè ha una efficace divisione dei ruoli, di reclutamento delle competenze, di efficentizzazione delle risorse. Nel nostro territorio oltrepadano abbiamo un numero notevole di comuni, la CMOP e la Provincia: siamo sicuri che siano tutte strutture indispensabili e, soprattutto, che ce le possiamo economicamente permettere? Che nel mio comune su di un organico di 7 vigili ve ne siano solo 3 è dettato dalla contingenza economica: forse se esistesse un solo comune (al posto della CMOP) con 30 vigili avremmo un controllo del territorio migliore, o no? Nel comune di Pietro de' Giorgi esistono l'ufficio tecnico, anagrafe, ragioneria: credo che se si fondessero fra loro 4 o 5 comuni simili sarebbe sufficiente, per ogni ufficio, meno della sommatoria del personale prima della fusione, o no? E le persone risparmiate (per la maggior efficenza) potrebbero essere destinate ad altre mansioni oggi trascurate per mancanza di personale.

Mi piacerebbe continuare ad esporre opinioni di lettori su questo argomento, lietissimo di ospitare chiunque voglia sostenere la sua tesi.

Tanto per chiarire la (a mio parere eccessiva) frammentazione dei comuni della provincia di Pavia, ne riporto l'elenco con il numero degli abitanti e delle famiglie.
Per vedere il sito da cui è tratto clicca QUA.

