Informarsi è partecipare - Gruppo consiliare "Uniti per Godiasco" - Godiasco Salice Terme (PV)


domenica 23 ottobre 2011

Omaggio a Irena Sendler


Ricevo da un amico la seguente mail, e talquale la ripropongo:

Irena Sendler
Poco tempo fa (12/5/2008) è venuta a mancare una signora di 98 anni di nome Irena.
Durante la seconda guerra mondiale, Irena, ha ottenuto il permesso di lavorare nel ghetto di Varsavia, come Idraulica specialista.
Aveva un 'ulteriore motivo'.
Era al corrente dei piani che i nazisti avevano per gli ebrei (essendo tedesca).
Irena portò in salvo migliaia di neonati nascondendoli nel fondo della sua cassetta degli attrezzi che portava nel retro del suo camion.
I bambini più grandi li nascondeva un sacco di iuta ...
Teneva anche un cane nel retto del camion, che aveva addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti entravano e uscivano dal ghetto.
I soldati, naturalmente, temevano il cane e il suo latrato copriva il pianto dei bambini.
Durante tutto questo tempo, è riuscita a salvare 2500 tra bambini e neonati.
Fu catturata, e i nazisti le ruppero entrambe le gambe e le braccia picchiandola selvaggiamente.
Irena tenne un registro dei nomi di tutti i ragazzi che clandestinamente aveva portato fuori dai confini e lo teneva in un barattolo di vetro, sepolto sotto un albero nel suo cortile.
Dopo la guerra, cercò di rintracciare tutti i genitori che potessero essere sopravvissuti per riunire le famiglie.
La maggior parte di loro erano stati gasati. Irena ha continuato a prendersi cura di questi ragazzi, mettendoli in case famiglia o trovando loro famiglie affidatarie o adottive.
L'anno scorso Irena è stata proposta per il Premio Nobel della Pace.
Non è stata nominata.

IN MEMORIA - 63 ANNI DOPO

Io sto facendo la mia piccola parte per l'inoltro questo messaggio.
Spero che prenderete in considerazione il fatto di fare lo stesso ..
Sono trascorsi ormai più di 60 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Questa mail viene inviata in memoria dei sei milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di Cristiani e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di stenti e umiliati!
È di importanza fondamentale che il mondo non dimentichi mai, affinchè una tale barbarie non accada mai più.
Questa mail ha lo scopo di raggiungere 40 milioni di persone in tutto il mondo!
Unisciti a noi per essere un anello della catena della memoria e aiutarci a diffonderla in tutto il mondo ..

Si prega di inviare questa e-mail alle persone che conosci e chiedere loro di continuare la catena della memoria.

Per favore, non eliminarla.

Vedi anche su Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Irena_Sendler

sabato 22 ottobre 2011

Protezione Civile e Comunicazione


Leggo sul sito del Comune, nel settore della Protezione Civile, un allarme meteo del 7 ottobre 2011.
Già nel testo veniva chiaramente detto che per la nostra zona l'allarme era, in verità, piuttosto blando e classificato con un grado di criticità "moderato".
Mi chiedo tuttavia, se e quando si presenteranno allarmi per fenomeni di presunta maggiore intensità, che utilità possa avere un testo sul sito comunale che, come noto, non è particolarmente frequentato.
Non sarebbe meglio fare almeno una mailing list fra coloro che si segnalano come interessati per inviar loro una mail di attenzione? O, meglio ancora, utilizzare degli SMS come ebbi modo di proporre nel dicembre scorso?

venerdì 21 ottobre 2011

Una passeggiata e i monti raccontano


Il passaggio del prete
camminata eco-sportiva per il benessere psicofisico della persona
in collaborazione con LILT: Lega italiana per la lotta contro i tumori

Scampagnata molto piacevole e appassionante, adatta a chiunque, che si
snoda sull'incantevole costiera tra le valli Curone e Staffora. Potremo cosi` raggiungere il bivacco Pian della Mora e i monti Boglelio e Bagnolo.

Questo luogo e` particolarmente suggestivo in quanto ci ricorda un episodio avvenuto oltre 80 anni fa quando don Pietro Castellano, allora parroco di Negruzzo, piccolo paesino che si scorge nel fondo della valle Staffora, a soli 36 anni, mori` assiderato nell'inutile tentativo di raggiungere la sua parrocchia provenendo da Stazzano. Un viaggio a piedi tra i monti, al giorno d'oggi difficile da immaginare, considerando la stagione inoltrata, la mancanza di attrezzatura, il buio, il gelo ed infine la tormenta. Anche se conosceva bene il percorso poiche lo aveva gia` fatto numerose volte, questa gli fu
fatale. Passarono giorni prima che il suo corpo riaffiorasse da sotto la neve e fu proprio in questo luogo che lo ritrovarono; per ricordarlo e` stata posta una targa ai piedi di una piccola edicola dedicata a sanmt'Anna.

Nelle vicinanze di questo luogo [Lagujon], venne costruito nel 1928 dai fratelli Francesco, Mario e Paolo Toso e dal pavese Giuseppe Magrassi un albergo-ristorante chiamato ristoro Belvedere per ospitare i primi turisti che scoprivano il nostro Appennino provenienti dalle citta` limitrofe. Ma nell'anno 1943, dopo aver accolto alcuni prigionieri di guerra, l'albergo venne completamente distrutto dalle truppe nazi-fasciste.

Lunghezza dell'itinerario km 8 andata e ritorno
Dislivello effettivo in salita m 200
Luogo e quota di partenza dell'escursione: Stalle di Forotondo m 1369 s.l.m.
Quota massima: m 1550

Come ad ogni nostra escursione, a tutti i partecipanti verra` consegnata la scheda WE (Walking eco-consapevole) per la compilazione e ritirata a fine escursione per
la valutazione.

Si consiglia: mantellina impermeabile, scarponcini da trekking, bastoncini, macchina fotografica.

Euro 3,00 per i non associati a cui verra` rilasciata la tessera giornaliera per la copertura assicurativa.

Ritrovo a Brignano Frascata (AL) presso la piazza municipale ore 8.45
e spostamento in auto per Forotondo
Info: 338.5291405 – 346.3540867
www.lapietraverde.info


Nell'immagine il bivacco di Monte Bagnolo (in inverno) costruito in ricordo di Don Castellano

giovedì 20 ottobre 2011

La Via dei Malaspina, itinerario fra natura e storia


Come ebbi a scrivere il 5 maggio 2011, esiste una "via dei Malaspina" che attraversa la valle Staffora.
Erroneamente ne attribuii la paternità all'Associazione La Via del Mare.
Ora ho avuto occasione di documentarmi in modo più preciso e la vicenda è andata in modo un poco diverso.
Il signor Fiorenzo Debattisti, studioso di storia locale, ha potuto "riscoprire" una variante della normale via Francigena, variante utilizzata prevalentemente dai pellegrini provenienti dalla Francia, via Moncenisio e/o Monginevro e che attraversava, per l'appunto, la valle Staffora.
Con un certosino lavoro di ricostruzione storica ha determinato quale fosse il percorso che collegava, in particolare, Voghera con Bobbio (assai frequentata per le spoglie di San Colombano).
Tale percorso, dettagliatamente esposto, fu presentato alla Associazione della Via Francigena che ne prese atto. La documentazione è stata consegnata anche alla Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese e alla Provincia di Pavia (Assessore professoressa Crotti). In base a tale documentazione fu ottenuto un finanziamento regionale (cofinanziato da CMOP e Provincia) per la mappatura e segnalazione dell'itinerario, entrambe quasi completate.
Quindi l'Associazione Via Del Mare propone un bello e interessante itinerario che ha fattivamente collaborato a realizzare, ma non ha ideato.
Tanto dovevo al signor Debattisti e alla grande sua grande fatica che ha consentito di riportare alla luce un itinerario dimenticato, un itinerario che, grazie a La Via del Mare, speriamo che venga conosciuto ed apprezzato da tutti coloro che amano la natura e la storia.

mercoledì 19 ottobre 2011

Ancora sulla caccia al cinghiale


Questo blog si è già occupato dell'argomento "caccia al cinghiale".
Lo riprendo perchè mi è capitato di leggere sul sito della LAC di un interessante studio condotto in Francia, i cui risultati sono assai sorprendenti:

