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giovedì 25 febbraio 2010

Ancora sullo Staffora in piena

Scrissi il 19 febbraio 2010 della piena dello Staffora.
Oggi sono andato a vedere gli effetti della forza delle acque. Il problema appare subito chiaramente: l'acqua scorre troppo veloce perchè non è frenata e questo causa un incremento della sua forza distruttiva. Va considerato che la piena che abbiamo visto non è stata nulla di eccezionale, ma questo, invece di rassicurare, preoccupa. Viene infatti da domandarsi cosa potrebbe succedere se il torrente "desse il meglio di sé".
In un commento al post di cui sopra mi venne citato un progetto presentato dall'architetto Rosolen: esso consisteva, in estrema sintesi, nel creare una serie di bacini atti a rallentare il corso delle acque, stivandole in laghetti, da Varzi fino a Voghera. Spero nei prossimi giorni di poterlo descrivere meglio.
Per ora guardiamo invece quello che si sta facendo: all'altezza del ponte di Rivanazzano si proteggono le sponde in funzione antierosiva, ma nessun rallentamento: la forza è tale che l'acqua ha spostato macigni enormi (vedi foto)






L'ultimo riquadro è un filmato che rappresenta qual'è la forza dell'acqua, tale da aver ribaltato metà della piccola pescaia situata lungo il percorso pedonale fra Rivanazzano e Salice (circa all'altezza del depuratore). Oltre a quanto sopra, si è verificata una grossa erosione. Da notare anche alcuni alberi nell'alveo: divelti dall'acqua, si trasformano in teste d'ariete a completare la micidiale forza distruttiva. Ripeto che quella appena passata non è stata una piena particolarmente grande.

venerdì 19 febbraio 2010

Lo Staffora in piena

La notevole pioggia caduta oggi e la neve che inizia a sciogliersi hanno determinato una discreta piena dello Staffora.
Mi dicono che stamattina è stata anche interrotta per breve tempo la strada fra Rivanazzano e l'Iper e che il torrente Ardivestra ha causato dei danni.
A me viene però da osservate tutta quell'acqua che ora scorre e di ripensare allo Staffora in versione estiva, all'asciutto. In quella stagione viene impoverito gravemente di acqua dai tanti che prelevano per innaffiare le piantagioni di frutta ed i campi di mais. Ho pensato spesso quanto sarebbe opportuno riuscire a "stivare" l'ingente flusso di acqua invernale, tutto sprecato nel Po, con una serie di piccole dighe lungo il percorso. Potrebbero essere realizzate anche scavando nel greto per realizzare dei bacini in grado di raccogliere grosse quantità di acqua per usi agricoli e, magari, per realizzare micro centrali elettriche. Ho sentito che molti anni or sono fu presentato, non ricordo da chi, un progetto in tal senso, ma restò lettera morta. Ovviamente la serie di piccoli laghetti sarebbe anche una eccellente attrattiva turistica.




mercoledì 19 ottobre 2011

Lo Staffora è pronto per l'inverno?


Ho scritto diverse volte sullo stato dell'alveo dello Staffora.
Si ricorderà che all'inizio dello scorso inverno una piena (non particolarmente rovinosa) trascinò con la corrente del fiume un certo numero di tronchi. Probabilmente durante l'estate erano stati fatti dei lavori che avevano facilitato lo scorrimento delle acque rendendole quindi più veloci e quindi rovinose.
Quei tronchi si sono accatastati alla diga costruita giusto nell'estate del 2010.
Sono ancora lì: mi chiedo cosa si aspetti a sgombrare quella massa di legna. Fra poco quasi certamente le piogge favoriranno un'altra piena che a sua volta trascinerà altri tronchi. Credo che l'effetto non sarà buono.
La competenza sull'alveo del fiume è della Regione.
Aspettiamo che se ne accorgano? Potrebbe qualcuno segnalare la situazione, prima che si verifichino danni più onerosi da riparare?
Riusciamo una volta ogni tanto a fare quel poco di manutenzione per il territorio? Mi chiedo anche se non possa un privato, con una motosega, andare a prendere per sé stesso un po' di legna ....
Importante precisazione per non commettere reato:
I privati possono prendere la legna di alberi morti presente nell'alveo del fiume SOLO DOPO aver ricevuto autorizzazione regionale da richiedersi a:
STER - Viale Cesare Battisti Pavia - tel 0382 594427 chiedendo del geometra MASANTA.

Questa informazione mi è stata data dalla Guardia Forestale

venerdì 19 novembre 2010

Quanta acqua nello Staffora !


