Informarsi è partecipare - Gruppo consiliare "Uniti per Godiasco" - Godiasco Salice Terme (PV)


domenica 8 gennaio 2012

La questione morale e le mani nelle tasche altrui

In questo blog si è parlato spesso di questione morale.
Ritengo che il pesantissimo problema dell'evasione, presente ovviamente anche nella nostra zona, sia una delle componenti principali del problema. 
Come chi ruba un oggetto è un ladro a prescindere dal valore e dalla facilità del furto, così chi evade scientemente il fisco è un ladro (e profittatore)  verso la collettività. Riceve (ruba) servizi che costano come i carabinieri, l'esercito, i magistrati, gli ospedali, le scuole, le pensioni ecc.
Per questo ritengo che lo Stato dovrebbe veramente e finalmente impegnarsi per risolvere questo annoso problema che sottrae annualmente moltissimi miliardi di euro alle casse statali e costringendo così i governi a tassare in modo più pesante coloro che non possono sfuggire. Sono quindi solidale con l'azione intrapresa a Cortina dagli uomini dell'Agenzia delle Entrate, azione clamorosa e dimostrativa che serve anche a rilanciare il grave problema verso l'attenzione pubblica.
Sono convinto che una vera e seria lotta all'evasione abbia già tante frecce al suo arco, se solo si decidesse di adoperarle con sistematicità. I controlli incrociati resi possibili dai moderni computer possono dare una mano risolutiva al problema.
Riporto qua di seguito l'articolo de La Stampa sul discorso di Monti a Reggio Emilia durante la festa del Tricolore.




Il premier frena le accuse contro Finanza e Agenzia delle Entrate: "Inammissibili chiedere sacrifici se poi c'è chi non paga le tasse"

reggio emilia
«Alcuni italiani mettono le loro mani nelle tasche di altri italiani: sono gli evasori». Appena rientrato da Parigi, prima tappa del lungo tour europeo per convincere i partner europei delle rinnovata solidità italiana, Mario Monti si tuffa nelle questioni interne e annuncia «nuove misure» nella lotta all’evasione fiscale ed una «scossa con una potente accelerata contro la corruzione».

A Reggio Emilia per il 215esimo anniversario del Tricolore il capo del governo nella sua prima visita ufficiale in una città italiana rivolge un appello alla coesione del Paese: «Unita - dice - l’Italia è più forte in Europa e nel mondo». È un omaggio allo «straordinario» impegno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che partì proprio da Reggio Emilia lo scorso anno per celebrare i 150 anni dell’Unità, «un messaggio che gli italiani - sottolinea Monti- hanno accolto con entusiasmo» e «con i tricolori appesi alle finestre». Tra Quirinale e Palazzo Chigi sembra esserci completa condivisione di vedute. Il capo dello Stato invia un messaggio a Reggio Emilia ed invita tutti ad «affrontare la crisi con coesione ed equità». Ma equità non può esservi se c’è chi non paga le tasse.

Monti promette interventi: «È inammissibile - spiega - che i lavoratori subiscano sacrifici mentre una parte importante di ricchezza fugge alla tassazione, accrescendo così la pressione tributaria su chi non può sottrarsi al fisco». Il premier, indirettamente, interviene sulle polemiche degli ultimi giorni per il blitz della Finanza a Cortina d’Ampezzo e difende «uomini e donne della Guardia di Finanza». Nessun riferimento diretto a chi, soprattutto nel Pdl, critica l’intervento degli uomini della Finanza nella rinomata località sciistica ma non è certo passato inosservato che Monti abbia espresso scetticismo sulla «espressione mani in tasca"» utilizzata spesso da Silvio Berlusconi. «Non mi ha mai persuaso e comunque è incompleta per indicare la tassazione - dice - perchè ci sono altri atti di mani che entrano nelle tasche degli italiani: sono gli evasori». Monti intende proseguire lungo la strada tracciata. Tra le misure in cantiere ci sono anche quelle che riguardano le liberalizzazioni. «Nella fase due» del governo ci sono «equilibrate e pragmatiche, ma non timide, liberalizzazioni»: «Ogni settore - spiega il primo ministro - dà il proprio contributo che è più equo se avviene in regime di libera concorrenza». Il governo intende colpire «privilegi e rendite di posizione», che «spesso» sono nati «a seguito di provvedimenti pubblici del governo centrale o dei governi locali che mantengono inciampi al gioco della concorrenza del mercato».

Il capo del governo a Reggio Emilia incontra anche Romano Prodi che saluta affettuosamente ed il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Con quest’ultimo ha un breve incontro nel corso del quale i due si sono dati appuntamento a breve per discutere dell’azione di governo. Sul tavolo sono aperti molti dossier. C’è anche quello della riforma del lavoro. Il premier è convinto che il «il dialogo che si sta per aprire dovrà favorire investimenti e occupazione». Ma attenzione a dire sempre sì, ammonisce Monti: «I ’nò comportano dei costi politici nel presente» ma «dire sempre sì comporta dei costi sociali drammatici per chi ancora non vota e forse non è nato». A tal proposito il professore sottolinea che «l’Italia che non può fare a meno dell’Europa» ma anche che «l’Europa non può fare a meno dell’Italia». «L’Italia sta facendo e continuerà a fare il suo dovere» dice prima di rivolgere un ammonimento: « Nessun Paese è talmente forte da poter pensare di andare avanti da solo ad affrontare l’economia globale». Un riferimento, interpretano i più, all’intransigenza tedesca con la precisazione che «anche l’Italia vuole un’Europa con i conti in ordine e che sappia assicurare stabilità anche accettando meccanismi severi». Ma non tutti accolgono con entusiasmo le parole di Monti. A Reggio Emilia va in scena anche la contestazione nei confronti del premier e del governo. In strada alcuni gruppo di Rifondazione Comunista e della Lega Nord accolgono il premier con fischi e cartelli di protesta contro la politica dell’esecutivo.