RICERCA SCIENTIFICA - LA CACCIA CAUSA L'AUMENTO NUMERICO DEI CINGHIALI

Uno studio scientifico di ricercatori francesi ha seguito per un periodo di 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali in un territorio del dipartimento Haute Marne, in cui sono sottoposti ad una caccia molto intensa, confrontandola con quella di un territorio con caccia poco intensa nei Pirenei.
E' risultato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando la caccia è intensa.
Inoltre quando la caccia è intensa la maturità sessuale viene raggiunta più presto, prima della fine del primo anno di vita. Così i cinghiali raggiungono la maturità sessuale con un peso medio inferiore quando la caccia è intensa.
Invece, nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la moltiplicazione dei cinghiali è minore, e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi, con un peso medio più elevato (S.Servanty et al., Journal of Animal Ecology, 2009).
Anche il Prof. Josef H. Reichholf, che dirige la Sezione dei Vertebrati del Museo Statale Zoologico di Monaco di Baviera, ritiene che la caccia causi una più intensa moltiplicazione degli animali selvatici rispetto alle condizioni naturali.
Infatti, poichè la caccia ha luogo soprattutto in autunno ed in inverno, se in un territorio vengono uccisi molti animali, i sopravvissuti avranno una maggiore disponibilità di cibo. Gli animali meglio nutriti si riproducono più presto in primavera e danno una discendenza più numerosa (Suddeutsche Zeitung, 28 gennaio 2009).
I cinghiali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante, che va in estro una volta all'anno, guida il gruppo. Il cosiddetto sincronismo di estro fa sì che le altre femmine del gruppo siano feconde contemporaneamente.
Inoltre essa trattiene i giovani ed impedisce in tal modo maggiori danni alle coltivazioni.
Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femmine diventano feconde più volte nell'anno e si riproducono in modo incontrollato.
Norbert Happ, il più noto conoscitore tedesco dei cinghiali, cacciatore egli stesso, avverte: "L'aumentata riproduzione è causata dall'uomo".
Della motiplicazione esplosiva dei cinghiali sarebbero responsabili gli stessi cacciatori: "Relazioni sociali disordinate con estri non coordinati e moltiplicazione incontrollata sono da imputare esclusivamente all'esercizio della caccia", scrive Happ nella rivista venatoria "Wild und Hund" (23/2002).
Ciò significa che la caccia non risolve alcun problema ecologico, anzi ne crea!
Naturalmente la moltiplicazione degli animali selvatici dipende anche dalla disponibilità di cibo. Ma quanto a lungo i cinghiali hanno a disposizione campi di mais? Sicuramente non più di un mese all'anno.
Invece i cacciatori mediante foraggiamento legale o illegale forniscono un cibo innaturale e contribuiscono così alla loro moltiplicazione. Solo nel Baden-Wurttemberg vengono sparsi ogni anno 4.000 tonnellate di mais, che corrispondono circa a 100 chili per cinghiale abbattuto.
La conclusione è sempre la stessa: Gli animali selvatici hanno meccanismi di autoregolazione, almeno in condizioni naturali; gli interventi umani, come quelli legati alla caccia, sono causa di squilibri (http://www.abschaffung-der-jagd.de).

Storie di un'altra Italia - 21 ottobre ore 21


Venerdì 21 ottobre, con inizio alle ore 21,15,
presso il Cinema Teatro Arlecchino, via XX Settembre 92, Voghera

verrà messo in scena lo spettacolo

STORIE DI UN'ALTRA ITALIA
Spettacolo furi abbonamento: prezzo 5 euro.

Reading di Teatro Civile con Daniele Biachessi (voce narrante)
con il gruppo storico musicale "Gang" formato da Marino Severini (voce e chitarra)
e Sandro Severini (chitarra solista), e con Massimo Priviero (voce e chitarra),

In un appassionante mix di parole e note scorre la storia del nostro Paese come una sceneggiatura
di un film: da episodi legate alle ultime guerre , alle stragi di mafia, agli omicidi rimasti impuniti,
all'attualità del nostro tempo.

Daniele Biachessi è noto giornalista e scrittore, vice-direttore di Radio 24 e il Sole 24 ore, vincitore del Premio Cronista 2004-2005 per il programma “Guiallo e nero” e nel 2009 del Premio Raffaele Ciriello per il libro “Passione reporter”.
E’ anche autore , regista e interprete del teatro narrativo civile.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con la CONSULTA DEL VOLONTARIATO e proposto come momento conclusivo del FESTIVOL (iniziativa programmate in occasione della Giornata del Volontariato e che ha avuto il suo momento principale con la giornata del 1° ottobre scorso in Piazza Duomo il 1° di ottobre).
La serata è anche inclusa nelle manifestazioni per la celebrazione dell’Unità d’Italia,

Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze


Nel febbraio scorso ebbi occasione di comunicare che il nostro comune avrebbe istituito il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze e che questo sarebbe avvenuto per la festa di San Martino, l'11 novembre.

Purtroppo ci sono stati dei ritardi e la realizzazione, così mi assicura il Sindaco, avverrà per le feste natalizie.

Spero caldamente di non dover annunciare altri ritardi.

Meno Euro, più sorrisi


Ricevo una simpatica email dal sito Turismo & Territorio in cui si racconta ....

Roma, via Labicana. Nei pressi di questa centralissima strada che porta al Colosseo, e che è diventata così famosa per i tristi fatti di sabato, c’è anche la nostra sede.
In serata siamo andati a guardarci un po’ intorno, da noi era tutto a posto ma a pochi metri le macchine erano bruciate, i cassonetti pure, a terra limoni schiacciati, usati contro i fumi dei lacrimogeni.
Ma proprio all’ingresso della piccola via che porta dritto da noi, un piccolo e quasi invisibile foglietto ha attirato la nostra attenzione.
Meno Euro, più Sorrisi
E questo slogan l’abbiamo sentito davvero nostro, anche se forse non siamo così giovani come chi l’ha scritto.
Tutte le forme di turismo sostenibile, ogni programmazionie territoriale attenta e quindi responsabile, non può che creare sorrisi: in chi visita i luoghi, in chi li abita e in chi, come noi, lavora per questo obiettivo.
E che ognuno faccia seriamente la propria parte!


Riusciamo a fare qualche riflessione su questo semplice messaggio?

Ricchezza bruciata


Segnalo questo articolo di Marco Panara apparso ieri su La Repubblica.
E' un po' lunghetto e richiede un minimo di attenzione, ma vale la pena di leggerlo.