In un post del 25 febbraio 2010 scrivevo degli effetti della (allora) recente piena dello Staffora.
Oggi, dopo pochi giorni di pioggia, il torrente ha già una discreta portata.
Tutta acqua che va sprecata, sprecata nel senso che scorre via, veloce, verso il Po senza minimamente alleviare la sete di acqua che attraversa tutta l'estate, sete per i campi, i frutteti e la natura in genere, pesci, pescatori e turisti compresi.
Sempre nel post di cui sopra parlavo di progetti che ipotizzavano una serie di sbarramenti e piccoli invasi che, catturando l'acqua nei periodi di abbondanza, ne avrebbero rallentato la corsa (talvolta rovinosa) e l'avrebbero restituita nei periodi di carenza.
Pareva che del progetto se ne fosse occupata la Provincia, la Comunità Montana e chissà chi altri. In realtà tutto è fermo.
E' da illusi pensare che i comuni della valle Staffora trovino un giorno il tempo per riunirsi intorno ad un tavolo per ipotizzare un'azione comune preventiva contro questa piaga ? Un tavolo operativo, non un convegno con buffet finale a base "di specialità dell'OltrePò" ?
Probabilmente sì. Intanto l'acqua, anche grazie alle cementificazione, scorre con sempre maggiore velocità, i fossi sono regolarmente trascurati e i campi abbandonati, le frane e gli smottamenti si susseguono per la gioia di chi riesce a gestire i lavori di ripristino.
Forse le frane sono il vero fenomeno unificante dell'Italia: a 150 anni dall'Unità le frane sono il fenomeno che abbraccia tutto il Belpaese, dalla Valtellina alla Sicilia senza trascurare le regioni intermedie.

venerdì 4 novembre 2011

Manutenzione dell'alveo dei torrenti


Mi chiedevo il 19 ottobre scorso se lo Staffora fosse pronto per affrontare l'inverno.
Mi ponevo la domanda avendo visto nell'alveo diversi tronchi trasportati dalla piena dell'inverno 2010/11.
Andai dalla Guardia Forestale a denunciare il fatto e mi fu detto che la cura dei torrenti era di competenza regionale e che stava giusto partendo in quei giorni una pulizia dello Staffora, partendo da Voghera a risalire. Timidamente obiettai che forse sarebbe stato più opportuno iniziare il lavoro prima, in modo che fosse finito già per le prime piogge. Gentilmente mi fu detto che la Regione riteneva che il periodo più adatto fosse quello in cui gli alberi "cadono in riposo" in modo da poter procedere anche a tagli del verde, non solo allo sgombero dei tronchi morti.
Per fortuna siamo ben lontani dai disastri che stanno affliggendo le vicine zone della Liguria, ma su argomenti così importanti sono convinto che si dovrebbe fare molto di più e prima. La posta in gioco, Liguria e Genova docet, è grande.
Forse sarebbe anche il caso che la Regione decentrasse questo compito, naturalmente decentrando anche le risorse per assolverlo: i Comuni sono ovviamente più vicini al territorio e maggiormente soggetti alle sollecitazioni dei cittadini e quindi nella possibilità di agire prima e, forse, anche meglio.
Resta comunque che la manutenzione, a chiunque spetti, è la cenerentola degli impieghi: notti bianche, feste varie, fontane fanno la parte del leone nel pensiero di tanti, troppi amministratori che, per finanziarsi non esitano a incoraggiare le costruzioni, con la conseguente cementificazione del territorio, la sua impermeabilizzazione, la velocizzazione delle acque e .....
Temo che finchè il pubblico preferirà l'effimero alla manutenzione, le cose non cambieranno, nonostante le disgrazie che ogni tanto ci affliggono e causano lutti.

mercoledì 14 aprile 2010

Lo Staffora si è mangiato il sentiero

Com'era facile prevedere quando venne la piena, lo Staffora ha completato l'opera e si è mangiato il sentiero (in verità è sempre stato mal tenuto) che collega i giardini pubblici di Rivanazzano a Salice. All'altezza della pescaia il lavorio dell'acqua ha eroso il sentiero ed ora non è più possibile passare. Speravo da tempo che quel sentiero venisse sistemato per poterlo percorrere anche dopo la pioggia, realizzando una pavimentazione per evitare il fango: una speranza ormai superata. Abbiamo fatto un salto indietro, non più di pavimentazione si deve parlare, ma di agibilità fisica o, meglio, di incolumità fisica da preservare per chi, distrattamente, si avvicinasse alla parte erosa: rischia di cadere in acqua. E se qualcuno, ignaro, arrivasse in bicicletta e si accorgesse troppo tardi della situazione ?
Il sentiero è tutto in territorio del comune di Rivanazzano e quindi a lui spettano i lavori. C'è da chiedersi tuttavia quale urgenza quella amministrazione darà alla questione: ho la sensazione che non vedano di buon occhio il sentiero che consente di parcheggiare a Rivanazzano ed andare passeggiando a Salice, con il rischio di portare i turisti "in bocca alla concorrenza". A proposito di gestione unitaria del territorio, naturalmente.

