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venerdì 1 maggio 2009

Auspichiamo una frana

No, non siamo impazziti. In questa terra d'Oltrepò martoriata da decenni di frane auspichiamo una nuova frana: non degli instabili terreni, ma di un sistema di potere che non ha saputo governare il territorio nei decenni trascorsi. Un sistema di potere che ha sostanzialmente sprecato miliardi di denaro pubblico per non risolvere nulla. Un sistema di potere che ha dimostrato di non essere all'altezza dei compiti gravosi cui era chiamato. Non gli è mancato il tempo, non gli sono mancate le risorse pubbliche: è mancata la capacità di agire in modo fattivo, trasparente, utile. Gli anni sono passati e ciò che è stato capace di fare è sotto gli occhi di tutti. Un fallimento dei vari "potenti" con i loro uffici speciali iper finanziati a piè di lista, con la Comunità Montana che ha saputo solo accrescere il numero dei comuni aderenti (ora fortemente ridotti per intervento statale/regionale) senza concretamente risolvere nulla. Ora le prossime elezioni amministrative saranno l'occasione per cambiare pagina, per mettere alla prova energie nuove con idee nuove, nella trasparenza amministrativa, per il risanamento dell'ambiente, per la gestione del territorio, per lo sviluppo economico.
Oggi un bello e documentato articolo su La Provincia (invitiamo ad acquistare il giornale) a firma di Fabrizio Guerrini racconta le fallimentari e costosissime politiche poste in atto negli ultimi 30 anni per la salvaguardia del territorio: sono gli anni in cui è stato in sella sempre lo stesso gruppo di potere, in comune a Godiasco, in Comunità Montana. Ci chiediamo quale credibilità abbiano quelle persone nel riproporsi ancor oggi alla guida di questa zona.

L'articolo ....

L’Oltrepo che frana, la storia dei piani perduti
Dall’Ufficio speciale ai «campanili d’oro», i vertici con la nostalgia dell’Aquater

A febbraio la previsione «Se non si agisce si rischia un disastro» FABRIZIO GUERRINI
Mille frane, 200 miliardi di vecchie lire stanziate già prima dell’euro, un’inchiesta per peculato condotta dall’ex pm Di Pietro, un vertice «urgente» all’anno dal 1978, una legge speciale regionale per l’Oltrepo e un Ufficio speciale per tentare di applicarla: da 31 anni le istituzioni e i politici combattono la loro guerra sul fronte dissesto idrogeologico. Non è mai stata vinta perchè il fango, prima o poi, riapre nuove ferite. Difficili da chiudere. Tre nubifragi negli ultimi due anni sono lì a dimostrarlo.