L’Italia brucia 400 miliardi in vent’anni

http://www.repubblica.it/supplementi/af/2011/10/17/copertina/001canotto.html

Gli italiani si impoveriscono anno dopo anno. Lo sentono sulla propria pelle e nelle tasche. Non è solo una percezione, lo confermano la stagnazione dei consumi (il reddito disponibile delle famiglie ha avuto una crescita inferiore all’1 per cento tra il 2005 e il 2007 ed è diventata negativa negli anni successivi) e la riduzione della capacità di risparmio, che negli ultimi dieci anni si è ridotta di 4 punti percentuali. Naturalmente non tutti sono più poveri, ci sono quelli, e non sono pochissimi, il cui reddito e il cui patrimonio invece salgono e continuano a crescere anche in questi anni di crisi profonda. Già questo è un problema, una minoranza che accumula molto non conforta una maggioranza che fa fatica.
E non aiuta neanche l’economia, per una ragione molto semplice: la ricchezza concentrata diventa finanza, o immobili (per lo più già esistenti il cui trasferimento non genera crescita), mentre la ricchezza distribuita diventa economia. Ovvero, per fare un esempio, se c’è qualcuno che guadagna 100 mila euro al mese forse il primo mese li spenderà tutti, ma da quello successivo comincerà ad accumularli e investirà in strumenti finanziari o nell’ennesimo appartamento. Nell’uno e nell’altro modo sono per la gran parte denari che escono dal ciclo produttivo per immobilizzarsi in una casa o per finire in quella nuvola rappresentata dalla finanza, dalla quale sempre meno filtra nell’economia reale. Se invece ci sono cento persone che guadagnano mille euro al mese in più, ebbene costoro li spenderanno tutti o, se ne accumuleranno una parte, sarà per comprare anch’essi un’abitazione, la prima, e arredarla, per cambiare l’auto o il frigorifero, per pagare il master dei figli. Sono soldi che restano nel circolo dell’economia reale.
Tuttavia è possibile che, dal punto di vista della ricchezza prodotta, quella che finisce nelle mani dei pochi superi la diminuzione della quota che viene distribuita ai molti. In questo caso avremmo una società diseguale, meno capace di crescere ma, nel suo insieme, non economicamente più povera. E’ quando la somma algebrica tra il maggior reddito dei pochi e il minor reddito dei molti ha un segno negativo che il paese, visto nella sua dimensione economica complessiva, si impoverisce.
Nel primo caso, quello della somma positiva, il problema è "solo" (si fa per dire) un problema di distribuzione. Quando alla più iniqua distribuzione si aggiunge un risultato negativo di quella somma algebrica, allora vuol dire che c’è un problema in più da risolvere, perché non solo la società diventa progressivamente e, aggiungo, pericolosamente, più diseguale, ma il paese diventa anche più povero.
E’ quello che sta accadendo all’Italia da vent’anni a questa parte ed è un fenomeno in qualche modo misurabile, sia pure con le cautele che diremo, utilizzando un termometro: la posizione patrimoniale netta sull’estero. Quella dell’Italia era positiva negli ultimi anni ’80 ed ha cominciato ad essere negativa con l’ingresso nel decennio successivo. Poca cosa all’inizio (5,3 miliardi di euro nel 1990) ma poi la situazione si è fatta progressivamente più vistosa: 64 miliardi nel ’92, 103 nel ’97 e poi a crescere fino ad arrivare a 376 miliardi nel 2010 che supereranno 400 alla fine del prossimo dicembre.
La posizione patrimoniale netta sull’estero è il risultato di un bilancio (patrimoniale appunto) costruito sottraendo agli attivi, cioè a tutto ciò che gli italiani hanno accumulato oltre confine, i passivi, ovvero tutto quanto gli italiani devono a creditori esteri. Se il risultato è negativo vuol dire che dobbiamo più di quanto possediamo: nel nostro caso, a oggi, oltre 400 miliardi di euro. E’ una cifra enorme, superiore al 25 per cento del pil, contro il 10 per cento della Francia o il 13 dell’eurozona o, se vogliamo farci del male, l’attivo del 41 per della Germania. Oppure, se invece vogliamo trovare una magra consolazione, il 88 per cento della Spagna o il 104 della Grecia.
Gli economisti e gli statistici, qui vengono le cautele, spiegano che il dato di quei 400 miliardi di passivo della nostra posizione patrimoniale netta all’estero va preso con le molle. Perché se ci siamo impoveriti o meno dipende da cosa si è fatto con quei soldi presi a prestito oltre confine. Se sono serviti per effettuare investimenti allora non c’è impoverimento, perché a fronte di quei debiti ci sono beni, magari produttivi di reddito, che bilanciano l’esposizione. Diverso è il caso se invece sono stati utilizzati per finanziare i consumi, perché i consumi, lo dice la parola stessa, una volta fatti, nulla resta.
Non esistono dati precisi sull’utilizzo di quel debito, ma visto che il grosso della sua crescita è rappresentata dai Btp che sempre più numerosi sono finiti in mani straniere (circa 800 miliardi), e constatato che gli investimenti assorbono una quota marginale del bilancio pubblico, si può dire senza tema di sbagliare troppo che una buona parte di quei miliardi non sono andati in investimenti ma, ainoi, in spese correnti, che sono i consumi della pubblica amministrazione.
Purtroppo la situazione non è ribaltata dal mondo delle imprese. Il tasso di ammortamento del patrimonio è sceso dal 6% del 1993 a meno del 4% nel 2010, con il risultato che la vita utile degli impianti si allunga (da 16 anni nel 2003 a 26 nel 2010). Impianti vecchi quindi, che testimoniano una cosa: le imprese hanno investito poco, anche loro. La conclusione è che il grosso di quel debito netto estero è stato utilizzato per finanziare i consumi: l’Italia quei miliardi se li è mangiati, non li ha più. Le rimane il debito, quindi è più povera.
Perché? La risposta ce la dà la bilancia dei pagamenti, ovvero la somma algebrica delle entrate e delle uscite annuali del paese in relazione al resto del mondo. Il saldo di conto corrente dell’Italia è negativo da molti anni e progressivamente peggiora. Da 300 milioni di euro del 2001 siamo arrivati a 54,3 miliardi di euro del 2010. Nei primi sette mesi del 2011 giunge a sfiorare 40 miliardi. Sono le esportazioni che non bastano a coprire il costo delle importazioni, a causa della insufficiente competitività internazionale di una parte delle nostre imprese e del peso enorme della bolletta energetica. Sono i trasferimenti, ovvero la parte dei contributi pubblici alle organizzazioni internazionali che non tornano indietro, le rimesse degli immigrati (i milioni di badanti e di altri lavoratori che mandano a casa una parte delle loro esigue paghe), ma e non è poca cosa anche il nostro sostegno ai nuovi emigranti, e cioè i denari che spendiamo per far studiare i nostri figli all’estero perché non ci fidiamo delle università italiane o quelli che mandiamo loro in attesa che si trovino un lavoro oltre confine, visto che in Italia hanno abbandonato ogni speranza. E, infine sono le cedole su quegli 800 miliardi di Btp posseduti oltre confine.
Per coprire questo deficit dei conti correnti le strade sono due: una è fare debiti all’estero, qui arriviamo a quel debito netto monstre che abbiamo accumulato, l’altra è vendere a qualche compratore estero i gioielli di famiglia. Parmalat, per fare un esempio.
In realtà gli investimenti esteri in Italia non sono grandissime cifre. Assai maggiori, e questa è una buona notizia, sono quelli delle imprese italiane nello sforzo di internazionalizzarsi. Ne vorremmo di più di investimenti esteri in Italia, per portare qui lavoro, tecnologie, innovazione e management, anche se visto che gli stessi italiani investono poco in patria comprendiamo le ragioni per le quali non arrivano.
Il problema non è nella quantità degli investimenti, che ci piacerebbe maggiore, è nella loro qualità. Quelli che vorremmo sono i cosiddetti green field, ovvero imprese multinazionali che scelgono l’Italia per impiantarci stabilimenti, laboratori e centri di ricerca. Invece il 90% di quelli che arrivano sono investimenti brown field e cioè gruppi stranieri che comprano imprese italiane già esistenti, le loro tecnologie e spesso soprattutto le loro quote di mercato. La differenza è che nel primo caso quel denaro che arriva crea qualcosa di nuovo, nel secondo compra quello che c’è già. E talvolta se porta anche via.

I Comuni che dicono «basta così» Piani regolatori a crescita zero


Chi frequenta Salice Terme da venti anni ha certamente notato quanto sia cresciuto il paese, aggredendo la collina ed espandendosi in ogni direzione. Ville (poche) e villette (tante) hanno triplicato l'area coperta da costruzioni.
Il Comune ha introitatto grassi contributi, ma tutti sono stati divorati dalle spese correnti della macchina comunale (di investimenti direi che se ne vedono ben pochi) con il risultato che i soldi non ci sono più, e il terreno neppure.
Ancora oggi l'edilizia viene vista (seppure con minor favore rispetto al passato) come mucca da cui mungere risorse altrimenti indisponibili.
E' proprio obbligatorio un comportamento del genere? Ieri un articolo su Il Corriere della Sera si occupava del caso e citava il lodevole esempio di un piccolo comune, Cassinetta di Lugagnano, 1800 abitanti .....


Stop a permessi per costruzioni su terreno vergine o varianti per rendere edificabile un terreno agricolo

MILANO - Un nuovo quartiere di villette che porta in dote al Comune una strada e due rotonde. Oppure un centro commerciale che frutterà una pista ciclabile, una piscina, magari un asilo. Come si comportano i Comuni, quando non hanno abbastanza soldi e hanno bisogno di opere pubbliche? Quasi sempre cercano di ottenerli con gli oneri di urbanizzazione. In Lombardia, invece, c'è chi ha fatto una scelta controcorrente. Sono i Comuni di Cassinetta di Lugagnano, Solza, Pregnana Milanese, Ozzero e Ronco Briantino. Questi cinque centri, tutti sotto i 10 mila abitanti, hanno adottato un piano regolatore «a crescita zero». Ovvero, un piano che non concede più costruzioni su terreno vergine, né permette di fare varianti per rendere un terreno agricolo edificabile. Si può costruire solo sull'esistente o sulle aree dismesse e si fanno eccezioni solo per le aziende situate nella zona industriale e che abbiano necessità di espandersi, perché questo giova al mercato del lavoro.