giovedì 20 maggio 2010

Lavori sullo Staffora





Scrivevo il 14 aprile che lo Staffora, con la piena di questo inverno, si era mangiato il sentiero che collegava, per pedoni e ciclisti, Rivanazzano a Salice.
Scrivevo anche della situazione di latente pericolo perchè non c'era, e non c'è tutt'oggi, la segnalazione della interruzione
.
Ora fervono i lavori sul greto dove, mi pare di aver capito, viene allargato l'alveo (raddrizzandone ulteriormente il percorso) e verrà realizzata una nuova "briglia" o diga che dir si voglia, per frenare la corrente e creare un invaso di acqua che renda più presentabile il torrente nei periodi di magra.
Questo almeno è quello che spero, anche se al momento si vede una sorta di autostrada che ha sacrificato buona parte della vegetazione sulla riva sinistra. Si vedono anche grossi mucchi di sassi il cui utilizzo futuro non è dato sapere.

sabato 11 settembre 2010

Sentiero pedonale Rivanazzano - Salice



Dopo le distruzioni operate dalla piena dello Staffora lo scorso inverno, è stato ripristinato il sentiero pedonale che collega Rivanazzano Terme a Salice Terme.
Ripristinato nel senso che è nuovamente percorribile, ma certamente non è una piacevole passeggiata: bisognoso di manutenzione prima dei danni invernali, è ora necessaria una forte opera di recupero.
Il sentiero è letteralmente invaso da piante di ambrosia e quasi cancellato da quella e da tante altre piante ed erbe.
All'altezza del ponticello si avverte un forte e sgradevole odore di fogna.
Come in altri post segnalo che l'intero sentiero è sul territorio di Rivanazzano Terme e che spetta quindi a quella amministrazione il provvedere, ma è facile constatare che non se ne è mai preoccupata.
Sull'argomento scrissi che l'architetto Rosolen aveva ideato un progetto per regimentare il corso dello Staffora mediante la costruzione di piccoli sbarramenti: che fine ha fatto l'architetto e il suo progetto ? Mi promise una intervista, poi concessa invece a Il Periodico; sembrava di capire che lo studio era all'attenzione della Comunità Montana e forse della Provincia di Pavia: sviluppi ?
Nel frattempo si è provveduto a grossi lavori di scavo sull'alveo, formando una diga che lascia però passare, di lato, l'acqua del torrente. Sono curioso (e scettico) di vedere cosa succederà in autunno ed inverno.
Nel frattempo il (potenzialmente) bel sentiero è interdetto a tutti quelli che soffrono di allergie fino alla fine di ottobre, poi l'ambrosia seccherà (sfalciarla prima no, eh?) e si potrà accedere tranquillamente (puzza di fogna a parte).

lunedì 1 marzo 2010

Intervista su Il Periodico

Il Direttore de Il Periodico, Alessandro Disperati, mi ha gentilmente concesso un'intervista sull'ultimo numero del suo giornale. E' reperibile in edicola e presso altri locali della zona, gratuitamente. Fra le numerose altre notizie, questo il testo della mia intervista:

1) Qual'è il suo giudizio sull'amministrazione Corbi?
Anzitutto va premesso che ha ereditato una situazione alquanto difficile, situazione che forse non conosceva appieno per non aver partecipato e ben conosciuto il pressappochismo dei predecessori. La situazione economica è estremamente tesa ed il magrissimo ricavo della privatizzazione delle terme quasi tutto già speso. Questa amministrazione sembra sia partita con il preciso intendimento di dare un segno distintivo, in specie sotto l’aspetto culturale. Dispiace un poco constatare una non piena volontà/capacità di trasparenza: la comunicazione con i cittadini e con i consiglieri, almeno quelli di minoranza, non brilla di intensità. Ciò che è conosciuto dipende principalmente dalle interviste concesse a Il Periodico e a La Provincia, piuttosto che alla instaurazione di un regolare dialogo con il paese.

2) Mi sembra, ma mi corregga se sbaglio, che c'è più feeling tra lei e questa amministrazione rispetto a quelle targate Berogno e Deantoni.
Non sbaglia, ma tenga conto che l’amministrazione uscente aveva dato tanti e tali segni di indecenza amministrativa da far brillare qualsiasi altra.

3) Cosa ne pensa dello spostamento della biblioteca nel centro Diviani?

Avrei preferito, ed anche l’attuale amministrazione, ubicarla nell’edificio di piazza Spadolini che attualmente ospita le scuole elementari. Poi sono subentrate difficoltà burocratiche dovute al fatto che, accentrando tutte le scuole salicesi al Diviani, avremmo avuto le nostre scuole in territorio rivanazzanese: questo fatto avrebbe reso possibile che i bambini residenti a Salice avrebbero potuto essere destinati ad altre scuole del comune di Rivanazzano, ipotesi ritenuta indesiderabile.
Alla luce di questa difficoltà, e del fatto che la sede della biblioteca in via Diviani era piccola e fatiscente, concordo con lo spostamento deciso. E’ vero che la struttura viene così a trovarsi defilata dal centro, ma si deve comunque ten conto che Salice non è Milano e una bella sede, confortevole, spaziosa, con servizi igienici decorosi, con aria condizionata, val bene 200 metri in più di strada. Ora l’importante sarà il riempire di contenuti una sede rinnovata negli spazi: contenuti che non dovranno essere solo libri, ma manifestazioni, conferenze, internet, corsi, proiezioni ecc.