Solo ora stanno arrivando i risarcimenti per quello del 2007.
«La Regione Lombardia provvede al riassetto territoriale e socio-economico dell’Oltrepo pavese, compromesso da eccezionali dissesti idrogeologici, mediante un progetto di interventi...». 5 settembre 1978, l’Oltrepo franava. Si sapeva di dover fare qualcosa, già 31 anni fa: nascono una legge speciale e l’Ufficio speciale per Oltrepo. La sede è a Voghera in un cubo di cemento armato, oggi in disarmo, che la Regione ha affittato dalla Maa assicurazioni. La regia della lotta alle frane è in via Carlo Marx, ma è la Democrazia cristiana a tirare le fila di progetti e decisioni. Primo presidente dell’Ufficio speciale è Giovanni Azzaretti, consigliere regionale e poi senatore: l’«uomo di Varzi», come lo definiscono nel partito per definirne il carattere ostinato e determinato, tipico della montagna d’Oltrepo. Che frana. Azzaretti è amico e stretto referente di Giuseppe Guzzetti che, nel 1979, diventa presidente della Regione e dà impulso, nel 1980, a un nuovo provvedimento legislativo per l’Oltrepo franante. Servono soldi. E progetti. Nel 1982 ecco il piano Aquater, la prima mappatura globale del dissesto: la frana posto per posto.
Un punto di partenza, mancato. L’Aquater affonda nei cassetti regionali. L’Oltrepo intanto frana. Crepe nella vigne, nelle case, nelle chiese e nei rapporti tra i politici.
1989. Antonio Di Pietro, prima di «mani pulite» passa, da sostituto procuratore a Milano, dai «campanili» tremolanti d’Oltrepo. Quelli che, per il socialista Ugo Finetti vicepresidente regionale, Psi, diventano «campanili d’oro». Azzaretti è accusato di peculato: il dissesto come pretesto per conquistare i voti dei parroci. Frane e fede. Siluri. Voci di una cena a Rivanazzano con Azzaretti, il ministro Zamberletti e funzionari regionali per definire la pratica. Voci, poi, di una lettera indirizzata da Azzaretti al nuovo ministro della protezione civile Remo Gaspari per ottenere due miliardi da destinare a 109 edifici di culto in pericolo. Voci. Il caso giudiziario sarà archiviato. La miglior difesa dell’ex senatore, uscito totalmente indenne dall’inchiesta, è che in realtà nessun parroco vide mai una lira. L’«uomo di Varzi», in realtà, della lotta alle frane non ne fa una questione democristiana. Trova l’appoggio trasversale di altri leader locali. Dal parlamentare socialista Renato Garibaldi (divenuto presidente dell’Ufficio speciale) al senatore comunista Luigi Meriggi. «Gli ultimi tre che hanno provato a frenare le frane» dicono vecchi sindaci. Tre più Giancarlo Abelli, il consigliere regionale Dc, oggi deputato, che chiude, con la sua presidenza, la fase militante dell’Ufficio speciale. L’Oltrepo diventa con il tempo meno «speciale». L’Ufficio prima si trasferisce a Voghera in via Bellocchio 6, rinominato «Unità operativa per gli interventi speciali Oltrepo». Nel 2000 muore. Ma le colline continuano a franare: il Rio Frate porta in via Emilia a Broni il fango dei vigneti dopo ogni temporalone estivo; la provinciale 186 della Val Staffora, la Brallo-Colletta, la Casanova-Passo del Giovà si fratturano e sono stravolte dal pietrisco. Promesse che franano. Nel novembre 1997, l’assessore provinciale Vittorio Poma, un altro dc sul fronte frane, denuncia l’oblio regionale di fondi e progetti inviati a Milano. Il 20 maggio del 1998 la prefettura di Pavia vara il piano d’emergenza frana: 33 Comuni coinvolti. Si fa riferimento al Progetto nazionale Avi (Aree vulnerate italiane per alluvioni e frane) che dovrebbe censire tutto ciò che può destare allarme sul territorio nazionale. Prevenzione a perdere. Il 10 giugno 1998 un convegno a Godiasco racconta di mille frane in agguato con la nostalgia di quel piano Aquater dimenticato. E si arriva al 2009. Sabato 14 febbraio Vittorio Poma, divenuto presidente della Provincia con Forza Italia, presiede a Codevilla un vertice sull’emergenza frane. Poma denuncia: «Soltanto l’Oltrepo, la Val Brembana e la Val Camonica sono di fronte a una situazione così disastrosa. Solo la sensibilità del Pirellone può salvarci prima che arrivino la primavera e le piogge». La primavera è arrivata. Le piogge anche. Infine, lunedì scorso, le frane. Previsione, purtroppo, azzeccata. L’Oltrepo non dimentica di avere un cuore scivoloso. E frana. Nulla di nuovo sotto la pioggia. Con la sensazione che anche i fondi siano arrivati sempre più a pioggia. Da conteggi ufficiosi si parla di circa 200 miliardi di vecchie lire investite dal 1978 ad oggi. Si spende dopo che il guaio è fatto o si deve sperare che i soldi arrivino per tempo prima. Con il fiato che resta sospeso alla frazione Livelli di Bagnaria (il progetto è al via) così come alle frazioni di Montù Beccaria, zone minacciate da costoni ballerini. A Santa Maria, solo un paio di settimane fa, i sindaci della valle hanno rilanciato l’allarme lungo la delicata dorsale del torrente Versa. Si lotta contro il tempo, in tutti i sensi. Con una certezza scientifica. Le frane, e lo si è visto lunedì notte a Broni, non ci mettono molto: un fischio e dopo dieci secondi è tutto finito. Tutto.

mercoledì 8 settembre 2010

2 milioni di euro contro le frane in Oltrepò


Oggi La Provincia annuncia un piano provinciale di prevenzione contro le frane in Oltrepò.
Il 1° maggio del 2009, sempre sullo stesso giornale, il caporedattore Guerrini scrisse un documentato articolo sulla voragine di fondi pubblici che è stata la lotta alle frane in Oltrepò.
Ora altri 2 milioni, destinati dalla Provincia di Pavia (a pochi mesi dalle elezioni provinciali) per prevenire il fenomeno.
Speriamo bene, anche se il passato non ci conforta ...

Due milioni di euro contro le frane in Oltrepo
Val di Nizza, i lavori a Mandasco. Interventi anche a Varzi, Montalto e Calvignano

VAL DI NIZZA. Due milioni di euro contro frane e smottamenti: obiettivo prevenzione. Ci sono lavori appena finiti, altri pronti a partire. L’amministrazione provinciale di Vittorio Poma, dopo le emergenze, ha scelto di giocare d’anticipo contro il dissesto idrogeologico. Molti gli interventi già realizzati, tutti con fondi di piazza Italia (dalla Regione non è arrivato nessun contributo). Dopo il milione di euro investito per l’alluvione del 27 e 28 aprile 2009, quest’estate si sono conclusi i lavori a Val di Nizza (località Mandasco) dove con un investimento di 105mila euro è stato realizzato un muro su micropali per risanare una strada colpita da un movimento franoso. Sulla strada provinciale 208 in località Bognassi (sul territorio comunale di Varzi) sono invece stati necessari 150mila euro per spostare la strada più a monte e realizzare un muro di difesa, mentre a Montalto, in località Calvignano, si sono spesi 225mila euro per un intervento finalizzato ad arginare un fenomeno di erosione.
Entro fine mese saranno invece predisposti altri 5 interventi per la provinciale 412, località Romagnese (opere di sostegno a valle, costo: 60mila euro); la provinciale 45 in località Boschetti di Cigognola (realizzazione di un muro di sottoscarpa, costo: 105mila euro); la provinciale 184, località Ardivestra di Fortunago (costruzione di una gabbionata a monte e valle, costo 110mila euro); la provinciale 172 e 189, località Donelasco di Santa Maria della Versa (risanamento tratti vari, canalizzazione delle acque e sostituzione attraversamenti otturati, costo 70mila euro); la provinciale 198 località Lirio (realizzazione di una gabbionata a monte, costo: 35mila euro); la provinciale 38, tratti vari tra Costa Cavalieri e Canavera (200mila euro). Altri 72 mila euro ......... ecc ecc