STOP ALLE COSTRUZIONI – Pioniere in questo campo è stato il Comune di Cassinetta di Lugagnano, piccolo centro di 1.800 abitanti sul Naviglio Grande, nel Parco del Ticino. Qui il piano di governo del territorio (Pgt) «a crescita zero» è in vigore dal 2007. «Volevamo svincolare il futuro del nostro territorio dalle esigenze di bilancio. In Italia la pianificazione urbanistica è pressoché assente, e dove non vi sono regole a garanzia dell’interesse collettivo, prevalgono gli interessi di pochi, di chi domina il mercato», spiega il sindaco e blogger Domenico Finiguerra, che in questi anni si è dedicato anche alla fondazione di un movimento nazionale contro il consumo di territorio. «È un meccanismo deleterio, che permette di finanziare i servizi ai cittadini con l’edilizia. Si tratta però di entrate una tantum e siccome il territorio non è infinito, prima o poi termineranno».

RISPARMIO, GARE E MATRIMONI – Ma come si fa a tenere in piedi un bilancio rinunciando a una fonte di introito così importante? Con rinunce a ciò che non è indispensabile (niente staff per il sindaco, niente auto comunali, niente eventi se non sono sponsorizzati) e poi dedicando molto tempo alla stesura di progetti per la partecipazione a bandi di finanziamento pubblici e privati. «Solo per la nuova scuola dell’infanzia abbiamo acceso un mutuo da un milione di euro, coperto con l'aumento di un punto dell’Ici sulle seconde case, sui capannoni e sulle attività produttive. Una sorta di tassa di scopo», spiega Finiguerra. La fonte di introito più originale a Cassinetta è però quella dei matrimoni: in Comune ci si può sposare anche a mezzanotte, e sindaco e consiglieri vanno a celebrare le nozze ovunque gli sposi vogliano: il paese è pieno di ville settecentesche sul Naviglio che possono essere affittate per il ricevimento. Ovviamente, le tariffe sono elevate, ma questo ha portato nelle casse comunali quasi 20 mila euro l'anno scorso.

L'articolo continua ..... clicca qua

Vedi anche il sito internet del sindaco di Cassinetta di Lugagnano cliccando qua

Un bel lavoro in via D. Chiesa


In questi giorni si stà lavorando in fondo a via Damiano Chiesa a Salice (Rivanazzano) per realizzare una piazza/parcheggio, proprio di fronte all'ingresso della biblioteca comunale di Salice.
Sembra che si stia facendo un bel lavoro, con pozzetti di scarico per l'acqua ed una rete di raccolta diffusa su tutta l'area.
Ovviamente il committente è il comune di Rivanazzano Terme, competente per territorio.
Così anche la Biblioteca avrà un ingresso più decente ed un parcheggio esterno.
E' eccessivo ora sperare che a questi lavori seguano quelli per rendere presentabile ed usufruibile il bel terreno (chiamarlo giardino per ora è impossibile) adiacente?
Fu mantenuto decente fino alla "avventura Juve", per il diletto dei giocatori ospitati nelle camere (da allora mai più ufficialmente utilizzate), poi abbandonato all'incuria. Credo che se il comune, stavolta di Godiasco, decidesse di mettere mano all'opera, avrebbe il sostegno, economico e manuale, di tante persone.
Sbaglio

Lo Staffora è pronto per l'inverno?


Ho scritto diverse volte sullo stato dell'alveo dello Staffora.
Si ricorderà che all'inizio dello scorso inverno una piena (non particolarmente rovinosa) trascinò con la corrente del fiume un certo numero di tronchi. Probabilmente durante l'estate erano stati fatti dei lavori che avevano facilitato lo scorrimento delle acque rendendole quindi più veloci e quindi rovinose.
Quei tronchi si sono accatastati alla diga costruita giusto nell'estate del 2010.
Sono ancora lì: mi chiedo cosa si aspetti a sgombrare quella massa di legna. Fra poco quasi certamente le piogge favoriranno un'altra piena che a sua volta trascinerà altri tronchi. Credo che l'effetto non sarà buono.
La competenza sull'alveo del fiume è della Regione.
Aspettiamo che se ne accorgano? Potrebbe qualcuno segnalare la situazione, prima che si verifichino danni più onerosi da riparare?
Riusciamo una volta ogni tanto a fare quel poco di manutenzione per il territorio? Mi chiedo anche se non possa un privato, con una motosega, andare a prendere per sé stesso un po' di legna ....
Importante precisazione per non commettere reato:
I privati possono prendere la legna di alberi morti presente nell'alveo del fiume SOLO DOPO aver ricevuto autorizzazione regionale da richiedersi a:
STER - Viale Cesare Battisti Pavia - tel 0382 594427 chiedendo del geometra MASANTA.

Questa informazione mi è stata data dalla Guardia Forestale

giovedì 13 ottobre 2011

Se Steve fosse nato in provincia di Napoli


Un amico mi ha inviato questo testo, un poco fantascientifico, ma neppure poi tanto.
Non sono un gran appassionato di questo genere di paragoni "transnazionali" poichè credo che le varie società abbiano, ognuna, la sua dose di pregi e di difetti.
Comunque è divertente e si presta anche a fare qualche riflessione.
Il testo è tratto dal blog di
Antonio Menna.

Se Steve fosse nato in provincia di Napoli
Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.

I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

Antonio Menna

Sotto il famoso discorso di Steve Jobs all'Università di Stanford il 12 giugno 2005, discorso che suggerisco caldissimamente di ascoltare specialmente nella seconda metà

mercoledì 12 ottobre 2011

Agli antipodi


Riporto questo manifestino visto in un piccolo paese.

Una esperienza forte, per giovani cui il mondo sta stretto?

Non conosco nulla di questa iniziativa, nè dell'associazione riportata sul manifesto.
Raccomando la massima prudenza ...

Dote comune


Una interessante possibilità per i giovani, ma ormai è tardi in quanto i termini scadono domani.
Perchè il nostro comune non informa dell'esistenza di queste possibilità? oppure l'ha fatto? magari sul sito internet comunale?


(Da Strategie Amministrative)
Dote Comune: 30 posti destinati ai giovani
Anci Lombardia ha pubblicato l’avviso n. 5/2011 DoteComune per la selezione di 30 giovani da inserire in un percorso formativo nei Comuni della Lombardia. DoteComune è organizzato e promosso da Regione Lombardia, ANCI Lombardia, Ancitel Lombardia e i Comuni che hanno aderito. I giovani che parteciperanno avranno la possibilità di sperimentarsi nei diversi ambiti comunali diventando, da semplici utenti, anche erogatori di servizi ai cittadini. Il progetto ha una durata che va da 3 a 12 mesi, con un impegno di 20 ore settimanali. Possono partecipare i giovani cittadini e cittadine italiani/e, UE ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, di età compresa tra i 18 e i 30 anni. È previsto un contributo mensile di 300 euro e la certificazione delle competenze acquisite secondo il Quadro Regionale degli Standard Professionali di Regione Lombardia. È possibile candidarsi a un solo progetto, la domanda di partecipazione, allegata all'avviso, dovrà essere consegnata o spedita al Comune di proprio interesse entro e non oltre le ore 12,00 di giovedì 13 ottobre 2011.
Approfondimenti sul sito dotecomune.it

Non potrebbe essere un'ipotesi interessante per un giovane in cerca di occupazione? Farsi esperienza, guadagnare qualche euro e un attestato di competenze acquisite.

Il Servizio Civile non ci interessa !