4) Cosa auspica lei per il Diviani?

Quello che sopra accennavo: il motore culturale e ludico di Salice, per gli abitanti e per gli ospiti. Uno spazio che dovrà riuscire a coniugare cultura con divertimento, informazione con socialità. Attribuisco notevole importanza alla capacità che dovrà dimostrare di attirare, interessare ed intrattenere i giovani e gli anziani.

5) Si vocifera di uno spostamento del mercato settimanale? A suo avviso quale sarebbe la zona ideale per il mercato a Salice?
Già quando il mercato settimanale del sabato si svolgeva al centro 2, proposi all’allora sindaco Deantoni di spostarlo in piazza Spadolini e di affiancare ai banchi “storici” quelli di produttori locali. L’intento era quello di trasformare il nostro mercato in una iniziativa capace di attirare parte del flusso di auto che il sabato mattina risale la valle Staffora per recarsi nelle varie località a trascorrere il fine settimana. Ovviamente quindi sono d’accordo per abbandonare l’attuale allocazione, probabilmente la peggiore possibile, per un’area più grande, con eccellenti possibilità di parcheggio e di incremento dei banchi.

6) A questa amministrazione cosa vorrebbe chiedere?
Di spingere sull’iniziativa di costituire un eco museo a palazzo Pedemonti Malaspina: sappiamo che si stanno muovendo, ma la realizzazione è complessa e i tempi non potranno essere brevi: per far giungere a compimento il progetto entro la legislatura occorre procedere a tappe forzate. Poiché credo fortemente in questa realizzazione, ho detto e confermo che darò all’amministrazione, nel limite delle mie capacità, il massimo della collaborazione.

7) Cosa ne pensa delle dimissioni di Graziella Zelaschi?

Forse è indelicato da parte mia esprimere commenti, ma credo di poter osservare che quella lista era partita con un errore di fondo, ovvero il voler coniugare il vecchio con il nuovo: il rischio era di non essere né carne, né pesce. Le dimissioni (e mi è dispiaciuto) di Graziella sono state le seconde ad interessare il gruppo e credo di essere facile profeta nel pensare che non saranno neppure le ultime. Verranno in consiglio nuove energie, e questo è certamente positivo.

8) E della nascita della squadra 'Giovani Oltre'?
Conosco solo alcuni dei giovani fondatori dell’iniziativa. E’ comunque indubbio che ogni qualvolta prende vita un gruppo che desidera fare attività culturale, nel senso più ampio del termine, si tratta di un momento importante per la crescita del paese nel suo insieme. Purtroppo devo constatare che spesso si sono avute prove, nella cittadinanza, di scarsa capacità di esprimere socialità: una nuova associazione, già per il solo fatto di nascere, è una buona e lodevole notizia.

9) Un consiglio che si sente di dare al sindaco Anna Corbi?
Non un consiglio, ma un parere: dovrebbe essere più comunicativa, più coinvolgente con tutto il paese. Penso a quanto sarebbe bello se ogni concittadino fosse a conoscenza, in ogni momento, di ciò che l’amministrazione sta facendo. Stimoli la partecipazione, ci sono tante energie inespresse: il nostro paese non può permettersi il lusso di sprecarle.

10) Un progetto che le piacerebbe vedere realizzato a breve?

Oltre all’accennato museo, credo che dovrebbe porre in essere una serie di iniziative per stimolare il turismo nel nostro comune. A solo titolo di esempio potrei citare l’area di sosta per camper a salice, manifestazioni florovivaistiche a Godiasco (paese e parco), approntamento sentieri, aree ciclo pedonali, ecc. Importante è anche affrontare, dopo i tanti discorsi del passato, l’argomento delle barriere architettoniche, sia a Godiasco, sia a Salice. Credo anche che sia giunto il momento di organizzare un asilo nido nel nostro paese che mi sembra stia vivendo un piccolo boom demografico. Riterrei importante anche indire una riunione ogni 1 o 2 mesi con la cittadinanza per raccontare cosa sta facendo l’amministrazione al fine di coinvolgere informando.