lunedì 28 febbraio 2011

Indagini sulle frane


La Provincia di oggi ci segnala che:
"Frane, l’indagine ora si allarga
Accertamenti anche in valle Versa e val Tidone dopo la valle Staffora
Basta percorrere le zone collinari per trovare ancora smottamenti lungo le strade
Soldi per le frane: l’attenzione degli inquirenti si sta allargando anche a zone diverse dalla valle Staffora. Perchè il dissesto idrogeologico non è una prerogativa di questa zona ...... "
Dall'articolo si apprende che le indagini nascerebbero dal sospetto che taluni fondi pubblici stanziati per le frane non siano stati spesi per quella causa, ma per finanziare altri lavori pubblici ...
Se così fosse sarebbe molto grave, ma francamente .... temevo peggio ....
vedremo.
Altri post sull'argomento frane

mercoledì 13 aprile 2011

Indagini ? su cosa ?


Ieri in un post intitolato "Indagini: lo Staffora" davo conto di un articolo de La Provincia; in esso si parlava della minoranza consiliare di Rivanazzano Terme che aveva richiesto copia della documentazione acquisita dal Corpo Forestale dello Stato presso il Comune.
Oggi il giornale torna sull'argomento intervistando il sindaco: mi chiedo se non sarebbe stato più opportuno farlo già da ieri. In detta intervista viene dichiarato che i lavori sul greto dello Staffora (finanziati e progettati dall’Aipo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po) sono cosa diversa da quelli relativi ai finanziamenti per riparare ai danni delle frane.
Per di più il comune di Rivanazzano Terme non ha ricevuto alcun finanziamento a titolo di lavori per le frane. Quindi è piuttosto ovvio dedurre che l'acquisizione di documentazione non è in relazione alle indagini in corso sulla vicenda delle frane e probabilmente neppure a presunti o possibili illeciti compiuti da personale di Rivanazzano. Ha quindi buon gioco il sindaco Ferrari a dichiarare che ogni documentazione è stata ed è a disposizione di ogni consigliere.
Capisco che per una minoranza consiliare una acquisizione di documenti da parte di un corpo ispettivo dello Stato sia una ghiotta occasione, ma parrebbe che questa volta ci sia poca sostanza cui appigliarsi.
Lungi da me il desiderio di giudicare l'altrui comportamento, ma credo sia legittimo osservare che quando ci si butta a corpo morto su ogni occasione, si rischia poi di perdere la necessaria credibilità quando si dovesse presentare il momento veramente opportuno.
Resta comunque, a parte l'episodio, che è sempre aperto l'importante capitolo delle indagini sui lavori fatti, non fatti o fatti in modo improprio relativamente alle frane. Una Procura sta indagando da diverso tempo. Dalle notizie che trapelano sui giornali sembra che si potrà assistere a sviluppi molto importanti su nominativi di personaggi che in valle Staffora (e non solo) hanno contato e contano molto. Potrebbe rivelarsi una indagine in grado di cambiare gli assetti di potere e le figure di riferimento: una indagine molto importante e delicata che non abbisogna certo di diversivi più o meno sballati, magari a scopo di far "nebbia".

giovedì 16 settembre 2010

Frane in Oltrepò - Che fine han fatto i contributi statali ?


In un recente post scrivevo dei contributi statali e regionali per combattere il fenomeno delle frane. Riportavo anche un informato articolo di F. Guerrini che faceva la storia dei tanti milioni e dei pochi risultati.
Oggi si legge su La Provincia di una indagine sull'argomento: evidentemente i punti oscuri ci sono davvero:

GIOVEDÌ, 16 SETTEMBRE 2010 Pagina 44 - cronaca

Frane in valle Staffora Indagine della Finanza sui contributi dallo Stato
Le Fiamme gialle hanno sequestrato documenti in 4 Comuni: Varzi, Bagnaria, Ponte Nizza e Brallo


Nell’inchiesta in corso sarebbero stati sentiti anche amministratori
FABRIZIO MERLI
VARZI. Frane in valle Staffora e finanziamenti dello Stato. Un’indagine condotta dalla Guardia di finanza sta puntando un fascio di luce su questo capitolo. Le Fiamme gialle hanno acquisito documenti in quattro Comuni. Il coordinamento, però, è della Procura di Pavia. E su questo fascicolo, al momento, c’è un grande riserbo.
Le notizie, al momento, sono abbastanza frammentarie. Gli accertamenti, a quanto pare, sono già in corso da mesi. Il tutto nel massimo riserbo. Ma l’eco della valle Staffora trasmette le prime indiscrezioni. E allora bisogna tornare indietro, sul calendario, fino agli ultimi giorni dello scorso mese di aprile. Fu in quel periodo che i finanzieri bussarono all’uscio di almeno quattro municipi. Si parla di Varzi, Ponte Nizza, Brallo e Bagnaria.
Non è escluso che i centri interessati siano altri. Gli investigatori acquisirono tutti i documenti relativi a lavori finanziati con soldi provenienti dal Ministero dell’Ambiente. Quattrini destinati ad arginare gli smottamenti che piagano le terre dell’Oltrepo collinare e montano. In quel contesto sarebbero anche stati sentiti, pare come persone informate sui fatti, alcuni amministratori e tecnici.
E sotto la lente di ingrandimento della Finanza sarebbero finiti anche due imprenditori. Ma perchè l’indagine, anzichè dalla procura di Voghera sarebbe coordinata da quella di Pavia? Questo è uno dei molti interrogativi che stanno affiorando ...... segue sul giornale

martedì 15 febbraio 2011

Continuano le indagini sulle frane ...