Bando Servizio Civile -
Anci Lombardia dà la possibilità a 482 giovani
E’ stato pubblicato il nuovo bando di Servizio Civile! ANCI Lombardia dà la possibilità a 482 giovani, tra i 18 anni compiuti e i 29 anni non compiuti, di svolgere il servizio civile per uno dei progetti che si attueranno in circa 160 comuni della Lombardia le cui aree di intervento sono assistenza, protezione civile, patrimonio artistico e culturale, educazione e promozione culturale e ambiente.
E’ possibile presentare la domanda di partecipazione entro il 21 ottobre alle ore 14.00.
Aderire a un progetto di Servizio Civile significa intraprendere un percorso dinamico e di crescita umana e professionale, ricevere una spettanza mensile di euro 433,80 e, nel caso si frequentasse l'università, saranno riconosciuti dei crediti formativi. Sarà possibile mettere in campo le proprie competenze e, soprattutto, arricchirle relazionandosi con una realtà nuova.
Le aree di intervento sono: Assistenza, Ambiente, Patrimonio artistico e culturale, Educazione e promozione culturale, Protezione civile.
Approfondimenti on-line
Elenco dei Comuni che hanno presentato progetti approvati

Seminari per l'accertamento fiscale

Dal sito Strategie amministrative:


Da ottobre un ciclo di seminari sull’accertamento fiscale.
Il nuovo processo avviato in tema di federalismo, fiscalità locale ed erariale richiede alle amministrazioni un concreto ripensamento organizzativo e un serio coinvolgimento nel recupero di risorse per mantenere in equilibrio gli assetti finanziari degli enti locali.
Al fine di incrementare il livello di competenza degli enti rispetto ai temi delle imposte erariali e dei tributi in generale, e di illustrare le modalità utili alla predisposizione e invio di segnalazioni qualificate qualitativamente e quantitativamente significative, Anci Lombardia, Ancitel Lombardia e Ifel, con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate, propongono un ciclo di 11 seminari - a partecipazione gratuita - che si terranno in tutto il territorio lombardo.
Gli appuntamenti sono rivolti principalmente al personale preposto all’attività di partecipazione all’accertamento dei tributi erariali delle amministrazioni comunali che hanno sottoscritto la Convenzione con l’Agenzia delle Entrate e sono intenzionate a istituire i Consigli tributari così come previsto dalla normativa vigente.
In occasione del corso sarà presentata e distribuita la seconda edizione del manuale operativo (Vademecum). L'iniziativa partirà da Brescia e seguirà il seguente calendario (per informazioni e iscrizioni consultare il sito www.risorsecomuni.it). 18 ottobre: Brescia 27 ottobre: Monza 3 novembre: Cremona 9 novembre: Pavia 16 novembre: Sondrio 18 novembre: Mantova 29 novembre: Varese 6 dicembre: Bergamo 12 gennaio: Lecco- Como 19 gennaio: Milano

Parteciperà qualcuno del nostro comune?

Raccolta differenziata: l'alluminio


Una delle materie più importanti nella nostra vita quotidiana è l'alluminio e, è noto, per ricavarlo richiede grandi quantità di energia. Un metodo molto valido per il risparmio energetico è la raccolta dell'alluminio usato, principalmente lattine per bibite.
In molti paesi è una raccolta fortemente praticata ed incoraggiata: noi, come spesso accade, facciamo eccezione.
L'ASM non prevede (almeno nel nostro comune) la raccolta differenziata dell'alluminio e quindi le lattine finiscono nei rifiuti differenziati.
Potremmo studiare qualcosa per attivarci, anche bypassando ASM?
Leggo sul sito del CIAL:


2011: Cresce la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio in alluminio
L’Allegato Tecnico CiAl siglato a luglio 2009 è ormai operativo e a pieno regime da due anni, nel corso dei quali i consolidati rapporti con i soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti di imballaggio in alluminio, le nuove relazioni instaurate con comuni e operatori delegati ai servizi di raccolta differenziata, hanno espresso le piene potenzialità.
I primi nove mesi del 2011 hanno evidenziato una crescita del 3% dei comuni coperti da convenzione e del 5% del numero di abitanti serviti rispetto ai dati rilevati al 31 dicembre 2010. Si tratta di importanti segnali della presenza del Consorzio sul territorio e della continua promozione per lo sviluppo di sistemi efficienti ed efficaci di raccolta e recupero dei rifiuti di imballaggio in alluminio.
In alcune aree del Paese, si sta assistendo ad evoluzioni dei sistemi di raccolta differenziata, con una sempre maggiore diffusione della modalità multi leggero (plastica-metalli) in sostituzione della raccolta congiunta vetro-metalli. Il continuo affiancamento agli operatori interessati, il supporto nelle attività di comunicazione e informazione per accompagnare i cittadini nelle nuove modalità di conferimento, il ruolo di trait d’union con i soggetti responsabili della fase di selezione e valorizzazione dei relativi flussi di raccolta, costituiscono gli elementi chiave della strategia relazionale del Consorzio e continuano a convalidarne l’efficacia.
È interessante osservare come le prestazioni di raccolta siano in continua crescita, sia in termini quantitativi sia qualitativi: i primi nove mesi dell’anno hanno presentato un incremento dell’11% rispetto ai risultati conseguiti nel 2010, con sviluppi particolarmente interessanti nel Centro Italia e nelle regioni del Sud e il mantenimento dell’ottimo trend di crescita nelle aree del Nord Italia.
La crescita quantitativa è accompagnata anche da un miglioramento qualitativo dei flussi di raccolta. La qualità del materiale è un elemento sempre più monitorato dal Consorzio in un’ottica di responsabilizzazione dei soggetti preposti ai servizi di raccolta verso i principi di riciclo e di collaborazione tra tutti gli attori della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, dalla raccolta alla valorizzazione dei relativi flussi.

Ambiente, nel Pavese il data center più pulito del mondo


Ferrera Erbognone/Pv
Un immenso data center con superficie utile pari a 6 campi da calcio regolamentari (44.000 mq), una sala server dove si potrebbero giocare contemporaneamente 10 partite di basket (4.200 mq) e uffici per ulteriori 1.200 mq. Si presenta così l'ambiziosissimo cantiere del Green data center di Eni, inaugurato questa mattina nel pavese alla presenza dell'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi. Si tratta di un progetto interamente italiano, dall'ingegneria della progettazione alla realizzazione dell'impianto, che unifica tutti gli attuali centri elaborazione dati Eni e comporta, a piena potenza (prodotta tramite turbogas a metano, "green"), una riduzione di emissione di CO2 pari a 335.000 tonnellate annue. Con questo centro, pronto per la fine del prossimo anno, a parità di dati trattati, si consumerà 1/3 rispetto ad oggi. L'obiettivo dichiarato è di superare il record del mondo in termini di efficienza energetica, raggiungendo un Pue (Power Usage Effectiveness) inferiore a 1,2, superando quindi quello di Google - il numero 1 al mondo - che dichiara un coefficiente pari a 1,27. La media italiana presenta valori tra 2 e 3. Al fine di raggiungere tali obiettivi, sono state studiate e messe a punto soluzioni realizzative e macchinari innovativi (ad esempio gruppi di continuità con tecnologia ultramoderna che intervengono solo quando necessario). L'efficienza del raffreddamento, quale principale fonte di ottimizzazione dell'impianto, prevede l'utilizzo prevalentemente di aria esterna per raffreddare i calcolatori (sistema di Free-Cooling diretto) per almeno il 75 per cento delle ore dell'anno, limitando così l'utilizzo dei condizionatori al più al 25 per cento residuo (rispetto al tradizionale funzionamento di tali sistemi elettrici per il 100 per cento dell'anno, 7x24x365).

LA LOMBARDIA DEL FUTURO - "Il tema dell'energia e dell'efficienza energetica - ha detto Raimondi - per noi è cruciale. La nostra idea di 'Smart Region' passa dalla possibilità di gestire i dati e i flussi di energia in maniera completa e intelligente, proprio come avviene qui. E in questo percorso Pavia sta diventando sempre più la provincia leader dell'innovazione. Ict (Information communication technology), rispetto dell'ambiente, efficientamento energetico e innovazione tecnologica sono i pilastri su cui costruire la 'Regione intelligente' che abbiamo in mente".

LA TECNOLOGIA A SERVIZIO DELL'AMBIENTE - "A livello mondiale - ha proseguito Raimondi - l'Information technology è responsabile di più del 2-3 per cento delle emissioni di anidride carbonica, pari a quanta ne produce l'industria aeronautica. Un altro aspetto importante è quello economico (il 20 per cento dei costi di gestione di un data center è legato al pagamento delle bollette di consumo) e un altro ancora è quello dell'assorbimento di energia (i data center necessitano di quantità di energia elettrica molto elevate e concentrate in aree ristrette). Invece il risultato ottenuto con questo centro di Eni dimostra che una grande azienda energetica investe nel nostro territorio anche tenendo presente le sfide ambientali".