venerdì 5 febbraio 2010

Difesa SpA - Il caso dell'ex deposito

E' nata l'azienda Difesa SpA, una società sotto il totale controllo pubblico, che avrà come compito, fra gli altri, la razionalizzazione di tutti gli acquisti relativi alle Forze Armate (esclusi gli armamenti) e la gestione del patrimonio immobiliare delle stesse, in ottica di utilizzazione e/o valorizzazione. A parte quanto ventilato da alcuni organi di stampa secondo i quali Difesa SpA potrebbe decidere di istallare impianti energetici su terreni di proprietà senza necessitare di autorizzazioni dei comuni competenti (non voglio neppur pensare per un attimo ad una centrale nella ex maginot), è ormai giunto il momento di parlare di cosa deve diventare l'ex deposito di carburanti militare in comune di Rivanazzano, confinante con il territorio di Godiasco. Si tratta di circa 13 ettari di terreno, circa metà a monte e metà a valle della strada provinciale. Vi sono alcuni immobili in pessime condizioni, hangar e certamente vari enormi serbatoi interrati. E' tutto in stato di abbandono da anni, sterpaglia mai curata da nessuno. Parrebbe che l'ultimo soggetto competente sul terreno sia la Forestale, ma ciò non l'ha sottratto al degrado. Penso che sarebbe assai opportuno che le due amministrazioni, di Rivanazzano e di Godiasco, si trovino attorno ad un tavolo per decidere quale destino debba avere l'area. Sarebbe un vero peccato che venga acquistata per farne una lottizzazione: la destinazione dovrebbe essere tale da esaltare la omogeneità del terreno, realizzando qualcosa che porti occasioni di lavoro, visibilità e rispetto dell'integrità della zona. Due anni or sono, in piena polemica con l'amministrazione che intendeva autorizzare la trasformazione del grand hotel di Salice in clinica, proponemmo di realizzare la struttura proprio lì, nell'ex deposito.
Non abbiamo ancora cambiato idea, l'abbiamo forse affinata. Vedremmo bene la costruzione di una struttura che si occupi di "educazione alimentare", una sorta di istituto a valenza più psicologica che medica, che si proponga di rieducare ad una corretta e naturale alimentazione coloro che soffrono di disturbi alimentari. Una sorta di "istituto Mességué" in cui vengano proposte sedute psicologiche, corsi di cucina, lezioni ginniche ecc. Abbiamo in zona la Villa Esperia che già si occupa di argomenti similari, abbiamo rinomate acque termali, abbiamo una zona di 13 ettari (!) ancora vergine dove poter edificare con basso impatto ambientale delle strutture basse, immerse nel verde, con vialetti ombrosi ed impianti sportivi (magari lungo lo Staffora).
Spero di aver gettato il sasso nello stagno .....
Come sempre i commenti sono graditissimi.

mercoledì 6 aprile 2011

I lavori sullo Staffora pochi mesi dopo





I lavori, lunghi e costosi (immagino) finirono la scorsa estate.
Ne abbiamo parlato spesso, commentando che sarebbe sembrato più logico cercare di rallentare il deflusso delle acque e non accelerarlo come pare sia stato fatto.
Poi l'inverno e una piena non particolarmente violenta.
Il letto del torrente è ora pieno, mi sembra più del solito, di tronchi divelti dalla forza delle acque.
Lo sbarramento in cemento realizzato fra Salice e Rivanazzano, entrambi Terme, pare che possa presto subire dei danni fino magari ad essere infranto dalle prossime piene autunnali: ha uno spessore di poco più di 25 cm e la forza dell'acqua lo investe in pieno; se arriva anche un bel tronco a mo' di ariete, è facile pensare che fine farà.
Forse quando nei giorni scorsi La Provincia parlava di indagini sui lavori eseguiti nel torrente, parlava anche di questi aspetti.

martedì 23 febbraio 2010

Qualcosa si muove per il deposito militare ?

Scrissi alcuni giorni or sono dell'ex deposito militare (detto Maginot): sollecitavo una presa di posizione delle amministrazioni comunali di Rivanazzano e Godiasco.
Ieri si occupava dell'argomento La Provincia:

MARTEDÌ, 23 FEBBRAIO 2010 Pagina 36 - cronaca
L’area militare è abbandonata dal 1996, anche Godiasco si sta muovendo
Rivanazzano, sindaci in pressing per il recupero dell’ex deposito
F. Calizzano
RIVANAZZANO TERME. L’ex deposito militare di carburante di Rivanazzano, da oltre un decennio abbandonato all’incuria e al totale degrado, potrebbe forse trovare una nuova destinazione d’uso. Si tratterebbe di recuperare un’area di ben tredici ettari di terreno che si estende a ridosso della strada statale per il Penice.
A sollevare il problema è stato il consigliere di minoranza del comune di Godiasco, Alberto Sorrentino: «È ormai giunto il momento di decidere cosa fare del deposito posto nel comune di Rivanazzano e confinante con Godiasco - rileva Sorrentino - anche alla luce della recente costituzione dell’azienda Difesa Spa. Si tratta di una società a controllo pubblico che dovrà razionalizzare gli acquisti relativi alle Forze Armate e gestirne il patrimonio immobiliare. La struttura che un tempo ospitava i rifornimenti di carburante ad uso militare vede immobili in pessime condizioni, hangar e certamente enormi serbatoi ancora interrati. Il tutto lasciato all’incuria e alle sterpaglie. Penso sarebbe opportuno che le due amministrazioni, di Rivanazzano e di Godiasco, decidano di concerto quale destino debba avere l’area. Sarebbe un peccato se fosse venduta per farne una lottizzazione: la destinazione dovrebbe esaltare l’omogeneità del territorio, realizzando un indotto per posti di lavoro e visibilità». Infine, il consigliere di minoranza azzarda una proposta: «Due anni or sono, in piena polemica con l’amministrazione precedente, che intendeva autorizzare la trasformazione del Grand Hotel di Salice Terme in clinica, proponemmo di realizzare il progetto proprio nell’ex deposito. Non abbiamo cambiato idea, l’abbiamo forse affinata. Immediata la risposta del primo cittadino di Rivanazzano, Romano Ferrari: «L’area è di proprietà demaniale. A tale proposito posso anticipare che, insieme al sindaco di Godiasco Anna Corbi, avremo presto un incontro con chi di competenza per capire quali sono le prospettive del Demanio in merito. Stiamo infatti valutando quale potrebbe essere la destinazione d’uso anche alla luce del nuovo Pgt». «Difficile anticipare progetti - concorda il sindaco Anna Corbi - anche se, data la collocazione della struttura a ridosso del torrente Staffora, andrebbe destinata a interventi non invasivi. Senza dimenticare la necessità di un’opera di bonifica dato che la zona è stata impiegata dai militari come deposito per il carburante. Entrambe le amministrazioni sono però consapevoli dell’importanza dell’area e, se ci saranno le opportune condizioni, sono senza dubbio inclini all’acquisto e alla relativa valorizzazione».

mercoledì 19 gennaio 2011

Tanti lavori, ma sono serviti ?




Durante l'estate il tratto dello Staffora fra Salice e Rivanazzano è stato un cantiere.
Profondi scavi hanno interessato il letto del torrente e, a prima vista, rischiano di aver addirittura velocizzato la corsa dell'acqua.
Con le piogge della prima decade del mese di gennaio c'è stata una mini piena, ma l'impetuosità dell'acqua è stata pari a regimi più intensi.
Le foto testimoniano la forza che riiesce ad avere la corrente.
Mi sembra che dimostrino anche che quello sbarramento, fatto con tanto lavoro e che ha preso il posto di quello divelto lo scorso anno dal torrente, non è funzionale.
Non credo che sia un buon risultato permettere che si crei una diga di legna come quella che si può osservare, o così va bene ?
In post precedenti (dove è possibile anche vedere fotografie dei lavori) si era parlato di "antichi" progetti per frenare la velocità dell'acqua e nel contempo creare degli invasi di riserva per i periodi di magra.
Credo che siano anche stati presentati alla CMOP e alla Provincia, ma al momento .... ne deve passare di acqua sotto i ponti prima di vedere qualcosa ....

Le foto sono state scattate il 12 gennaio 2011

sabato 9 febbraio 2013

Verbale Cons. Comunale 4 febbr 2013 - Terme

Consiglio Comunale del 4 febbraio 2013. 
Unico argomento all'OdG l'assemblea di Terme di Salice SpA del 31 gennaio.
La sala era quasi piena, ma moltissimi erano, ovviamente, gli assenti.
Riporto quindi il verbale della seduta redatto dal Segretario Comunale:


Consiglio Comunale  006 DEL 04.02.2013


OGGETTO:  Aggiornamenti sulla situazione societaria delle Terme di Salice S.p.A.. a seguito dell’Assemblea ordinaria e straordinaria del 31 gennaio 2013. Determinazioni del Consiglio Comunale