Dopo diverso tempo, La Provincia riparla delle indagini circa le frane in Oltrepò:

Frane e soldi, l’indagine prosegue in Oltrepo - Ieri gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno sequestrato documenti a Romagnese
ROMAGNESE. Prosegue l’indagine della Procura di Pavia sui finanziamenti per le frane in Oltrepo. Ieri mattina, agenti del Corpo forestale dello Stato si sono recati a Romagnese per acquisire notizie. Documentazione in municipio e informazioni sulla realizzazione dei lavori contro il dissesto idrogeologico. Nel frattempo, il giudice di Pavia ha concesso una proroga alle indagini .... per il resto dell'articolo (e per leggere qualche nome ..) leggere sul giornale ...

sabato 26 marzo 2011

Frane: ancora sulle indagini


La Provincia ci aggiorna sulle indagini in corso sull'argomento frane in Oltrepò.
Ogni volta che piove succede qualcosa, costoni che scivolano, strade che franano, case danneggiate. Nel tempo si sono spese cifre enormi per ottenere risultati enormemente scarsi. Spero caldamente che le indagini riescano ad individuare chi proditoriamente ha anteposto il proprio tornaconto di potere ed economico all'interesse pubblico, chiunque sia. Naturalmente poi si dovrà celebrare un processo che stabilisca definitivamente i fatti e commini le eventuali pene. Per ora seguiamo le notizie con fiducia nella Giustizia.


SABATO, 26 MARZO 2011 - Pagina 35 - cronaca

Inchiesta frane, una «cimice» in trattoria - Indiscrezioni sulle intercettazioni ambientali

VOGHERA. Ci sono anche intercettazioni ambientali nell’indagine sulle frane in Oltrepo. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, le parole di uno degli indagati sarebbero state captate grazie a una “cimice” e registrate. Il microfono avrebbe intercettato la conversazione conviviale di Giovanni Alpeggiani con un’altra persona.
L’indagine, condotta dalla Procura della Repubblica di Pavia, dovrebbe concludersi entro il prossimo 7 luglio. Per quella data, infatti, scadranno i termini della proroga delle indagini preliminari accordata dal Gip di Pavia.
Giovanni Alpeggiani, ex consigliere regionale per il Psi, è indagato per .... segue sul giornale

venerdì 17 settembre 2010

Sviluppi sulla vicenda frane


Oggi un nuovo articolo de La Provincia sulla vicenda delle indagini sui fondi destinati alle frane in Oltrepò.

VENERDÌ, 17 SETTEMBRE 2010 Pagina 27 - cronaca
Frane, spuntano i nomi Tra gli indagati anche Giovanni Alpeggiani e Elio Ferrari

L’esponente del Pdl sarebbe stato intercettato Ma lui nega l’avviso di garanzia: «Non so niente, faccio il medico»
Fabrizio Merli
VARZI. Spuntano anche i nomi di Giovanni Alpeggiani e di Elio Ferrari nelle carte dell’inchiesta che la Procura della Repubblica di Pavia sta conducendo sull’utilizzo di alcuni finanziamenti concessi dal Ministero dell’Ambiente per fare fronte ai danni provocati dalle frane in valle Staffora. Al momento non è possibile definire con esattezza il ruolo del politico oltrepadano, anche perchè gli ambienti della Procura, sull’argomento, sono blindatissimi.
Ma secondo fonti attendibili, accanto a quello di Alpeggiani, nome in forte ascesa nel panorama oltrepadano del Pdl ed ex consigliere regionale del Partito socialista, vi sarebbe, nelle vesti di indagato, quello di Elio Ferrari, casteggiano, presidente della fondazione Nascimbene a Pavia ed ex esponente di rilievo del Partito socialdemocratico. Alpeggiani nega in maniera decisa il proprio coinvolgimento: «Non ne so nulla - dichiara - nè ho ricevuto ...... segue sul giornale

venerdì 18 marzo 2011

Pioggia ? Frana !


Sono passati (si spera) alcuni giorni di pioggia: fastidiosa, ma certamente non eccezionale.
Questo però è bastato per riportare l'Oltrepò all'emergenza e a giustificare il titolo de La Provincia:
Voghera, in strada Grippina lo Staffora sta erodendo una sponda.
Fortunago, chiusa la provinciale per Molino
Allarme frane nell’alto Oltrepo
A Cecima e Romagnese diverse frazioni rischiano di rimanere isolate