LA SFIDA DI REGIONE LOMBARDIA - "Di fronte a questa sfida verso una sostenibilità sempre più consapevole e tecnologicamente gestita - ha proseguito l'assessore - Regione Lombardia non è stata a guardare. A maggio è stato assegnato il bando per la copertura del servizio di internet veloce al 100 per cento della popolazione lombarda, arrivando così ad avere la più grande rete telematica d'Europa". C'é un filo rosso che collega questo grande progetto di Eni all'attività di Regione Lombardia per quanto riguarda l'efficientamento energetico. Il percorso avviato per aiutare famiglie e imprese a sapere quanto consumano e quindi quanto spendono ha portato al record italiano di certificazioni rilasciate: oltre 600.000. Da qui, dunque, l'augurio che questo Data center "possa diventare l'esempio di un nuovo modo di guardare all'energia: con attenzione all'ambiente e, quindi, alla vita".
(Lombardia Notizie)

Già 519 anni ....


519 anni or sono, come oggi, Cristoforo Colombo terminava la sua crociera verso "le Indie" sbarcando a San Salvator.
Anche stavolta una delle più grandi scoperte della storia è avvenuta per caso e ad opera di un italiano.
Probabilmente se fosse stata preparata con esattezza matematica l'America l'avrebbe scoperta un tedesco.

martedì 11 ottobre 2011

Un ospite sfumato ...


Ricevo questo commento. Lo pubblico anche qua per dargli maggiore rilievo:

Mah! io stavo pensando ad un weekend lungo, da passare a delle terme con la mia famiglia, siamo in 4 ho un camper, uno stipendio degno e quando mi muovo non vado al risparmio. Sono capitato su questo attraverso google perche cercavo terme + camper ma visto che non ci sono attrezzature idonee portero' la famiglia e le relative spese da una'altra parte.

Giorgio
Trento

L'illustrazione rappresenta l'opinione che taluni amministratori hanno dei camper e dei relativi proprietari

In Russia sì, a Salice ancora no ...


Ricevo dal Camper Club La Granda (il maggiore d'Italia) e volentieri pubblico:

Il viaggio in Russia di quest’anno, giunto alla sua nona edizione, ha ricevuto un riconoscimento solenne. I nostri equipaggi partecipanti, arrivati nel luogo destinato a sosta camper per i tre giorni moscoviti, come da programma, hanno avuto la gradita sorpresa di trovare ad accoglierli una troupe del telegiornale nazionale, con tanto di telecamere e giornalisti. Lo scopo era quello di realizzare un servizio sul turismo con il camper. E quale miglior esempio se non il Camper Club La Granda, che proprio in Russia ha dato l’avvio ai viaggi organizzati, suscitando anche lì grande interesse? In concomitanza all’arrivo dei nostri equipaggi veniva inaugurata la prima area sosta camper attrezzata di tutta la Russia aperta solo pochi mesi prima e Piero Marenco - ΠbEPO MAPEHKO – è stato intervistato quale esperto in materia. Ma poi la troupe, come si può vedere dal filmato originale
http://www.vesti.ru/videos?vid=354163&cid=1 (è un poco lento da caricare)
si è intrattenuta con i partecipanti al viaggio aggirandosi tra i camper e riprendendo le varie attività: preparazione del pranzo con relativo “tutti a tavola”, l’allaccio alla corrente elettrica, lo stipare delle cose in garage e gavoni, persino la doccia con successiva stesa di panni. Il servizio completo è andato in onda in prima serata sul telegiornale nazionale. E che la cosa in Russia abbia trovato ampia rilevanza lo dimostra il fatto che, qualche giorno dopo la messa in onda del servizio, ed a circa 700 chilometri da Mosca, i nostri amici camperisti sono stati fermati da abitanti del posto che avevano riconosciuto in loro proprio i soggetti del servizio. Una consacrazione dunque, un grosso riconoscimento al nostro Camper Club in generale, ma in particolare al nostro Presidente Piero Marenco, che in questo difficile avvenimento nove anni fa ci ha creduto fortemente, anche scontrandosi con le lecite perplessità che la cosa suscitava. Ha resistito e tenacemente insistito ......

martedì 4 ottobre 2011

Consumo del suolo in Lombardia


Un convegno sull'argomento rivela che in regione il consumo di suolo dal 1974 al 2007 è stato il doppio della media nazionale. A ciò ha certamente contribuito la forte immigrazione che c'è stata negli anni passati, ma anche una dissennata politica edilizia in alcuni comuni (e Godiasco in primis) che hanno consentito lo stravolgimento dell'ambiente tramite una selva di seconde case con le conseguenti speculazioni edilizie/ fondiarie e il facile incasso degli oneri da parte del comune.

Suolo: da Regione no a consumo indiscriminato

Il tasso di antropizzazione del territorio, in Lombardia, è cresciuto, dal 1954 al 2007, dal 4 al 14 per cento contro una media nazionale che si attesta al 7,1. Questo il principale dato emerso nella Tavola Rotonda cui hanno partecipato stamani gli assessori regionali Daniele Belotti (Territorio e Urbanistica), Alessandro Colucci (Sistemi Verdi e Paesaggio) e Giulio De Capitani (Agricoltura) e analizzato dall'Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste) nel volume 'L'uso del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni', presentato nel corso dei lavori.

I numeri dicono che la risorsa suolo è costantemente minacciata, per questo Regione Lombardia ha ulteriormente rafforzato i suoi interventi a difesa del ricco e variegato patrimonio ambientale che rappresenta una delle più preziose risorse di cui dispone. Il Geoportale, ad esempio, consente di leggere lo stato attuale dei luoghi come risulta dalle modificazioni intervenute in passato e, al contempo, di monitorare quelle in atto e prefigurare quelle future.

"Lo sforzo di Regione Lombardia, dove oggi si consumano 12 ettari al giorno, - hanno ricordato gli assessori - è orientato verso uno sviluppo che sia sì produttivo, ma che consumi meno. Dobbiamo pensare a conservare e tutelare anche seguendo lo slogan 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita', il tema dell'Expo 2015".

"Risparmiare il suolo - ha sostenuto l'assessore Belotti - è un obiettivo fondamentale, che va perseguito anche attraverso la bonifica delle aree dismesse, ma è importante anche capire che, oltre alla legge, servono una maggiore sensibilizzazione e coscienza civica da parte di tutti: degli amministratori, degli operatori, ma anche dei cittadini, i quali troppo spesso fanno la fila per chiedere cambi di destinazione d'uso per poter edificare. Per preservare la risorsa suolo è indispensabile che ognuno faccia la sua parte". "Non dimentichiamo che difendere il territorio e usarlo correttamente - ha aggiunto - è utile anche per prevenire le emergenze, come ad esempio le frequenti esondazioni del Seveso, lungo la cui asta abbiamo dovuto prevedere vincoli edificatori ancora più esigenti". "Non vogliamo dire di no alle costruzioni - ha sottolineato Belotti - ma vogliamo incentivare il recupero dell'esistente con norme che approveremo a breve nel Piano casa, senza dimenticare la tanta edilizia invenduta perché di classe energetica bassa e non appetita dai cittadini".

"Siamo di fronte a una risorsa importante, che - ha detto l'assessore Colucci - subisce una serie di minacce e il relativo degrado ha ripercussioni dirette sulla qualità delle acque e dell'aria e i fattori antropici alla base delle attuali minacce incidono progressivamente con maggior frequenza". "Come Regione - ha ricordato - stiamo portando avanti un programma che potremmo definire una 'via lombarda' per la difesa del suolo. A questo mirano le politiche integrate per il contenimento dei consumi di suolo della Regione Lombardia, che trovano riscontro nelle azioni del mio Assessorato e in quelle condivise con le Direzioni generali dell'Agricoltura e del Territorio". "Non dobbiamo dimenticare - ha spiegato l'assessore - che, in questo contesto, anche il paesaggio rappresenta non solo una cornice, ma un importante valore, che ha un suo qualificante aspetto nei 460.000 ettari di aree protette che sono una ricchezza lombarda fin dal 1973 quando fu istituito il Parco Ticino, anticipando addirittura la normativa nazionale".