Il Sindaco legge l’o.d.g. dell’assemblea ordinaria e straordinaria delle Terme del 31.01.2013 (allegato). Informa di essere andata all’assemblea con l’avvocato incaricato, munito di delega. Nell'assemblea , l'avvocato  ha chiesto spiegazioni in merito ad alcune  cifre iscritte a bilancio e precisamente spiegazioni relative a crediti svalutati per oltre 300 000 euro nonché  ad altre voci , quali accantonamenti per euro 310.000 e 149.000 e una multa INPS di 137.000, oltre ad una somma di euro 50 000 ivi presenti come passivo . Non sono state fornite  ulteriori delucidazioni, dichiarando che si ritenevano sufficientemente spiegate le varie poste, nella relazione al bilancio dell'amministratore delegato e nella relazione del collegio sindacale. Per la voce dei 50.000 euro si è detto che trattasi di partita antecedente all'attuale amministrazione di cui non si conoscono gli estremi.  Naturalmente , il socio  di minoranza si è  dichiarato insoddisfatto della risposta data alla richiesta di spiegazione formulata, non a caso, proprio in assemblea, la sede deputata per “porre domande e ottenere risposte”. Non essendo stato chiarito quanto richiesto, l’Ente ha espresso voto negativo all'approvazione del bilancio.
All'altro punto all'o.d.g. e cioè la delibera di liquidazione della società, richiamato il carattere pubblico del socio di minoranza, sottolineata l'assenza di una relazione contabile – finanziaria, infra annuale, aggiornata a gennaio 2013, stante la indecidibilità conseguente della fattispecie ricorrente ( artt. 2446 o 2447 del codice civile), risultando impossibile assumere  una delibera responsabile e consapevole, il Sindaco ha votato contro la liquidazione. Poiché per deliberare la liquidazione occorrono i 4/5 del capitale, non si è potuta decidere la liquidazione della società.
 L'azienda continua, ma questo non significa che non ci sono problemi gravi e urgenti. Il Sindaco, successivamente, si è astenuto sulla decisione del socio di maggioranza di nominare un amministratore unico per accelerare tutte le operazioni con un organo più snello.  Si prevede, a breve, una nuova assemblea dove l'amministratore unico arriverà con la situazione finanziaria aggiornata e in quella sede il socio di minoranza che è , comunque, totalmente tutelato dal suo potere di controllo e ispettivo in ogni momento della gestione, potrà anche ratificare questa nomina del professionista che possiede un curriculum tecnico specifico, allo scopo di accelerare tutte le azioni che preservino la continuità aziendale e i livelli occupazionali, mettendo al sicuro la società da turbative esterne.
Quando si andò nel 2005 all’operazione Terme ci si mosse con accordi tra socio pubblico e privato; questi accordi furono recepiti nei patti parasociali che prevedevano diritti e doveri reciproci e avrebbero avuto valore 5 anni o fino a quando il socio pubblico non passasse in minoranza. Questo evento accadde dopo pochi giorni e i patti decaddero fatta eccezione di due regole: il socio pubblico non poteva scendere sotto il 25% di partecipazione e al socio pubblico spettavano comunque due consiglieri in cda.  Queste due clausole ebbero vigenza per  5 anni e nel 2010, posta la questione della scadenza, non ci fu formale proroga anche se di fatto non è stato mai messo in dubbio, fino ad oggi, il diritto del socio pubblico di nominare due membri in cda e, ad abundantiam, anche la designazione di un sindaco nel collegio.
L’amministratore unico ha gli stessi vincoli, poteri e limiti di un C.d.A.; è, comunque, un organo più snello e, in questo momento, può essere più funzionale al mantenimento dell’azienda. Nella prossima assemblea saranno presentati  i conti aggiornati e se in base ad essi risulterà che  la scelta dell’amministratore unico è più funzionale per l’azienda, tale scelta dell’organo di gestione potrà essere ratificata anche dal socio pubblico.
Il Sindaco informa che il legale incaricato ha comunicato che la norma rilevante è quella di cui al paragrafo 5.2 (a) dei patti e non invece il punto 2; tuttavia i patti sono comunque scaduti, essendo decorso il termine quinquennale di cui al punto 5.1.
Interviene il Consigliere Sorrentino Alberto dicendo di non essere d’accordo con il parere dell’avvocato. Afferma :” Io allora criticai i patti parasociali perché dovevano tutelare il socio di minoranza in quanto quello di maggioranza si tutela da solo. In base alla clausola che cessavano di esistere quando il comune andava in minoranza durarono pochissimo, una settimana circa lasciando il comune in braghe di tela. Qualcosa, comunque, è scappato: vedi punto 5 che,ritengo , sarà sempre garantito , che prevede il 5.2.” Il Consigliere dà lettura:” Il presente Contratto cessa di avere efficacia qualora la partecipazione del Socio privato, per qualunque motivo si riduca al di sotto della soglia del 20 per cento, ovvero quella del Comune di Godiasco si riduca al di sotto della metà più uno del capitale sociale, salvo diverso accordo scritto dalle Parti. In quest'ultimo caso, fermo restando quanto previsto nel precedente art. 4.4 circa il fatto che la partecipazione del Comune di Godiasco in SALICE S.p.A. non potrà scendere al di sotto del 25 per cento, sarà sempre garantito al Comune di Godiasco quanto segue:
a)      il diritto di designare due membri del Consiglio di Amministrazione di SALICE S.p.A.;” Al termine conclude: “ A me sembra chiaro; a meno che non vogliamo fare la guerra per avere due consiglieri. Che un amministratore unico è più veloce di un C.d.A. si può superare con la figura di consigliere delegato o amministratore delegato che agisce e gli altri hanno potere di intervenire. Un socio non può continuamente dire fammi vedere quella fattura, quella cosa etc. E’ invece compito dei consiglieri. In questa società bisogna andare a controllare i conti tutti i giorni.”