oltre ad un altro articolo, allarmante, in cui si dice che quando piove molto il depuratore di Voghera non depura e i liquami vengono "dirottati" in Po (pagina 22 del giornale di oggi).
C'è da dire che il nostro Oltrepò non è un'eccezione nel panorama nazionale; festeggiamo i 150 anni di Unione, ma la terra ci scivola sotto i piedi.
Stamattina sulla A1, verso Frosinone, una frana invade l'autostrada e causa un morto e alcuni feriti.
Forse alcuni amministratori (certamente non i nostri, solo "gli altri") nel pronunciare ieri i discorsi di prammatica andavano con la mente alla mucca da mungere e al latte che ha dato e che potrebbe ancora dare, magistratura permettendo.
Anche in provincia di Pavia, nel nostro piccolo, abbiamo le nostre brave indagini in materia: sull'Oltrepò si è riversato nel tempo un fiume di denaro pubblico, ma le frane continuano e non ricordo di alcuno condannato per irregolarità.
Mercoledì pomeriggio, percorrendo le nostre strade, si potevano vedere una serie di fiumiciattoli che attraversavano la carreggiata, acqua e terra, a significare una manutenzione assente e un pericolo imminente.
E saranno nuove frane, e saranno nuovi contributi, e saranno "nuove occasioni di lavoro per qualcuno".

venerdì 19 novembre 2010

Quanta acqua nello Staffora !


In un post del 25 febbraio 2010 scrivevo degli effetti della (allora) recente piena dello Staffora.
Oggi, dopo pochi giorni di pioggia, il torrente ha già una discreta portata.
Tutta acqua che va sprecata, sprecata nel senso che scorre via, veloce, verso il Po senza minimamente alleviare la sete di acqua che attraversa tutta l'estate, sete per i campi, i frutteti e la natura in genere, pesci, pescatori e turisti compresi.
Sempre nel post di cui sopra parlavo di progetti che ipotizzavano una serie di sbarramenti e piccoli invasi che, catturando l'acqua nei periodi di abbondanza, ne avrebbero rallentato la corsa (talvolta rovinosa) e l'avrebbero restituita nei periodi di carenza.
Pareva che del progetto se ne fosse occupata la Provincia, la Comunità Montana e chissà chi altri. In realtà tutto è fermo.
E' da illusi pensare che i comuni della valle Staffora trovino un giorno il tempo per riunirsi intorno ad un tavolo per ipotizzare un'azione comune preventiva contro questa piaga ? Un tavolo operativo, non un convegno con buffet finale a base "di specialità dell'OltrePò" ?
Probabilmente sì. Intanto l'acqua, anche grazie alle cementificazione, scorre con sempre maggiore velocità, i fossi sono regolarmente trascurati e i campi abbandonati, le frane e gli smottamenti si susseguono per la gioia di chi riesce a gestire i lavori di ripristino.
Forse le frane sono il vero fenomeno unificante dell'Italia: a 150 anni dall'Unità le frane sono il fenomeno che abbraccia tutto il Belpaese, dalla Valtellina alla Sicilia senza trascurare le regioni intermedie.

domenica 3 aprile 2011

Ancora indagini. Ora lo Staffora


Anche il giornale di oggi si occupa delle indagini che hanno preso spunto dai lavori eseguiti dopo le frane in Oltrepò.

DOMENICA, 03 APRILE 2011
Prosegue l’indagine della procura di Pavia. Effettuati controlli anche a Broni, Montecalvo Versiggia, Golferenzo e Ruino
Frane e lavori allo Staffora, blitz della Forestale
Rivanazzano, acquisiti in municipio carte relative agli interventi sul greto del torrente
FABRIZIO MERLI

RIVANAZZANO. La Guardia Forestale ha “visitato” il Comune di Rivanazzano per acquisire documenti relativi ai lavori per la difesa del territorio. Un atto che rientra nell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Pavia. L’attenzione è puntata sullo Staffora.
L’indagine sui finanziamenti per il dissesto idrogeologico sta procedendo di buona lena. La Procura della Repubblica di Pavia, che ha aperto un fascicolo di indagine dopo avere ricevuto gli atti da Roma, si sta avvalendo della Guardia di Finanza e del Corpo forestale dello Stato. Le Fiamme gialle si occupano di verificare gli aspetti contabili legati all’erogazione e all’utilizzo dei quattrini provenienti dal Ministero dell’Ambiente e destinati al recupero dei danni provocati dalle frane. La Forestale, invece, compie accertamenti sul territorio con lo scopo di verificare, ad esempio, se i lavori finanziati siano stati realmente portati a termine e per accertare la situazione degli smottamenti.
L’accesso al Comune di Rivanazzano, tuttavia, avrebbe riguardato anche documentazione relativa a interventi sul greto dello Staffora. Lavori di regimentazione, che sono stati condotti alcuni anni fa in un punto in cui il corso del torrente, in occasione delle piene, provoca danni non indifferenti.
Oltre a Rivanazzano e alla Valle Staffora, però, ..... (leggi sul giornale) ....

giovedì 24 marzo 2011

Senso civico: concretissima dimostrazione


Uno "spiritoso" cerca sotto i sassi e nella irragionevolezza motivazioni per criticare l'offerta di taluni cittadini di contribuire alla manutenzione e rivalutazione della Antica Fonte Sales in Salice Terme. Contemporaneamente una associazione di Volpedo dimostra nei fatti cosa significa "cosa pubblica" e costituisce un esempio di mobilitazione dei cittadini verso il loro territorio, anche senza esserne direttamente proprietari. Uno schiaffo migliore allo spiritoso interlocutore di quel post non avrei saputo trovarlo.
Questo l'articolo de La Provincia con la notizia:


GIOVEDÌ, 24 MARZO 2011 - Pagina 39 - cronaca

Volpedo, i cittadini si autotassano per rifare le strade

«Prevenire le frane è possibile anche ripulendo i fossi»

VOLPEDO. Un consorzio tra cittadini per rimettere in ordine le strade e fare manutenzione sul territorio. A dirlo oggi, pare una novità. Eppure, quello che stanno cercando di riportare in vita a Volpedo è un consorzio che esiste dal 1990.
I consorzi per le strade vicinali esistono da decenni. Quello che, negli ultimi anni, è un po’ venuto a mancare è il senso civico. Antonio Lucotti, segretario del consorzio, spiega: «Questo consorzio nacque nel 1990 con finalità di riordino fondiario. Ma non ha mai avuto grande fortuna. Adesso stiamo cercando di ridargli impulso. Ci siamo trovati appena prima di Natale e abbiamo individuato due strade sulle quali intervenire». Si tratta di strade interpoderali, che rischiano di essere cancellate dall’incuria. «Una - prosegue Lucotti - è quella che conduce alle fonti Maddalena, un luogo in cui, negli anni Sessanta, si esibì anche Nilla Pizzi. A causa delle frane e del dissesto è stata quasi cancellata». L’obbiettivo, dunque, è tornare a fare quella manutenzione del territorio che, un tempo, era cura degli agricoltori e che oggi, purtroppo, non sempre viene fatta. Cose semplici, come ripulire i fossi dall’erba, che però servono a regimentare l’acqua piovana e prevengono le frane. Ma i soldi?
«Se il consorzio è ..... (il seguito sul giornale)

domenica 19 dicembre 2010

Sviluppi delle indagini sulle frane



Il 17 settembre scrivevo di un aggiornamento dato da La Provincia sulle indagini riguardanti presunti illeciti relativi ai lavori causati dalle frane in Oltrepò.
La vicenda creò un certo rumore, anche per i nomi che sembravano coinvolti, nomi di personaggi ben noti e di spicco nel panorama politico oltrepadano.
Per alcuni giorni i fatti pur iniziati, sembra, alcuni mesi prima, occuparono le cronache.
Poi più nulla.
I nomi allora coinvolti sono tornati ad essere più o meno regolarmente citati, ma non per le indagini, ma per il prosieguo della loro attività politica.
Mi è sfuggito qualcosa ? Tutto superato ? Chissà !

lunedì 14 novembre 2011

Frane in Oltrepò. Ma non c'erano le indagini?


Ricordo che questo blog ha riportato spesso la notizia di indagini su presunti episodi di malaffare riguardanti lavori da eseguirsi a seguito di frane, più o meno rovinose, in Oltrepò.
Poi non ho visto altre notizie e aggiornamenti.
Anche andando a cercare su internet, vengono fuori solo cose ormai datate.
Si erano fatti nomi eccellenti, citate indagini meticolose che arrivavano anche a mettere "cimici" sotto ai tavoli per carpire conversazioni proibite.
Tutto passato? Tutto risolto? Allora forse lo si dovrebbe dire e scusarsi con coloro che furono allora citati come indagati. O non è tutto risolto?
Credo che sarebbe il caso che si parlasse della cosa, in un senso o nell'altro.
Per chiarezza.
Altrimenti invece di informazione si rischia di fare gossip o, peggio, di servire gli interessi di una "cordata" di potere in danno di un'altra gettando fango su persone incolpevoli.
Sarebbe un ottimo metodo per far ulteriormente diminuire la fiducia, già bassa, che il pubblico nutre verso gli organi di informazione e le istituzioni in generale.
Non se ne sente certamente il bisogno.

Immagine ripresa da un articolo de Il MondodiPavia.it

martedì 12 aprile 2011

Indagini: lo Staffora


Il 3 aprile scorso riportavo la notizia de La Provincia sull'estendersi delle indagini "sulle frane" anche ai recenti lavori sul greto dello Staffora.
Chi segue il blog avrà avuto modo di constatare che detti lavori sono stati citati più volte, sempre con un qualche scetticismo sulla loro correttezza o, meglio, sulla loro efficacia.
Leggo stamattina che l'articolo di una settimana fa è stato letto anche dalla minoranza di Rivanazzano Terme e per esso sta chiedendo informazioni alla Giunta. Ben venga quest'opera di informazione, ma sarebbe un peccato se il tutto venisse affogato nelle beghe di maggioranza / minoranza.
Forse l'argomento delle indagini, sulle frane e/o sui lavori nei torrenti, è talmente grande e foriero di tali effetti nel nostro territorio, da non meritare di essere sminuito da inopportuni localismi.
Questo l'articolo:

MARTEDÌ, 12 APRILE 2011 - A Rivanazzano si discute sugli appalti per i lavori al greto del torrente. I documenti fatti acquisire dalla procura

Inchiesta sullo Staffora, il caso in Consiglio - La minoranza chiede chiarimenti dopo il blitz della Guardia forestale in municipio