"Nel più ampio concetto di territorio - ha affermato l'assessore De Capitani - il suolo agricolo ha un valore che trascende quello economico produttivo per essere a pieno titolo un bene della collettività". "Siamo scesi sotto la soglia del milione di ettari - ha proseguito - e il consumo del suolo agricolo é un segnale di allarme preoccupante, specie nella prima Regione agricola del Paese. Senza terra, infatti, non ci può essere agricoltura". "La qualità della nostra vita - ha rimarcato - dipende in larga parte dalla qualità della nostra produzione agroalimentare, ma anche la qualità del nostro territorio deve molto all'opera e alle cure nostri imprenditori agricoli. Per questo ridurne il consumo non è sufficiente, serve un'adeguata compensazione". "La ricerca realizzata da Ersaf - hanno concluso gli assessori - ci consente di avere un quadro storico dell'uso del suolo, una sua più approfondita conoscenza e strumenti e dati certi per la programmazione futura a tutela di questa importante risorsa che è di tutti i cittadini". Di seguito l'andamento, in percentuale, delle aree antropizzate, di quelle agricole e di quelle boscate nelle diverse province del 2007 rispetto al dato del 1998-1999.

PROVINCIA ANTROPIZZATE AGRICOLE BOSCATE

Varese +5,58 -4,87 -1,71
Como +6,29 -4,30 -0,44
Sondrio +12,20 -2,95 -0,03
Milano +10,52 -6,33 -3,37
Bergamo +12,95 -5,40 +0,00
Brescia +14,22 -7,15 +2,68
Pavia +9,70 -2,15 +7,72
Cremona +13,13 -1,56 +9,13
Mantova +21,03 -2,80 +17,44
Lecco +8,65 -9,95 +0,95
Lodi +15,65 -2,62 +11,26
Monza Brianza +6,46 -8,26 +0,30
TOTALE +11,32 -3,98 +1,07.
(Lombardia Notizie)

A me sembra che questo aspetto sia particolarmente importante, molto più di altri che vanno per la maggiore. La stampa, soprattutto locale, se ne è occupata abbastanza? Gli enti locali hanno dimostrato sensibilità sull'argomento o hanno puntato a fare cassa? Credo che l'argomento sarebbe degno di ben altra attenzione, se non altro da parte di coloro che non hanno interesse diretto a speculare su terreni e costruzioni e vedono con scarso piacere ingigantire il paese attorno a loro.

Il ParcoAvventura di Salice Terme ha il sito internet


Il Parco Avventura di Salice Terme ha il sito internet su cui compariranno tutte le notizie e le iniziative poste in essere.
In home page un simpatico filmato (qua di seguito) per solleticare la voglia di arrampicare.
In queste domeniche di gagliardo sole settembrino ho avuto occasione di vedere molte persone che si cimentavano sull'impianto (ancora circa metà rispetto a quello che sarà la prossima primavera). Finalmente il parco è popolato da persone desiderose di divertirsi nella natura, con rispetto, in modo sano e sportivo.

Il ParcoAvventura di Salice Terme è anche su Facebook

Fare a meno dei certificati


Riporto un articolo di Luigi Oliveri apparso su La Voce:

FARE A MENO DEI CERTIFICATI di Luigi Oliveri 04.10.2011

La necessità di esibire certificati di varia natura in diverse situazioni rappresenta una perdita di tempo e di energie per amministrazioni, aziende e famiglie. La soluzione non è eliminare le certificazioni, ma modificare il sistema col quale si acquisiscono le informazioni. Già da undici anni il Dpr 445 prevede per le pubbliche amministrazioni il cosiddetto accesso diretto alle banche dati. Per verificare la veridicità delle autocertificazioni dei cittadini senza richiedere alcun certificato a nessuno. Perché non si mette in pratica quella norma?

Le certificazioni di varia natura costituiscono un ostacolo chiaro alla funzione amministrativa e un onere per famiglie e imprese.
Il ministro Brunetta ha probabilmente esposto male la soluzione corretta a un problema reale. Non si devono eliminare le certificazioni antimafia o riguardanti la regolarità contributiva in sé e per sé, ma occorre certamente modificare il modo di acquisirle.

IL DURC, QUANDO SERVE E QUANTO VALE

Prendiamo il Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Va richiesto nelle seguenti circostanze:

a) per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al possesso dei requisiti di “moralità”, tra i quali la regolarità contributiva; le imprese autocertificano la loro regolarità in sede di gara, ma ai fini dell’aggiudicazione definitiva, occorre acquisire il Durc;
b) per la stipula del contratto, successiva all’aggiudicazione;
c) per il pagamento degli stati di avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture, nel corso dell’operatività del contratto;
d) per il certificato di collaudo, per il certificato di regolare esecuzione, per la verifica di conformità e il pagamento del saldo finale;
e) qualora tra la stipulazione del contratto e il primo stato di avanzamento dei lavori o il primo accertamento delle prestazioni effettuate relative a forniture e servizi, ovvero tra due successivi stati di avanzamento dei lavori o accertamenti delle prestazioni effettuate relative a forniture e servizi, intercorra un periodo superiore a centottanta giorni.

Dunque, occorre chiedere il Durc in continuazione. Nulla di male. Se non fosse che appunto, il documento va “chiesto” e che per ottenerlo occorrono circa trenta giorni. E un’amministrazione appaltante prima di poter autorizzare il pagamento della prestazione ricevuta dall’appaltatore deve aspettare che Inps, Inail, Cassa edile e gli enti che aggiornano i dati relativi al Durc, ricevuta la richiesta, rispondano, per poter poi andare oltre.

PROBLEMI DI ACCESSO

Non si capisce perché le medesime amministrazioni appaltanti per effettuare un’altra verifica, cioè quella dell’assenza di procedure in atto per irregolare versamento delle imposte e delle tasse nei casi di pagamenti superiori ai 10mila euro, possano accedere direttamente alle informazioni di Equitalia, per il tramite del portale della Consip, mentre per un’operazione in tutto analoga, la verifica della posizione contributiva, per via telematica possano solo fare la richiesta del Durc. Ma non possano accedere direttamente alle informazioni registrate nel sistema.
È evidente a chiunque la perdita di tempo e di risorse. Senza dimenticare che per anni e anni si è discusso se la validità Durc fosse di un mese o di tre mesi. Solo da poco è stata presa una posizione definitiva, indicando la validità trimestrale. Il che facilita il reperimento del certificato, se gli adempimenti sono contenuti entro i tre mesi dalla sua emissione. Ma, si badi, la normativa vigente pretende comunque un Durc diverso a seconda se si compia una o l’altra delle attività indicate nell’elenco. Pertanto, un’amministrazione potrebbe già essere in possesso di un Durc ancora valido, vedendosi comunque costretta a chiederne un altro, da destinare a un utilizzo diverso da quello del quale risulti in possesso.
Non è da eliminare il Durc, ma il sistema col quale si acquisiscono le informazioni. Lo stesso vale per la certificazione antimafia e per qualsiasi altro dato in possesso delle pubbliche amministrazioni.
È da undici anni che il Dpr 445/2000 prevede per gli accertamenti istruttori delle pubbliche amministrazioni il cosiddetto “accesso diretto” alle banche dati. In parole povere, i cittadini possono autocertificare il possesso di tutti i requisiti necessari a intraprendere un’attività soggetta a un’autorizzazione, un contratto o anche un semplice controllo ex post; le amministrazioni competenti non dovrebbero chiedere alcun certificato a nessuno, ma dovrebbero poter consultare le banche dati delle altre amministrazioni per verificare la veridicità delle autocertificazioni.
Da anni, il problema si pone anche per l’esenzione dal ticket sanitario. Le Asl non riescono ad accedere automaticamente alle banche dei disoccupati, gestite in vario modo dalle Regioni, sicché i Centri per l’impiego delle province sono subissati di richieste di certificati di disoccupazione, dei quali si potrebbe fare certamente a meno.
Le banche dati già disponibili, utili per controlli e verifiche, sono molteplici: tra esse appunto quelle detenute dalle prefetture per l’antimafia, il casellario giudiziale, il casellario informatico dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (che certifica il possesso dei requisiti per accedere agli appalti), l’anagrafe tributaria, il registro delle imprese, le banche dati dei percettori di ammortizzatori sociali, le già ricordate banche dati dei disoccupati. Una riserva enorme di informazioni l’accesso alle quali è ancora troppo spesso condizionato a sistemi non adeguati alle risorse offerte oggi dalla rete telematica.

Ricordo che è possibile iscriversi gratuitamente
alla newsletter de La Voce per ricevere tutti gli aggiornamenti.

lunedì 3 ottobre 2011

Dove telefonare?