Interviene il Consigliere Serra Roberto dicendo che se la società non si scioglie e va avanti il messaggio è positivo. Egli aggiunge: “  Bisogna capire in che modo. Il problema è la liquidità. Chi mette questi fondi? Alla fine quello che conta sono i posti di lavoro ed i lavoratori e gli stipendi arretrati non percepiti. Chi ci mette i fondi per fare andare avanti la società?”

Interviene il Consigliere Sorrentino Alberto dicendo che gli ha fatto piacere che il socio Comune ha votato contro il bilancio. “Anche se non sono un esperto di bilanci –dice -  per quello che mi è stato dato vedere è un bilancio ermetico, non si capisce cosa è successo. Una volta che è stato votato contro, il Comune si deve fare aiutare da un professionista esperto per capire questo bilancio. Il Comune oltre a votare no, ed ha fatto benissimo, deve chiedere perché.”

Il Sindaco risponde dicendo che è stato votato “no”, sulla scorta di domande puntuali formulate dall’avvocato che assiste l’Ente. L’analisi critica è stata fatta ed è stata il presupposto del  voto negativo. I rilievi sollevati, risulteranno chiaramente dal verbale della seduta.

Interviene il Vicesindaco dicendo che nel 2010 è stato chiesto un rinnovo dei patti parasociali ma non è stato concesso salvo che, nei fatti, per i due consiglieri. Indipendentemente dal passare in minoranza o meno, essi  duravano 5  anni. L’avvocato dell’Ente, sull’amministratore unico, si è astenuto per verificare. Dopo la verifica non si può che prendere atto della nomina dell’amministratore unico. Per l’osservazione del consigliere Serra la risposta è che c’è un amministratore unico che farà le verifiche se determinati crediti ci sono o meno, e se determinati debiti ci sono o meno. E’ di nuova nomina e farà tutte le verifiche. Da informazioni assunte è professionista qualificato. Farà tutti i controlli; a questo punto bisogna aspettare.

Interviene il Consigliere Serra :” se la società ha risorse necessarie e sufficienti va bene , ma se non ci sono i fondi c’è un strategia?”

Interviene il Vicesindaco precisando che fino ad oggi , alle terme, i non c’è stato un imprenditore e così sono andate le cose. L’amministratore unico verificherà se ci sono spazi e quali e in merito dovrà riferire ai soci.

Interviene il Sindaco dicendo che essendo nella fattispecie dell’articolo 2446 del codice civile è necessario elaborare un piano, con delle precise fasi, che poi dovrà essere attuato. L’agire dell’amministratore sarà conseguente al piano elaborato, un piano concreto e realistico.
 La priorità assoluta dell’Ente non è l’accesso ad asset della società. Per il Comune è importante che le Terme debbano rimanere aperte e deve lavorare anche l’indotto di Salice e della Valle Staffora. Questo è l’ obiettivo prioritario. Le Terme sono ora, dopo il referendum voluto da questa amministrazione,  anche  nel nome del Comune e devono continuare ad esistere. Le Terme devono funzionare e la gente deve lavorare. Il Comune deve avere obiettivi pubblici e non privatistici.  Si chiederà all’amministratore unico un piano e si capirà anche se sono possibili facilitazioni finalizzate allo scopo di rimettere in salute l’azienda.
Se la società fosse stata messa in liquidazione tutti questi discorsi non si sarebbero potuti tenere. Con la chiusura si perde l’avviamento, il personale qualificato, la clientela fidelizzata; si perde tutto. E’ stato anche possibile non andare in liquidazione con la buona volontà di tutti anche dei lavoratori che in questi mesi hanno fatto tanti sacrifici. Si sa, tutti sanno , comunque, che il cammino è tutto in salita. E’ una situazione disperata che deve essere gestita anche se nessuno, nessuno di questa amministrazione l’ha causata; per rispetto di tutti i concittadini si ha il dovere di  gestirla.

Interviene il Consigliere Sorrentino Alberto chiedendo se ha ben capito che si è  votato contro la liquidazione.

Risponde il Sindaco affermativamente ribadendo che perché si andasse in liquidazione occorrevano i  4/5 del capitale sociale, cosa che non si è avverata

Interviene il Consigliere Sorrentino Alberto chiedendo se si ha un’idea della prossima riunione.

Il Sindaco risponde che i tempi sono strettissimi. Gli incontri avverranno in tempi strettissimi e si intensificheranno fino a contatti quotidiani. L’amministratore unico deve presentare un piano. Il Sindaco si avvarrà  di idonei collaboratori per verificare la gestione.

Interviene il Consigliere Sorrentino Alberto per chiedere se a Consiglio Comunale chiuso si può procedere ad un pubblico dibattito con i presenti in sala. Il Sindaco e gli altri consiglieri consentono.

(alcuni presenti hanno approfittato della opportunità ponendo quesiti cui il Sindaco ha risposto. Questo a dimostrazione che il Consiglio Comunale consente anche una partecipazione attiva del pubblico)