RIVANAZZANO. «Vogliamo sapere di più sull’acquisizione degli atti da parte della Forestale». A chiederlo, con una interpellanza, sono i consiglieri comunali di minoranza di Rivanazzano Terme, dopo la notizia di una verifica in corso.
Il documento porta le firme dei consiglieri Lidia Agoni, Antonio Chiappini, Marco Bertelegni e Palmira Grasso ed è indirizzato al sindaco, Romano Ferrari, oltre che al segretario comunale e al responsabile dell’ufficio tecnico. L’oggetto è: «Appalti relativi a interventi sul greto del torrente Staffora». I consiglieri chiedono, con la massima urgenza, di essere informati «sull’intervento della Procura della Repubblica di Pavia che, tramite il Corpo Forestale, pare abbia fatto indagini relative ai lavori in oggetto». Di conseguenza, i firmatari chiedono ..... (continua sul giornale)

mercoledì 17 febbraio 2010

La corruzione ci costa 60 miliardi l'anno

La Corte dei Conti denuncia il costo della corruzione per il paese: 60 miliardi.
Una tremenda zavorra che inibisce lo sviluppo del paese, che priva i cittadini di servizi efficienti, di risorse per le infrastrutture, di incentivi per le imprese, per la ricerca.
E' tremendo pensare che il riassetto di tutto il territorio nazionale per evitare frane, per controllare le acque, per mettere in sicurezza scuole ed edifici pubblici viene stimato avere un costo di 40 miliardi!
La notizia fa il paio con quella secondo la quale in Italia una persona su 4 non dichiara alcun reddito.
Abbiamo perso la capacità di scandalizzarci: la riacquisteremo ?



mercoledì 16 febbraio 2011

Interventi in provincia di Pavia per la difesa del suolo


Difesa suolo, a Pavia 20 interventi e 8 mln 9 febbraio 2011

(Ln - Pavia) Quasi 8 milioni di euro per 20 interventi in provincia di Pavia. Sono fondi che ha 'portato' l'assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia Daniele Belotti, incontrando gli amministratori locali e ricordando come queste risorse facciano parte di un piano complessivo di 225 milioni per la Lombardia. La copertura finanziaria del fabbisogno complessivo degli interventi sarà di 77.523.000 euro da parte del Ministero dell'Ambiente e 147.370.000 euro da parte di Regione Lombardia.

"Si tratta di risorse importanti, riunite in un Piano corposo di portata storica, da utilizzare bene - ha spiegato Belotti - e sulle quali presteremo la massima attenzione, affinché nessun centesimo sia sprecato e il territorio abbia i lavori promessi e necessari così come individuati dal Pai (Piano di assesto idrogeologico)". Belotti ha anche assicurato che su questi lavori si vigilerà fin dall'assegnazione degli appalti.

"Per scongiurare ogni problema - ha ricordato infatti ai presenti - occorrerà stare molto attenti, poi, nell'assegnazione degli appalti, per non correre il rischio di infiltrazione della criminalità. Assicureremo dunque massima trasparenza nelle procedure e controlli rigidissimi, per garantire appalti puliti e condivisi dal territorio, così che le aziende oneste, in questo momento di crisi, possano avere lavori e competere sul mercato".

"Vigileremo insieme su questi appalti - ha rimarcato Belotti - sull'uso di questi 8 milioni, perché voi a Pavia sapete bene come le infiltrazioni di mafia e 'ndrangheta negli affari siano pericoli da cui difendersi". Gli interventi rientrano nell'Accordo di Programma (AdP) per la difesa del suolo, finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico.

L'AdP è stato sottoscritto lo scorso 3 novembre dal Ministero dell'Ambiente e dalla Regione Lombardia. I 'filoni' di azione previsti dal Piano riguardano gli interventi strutturali urgenti in aree a rischio idrogeologico, su segnalazione delle Sedi Territoriali della Regione, e opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.

A vigilare sullo stato di avanzamento dell'iter burocratico, che sarà adeguatamente semplificato senza cancellare i controlli anti infiltrazioni della malavita, sarà Carlo Maria Marino, geologo laureatosi proprio all'Università di Pavia ed ex presidente di Arpa Lombardia, Commissario straordinario nominato dal Ministero su proposta della Regione. Belotti e Marino hanno quindi tratteggiato il cronoprogramma degli interventi, cui seguirà l'individuazione dei soggetti che realizzeranno le opere e quindi la stipula di convenzioni, a seconda dell'importanza finanziaria dell'opera, con le imprese aggiudicatarie degli appalti o con gli enti locali.

Ed ecco il riepilogo degli interventi urgenti che saranno realizzati in provincia di Pavia.

INTERVENTI STRUTTURALI URGENTI
- A Casteggio lavori di ripristino della sezione di deflusso e consolidamento delle sponde del torrente Coppa per 600.000 euro; a Golferenzo risanamento dei versanti Casa Chiapponi e Scagni per 600.000 euro; a Broni sistemazione della frana in località Recoaro per 300.000 euro; a Castana sistemazione della frana Casa Sotto per 500.000 euro; a Codevilla sistemazione dissesto idrogeologico in località Mondondone per 400.000 euro; a Pietra de' Giorgi interventi di messa in sicurezza di dissesti in località Castagnara e Quadrivio per 300.000; a Montù Beccaria sistemazione delle frane in località Cerizzola e Tassarole, 600.000 euro; a Romagnese sistemazione sul versante del cimitero comunale, 513.000 euro; a Val di Nizza completamento delle opere sul versante in località Poggio Ferrato per 378.000 euro. In totale, gli interventi prevedono un investimento di 4.191.000 euro.

MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA - Ad Arena Po lavori di ripristino della rete idraulica minore per 140.000 euro; a Barbianello, Verrua Po e Pinarolo Po ripristino della sezione di deflusso mediante svasamento dell'alveo e consolidamento delle sponde franate e interventi sull'argine della roggia Cappella e del roggione di Barbianello per 180.000 euro; a Borgopriolo ripristino della sezione di deflusso mediante svasamento alveo sui torrenti Coppa e Schizzola, 220.000 euro; a Bosnasco, San Damiano al Colle e Rovescala ripristino della sezione di deflusso mediante svasamento e consolidamento sponde con difese spondali nel torrente Bardoneggia, 70.000 euro; a Canevino sistemazione della frana in località Costa dei Piaggi, 195.000 euro; a Castana ripristino reticolo idrico Rio Pulice e Foso Matto, 150.000 euro; a Casteggio sistemazione frana in località Castel del Lupo, 100.000 euro; a Cecima, Bagnaria, Varzi e Santa Margherita Staffora ripristino delle opere e consolidamento spondale dello Staffora, 400.000 euro; a Montesegale e Fortunago ripristino delle opere ammalorate e consolidamento spondale del torrente Ardivestra, 70.000 euro; a Portalbera, Stradella, Montù Beccaria, Canneto Pavese, Montescano e Santa Maria della Versa ripristino della sezione di deflusso mediamente svasamento e consolidamento sponde con difese spondali sul torrente Versa per 1.000.000 euro. Il totale degli interventi ammonta quindi a 2.525.000 euro.

MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA
(EX L.R. 06/73) - In vari comuni sono programmate opere di ripristino e manutenzione lungo il torrente Scuropasso per un importo complessivo di 1.000.000 di euro.

(Lombardia Notizie)

Noi non ci siamo: non avevamo bisogno o non abbiamo chiesto ?

giovedì 3 settembre 2009

Spettacolo all'osservatorio di Ca' del Monte

Abbiamo molto ccriticato la costruzione dell'osservatorio costato oltre un milione di euro: riteniamo che molte altre realizzazioni dovessero avere la precedenza in questa valle Staffora, non ultimo la lotta alle frane ed il finanziamento dell'assistenza sociale. Ma oramai l'osservatorio c'è e godiamo ciò che può darci per il costante impegno della associazione Thethys che lo gestisce:

Sabato 5 settembre alle ore 21 presso l'anfiteatro dell'Osservatorio G.Giacomotti di Ca' del Monte (Cecima - PV) ove si terrà lo spettacolo di astronomia romantica: Argonauti, musica e recitazione da un'idea di Alberto Contardi, realizzato dall'Associazione Culturale Viguzzolese in collaborazione con l'Associazione Astrofili Tethys.

Seguirà dalle ore 22,30 l'osservazione guidata del cielo con l'uso dei telescopi.
Sulle pagine web dell'associazone, programma e locandina scaricabile in formato pdf.
www.astrotethys.org

venerdì 6 maggio 2011

E quindi uscimmo a riveder le stelle


Apprendo che al Brallo è in via di inaugurazione un "parco astronomico".
Non ho problemi a confessare la mia abissale ignoranza in materia, ma mi sorprende quella che a me, ripeto da ignorante, sembra una straordinaria presenza di strutture di tal genere.
Fino a tre anni or sono esisteva l'osservatorio a Casasco, in Piemonte, ma a un tiro di schioppo da Serra del Monte (Lombardia). Poi la Comunità Montana investì, grazie a finanziamenti della Fondazione Cariplo, circa un milione di euro (!!) per costruire l'osservatorio di Ca' del Monte (circa 3,5 KM in linea d'aria dal precedente di Casasco).
Ora è la volta di Astrobrallo che dista da Ca' del Monte (in linea d'aria) ben 35 Km.
Ripeto, sono ignorante, ma appunto per questo mi permetto di osservare che il territorio della Comunità Montana ha diversi problemi che spaziano dalle frane (indagini in corso) allo spopolamento, al conseguente rarefarsi dei servizi ai residenti. La viabilità non brilla, l'inverno le seggiovie stanno ferme perchè non ci son soldi per la manutenzione, l'ospedale di Varzi rischia la chiusura e via dicendo.
Situazione grama.
Per consolarci guarderemo le stelle, come già Dante ci esortava a fare più di sette secoli fa.
Se la CMOP ha partecipato all'investimento (non saprei dirlo), il nostro vice Sindaco, che ne è assessore al turismo, potrebbe illuminarci.
Naturalmente se qualcuno dottamente mi spiegasse, sarei ben lieto di cambiare idea e sostenere che quei soldi sono stati spesi per assolvere ad una assoluta priorità

martedì 21 settembre 2010

Rinnovare la politica in Oltrepò


Ricordo che due o tre anni fa, due politici molto noti nella zona che avevano stretto un inedito sodalizio, dissero in una intervista radiofonica che il loro impegno tendeva al rinnovamento della politica in Oltrepò.
Ora la magistratura indaga sui fondi per le frane: finirà per rinnovarla lei la politica ?
In un articolo a pagina 21 La Provincia di oggi elenca le ipotesi di reato che vengono fatte nelle indagini: si parla di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, peculato mediante profitto dell’errore altrui, turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso materiale commesso da privato, abusivo esercizio di una professione e frode nelle pubbliche forniture.
Attendiamo con fiducia e senza giudizi preconcetti gli esiti delle indagini.