Nei prossimi giorni parlerò con il Segretario del nostro comune per chiedere quali iniziative sono state messe in atto per contribuire, nelle possibilità dell'ente, ad alleviare il problema.
Questo blog è e sarà sempre più attento a questa importante tematica.

4 commenti:

  1. Bonventre Francesco8 gennaio 2012 11:57

    Pagare le tasse è un obbligo e tutti i cittadini dovrebbero rispettare tale obbligo.
    Una delle cause che spingono gli italiani all’evasione fiscale in Italia, sto formulando un’ipotesi, è quando si scopre come sono impiegati questi denari, mi permetterei di fare un brevissimo elenco: un numero incredibile di politici che vivono facendo della politica un lavoro a tempo pieno pagati profumatamente; una miriade di enti e associazioni spesso di dubbia o superflua utilità finanziate dallo stato; pensioni d’oro; stipendi e liquidazioni principesche per dirigenti che spesso hanno portato alla rovina le aziende da loro amministrate; opere pubbliche faraoniche spesse assolutamente inutili; finanziamento ai giornali (ricordo che stiamo parlando di aziende private); aiuti ai paesi in via di sviluppo; DEBITO PUBBLICO, ecc… Naturalmente l’elenco è molto più lungo, però già adesso abbiamo un’idea del perché gli Italiani sono un po’ restii a pagare le tasse, a mio parere rispetto a quello che si paga il ritorno in servizi che lo stato eroga a favore dei cittadini è insufficiente. Comunque il grande problema rimangono gli interessi sul debito spalmati sui cittadini paganti. Vorrei ricordare che il debito è stato creato, nel corso degli anni, dalle varie classi dirigenti che si sono succedute, adesso, noi cittadini, a causa di questo siamo costretti a continui sacrifici (vedi le innumerevoli manovre finanziarie) per pagare debiti contratti da altri.

    RispondiElimina
  2. Tutto giusto, ma non credo che la soluzione sia rubare dei servizi pagati da altri. Quella è una soluzione da farabutti ipocriti.
    Per risolvere (gradualmente) quegli episodi di malcostume c'è solo la partecipazione: i cittadini devono partecipare, informarsi, scandalizzarsi, esigere cambiamenti di metodi e persone. Finchè si preferisce restare sudditi tali situazioni continueranno e il rubare sulle tasse non è una soluzione, ma un farsi partecipi attivi dello sfascio della società.

    RispondiElimina
  3. Ma non sarebbe stato meglio e più utile e più equo e più democraticamente corretto iniziare SUBITO dall'evasione fiscale?
    Troppo comodo, ADESSO, dopo che ci hanno tassato il tassabile affermare che l'evasore è il nemico, è l disonesto è colui il quale bisogna combattere.
    Adesso che hanno messo in atto la manovra di andare a prendere i soldi dov si possono recuperare senza fatica, ci vengono a dire che è l'evasione il problema??
    Chiacchere.
    Adesso devono darsi una giustificazione e rifarsi la faccia nei confronti di chi è il tar-tassato.
    Crederò all'onestà del politico di turno ( adesso tecnico) quando la politica verrà tassata veramente e verranno ridotti i LORO benefici. E non parlo solo del l'inquilino di turno del quirinale, o dei soggetti che siedono negli scranni della politica.
    Parlo delle agevolazioni alle coop rosse o bianche che siano.
    Parlo delle agevolazioni ai sindacati tutti.
    Parlo di tutte quelle SPA a controllo politico nelle quali siedono i vecchi politicanti che con il loro voto determinano la nostra esistenza.
    ... e via dicendo
    Lo sappiamo tutti quali sono i problemi che ogni giorno ci vengono creati dalla burocrazia e dai figli dei burocrati che non hanno il coraggio di cambiare.
    Sorrentino, lei dice... partecipare. Ma a cosa?
    Informarsi? su quale quotidiano?
    Però siamo scandalizzati, e allora?........
    Io mollo.
    Un saluto a tutti coloro che non molleranno.
    Gianni P.

    RispondiElimina
  4. La lotta all'evasione è un'operazione che richiede tempi lunghi e non poteva dare subito il gettito che era richiesto per fermare la pericolosa china che stavamo correndo verso la rovina, rovina che avrebbe travolto, lo ripeto, per primi i più deboli, coloro che vivono (o sopravvivono) di stipendio fisso o, peggio, che non hanno o hanno perso il labvoro.
    La lotta all'evasione sarà lunga anche perchè deve prima sconfiggere l'humus favorevole che da noi protegge chi ruba la fiducia e i denari altrui sottraendosi dal pagare il suo obolo al funzionamento dello Stato. Non molli, facciamo il nostro dovere di cittadini che è quello di fare e di esigere che tutti facciano il loro dovere. Ci sono un milione di assurdità nella nostra società corrotta, ma credo che tutte si siano generate ed abbiano prosperato dal disinteresse e dal laissez faire dei cittadini. Non molli, cerchi di confrontarsi, cerchi di ragionare con la sua testa senza condizionamenti, e anche con il cuore.
    Lei probabilmente avrrà figli e forse anche nipoti.
    In che mondo vuole che vivano?

    RispondiElimina

Se tu dai un euro a me ed io uno a te, abbiamo un euro ciascuno.
Se tu dai un'idea a me ed io una a te, abbiamo due idee ciascuno.
Le idee sono importanti, ma non è da meno la cortesia di farsi riconoscere quando si posta un commento.