In un post precedente il capo del servizio della Protezione Civile del nostro comune ha comunicato il numero di telefono al quale è possibile trovare una risposta, in caso di necessità, 24 ore su 24. Il numero comunicato è 331 19050809 (con preghiera di non farlo suonare alle 2 di notte per vedere se davvero qualcuno risponde).
Nello stesso post il signor Mazzocato ha detto che la Protezione Civile è allocata presso gli uffici della Polizia Locale. Ho guardato sul sito internet del Comune, ma non vedo traccia nè del servizio di PC, nè tantomeno del sopra citato numero di telefono.
A ben guardare non c'è neppure il numero di telefono cellulare della Polizia Locale, quel telefono al quale, negli orari di lavoro, dovrebbe rispondere un vigile per le varie occorrenze. D'altra parte l'organico dell'ufficio è talmente sotto dimensionato (3 invece di 7) che il trovare qualcuno in ufficio è estremamente difficile e se c'è sottrae tempo all'azione di controllo sul territorio.
Questo adempimento (mettere i due numeri di telefono sul sito) non è un gran lavoro da fare, è utile e non richiede aggiornamenti come un notiziario.
Ci vuol tanto a provvedere?

ho scritto da poco questo post e ricevo il commento seguente:
"Legga bene sig. Sorrentino.
Nella Home page del Comune di Godiasco, nella colonna di sinistra , tra uffici e difensore civico c'è la Protezione civile e cliccandoci sopra c'è il famoso numero da lei cercato, ma non trovato.
Di sicuro una cosa: il sito del comune è un casino, troppa roba da cliccare che dopo un po' ti ci perdi.
Però il numero c'è.
Giovanni A
."
Ne prendo atto e ringrazio per la segnalazione.
Ma manca sempre il numero di cellulare della Polizia Locale.

domenica 2 ottobre 2011

Un tris di appuntamenti irrinunciabili a Pavia


Ben volentieri segnalo:

3-6 ottobre 2011 “Mafie 2011: legalità e istituzioni”

Ilda Boccassini sarà a Pavia lunedì 3 ottobre alle ore 21, nell’Aula Magna dell’Università (Largo La Pira) per la serata inaugurale della rassegna “Mafie 2011: legalità e istituzioni”, organizzata dagli studenti. Nel corso di questo primo incontro, il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, nonché coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia, dialogherà con Silvia Buzzelli (docente di Procedura penale europea e sovranazionale nell’Università di Milano-Bicocca) sul tema “Le mafie, lo Stato e il coraggio di rischiare”.

Durante la seconda serata, martedì 4 ottobre alle ore 21 presso il Teatro Fraschini di Pavia, verrà messo in scena lo spettacolo teatrale di Luigi Galluzzo “La solitudine dell’onestà – Giorgio Ambrosoli, cronaca di un omicidio annunciato”, interpretato dall’Officina Teatrale degli Anacoleti per la regia di Antonello Capodici.

La terza serata, mercoledì 5 ottobre alle ore 21 in Aula Magna, vedrà ospite Raffaele Cantone, attualmente giudice della Suprema Corte di Cassazione e già Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che interverrà sul tema “Uomini d’onore e colletti bianchi”, presentando il suo ultimo libro “I Gattopardi” (Mondadori, 2010). L’incontro sarà moderato da Paolo Biondani, giornalista de L’Espresso.

Nella serata conclusiva di giovedì 6 ottobre, alle ore 21.00 nell’Aula Magna, sarà proiettato il filmato-documentario “’Un pagamu – La tassa sulla paura”, di Nicola Grignani, Claudio Metallo e Miko Meloni. A seguire, Jole Garuti (direttrice dell’Associazione e del Centro Studi Saveria Antiochia Omicron) modererà il dibattito sul tema “Storie di ribellione al pizzo”, a cui interverranno Gianni Speranza (sindaco di Lamezia Terme), Armando Caputo (presidente dell’Associazione Antiracket Lamezia), Rocco Mangiardi (imprenditore) e lo stesso Claudio Metallo, autore del filmato.

Per tutte le iniziative l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Per informazioni o contatti:

osservatorioantimafiepavia.udu@gmail.com

Dalla Protezione Civile


Ricevo e tal quale pubblico:

Mi scuso per non aver seguito ultimamente il tuo blog, un amico mi ha avvertito che si parlava di Protezione Civile, inutile dire che mi sono precipitato a vedere e ti ringrazio anticipatamente per lo spazio che mi dedichi.

Vorrei chiarire che per principio non mi interessa la politica e il campanilismo. Avendo tempo a disposizione trovo utile fare del Volontariato che non è solo Protezione Civile.

Leggendo il blog ho alcune riflessioni che per l’intensità hanno bisogno di parecchio spazio.

Comincio con la Protezione Civile , per rispondere al lettore e nello stesso tempo dare qualche informazione.

A fine del 2009 ricevo l’incarico dalla Dott. Anna Corbi Sindaco di Godiasco di formare un gruppo di volontari di Protezione Civile. Ad oggi il gruppo è formato da 15 volontari di cui 11 effettivi 6 operativi. La sede operativa si trova presso la Polizia Locale dove si possono anche ritirare le domande di ammissione, mentre per le riunioni di gruppo tutti i primi lunedi di ogni mese ci troviamo presso la biblioteca di Godiasco, riunioni aperte anche alla popolazione.

E’ una fortuna per la popolazione che non ci veda all’opera, ma questo non vuol dire essere inattivi, stiamo lavorando preparando i piani di evacuazione delle persone con problemi motori in caso di pericolo, elaboriamo i punti di intervento per l’ammassamento di persone, prepariamo i piani di intervento su diversi scenari possibili. Stiamo lavorando per allestire il C.O.C (centro operativo controllo) il percorso è lungo, finora abbiamo ottenuto ottimi risultati.

A breve saremo dotati di una pompa idrovora per intervenire su eventuali allagamenti di garage e scantinati. Il Numero telefonico della Protezione Civile di Godiasco è 331 19050809, spero a breve che il Sindaco indica un’Assemblea pubblica per informare la popolazione delle attività e di cosa si deve fare in caso di calamità.

Le polemiche su Salice e Godiasco a noi non interessano. “L’EVENTO” non fa distinzioni.

Non entro in merito della polemica con la Pro Loco di Godiasco perché non esiste, Ma su questo aprirò un altro capitolo.

Grazie

Giuseppe Mazzocato

Coordinatore G.C.V.P.C.G.

sabato 1 ottobre 2011

Servizio Civile


Godiasco, il nostro comune, su questo argomento non ci sente proprio, storicamente.
Sono invece molti gli enti pubblici che fanno tesoro dell'opportunità offerta dai giovani che scelgono di svolgere il servizio civile. Li utilizzano per una moltitudine di mansioni (costano praticamente niente) che vanno dall'assistenza a mansioni burocratiche e alla manutenzione. Per usufruire di questo importante ausilio è necessario avere delle idee (sembra facile!) e buttare giù un progetto.
Parte ora un bando:


Bando per la selezione dei volontari in Servizio Civile

E’ stato pubblicato il bando per la selezione di 1403 volontari in Regione Lombardia.

Gli aspiranti volontari, alla data di presentazione della domanda, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

• essere cittadini italiani (età compresa dai 18 ai 28 anni)
• non aver riportato condanne
• essere in possesso di idoneità fisica.

Si ricorda che i progetti di Servizio Civile hanno la durata di 12 mesi ed i volontari che verranno selezionati dagli enti percepiranno un assegno mensile di 433,80 euro.

La domanda di partecipazione va redatta in formato cartaceo e deve essere indirizzata direttamente all'ente che realizza il progetto prescelto entro le ore 14.00 del 21 ottobre 2011.

Salvo diverse richieste dell'ente, tale domanda è composta dagli allegati 2,3,4 del bando (scaricabili direttamente dal sito) e deve essere corredata dal curriculum vitae e dalla fotocopia della carta di identità.

Ai giovani interessati si fa presente che è possibile presentare una sola domanda per un solo progetto di servizio civile nazionale tra quelli inseriti nel bando.

La presentazione di più domande comporta l'esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi.

Per facilitare la scelta e la ricerca dei progetti approvati, è possibile fare una ricerca dettagliata del progetto per luogo, settore ed area di interesse cliccando sul sito del servizio civile.

Per qualsiasi informazione potete contattare l'Unità Operativa Promozione del Servizio Civile ai seguenti recapiti:

Email: serviziocivile@regione.lombardia.it
Tel: 02.67658850
Fax: 02.67658851

L'argomento è stato trattato in questo blog anche nell'aprile scorso