Elenco Comuni Provincia di Pavia

PosComuneResidentiDensità per kmqNumero Famiglie
1Pavia71.1421.131,839.107
2Vigevano63.700773,228.874
3Voghera39.937631,118.533
4Mortara15.673300,76.721
5Stradella11.674621,95.355
6Gambolò10.231198,54.204
7Garlasco9.888253,34.302
8Broni9.528456,54.281
9Casorate Primo8.425887,83.457
10Cassolnovo7.116222,73.069
11Mede7.085213,53.047
12Cava Manara6.650381,52.834
13Casteggio6.530367,33.037
14Belgioioso6.427264,12.660
15Robbio6.156152,62.716
16Landriano6.121395,42.573
17Vidigulfo6.016380,32.496
18Siziano5.908500,32.400
19Sannazzaro de' Burgondi5.869251,72.412
20San Martino Siccomario5.766402,92.659
21Cilavegna5.653314,82.346
22Rivanazzano Terme5.144177,12.376
23Giussago5.038203,52.250
24Certosa di Pavia4.967463,82.196
25Dorno4.654152,02.016
26Gropello Cairoli4.602176,31.919
27Travacò Siccomario4.280284,01.838
28Cura Carpignano4.215394,71.772
29Chignolo Po4.109177,71.735
30Tromello3.873110,11.694
31Miradolo Terme3.817396,81.556
32San Genesio ed Uniti3.791421,71.569
33Bressana Bottarone3.560272,81.538
34Varzi3.42058,21.744
35Torrevecchia Pia3.409209,11.381
36Albuzzano3.368220,71.363
37Zinasco3.264110,61.416
38Villanterio3.226222,01.394
39Godiasco3.218156,11.558
40Vellezzo Bellini3.044385,81.179
41Bereguardo2.843161,11.269
42Pieve Porto Morone2.801171,51.179
43Linarolo2.716221,71.154
44Borgarello2.689556,71.057
45Gravellona Lomellina2.651129,81.221
46Bornasco2.607205,91.032
47Casei Gerola2.547102,71.067
48Santa Maria della Versa2.519135,01.118
49Marcignago2.488245,61.033
50Lungavilla2.417351,31.050
51Torre d'Isola2.359144,31.030
52Lomello2.322104,4958
53Valle Lomellina2.24182,7945
54Corteolona2.201219,9929
55Pieve del Cairo2.16885,0928
56Parona2.052219,7826
57Santa Cristina e Bissone2.02691,3870
58Palestro2.001106,81.170
59Trivolzio1.986513,2866
60Ceranova1.834404,9719
61Copiano1.801416,9790
62Sartirana Lomellina1.78760,5751
63Bascapè1.777135,5781
64Montù Beccaria1.772113,6822
65Pinarolo Po1.730155,2743
66Montebello della Battaglia1.712108,1710
67Zeccone1.694310,3675
68Candia Lomellina1.68860,8772
69Torrazza Coste1.681104,3718
70Santa Giuletta1.679143,9778
71Confienza1.66362,2739
72Arena Po1.66074,5722
73Zerbolò1.64243,4747
74Magherno1.619318,1741
75Marzano1.608174,4657
76Portalbera1.577337,0637
77Vistarino1.569169,6629
78Carbonara al Ticino1.550105,8704
79Mezzanino1.509108,8681
80Valle Salimbene1.494211,0645
81Retorbido1.474126,3624
82Canneto Pavese1.459251,1685
83Borgo Priolo1.42849,3644
84Gerenzago1.379257,3542
85Cigognola1.363169,5615
86Roncaro1.327268,1516
87Inverno e Monteleone1.317137,0580
88Verrua Po1.288114,4547
89Frascarolo1.24153,0563
90Lardirago1.227226,8546
91Cervesina1.21697,3523
92San Giorgio di Lomellina1.18945,9546
93Ottobiano1.18748,4517
94Mezzana Bigli1.14460,9510
95Ferrera Erbognone1.13758,2541
96Zeme1.13445,4513
97Sommo1.13279,4473
98Borgo San Siro1.07862,2505
99Redavalle1.078197,1495
100Castello d'Agogna1.073101,0410
101Castelletto di Branduzzo1.06593,0477
102Corvino San Quirico1.053239,3487
103Zavattarello1.05237,1562
104Bastida Pancarana1.04778,4449
105Trovo1.013127,3385
106Codevilla1.01077,7467
107Scaldasole99886,1400
108Campospinoso982266,1373
109Torre d'Arese980224,3400
110Rovescala951114,7467
111Pietra de' Giorgi93985,1407
112Montalto Pavese93148,7479
113Pieve Albignola92452,4384
114Alagna906105,0388
115Sant'Angelo Lomellina90286,6345
116Casatisma889162,8392
117Barbianello88875,1376
118Breme87245,5404
119Torricella Verzate849239,2359
120Filighera846103,8343
121Sant'Alessio con Vialone845128,8326
122Ponte Nizza82235,5392
123Olevano di Lomellina80652,3337
124Villanova d'Ardenghi786115,4329
125Corana78159,9332
126Cergnago76956,5352
127Ruino75535,5395
128Romagnese75225,2444
129Cornale747442,0343
130Castana743143,7349
131San Damiano al Colle740114,9317
132Monticelli Pavese73736,5323
133Pizzale733101,0332
134Mornico Losana73289,4351
135Brallo di Pregola72515,6429
136Silvano Pietra69350,1294
137Bagnaria68441,2331
138Val di Nizza68223,0374
139Suardi67368,6313
140Bosnasco655137,3277
141Rosasco64732,7300
142Castelnovetto64234,7291
143San Zenone al Po62591,0289
144Rognano61867,0263
145Torre Beretti e Castellaro60634,5253
146Battuda59985,7271
147Spessa59749,0252
148Montecalvo Versiggia58852,7289
149Robecco Pavese57182,5245
150Albonese567132,2234
151Santa Margherita di Staffora53014,4318
152Mezzana Rabattone51473,1228
153San Cipriano Po50358,0215
154Zenevredo48390,4215
155Casanova Lonati479104,6210
156Zerbo44469,6205
157Borgoratto Mormorolo44227,6230
158Langosco44128,1215
159Rea429144,9205
160Badia Pavese40781,1171
161Menconico40014,1245
162Montescano395164,6199
163Fortunago39121,7228
164Nicorvo38246,8182
165Verretto377138,1157
166Genzone37494,7164
167Cozzo37221,4193
168Costa de' Nobili36031,1164
169Torre de' Negri33983,7142
170Pancarana33654,5151
171Montesegale32121,6145
172Valverde31421,2186
173Gambarana25421,1135
174Semiana25125,3123
175Cecima23723,4134
176Rocca Susella23718,4118
177Valeggio23323,8105
178Galliavola22726,686
179Albaredo Arnaboldi22324,2100
180Golferenzo21649,7110
181Ceretto Lomellina20828,2103
182Oliva Gessi17945,878
183Bastida de' Dossi173101,876
184Lirio14684,476
185Volpara12933,274
186Calvignano12718,454
187Canevino11925,161
188Velezzo Lomellina10312,053
189Villa Biscossi7615,235
190Rocca de' Giorgi747,035
Totale548.307249.230